2 gen 2019

IL RISCHIO DI UNA DEMOCRAZIA ILLIBERALE




Per il Movimento 5 stelle non pare esservi via di mezzo: o sei con loro o contro di loro! ..Ma la politica e ben altra cosa!

di vincenzo cacopardo
Eppure in tanti... quando sono andati al voto..avevano sperato in un cambiamento per le regole della democrazia che potessero offrire maggiore dialogo parlamentare.
Se per dare inizio ad una rottura del sistema si è dovuto sottostare a regole alquanto rigide all'interno del Movimento..per la ricerca di un cambiamento sembra più che naturale che un dialogo debba potersi approfondire ed una certa flessibilità ricercarsi insieme.

Il neo parlamentare De Falco, ormai più distante dalla linea politica dettata da Luigi Di Maio, non si sarebbe di certo aspettato un trattamento simile come quello dell'espulsione: Pensava che si potesse conservare un po' di democrazia all'interno del Movimento. Ha espresso opinioni (come qualsiasi parlamentare dovrebbe ed è tenuto a fare) sul decreto sicurezza e sulla manovra. Di conseguenza pare aver voluto votare secondo coscienza: Secondo il parlamentare nessuno del gruppo in Senato aveva alcuna cognizione sul contenuto della manovra e dunque non ci si poteva che astenersi.

Le reiterate violazioni al codice etico del Movimento nello specifico caso non sembrano per nulla appropriate poiché votare senza la conoscenza esatta del contenuto di un argomento non può essere rapportato ad una questione di etica, ma semmai di coscienza. Ciononostante un regolamento forzato non può avere alcuna relazione con un'etica, ma forse con i principi del suo testo. Se inoltre su questi principi non si è mai veramente discusso preventivamente in sede di partito..certe motivate e ragionevoli prese di posizioni di un parlamentare risultano più che ovvie.
La questione politica odierna è proprio quella che vede oggi la mancanza di un equilibrio fra i due ruoli: quello parlamentare e quello esecutivo.. sempre più tendenti a schiacciare e limitare il ruolo del primo. 

Purtroppo in questo Movimento che ha ottenuto un certo risultato di rottura sul vecchio sistema..non si è dibattuto al suo interno nel giusto modo. Vi sono alcune precise incongruenze le quali prima o dopo salteranno all'occhio e che rischiano di condannarlo nel breve futuro per le scelte fin troppo radicali.

Prima fra tutte proprio quella di pretendere un voto compatto su leggi e manovre pilotate dall'esecutivo e fatte scivolare a pioggia sul Parlamento con l'ordine preciso di votarle. (Esattamente come è avvenuto nel recente passato con Renzi, Berlusconi e compagnia). Un punto sul quale mal si concilia l'ottimo discorso del presidente della Camera Fico nel giorno del suo insediamento dedicato al ruolo della sua Aula.. e che non ha alcun riscontro con il cambiamento che in realtà il Movimento ricercava.
Un'altra è quella che vede un capo del partito contemporaneamente ai vertici di un governo che.. anche involontariamente...finisce con inficiare l'opera ed il corretto funzionamento dei ruoli. (Anche qui esattamente come è avvenuto nel recente passato con Renzi, Berlusconi e compagnia.)
La terza è il fatto che il tanto declamato contratto con i cittadini in realtà non è stato discusso e vagliato profondamente in campagna elettorale dal Movimento in fase di preelezione.. e che successivamente è stato anche fortemente compromesso da una sintesi col partito della Lega che ne ha stravolto i contenuti.

Da questi punti si percepisce ancora di più l'importanza di chi si assume una responsabilità su un voto parlamentare.. ed appare ancora una volta manifesto come si tenda ad operare in politica azzardando la parola “cambiamento”... senza nemmeno ricercare le essenziali regole per far funzionare l'ordinamento di una democrazia libera attraverso scelte innovative più logiche e meno compromesse.

Capisco che questi temi per alcuni non proprio del mestiere possano risultare poco comprensibili, ma purtroppo sono strettamente legati alla base dell'ordinamento politico ed anche collegati alla parola “cambiamento” di cui tanti si riempiono la bocca. Cambiamento che non vuol dire soltanto togliere o dare all'uno e all'altro, ma organizzare in modo funzionale, corretto ed equilibrato un percorso di sana politica sociale.



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