LE BELLEZZE NASCOSTE DELLA NOSTRA ISOLA

(Link in continua definizione ed aggiornamento)



Patrimonio di “bellezza” contro un “male"che attanaglia l'isola

Monasteri..Chiese..Castelli ed una infinita quantità di opere d'arte straordinarie..Nella ricerca di queste meraviglie ci si accorge come la nostra isola appare un museo a cielo aperto e quanti splendidi edifici non conosciamo bene..Un patrimonio inestimabile.. in buona parte non protetto e conservato, ma soprattutto non valorizzato in modo opportuno. Una ricchezza che ci appartiene ed attraverso la quale dovremmo impegnarci a far crescere la nostra particolare terra.   E' compito nostro far conoscere queste bellezze attraverso la diffusione, ma è soprattutto dovere di una funzionale e costruttiva politica valorizzarne i contenuti artistici ed accompagnare l'isola verso quel riscatto e quella crescita che meriterebbe... La regione resta ancora un miscuglio di incompetenze politiche amministrative che la costringono nel ristretto confine che non merita. Una terra che appare essere il regno dell'incompetenza e dei tanti che ne approfittano. Cascano ponti e chiese,.. si sbriciolano edifici di grande pregio e spettacolarità senza alcuna attenzione a preservare e rendere proficuo questo enorme patrimonio di bellezze. E' la bellezza il suo vero patrimonio! La bellezza contro il male della prepotenza di quella mentalità cinica e di mafiosità che solo l'arte e la cultura possono contrastare!


---------------------------------------------------------------------------------




 Siamo in provincia di Messina..Presso la frazione Croce, in contrada Badia, sorge immersa in uno scenario incomparabile la chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo. Si narra che in questa zona fosse avvenuta intorno al 1065 una cruenta battaglia fra i Normanni (popolazione che giunse in Italia dalla Normandia verso il 1006) e i Musulmani, dalla quale uscirono vincitori i primi. Il tempio risale al 1093. Nella sua semplice struttura è un vero gioiello: tre navate, colonne slanciate, con fiancate esterne che presentano un meraviglioso intreccio di archi, per fortuna salvi e resistenti all’usura del tempo. All’interno i capitelli delle colonne erano istoriati con scene di guerra, verosimilmente riferentesi alla battaglia che si svolse nell’antistante piazzetta. Nel 1925, a causa delle precarie condizioni in cui versava la struttura, rischiò di essere demolita; solo grazie all’opera del prof. Enrico Calandra il crimine venne scongiurato e l’edificio ristrutturato. Scrostata la parete esterna, venne alla luce la superba facciata originale in buono stato di conservazione.

--------------------------------------------------------------------------









La chiesa di Santa Maria del Gesù (1478-1481) e l'annesso convento (1478-1520) sorgono nella suggestiva cittadina di Modica e sono stati dichiarati Monumento nazionale poco dopo l'Unità d'Italia, appartennero ai Frati francescani Minori osservanti. Il complesso conserva uno splendido chiostro a due ordini in stile tardogotico, con colonne variamente decorate e ognuna diversa dall'altra. La chiesa fu costruita restaurando un preesistente edificio francescano già presente almeno dal 1343 .Qualcosa di veramente unico da vedere e scoprire .

