26 apr 2015

Le riforme dannose che sovvertono il funzionamento del sistema

di vincenzo cacopardo

In un articolo di Paolo Bracalini sul Giornale si fa riferimento ai contatti che il politico Renzi (Premier e segretario del Partito di maggioranza) intrattiene con società, figure ed enti che lo sponsorizzano :

Le ramificazioni partono, storicamente, dall'Ente cassa di Firenze (azionista di Intesa San Paolo) la prima banca dove i renziani mettono piede. Con Carrai consigliere e Jacopo Mazzei presidente, entrambi di famiglie importanti e finanziatori di Renzi. Mazzei ora è consigliere di sorveglianza di Intesa San Paolo. Suo cugino è Lorenzo Bini Smaghi, ex Bce, attualmente presidente della banca d'affari francese Société Générale. Poi Davide Serra, capo del fondo Algebris (da cui l'Ente cassa comprò 10 milioni in bond), e poi i banchieri accorsi al matrimonio di Carrai. Tutti i più importanti: Palenzona (Unicredit), Viola (Mps), Gian Maria Gros Pietro e Luciano Nebbia (Intesa San Paolo), Marco Morelli (Merrill Lynch Italia).Ancora più lunga la lista di imprenditori amici, facoltosi sponsor di Renzi grazie ai quali ha raccolto più di 5 milioni di euro di donazioni (tra associazioni e cene di autofinanziamento Pd) in pochi anni.

Già a Firenze Renzi si era costruito una rete ristretta di fedelissimi a cui affidare ruoli nelle partecipate comunali. Da premier la linea non è cambiata. Con l'ultima tornata di nomine nelle società del Tesoro ne sono entrati diversi. In Enel è andato Alberto Bianchi, avvocato di Matteo Renzi nonché il presidente della Fondazione Open che per Renzi raccoglie i fondi da donatori privati. Uno dei quali (con 10mila euro), Fabrizio Landi, ex amministratore delegato di Esaote, azienda leader del biomedicale con sede a Firenze, è finito nel Cda di Finmeccanica. Altro renziano doc è Marco Seracini, uno dei soci fondatori e presidente di un'altra associazione di raccolta fondi per Renzi, NoiLink, che siede ora nel collegio dei sindaci di Eni. Sempre in Eni, ma nel Cda, c'è un'altra conoscenza renziana, Diva Moriani, amministratore della Fondazione Dinamo, presieduta da Vincenzo Manes, imprenditore e generoso finanziatore di Renzi (62mila euro di donazioni), che lo ha fatto nominare nel 2010 in Aeroporti di Firenze. Altri «leopoldini» sono finiti in Eni e Poste, vale a dire rispettivamente Luigi Zingales e Antonio Campo dall'Orto. Mentre a guidare la macchina legislativa di Palazzo Chigi è arrivato l'ex capo dei vigili di Firenze, la fedele renziana Antonella Manzione. 

E per Renzi questo era solo il primo giro di nomine da premier. Quelli romani, noti come «palazzinari», sono da sempre filo-governativi. Il Pd romano, con cui hanno sempre intessuto relazioni, è tenuto a distanza da Renzi, che lo sente estraneo (per ora l'ha commissariato). L'occasione di incontro diretto col segretario è stato a novembre, con la cena di autofinanziamento all'Eur. Lì c'erano (a botte di almeno mille euro a testa) Luca Parnasi, ad del gruppo immobiliare Parsitalia, costruttore del nuovo stadio della Roma, con tutti gli appalti annessi. I fratelli Claudio e Pierluigi Toti, della Toti Invest (si dice interessati a rilevare il Foglio , giornale molto renziano), e poi i Cerasi. Nella cena omologa a Milano, invece, ecco, annunciati ma non pervenuti, i Gavio (autostrade). Poi i costruttori Mattioda, e Manfredi Catella della Hines (immobiliare), padrone di casa della cena milanese. “
Paolo Bracalini

Non vi è nulla di scandaloso ad intrattenere simili contatti.. se non fosse che molti di loro contribuendo al finanziamento delle campagnere lettorali del Premier, non fanno che destare dubbi su quel giusto percorso che, al contrario, dovrebbe seguire la politica. Cosa vi è di diverso in ciò che nel passato ha fatto Craxi col suo Partito, il vecchio PC e tutta la vecchia classe della DC ?..Forse perchè in quel caso vi erano fondi neri?... E chi può affermare che ciò non potrebbe ripetersi?..

Ma..al di là di questo.. sul piano prettamente etico di una politica che si vorrebbe integra e fondata soprattutto su programmi ed idee, tutto ciò risulta poco chiaro..anzi incomprensibile. Si può escludere un “do ut des” ?... E che senso può avere pensare di proiettarsi verso un sistema di finanziamento privato che chiaramente premia chi le risorse le ha.. riconducendo la politica al passato? Ma c'è di più: come si può pensare di fornire risorse finanziarie per la campagna elettorale di un qualunque leader segretario di un Partito che è contemporaneamente Capo del Governo? 

Non si tratta solo di una semplice anomalia, ma di un vero e proprio abuso oggi legalmente riconosciuto da una classe politica incompetente e persino connivente nel gioco dei poteri: Io.. Renzi, capo della maggioranza, vengo finanziato dalle alcune società e contemporaneamente costruisco le norme come Premier ..ponendosi, così.. il palese dubbio che, proprio queste norme, possano venir predisposte a beneficio di chi mi sponsorizza attraverso congrue risorse. 

Ma è proprio il combinato di tutte queste nuove riforme( Una sola Camera- il finanziamento privato - i ruoli politici non separati e compromessi che creano conflitti-una legge elettorale con forte premio di maggioranza- la politica regionale dipendente dal governo centrale..etc ) che dovrebbe far pensare seriamente: Una lunga serie di anomalie che.. messe insieme... forniscono un quadro chiaro di come non vi possa essere nel futuro scampo per un sistema di vera democrazia e di equità sociale. Questo dovrebbe far pensare molto di più che l'argomento pertinente le liste bloccate...che rimane un'altra anomalia del quadro in un sistema che ancora oggi non si occupa dell'indispensabile e primario rinnovamento degli stessi Partiti.


Nessun commento:

Posta un commento