30 giu 2021

LIBERI DA UNA OSSERVANZA NELLA RICERCA DI UNA FEDE

 


Le parole di un Papa che continua la sua meritoria opera di innovazione in favore dei valori cristiani...

di vcacopardo


Abbiamo sempre bisogno di venire liberati, perché solo una Chiesa libera è una Chiesa credibile.”

Queste le ultime parole del Pastore di una Chiesa destinata ad innovarsi, un Papa tanto amato quanto contestato per le sue osservazioni che invadono il campo del sociale spesso strettamente legato a quello politico. Con queste sue parole il Pontefice insiste col dirci di rimanere “liberi” dalle insicurezze, non solo dalle tentazioni del mondo esteriore e dalle tante ipocrisie che ne derivano, ma anche dalle certezze di una osservanza religiosa che può rendere rigidi ed inflessibili. A queste sue osservazioni Papa Francesco lega la solennità dei santi Pietro e Paolo definendoli due colonne portanti e giganti della fede.

Non v'è dubbio che persino i meno osservanti o coloro che non trovano riscontri immediati, vengano attratti da queste parole quando in merito alla affermazione “liberi da una osservanza religiosa che rende inflessibili” il Pontefice dà piena dimostrazione di una diversa apertura alla fede cristiana: Una fede che andrebbe ricercata con estrema libertà, senza imposizioni, nell'animo di ognuno e nell'interesse di ognuno... al di fuori di ogni interesse ecclesiastico. In sé anche queste parole rappresentano una sorta di rivoluzione all'interno di una Chiesa che nel tempo..prima del suo pontificato...potrebbe non aver favorito una fede libera da ricercare dentro se stessi..quasi imponendola sotto la spinta di un Clero: Una Chiesa libera è una Chiesa credibile!..Quindi un messaggio destinato ad avvicinare tanti in nome di un libero pensiero per una libera fede.

Ancora una volta Papa Francesco muovendosi con una innata umiltà... lasciando piena libertà di scelta....lascia aperte le porte e si dimostra un Pastore flessibile nel trasmettere un messaggio destinato ad accogliere ed unire in libertà in nome di una fratellanza e nella ricerca continua dell'amore tra i popoli.


29 giu 2021

CONTE IN CONFERENZA PER IL NUOVO PARTITO

di vcacopardo


Discorso chiaro, senza alcuna possibilità di fraintendimenti quello affrontato da Conte nella conferenza stampa di ieri: -Ha parlato di funzionamento di un partito, fondamentale bisogno di innovazione, desiderio di collaborazione da parte di tutti: Un cambiamento sull'organizzazione necessario ed indispensabile per poter reggere il confronto con gli altri e per rendere la struttura al servizio delle idee di tanti. Un atteggiamento moderato che non potrebbe che giovare al futuro di un Movimento che al contrario rischierebbe di disintegrarsi.

Ad ascoltare Conte, che in parte ha svolto il suo intervento a braccio, assai più disinvolto, ma anche consapevole della difficoltà nella quale è coinvolto, ci si rendeva sempre più conto dei grandi miglioramenti espressi sulla comunicazione, della maggiore chiarezza e del sostanziale fervido impegno messo fin dall'inizio in questa difficilissima impresa.

L'ex premier desidera un cambiamento pieno, senza impedimenti o forzature contrarie che possano lasciare dubbi ad incertezze su una innovazione di base più che necessaria per l'organizzazione; ha parlato di assemblee e congressi con linee politiche differenziate da quelle organizzative e ruoli ben precisi, ha parlato di una apertura verso i territori e di una attenzione totale anche verso chi non farà parte del nuovo partito...Insomma una sorta di rivoluzione organizzativa che non potrà mai essere condizionata da “padri padroni”

Un compito, come già evidenziato nel mio Blog, di grandissima difficoltà se si è privi della massima libertà nell'azione. Adesso il vero problema di ristrutturare il partito per renderlo così come lo vorrebbe Conte potrebbe trovare ostacoli proprio in seno alla stessa organizzazione dove c'è di certo chi ha assunto un proprio potere.

Conte potrà veramente diventare un vero riformatore in seno al suo partito, come.. al contrario.. sarà visto come un usurpatore, un restauratore che desta diniego e contrarietà con l'evidente effetto di una impossibilità di riorganizzare.