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------








La chiesa ss Trinità detta Cuba di Delia sita in Castelvetrano.. Di questa chiesa si ignora la data di costruzione anche se le caratteristiche architettoniche comuni con altre chiese palermitane la fanno risalire agli anni intorno al 1160. La pianta centrale ne evidenzia la derivazione da modelli bizantini anche se il paramento murario in piccoli conci di tufo rimandano ad esempi arabi.
La sua architettura si caratterizza all'esterno per tre absidi visibilmente pronunciati che si sviluppano sul lato orientale collegandosi idealmente alle tre porte d'ingresso della struttura. Di queste, quelle laterali erano rigorosamente riservate agli uomini che, accedendovi, prendevano posto nelle corrispondenti navate laterali, mentre la porta centrale veniva destinata alle donne che, nel pieno rispetto del rito greco, vi prendevano parte rimanendo in una porzione delimitata da transenne lignee. Al centro della struttura si slancia una cupola a sesto rialzato poggiata su un tamburo quadrato alleggerito da quattro finestre laterali e sostenuto a sua volta da arcate a sesto acuto che si innestano su quattro colonne di marmo cipollino e di granito rosso dotate di capitelli decorati con foglie d'acanto. I bracci della croce sono voltati a botte mentre gli incroci angolari sono chiusi da crociere.
La struttura a croce greca si ripete anche nella cripta il cui accesso, mediante una scala esterna, si trova sul lato est. Tale architettura rappresenta un unicum in Sicilia, in quanto unica chiesa a pianta centrale, a croce greca, pervenuta nella sua integrità. Alla fine del secolo scorso, la chiesa fu restaurata dall’architetto palermitano Patricolo, per conto della famiglia Saporito ancora oggi proprietaria, che ne fece il proprio mausoleo.

Infatti la Chiesa della SS. Trinità è uno dei tre casi in Italia di Chiesa nobiliare in cui è possibile seppellire i propri defunti. 

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------










Il castello dei Luna A Sciacca fu costruito nel 1380 da Guglielmo Peralta. Sorge imponente dentro le vecchie mura nella parte orientale della città. Il castello era protetto da una cinta di mura alte e massicce. All'interno delle cinta si alzava il mastio, una torre quadrangolare con la funzione di sorvegliare il territorio sia esterno che interno del castello Questo castello è rimasto integro fino al 1740 anno in cui una violenta scossa di terremoto lo danneggiò gravemente  E' situato nella parte alta nord-est della città di Sciacca, sul limite esterno della antica cinta muraria; da questa parte esso domina ancora la vallata... fu edificato sulla roccia

---------------------------------------------------------------------------------------







Palazzo Steripinto Eretto nel 1501 lo Steripinto è uno dei più antichi palazzi della città di Sciacca, ancora oggi esistente. Gli elementi decorativi della facciata e la ricerca decorativa, fanno di questo palazzo uno degli insigni monumenti della città e un esempio dell'arte plateresca in Sicilia del tardo Gotico Rinascimentale. Il nome Steripinto deriva dalla fusione di un sostantivo e di un participio passato hosterium, nome comune di altri palazzi che si trovano in Sicilia e significa palazzo fortificato o armato. Infatti la facciata è costituita da una serie di bugne di pietra a punte di diamante che tutte insieme formano una specie di armatura da difesa.. che ricordano il più conosciuto palazzo dei diamanti sito a Ferrara progettato da Biagio Rossetti nello stesso periodo..Chi va a Sciacca gli dia l'occhiata che merita.






---------------------------------------------------------------------------------------










La Chiesa di Caltabellotta
La Basilica Cattedrale di Caltabellotta è di certo un’importante testimonianza architettonica che racchiude in sé la storia di questo territorio. Il sito su cui sorge è stato sicuramente luogo di culto fin dalla preistoria; ciò è testimoniato da diversi segni e principalmente dalla presenza di un’ara votiva situata all’esterno del sacro edificio, sul lato destro del massiccio roccioso e in posizione preminente sul territorio circostante. Le opere d’arte di pregevole fattura contenute in ognuna delle sette cappelle laterali, tutte sul lato sinistro, contribuiscono a rendere ancora più affascinante una visita a questo mirabile monumento
Quando in Sicilia giunsero i Normanni..Triocala venne conquistata da Ruggero d'Altavilla nel 1090. Il sovrano inflisse una dura sconfitta agli Arabi ed a perenne ricordo edificò sul monte un tempio in onore di San Giorgio con doppio ordine di colonnati, di cui oggi non rimane traccia. La Chiesa matrice di Maria Santissima Assunta sita a Caltabellotta fu realizzata dai Normanni nell'XI secolo ed è caratterizzata da un portale gotico e presenta all'interno opere dei Gagini e dei loro allievi. Uno spettacolo architettonico da non perdere.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------



