4 giu 2013

L'utile e puntuale tesi del Professor Onida



 Valerio Onida è stato professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano, già giudice costituzionale e Presidente della Corte, è.. oggi, uno dei componenti del ristretto gruppo dei “saggi” che si è occupato di preparare le iniziative per le leggi nel campo economico e sociale.
Secondo l’attenta analisi del Professore "Il cosiddetto presidenzialismo altera gli equilibri costituzionali e riduce le garanzie in favore dell'esecutivo, risultando assai pericoloso ". Il presidente emerito della Corte Costituzionale, non usa mezzi termini per bocciare le ipotesi di riforma presidenziale.  Egli afferma che oggi: risultano primarie le riforme strutturali, le leggi e le amministrazioni”.
Come si potrebbe non essere d’accordo con una simile affermazione? Per l’attento professore la discussione sul Presidenzialismo potrebbe portare ad un sistema pericoloso all’italiana.. al fine di cambiare un apparato governativo ed un rifiuto della rappresentanza politica per puntare su forme di democrazia diretta fin troppo assolute”.
Il Costituzionalista teme che questa forma di sistema possa portare ben oltre una giusta valorizzazione degli istituti di partecipazione e di democrazia diretta,  ponendo il riferimento  con i programmi e le regole di comportamento del Movimento 5 Stelle: “Sembra che si immaginino parlamentari eletti che non decidono nulla, ma eseguono le decisioni che loro pervengono attraverso le risorse della «rete», in sedi esterne al Parlamento, e cioè da tutti i cittadini che fanno parte del Movimento, con modalità però soggette al governo di un «capo» (Grillo, o chi per lui) che controlla il centro del sistema di comunicazione”.
In questa visione «antiparlamentare», gli eletti, non agirebbero più «senza vincolo di mandato» — il ruolo stesso del Parlamento e dei suoi componenti verrebbe svuotato”.
Secondo Onida, “non è meno «antiparlamentare» la visione, opposta ma convergente, di chi ritiene che la discussione parlamentare sia un orpello inutile e atto solo a ritardare i meccanismi di decisione, che andrebbero affidati invece a un «capo» (ancora una volta) eletto a termine e dotato non solo dei tradizionali poteri esecutivi e di iniziativa «privilegiata» propri del Governo, ma sostanzialmente di tutti i poteri, attraverso il controllo stretto di una maggioranza parlamentare precostituita in modo non solo omogeneo, ma sostanzialmente «servente» nei confronti del capo”.
Per il Professore.. la tesi di un «presidenzialismo all’italiana»,  dimentica il carattere dialettico di un vero presidenzialismo, sognando un Presidente che non debba trattare con nessuno, nemmeno con la «propria» maggioranza, la quale dovrebbe essere costruita e funzionare al suo esclusivo servizio.
Anche qui, siamo ben al di là delle opportune misure dirette a rendere più efficiente il nostro Parlamento, rivisto nella sua tipica struttura bicamerale che dovrebbe essere messo in grado di compiere il suo lavoro in base a normative certe ed in tempi ragionevoli. Il Professor Onida avverte:  Prima di affermare l’implicita inutilità di un Parlamento, sarebbe il caso di riflettere attentamente sul passato..
L’osservazione del Costituzionalista non può che essere valida e puntuale ..in un momento storico in cui le forme di populismo vengono spinte all’eccesso ed in cui aumentano a dismisura certe manifestazioni di piazza. Ma le sue argomentazioni dovrebbero anche leggersi come un’ulteriore spinta affinchè la politica possa esprimersi in termini più innovativi in direzione della ricerca di un paradigma più funzionale ed utile che possa rappresentarci in modo più specifico ed esclusivo.
vincenzo Cacopardo

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