21 lug 2014

Il tavolino delle tre carte... per le riforme



di vincenzo cacopardo
Per la nuova riforma sul Senato..la bella ministra Boschi continua a vivere dell'unica speranza di chiudere entro il 10 Agosto...per il resto il vuoto assoluto..meglio non approfondire!
Stiamo quindi entrando nella settimana decisiva che porterà l'aula ad un bel po' di interventi e repliche dei relatori e del governo, infine si andrà al voto. Nessuno in seno al governo (Premier in testa) intende disinteressarsi alla priorità di tale riforma e Matteo Renzi procede come un treno affermando che il suo governo non vuole arretrare ... costi quel che costi!

Per Renzi questa riforma sul Senato rappresenta l'inizio di un “profondo cambiamento” ( cambiamento forse...ma profondo sembra azzardato... in considerazione del fatto che proprio nell'impostazione che prospetta il giovane sindaco d'Italia non vi è l'ombra di alcuna profondità..ma un chiaro percorso ristretto alle esclusive esigenze dei costi... e di una governabilità.. assai poco legato ad una logica di vera funzionalità politica).
Il fatto che fino ad ora.. per una simile riforma... si contratti e non si discuta attraverso una analisi profonda dei contenuti di efficienza, non promette risultati positivi. Possiamo solo sperare che a Palazzo Madama vi possano essere le condizioni per un dibattito serio e non si corra pragmaticamente verso tagliole o pretesti vari per chiudere in fretta un dialogo..che vi siano, quindi, i margini per un confronto serio.

Tra immunità parlamentare e sistema di elezione..sembrano comunque esservi pochi margini di confronto, sono in dubbio anche le ultime trattative con il Movimento di Grillo: difficile per i Grillini poter immaginare un voto a favore dell'immunità del PD insieme col centrodestra....ma comunque tutto in questi giorni potrebbe risultare possibile nel gioco delle riforme che sembra ormai diventato per Renzi un gioco simile a quello delle tre carte: Quella del proprio partito...quella del partito di Berlusconi..e quella del Movimento5S.(dove in ognuno vi si annidano dissidenti)
In questo percorso delle riforme riguardanti il Senato e la legge elettorale..nessuno in seno al governo (che sembra guidarne la strada) si pone il dubbio dei risultati che può produrre un qualsiasi accordo di comodo..nessuno si pone il vero problema dell'utilità di questa futura Camera...nessuno, ancora, ha veramente spiegato il vero funzionamento della sua nuova attività.

L'unica cosa che risulta evidente.. è un qualsiasi accordo che possa trasformare il Senato in una Camera ridotta nei numeri e nelle spese..per il resto si vedrà...






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