SS.Annunziata dei Catalani.
Eretta tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo sotto Guglielmo il Buono.. forse sui resti di un preesistente tempio pagano. Si ritiene..infatti.. che questa basilica sorga sulle rovine del Tempio di Nettuno. Nel XIII secolo si verificò un crollo che arretrò la facciata di 12 metri riducendo di molto l'edificio che sviluppò l'attuale forma. In età aragonese fu cappella reale ed in seguito, sul finire del 1400, fu ceduta a cortigiani e ricchi mercanti catalani al seguito di Pietro d'Aragona. Da allora è nota come la SS.Annunziata dei Catalani. Questo tempio pare essere uno dei più antichi e vetusti della Città di Messina che sotto il dominio Aragonese servì da cappella Reale ai re di Sicilia. In essa, magnifica espressione dell'arte bizantina siciliana con influenze arabo-normanne, si fondono magnificamente gli stili bizantino, romanico, arabo e normanno, come appare dalla parte absidale, con il transetto sormontato da una cupoletta cilindrica ad arcate cieche su colonnine e strette finestre, in un gioco cromatico di geometrie armoniche e vivaci. La chiesa si presenta parzialmente interrata a causa delle macerie causate dal sisma del 28 dicembre 1908 che vennero spianate innalzando così il piano stradale di circa tre metri.

------------------------------------------------------------------------------------------------------- 







SS. Pietro e Paolo d’Agrò,a tre chilometri da Casalvecchio Siculo...un gioiello dell’architettura bizantina, araba e normanna, i cui stili riescono a fondersi e mettere in risalto, lungo i prospetti, un’estasiante policromia di pietre bianche arenarie e nere laviche.

-------------------------------------------------------------------------------------- 





Il castello di Mussomeli (noto anche come castello manfredonico) è una fortezza eretta tra il XIV e il XV secolo. Si trova su una rupe, a due chilometri ad est dallo stesso paese.In questa antica costruzione si intravede il carattere forte e determinato di un popolo che esprimeva la sua forza architettonica plasmadola e uniformandola alla granitica roccia...

---------------------------------------------------------------------------------------




















Chiesa di s. Matteo a Scicli
Posta in alto nel paese ..la chiesa esisteva già nell'alto medioevo nello stesso punto dell'edificio attuale, la quale venne raffigurata da tele e incisioni conservate in diverse chiese di Scicli che raffigurano il colle di San Matteo, L'impianto è di tipo basilicale a tre navate di cinque campate terminanti con il transetto sul fondo del quale si aprono tre absidi rettangolari. Sui quattro arconi che inquadrano il presbiterio si imposta l'anello della cupola. Il campanile è integrato nelle strutture del transetto destro.
La facciata a due ordini, rimasta incompiuta, mostra i caratteri salienti del tipico barocco siciliano.


L'attuale chiesa è frutto di una ricostruzione settecentesca successiva al terremoto del Val di Noto del 1693 Negli anni 90 fu sottoposta a restauro, con la realizzazione di una copertura in cemento armato a forma di volta, che ha determinato problemi statici a causa del peso ingente e della differente risposta alle sollecitazioni dei materiali utilizzati.