VEDREMO

9 giu 2021

CONTE DA FLORIS

 

QUALE STRADA POLITICA PER IL NUOVO PARTITO DI CONTE?

di vcacopardo

Un' intervista ad ampio raggio condotta da Floris a 'Di Martedì', L'ex premier, ancora chiamato con tono sarcastico “Giuseppi” dai giornali di destra che lo hanno di continuo considerato un usurpatore intromesso nella politica del Paese, ha risposto ai numerosi temi: Da quello dell'appoggio al neo Capo del Governo Draghi..a quello relativo a Renzi ed alla sua manovra di distacco che ha messo in crisi il suo secondo governo.

"Non rispondere all'appello di un governo di unità nazionale sarebbe stato volgere le spalle agli italiani. Mi sono subito predisposto per far partire questo governo" Questa frase dimostra come Conte, non compromettendo l'andamento del governo Draghi, si renda disponibile in qualunque momento per il bene del Paese, tuttavia, la fase di ricostruzione di un partito non essendo un impegno prettamente istituzionale, lo impegnerà in modo assai più arduo. 


Ho sempre considerato Conte un personaggio serio e sobrio che, malgrado le grandi difficoltà di procedere in governi poco sereni e sicuri, ha saputo usare l'arma dell'equilibrio e della moderazione. Potrà essere criticabile per altri aspetti da parte di chi si è sempre sentito radicalmente più vicino ad una delle controparti, tuttavia continuo a reputarlo un amministratore affidabile a servizio di un sistema politico non del tutto facile.

Il problema odierno dell'ex premier resta però un altro.. e cioè quello simile ad un'impresa gigantesca nel dover ricostruire un partito dalle ceneri di un Movimento che di posizioni stabili e di identità ha sempre scarseggiato: un movimento ricco di personaggi che spesso non hanno trovato intese..una organizzazione scadente andata avanti solo per inerzia portando avanti una bandiera del cambiamento e dove i buoni valori spesso non hanno trovato soluzione nei principi...dove nessuno poteva permettersi di esprimere le proprie idee pena un depennamento, dove non è mai esistito un vero dialogo..dove in tanti si sono dispersi, dove le tante contraddizioni sono andate riscontrandosi giorno dopo giorno.

Possiamo affermare che una qualche sicurezza nell'andazzo dispersivo del gruppo l'ha portato proprio Conte..facendo sì che non si disintegrasse, ma adesso il compito che lo aspetta è parecchio arduo:- Malgrado la costanza di un nuovo leader di Partito che ha sempre dimostrato di saper impegnarsi, i dubbi permangono sia sul fatto che una cosa è amministrare la vita pubblica di un paese in forza ad un premierato governativo, un'altra è quella di un lavoro per rifondare un partito dove tante voci restano in evidente contrapposizione (tral'altro con gli stessi personaggi che vi sono ancora dentro) .

Nel corso dell'intervista mi è parso di percepire che Il nuovo leader dei 5stelle vorrebbe rendere più forza ad un sistema lavorando per un cambiamento dello stesso.. Forse rischiando di chiudere le porte ad una democrazia parlamentare in favore di un presidenzialismo? Ha parlato di cambiare la Costituzione in alcuni fondamentali contenuti..Vorrei sperare che non facesse passi simili: Chiunque abbia cercato di operare in favore di questo.. ha sempre dato fine alla propria carriera politica: la Costituzione non si tocca, se non per piccole modifiche per rafforzare il bicamerismo dando funzionamento ad una democrazia parlamentare più agevole e spedita.

La domanda adesso è capire come proprio in questo campo il suo neo partito vorrebbe muoversi e come Conte intende rimetter in piedi un movimento rendendolo partito con una vera e solida identità.






2 giu 2021

 

M5 Stelle..Le distonie di un'organizzazione politica

(lettera a chi si propone di ricostruire un ex movimento)




di vcacopardo

                                         premessa

L'entrata nel quadro politico nazionale del nuovo premier Draghi deve far riflettere soprattutto tutti coloro che forse hanno interpretato la manovra voluta dal presidente della Repubblica come una sorta di sabotaggio istituzionale. In realtà il Movimento di maggioranza relativa ha poco da lagnarsi in proposito proprio perchè avrebbe dovuto proseguire il suo cammino anche senza l'appoggio del partitino di Renzi ..e seppur senza i numeri ..mettendo alla prova il Parlamento.. ponendo fino alla fine una fiducia senza affrettate dimissioni: A quel punto tutti coloro che non avrebbero voluto perdere la poltrona (anche in conseguenza di nuove possibili elezioni fortemente limitate nei seggi) avrebbero potuto riflettere di conseguenza. Un altro errore ( in loro sfavore e dimostrazione di debolezza) è stato anche quello successivo di entrare in un governo Draghi assieme a tutti gli altri Partiti perdendo una maggioranza ed in sostanza una lunga serie di poltrone ministeriali. Non garantendo fino in fondo un coerente sostegno a Conte. Possiamo pensare però che vi possa essere stata una perentoria esigenza europea in proposito condizionata dal recovery fund che imponeva un qualsiasi governo stabile. “ Di fatto in tutte queste operazioni il Movimento ha solo perso in sostanza ed in coerenza."



