19 ott 2022

EUFORIA E PRESUNZIONE...




Si sono appena concluse le nomine per le presidenze del Parlamento e già escono i titoloni come quello di “una Italia che cambia”. Una tale forzata euforia in previsione della difficile strada che aspetta qualunque governo andasse a formarsi. Questa euforia è di certo fuori luogo..Il passato ci ha già insegnato!

Si attende la formazione di un governo Meloni che dovrebbe affrontare immani difficoltà e, nella già difficile opera di decidere le poltrone, gli scontri nella maggioranza si avvertono: Malgrado la facciata, si percepiscono all'interno della maggioranza le solite scaramucce per ottenere le ambite poltrone. E' sempre stato così! La differenza è che oggi il caos e le difficoltà sono iper aumentate e le soluzioni per il bene del Paese appaiono davvero precarie e quasi impossibili.

Proprio per questo e dopo le tante esperienze del passato, nessuno in questo decadente mondo politico ha compreso quanto sarebbe più prudente sostenere: "Faremo il possibile per cambiare". Mai come in questo momento sarebbe necessaria una grande umiltà nel sostenere ogni possibile cambiamento...qualunque governo andasse a formarsi!

vcacopardo

QUANDO LA DESTRA E' ANCHE MANCINA

 


post di Paolo Speciale


Individuare le cause della crisi di una sinistra italiana – ed in generale delle cosiddette forze progressiste in buona parte europeiste – sempre più incartata in posizioni spesso contraddittorie oggi è ancora più facile.

E ciò perché all’odierna opposizione caro fu  l’unico argomento  irrinunciabile onnipresente nelle interviste rilasciate dai suoi più autorevoli esponenti nelle ultime settimane: il timore del ritorno delle limitazioni ad alcune  libertà fondamentali non tanto attraverso i consueti strumenti legislativi, quanto incidendo anche emotivamente e sensibilmente sulle coscienze dei cittadini in nome di un ritrovato patriottismo che tutto include. Solo questo. Che povertà.

Eppure basterebbe ricordare a tutto l’arco costituzionale, ma proprio a tutto, che il patriottismo, il nazionalismo furono storici comuni ideali di tutti, dei fascisti quanto dei comunisti ed oggi nessuno dovrebbe esibirne un vessillo personale, trattandosi di ideali che non hanno alcun carattere esclusivo.

Altrettanto strumentale è stato legare dialetticamente la cultura di una Europa unita alla volontà più o meno consapevole di cancellare o rilegare in secondo piano l’identità storica dello stivale.

Concezione e timore, questi, solo italiani e per certi versi risibili, indegni di essere parte costituente di una opposizione vera, costruttiva, basata sui programmi e non sull’utilizzo improprio di valori idealmente di tutti.

Più volte abbiamo manifestato la indiscussa  assenza di qualsiasi timore per la tenuta del sistema democratico; ciò perché  il vaccino italiano contro l’autoritarismo in senso lato è ancora attivo ed efficacissimo, soprattutto in un Paese come il nostro, dove il cittadino comune si commuove ancora ascoltando la semplice citazione o, meglio, l’inno “Fratelli d’Italia”.

Si tratta di  quell’inaffondabile  quanto efficace richiamo “sociale” che ha portato fortuna a Giorgia Meloni, che è stata brava quasi quanto il Cavaliere nel secolo scorso nel farne uso.

Passerà anche la cittadina romana della Garbatella, senza infamia e senza lode, come tutti i cosiddetti leader che si sono succeduti almeno negli ultimi quattro decenni, così come rimarranno le migliori, anche se pubblicamente e moralmente messe all’indice, tradizioni procedurali ispirate al mitico ed intramontabile “Manuale Cencelli”, tutt’altro che desueto.

Il Cavaliere, l’innovatore di trenta anni fa oggi al tramonto anche per i limiti di età raggiunti, in fondo non ha fatto altro che usarlo, quel manuale; il problema sta nella sua interpretazione, in genere di parte; e, del resto, assegnare le cariche pubbliche più rilevanti ai soggetti della formazione politica più votata non è eminentemente democratico e quindi comune a tutti gli schieramenti , soprattutto se si esce fuori dalla logica non sempre attuabile del “tecnicismo esecutivo emergenziale”, a scapito del legittimo “esecutivo politico”?

Se decide il popolo (sui modi con cui lo fa, cioè sulla legge elettorale, poi si potrà ancora discutere) potremmo parlare forse di una Destra  mancina, ma anche di un Centro  e di una Sinistra ambidestri.

Ancora, si potrà dire che gli ideali comuni potrebbero annientare l’identità particolare di una singola formazione partitica.

Ma è proprio questo il punto di partenza per la preminente individuazione ed il perseguimento di nuovi indirizzi politici, che stimolino i dibattiti e l’attività di legiferazione, senza preoccuparsi  di stare troppo a destra o troppo a sinistra e soprattutto lasciando in pace – con rispetto – i patrimoni ideologici che non hanno un colore solo, ma tre e sono fuori gioco, anche se essenziali.

1 ott 2022

IL FREDDO INCEDERE DI UNA INTEGRAZIONE ECONOMICA ..

 




Leggo nei social questa frase che mi colpisce:
“Quando ci toglieranno l'ultima bottega, l'ultimo negozio...quando gli acquisti avverranno solo nei grandi centri commerciali ed ancora di più on-line, capiremo forse che ci avranno tolto l'amore, la passione, la creatività, persino la gentilezza di coloro che hanno reso l'Italia il “bel Paese”che era.”
Questa frase potrebbe essere compresa nell'ambito delle tante prerogative che il nostro stesso paese possiede ..Sembra retorica, ma in realtà non lo è affatto!
La modernità, la globalizzazione dura e selvaggia spinta solo da un desiderio di monetizzare ed arricchire, un sistema che si adatta con estrema facilità, non fanno che toglierci ciò per cui l'uomo vive. Ci toglie la passione..come ci toglie l'importanza di una emozione che ci arricchisce di altro. Nell'ambito del commercio ci toglierà la possibilità di entrare in una discreta bottega o di un elegante negozio sostenendo quella sensazione dell'acquisto più accurata. In altri ambiti potrebbe persino toglierci definitivamente quella poesia importante per l'umanità che aiuta nella crescita culturale e sociale.
L'Italia, paese che tende ad esprimere qualità, non avrà che perderci..Perderà la crescita di quelle botteghe preziose e quei negozi costretti a chiudere che tenderanno a rendere le stesse città ed i paesi più freddi ed asettici.
vcacopardo