-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------









La civita di Lipari...Una cittadella fortificata è costituita dallo stesso Castello, da un insieme di edifici realizzati sulla rocca d'origine vulcanica alta circa 50 metri a strapiombo sul mare La poderosa cinta muraria comprendente il quartiere sottocastello in quota che separa le due nella la parte bassa della città. Il complesso di manufatti e dei sistemi difensivi costituiscono la Cittadella Fortificata ormai nota come Civita. La Necropoli e le aree che costituiscono l'agglomerato occupano le zone pianeggianti della Civita. Posta proprio al centro del colle e contornata da reperti archeologici...la cattedrale di s.Bartolomeo. La cattedrale è la costruzione più antica edificata dai Normanni intorno al XII secolo e poi ricostruita dagli spagnoli dopo la distruzione del 1544. La facciata odierna risale al 1861 mentre il chiostro dell'antico monastero è realizzato con materiale recuperato da costruzioni precedenti, soprattutto di età romana, ma anche di epoca medievale.
---------------------------------------------------------------------------------------






S.Michele Arcangelo di Troina
Ciò che resta del fabbricato edificato alla periferia sud-ovest dell’antico abitato, il San Michele Arcangelo di Troina si ritiene comunemente sia stato rifondato intorno al 1081 d.C., durante la guerra di conquista normanna della Sicilia.  i ruderi del monastero del San Michele Arcangelo trovano posto poco a sud dell’abitato di Troina. Sorgono su di un poggio dal quale si gode un’ampia vista del territorio circostante. I resti superstiti sono imponenti. Una foto scattata tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo racconta un complesso abbandonato, privo di coperture, ma ancora ben leggibile in pianta e alzato. Purtroppo il degrado colpisce progressivamente e inesorabilmente il complesso, tanto che alla metà degli anni ’70 il collasso delle strutture si può considerare ben più che avanzato.





Il castello di Adrano 
Incastellamento normanno nella Sicilia medievale.
Il castello di Adrano e i dongioni normanni della valle del Simeto. Si ritiene che il dongione sia stato edificato nella seconda metà dell’XI sec. d.C., presumibilmente intorno o poco dopo il 1072, anno in cui si decise di costruire la vicina e simile torre di Paternò. Nel 1958 la torre non risulta più utilizzata come carcere mandamentale, iniziano i primi restauri per rendere fruibile l’edificio e poco dopo si instituisce il primo nucleo del museo archeologico

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------   








La piccola Borgata di Marzamemi 
che dista da Pachino circa 3 km. Marzamemi è una parola araba che significa Rada delle Tortore. Il nome deriva dall’abbondante passo di questi uccelli, di primavera. piccolo borgo marinaro, grazie ai molteplici vicoletti che si affacciano sul mare, con le casette dei pescatori, il palazzo del Principe, la tonnara e con la prima chiesa semidistrutta che si affaccia sulla piazza Regina Margherita Le casette dei Pescatori, sulla vostra sinistra, girano attorno alla piazza e danno al paesaggio un aspetto uniforme. Esse risalgono al 1600, anno in cui fu costruita la tonnara. Nel 1752, in occasione della costruzione del Palazzo del Principe di Villadorata, furono ristrutturate, le casette dei marinai. Attualmente la maggior parte di esse sono disabitate, perchè logorate dal tempo. Le casette sono state costruite con blocchi di pietra, hanno forma quadrata e tetto a spiovente. Un borgo davvero unico.. da visitare


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------






Erice fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; i Troiani unitisi alla popolazione autoctona avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C. Durante l'occupazione araba (dall'831fino alla conquista normanna dell'Isola), la montagna non fu probabilmente nemmeno abitata in questo periodo. Ripopolata la nuova cittadella col nome di Monte San Giuliano, ribattezzata nel 1167dai Normanni, acquista prestigio anche con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, divenendo una della maggiori città demaniali del Regno, grazie anche alle concessioni ottenute sulla base di un falso documento, a firma di Federico II, utilizzato dai suoi abitanti come attestato di legittimità per l'occupazione del vasto territorio che si estendeva dal Monte Erice fino ai confini di Trapani, e verso oriente sino a San Vito Lo Capo e alla confinante città di Castellammare del Golfo. Il Castello normanno noto come castello di Venere - XII sec. Fu costruito sui resti del tempio romano di Venere Ericina.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------