La politica anti-sistemica di un movimento che ha guardato ai valori non definendo i principi

Occorreva da tempo che il Movimento 5Stelle si desse una seria mossa e cominciasse a rivedere il suo sistema interno per le candidature e quello dell'impostazione delle regole definendo bene i confini di una morale di comportamento..Magari parlando meno di onestà..senza alzare vessilli..con pacatezza ed agendo solo attraverso i fatti in favore di questa!.. Per coloro che hanno osato pensarla in modo anche poco diverso all' interno...quello a cui in si è assistito è stata la prevalentemente epurazione per mancanza della trasparente condotta.. esercitata in modo alquanto anomalo.

Nel mio Forum è stata diverse volte sottolineata la difficoltà di poter continuare a condurre una politica attraverso i vecchi principi. Di ciò si è data abbondantemente colpa ad una vecchia politica incapace di custodire i fondamentali valori di una democrazia e di lottare contro obsoleti concetti che non potranno mai far crescere una politica moderna più utile alla società: Negli studi e nelle costanti ricerche ho persino percepito l'importanza di doversi muovere attraverso i valori...ed..in forza di questi.. andare alla ricerca degli indispensabili principi validi di sostegno per il riscontro di una giusta crescita sociale!..

Non è l'odierno strano modo di intendere la società attraverso la forza di un cinico pragmatismo che potrà farci vedere un futuro migliore, ma sembrano essere proprio i valori del nostro Paese a condurci in una più libera ricerca di nuove idee in proposito.

La singolarità odierna sta nel fatto che questo processo di rinnovamento di difesa dei valori può essere l'unica carta vincente per una politica che oggi richiede equità sociale e crescita sicura, come non può più esserlo quello seguito da chi limita il pensiero e spacca in due un Paese attraverso incomprensibili contrapposizioni che appartengono ad un passato ormai lontano..

Ma se obiettivamente è esistito un Movimento che ha messo in moto in questi ultimi tempi la difesa dei valori..questo è stato il Movimento dei 5Stelle: Invertire il processo mentale partendo dai valori.. sembrava essere ciò che ha sempre inteso fare il Movimento di Grillo ..tuttavia per definire i principi e rendere la società politicamente sicura era necessario confrontarsi ..era necessario scambiarsi..e farlo interagendo attraverso il dialogo e le idee e non movimentando le piazze! Gli errori commessi da questo Movimento restano enormi.. soprattutto quelli di una grande leggerezza ..errori risultati sostanziali! Si può e si deve sperare che l'ingresso di un nuovo leader come Conte possa porre basi necessarie e diverse per un nuovo inizio...più che per una sua ripartenza.. 

La loro cadenza contro-sistemica ha cozzato contro i principi posti da un loro statuto inconcepibile e non del tutto chiaro che ha finito col dirimersi in conseguenti posizioni autoritarie.

Il principio della trasparenza è stato imposto in termini perentori e non del tutto chiari..la definizione dei candidati assai approssimativa..il dialogo all'interno quasi interamente escluso..e persino i programmi non si sono mai compresi in pieno: Sembrano errori gratuiti e si è persino avuta la consapevolezza che il tutto sia rimasto a galla per inerzia ed incapacità nei fatti al solo scopo di schierarsi contro un sistema che non soddisfa più!

Malgrado sia partita con lo scopo di una organizzazione facente muro di contenimento ad una politica di vecchio sistema ..(un blocco che sarebbe stato utile per produrre nuova innovazione ad una politica dormiente del passato) il Movimento non ha per nulla reso il vantaggio desiderato ponendo al contrario rabbiose ed inaspettate contrapposizioni per finire poi col cedere al vecchio sistema: Proporre valori più sani è assai più facile che consolidarli successivamente attraverso principi utili per il loro buon fine!