Gangi..Gli angoli di un paese che profuma d'arte e di sorprese. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia ed è stata proclamata "Borgo dei borghi 2014" Secondo una diversa tradizione, il centro urbano di Gangi fu ricostruito nel 1300 sul monte Marone a seguito della distruzione, avvenuta nel 1299 durante la guerra del Vespro del precedente centro abitato: tuttavia, fino ad oggi, nessuna prova archivistica o scientifica attesta la presunta distruzione del borgo, di cui si parla. Stradine che si inerpicano come gomitoli portano da un cortile all’altro delle case addossate e compatte tra loro a formare un unico abitato fatto di antiche chiese con gli alti campanili. Un piccolo borgo da visitare ricco di suggestive emozioni paesaggistiche.


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------











Nei pressi di Agrigento..a poco più di un chilometro dalla città, spicca imponente uno dei maggiori esempi di gotico cistercense presenti in Sicilia, la chiesa di San Nicola. Datato intorno alla fine del 1100..nel 1322..tutto il complesso monastico passò ai Benedettini e quindi nel 1426 ai Francescani. Purtroppo.. secondo alcuni studi, alla metà del XVI secolo alcune parti della chiesa sarebbero state ricostruite in forme romaniche, quindi quella che ancora oggi si può ammirare e che è stata oggetto di un restauro alla fine degli anni ’60, sarebbe solo imitazione cinquecentesca che avrebbe sostituito in buona parte il monumento originario..La chiesa di San Nicola presenta una pianta a due navate, priva di transetto, con la parte absidale a terminazione piatta. La navata centrale è composta da quattro campate, coperta da una volta a botte acuta e terminante con un jubé che si eleva fino alla copertura e che la separa dalla zona absidale. Un edificio da visitare poiché assai suggestivo che conserva ancora parte del suo aspetto gotico.




----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------








Il borgo Carcaci ed il suo castello

La nascita dell' urbanizzazione di Carcaci risale alla venuta dei Normanni in Sicilia, che nel 1061, cingendo da assedio Centuripe, si accamparono nella vallata, ai margini del fiume Simeto dove ora sorge il borgo.La storia di questo borgo è molto antica, infatti, essa risale al tempo della conquista normanna dell'isola. Sul sito dell'attuale borgo di Carcaci nel 1061 si accampò l'esercito di Ruggero il quale stava cingendo d'assedio la città di Centuripe all'epoca ancora in mano ai saraceni. Lì fu costruita una torre che successivamente fu ampliata con costruzioni aggiuntive. Più tardi si sviluppò il feudo il quale diede vita al borgo che tra alterne vicende vide il progressivo abbandono già intorno al XVII sec. Il nome dei Carcaci è legato a quello della famiglia Paternò Castello un'antica famiglia siciliana di origine medioevale, che fu insignita di molteplici titoli nobiliari legati a numerosi feudi La famiglia è una delle più importanti dell'aristocrazia italiana e discende da tre antiche casate reali: quella dei conti di Aragona..di Provenza e degli Altavilla ..una famiglia alla quale..tra l'altro.. sono legato per la figura di mia madre donna Valentina.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------.









Ragusa, Siracusa..i luoghi in cui il Barocco è uno spettacolo e la pietra si esprime come arte, cultura e storia di una terra. Chiese, palazzi, centri storici, nell'affascinante sistema dei monti Iblei, la pietra rimane come l'assoluta protagonista. Le pietre diventano spettacolo: mensole, colonne, imponenti facciate, cornicioni e fregi con particolari architettonici unici. Questa nostra terra rimane la culla del Barocco













--------------------------------------------------------------------










Un paesaggio con un tramonto unico..La riserva naturale delle Saline di Trapani fu istituita nel 1995 e si estende per quasi 1000 ettari nel territorio dei comuni di Trapani e Paceco. La riserva, all'interno della quale si esercita l'antica attività di estrazione del sale, è una importante zona che offre riparo a numerose specie di uccelli migratori . Dal 1861 con l'Unità d'Italia queste saline non furono nazionalizzate, e furono le uniche a superare il monopolio del sale da parte dello Stato, esportandolo in diversi paesi. Dopo la prima guerra mondiale con la concorrenza delle saline industrializzate iniziò la decadenza delle saline trapanesi, accentuata dallo scoppio della seconda guerra mondiale e dalla concorrenza straniera con il salgemma. Molte delle saline furono dismesse o abbandonate. ..ma il paesaggio rimane unico nel suo genere.



VIA ALLORO: IL PERCORSO PIU' ANTICO DELLA VECCHIA PALERMO


(Esaltare il suo percorso artistico attraverso un innovativo e funzionale completamento)



E' tra le strade più vecchie di Palermo e la prima direttrice naturale che dal mare portava fino al cuore della vecchia città. Un percorso da piazza della Kalza verso il centro tra chiese e monumenti. Una strada che andrebbe riqualificata e rimessa in luce dall'Amministrazione della città.

Via Alloro è l'asse viario esistente già nel 1200 e ritenuto antecedente a quello del Cassaro, che nel passato la vide come una direttrice viaria primaria verso monte. La via prende il nome da un antico giardino, da tempo ristrutturato: Il giardino dell'Alloro con un grande albero di alloro di ragguardevole dimensioni ormai nei secoli abbattuto.

Oggi purtroppo gli eleganti palazzi che vi si affacciavano sono stati distrutti o molto rovinati.

La zona della Kalza, nella quale è inclusa via Alloro, si estende fino a corso Vittorio Emanuele e piazza Magione ed accoglie molti tra monumenti più interessanti della città. Tra questi ricordiamo i più importanti, quali il Palazzo Abatellis (sede della Galleria Regionale). Lo Spasimo(particolare complesso suggestivo) la Chiesa della Magione(una delle più antiche della città)..Oratori ed altro.

Nel suo percorso in salita verso il centro si incontrano altri meravigliosi palazzi alcuni dei quali ristrutturati ed altri al contrario no..come Palazzo Castel di Mirto Bonagia (crollato rovinosamente nel 1982) che rimane fra le testimonianze più significative dell'architettura siciliana del XVIII secolo. Nel 1750 Nicolò Palma rinnovò il prospetto lungo via Alloro

Una costruzione del tutto ristrutturata è, invece.. quella di Palazzo Sambuca. La costruzione del palazzo, nella configurazione attuale, è fatto risalire al 1778 anno in cui la famiglia Bologna ingloba nella propria dimora la casa dei Saladino, anche questi esponenti della nobiltà palermitana. In questa radicale modifica, viene inglobata la Torre Maniace del 1039 che sorgeva presso la porta Policii. L'edificio prospetta su tre vie con facciate stilisticamente diverse tra loro.

Vi è poi il Palazzo Diana di Cefalà che si trova di fronte Palazzo Bonagia e rimane anch'esso sottoposto a continue cure. Oggi le sue bifore ancora, in parte schermate e non messe in luce dai spessori di intonaco per la sicurezza, sono ben note. Appartenne alla famiglia Diana e ingloba la fabbrica architettonica trecentesca che venne eretta nel tempo in cui una ristretta cerchia di famiglie aristocratiche, tra cui quelle dei Chiaramonte e degli Sclafani, esercitava il controllo politico locale. A partire dal terzo trentennio del XIV secolo, grazie alla relativa stabilità politica dovuta alla famiglia Chiaramonte, sorsero edifici civili e residenze urbane e furono restaurate le antiche mura musulmane.



Era il tempo di una magnifica Palermo costituita in cinque grandi quartieri, (oggi quattro integrati e collegati tra loro). Sebbene il periodo fosse caratterizzato da rivolte e carestie rimase esaltato dalla presenza di grandi geni dell’arte come Pietro Novelli, Filippo Paladini, Gaspare Vazzano, i Serpotta e artisti del tempo che creavano veri e propri capolavori.

Nessun commento:

Posta un commento