"I DRAGHI DELLA POLITICA" DI PAOLO SPECIALE

 

Acuta analisi dell'amico Paolo che..con attenzione mette a fuoco il periodo di emergenza politica che ha determinato la messa in campo del “tecnico” Draghi ... Forse meglio scongiurare quella conclusione pessimistica ..quasi nichilista (non me ne vorrà l'amico) che è difficile accettare allorquando “tanto vale affidarsi” potrebbe intendersi come una sconfitta di un sistema istituzionale che, al contrario, dovremmo aspirare a proteggere attraverso un cambiamento determinato da riforme più appropriate e di funzionamento.

vcacopardo




I DRAGHI DELLA POLITICA

di Paolo Speciale

Interrogarsi  sulla matrice identificativa dell’attuale esecutivo è pratica ormai diffusa e, ovviamente, fatto prevalente nella piazza delle opinioni.

Oggi siamo governati da tecnici, da politici o da entrambi i generi? E, soprattutto, detto in termini pratici e senza girarci troppo intorno, chi comanda in questa fase storica particolare nel nostro Paese?

E, ancora, quanto ha influito l’emergenza sanitaria mondiale in questa “svolta” che tende ad esaltare, forse su base meramente emotiva, l’attribuzione di poteri a chi li possa detenere con una superiore “autorevolezza”?

Sono dissertazioni ed analisi, oltre che quesiti, ai quali vale la pena di dare un riscontro tramite qualche opportuno approfondimento.

Il  Governo Draghi, che succede a quello guidato da Giuseppe Conte, appare a molti come l’espressione di una colpevole ingratitudine di origine istituzionale nei confronti del neonato leader Cinque Stelle, che pure aveva sorretto un peso imprevisto ed abnorme, con grande dignità e valore indiscussi, dimostrati sul campo.

E tanto infatti ha dovuto lavorare sino ad ora l’ex governatore della BCE per mantenere, ma anche per accrescere la nostra rilevanza in ambito europeo, seguendo un percorso in buona parte già tracciato.

Cerchiamo allora di comprendere come faccia specie la rara peculiarità del Governo Draghi, che incarna, pur nella sua assoluta legittimità certificata da una maggioranza parlamentare non già assoluta quanto qualificata, un forte contrasto in termini di riguardo istituzionale dovuto al dibattito politico tradizionale, alla lotta tra maggioranza ed opposizione, linfa vitale della democrazia e della stessa funzione parlamentare e legislativa.

Accade così paradossalmente che si sia di fatto azzerato l’esercizio di quella dialettica costituzionale in cui un Parlamento Politico eletto svolge la funzione di controllo sull’operato del Governo che, a sua volta, aggrava l’esautorazione, anche se con buone ed innocenti intenzioni, di Montecitorio e di Palazzo Madama, quasi riconoscendone una funzione meramente notarile, grazie anche all’uso reiterato della decretazione.

E, precisiamo, nel contempo non vi può essere alcun timore per il sistema democratico, eccezione fatta per qualche isolato e delirante procurato allarme da parte di qualcuno affetto da patologiche fobie da divisa, quale attacco strumentale contro l’efficiente quanto umile Commissario anti Covid-19 Generale Figliuolo.

Un’altra curiosa peculiarità dell’esecutivo Draghi, tranne poche presenze partitiche, tra i ministri, è la sua costituzione prevalentemente tecnica piuttosto che politica; ma anche in questo contesto  è proprio il Presidente del Consiglio e la sua storia che richiamano la nostra attenzione, determinando la opportunità di operare una attenta analisi del suo personaggio; come già rilevato in più sedi di dibattito, Draghi è primariamente un tecnico, ma figlio legittimo e naturale della politica e del suo sistema; egli incarna, in sé, l’alta competenza ed esperienza tecnico/economica e, nel contempo, la strategia politica, quella dei compromessi, degli accordi, del “do ut des”; e ciò laddove tali due fondamentali caratteristiche diventano complementari ed interdipendenti, talvolta giungendosi persino a considerare più “ferrato” in politica il tecnico piuttosto che il politico stesso. 

Come ignorare, a tal proposito ed a testimonianza della intima correlazione tra politico (o carica elettiva) e tecnico (o burocrate), la metamorfosi che spesso si verifica tra i due generi?

Altri ed innumerevoli altri spunti di riflessione spero di avere indotto dibattendo su quello che rimane comunque, dopo tanti secoli, il misterioso mondo che riguarda la aggregazione degli uomini ed il sistema/ordinamento che deve assicurare il rispetto della pluralità e del bene comune, e ciò laddove anche l’adozione fedele delle norme ed il rispetto dei ruoli può tuttavia determinare ancora oggi anomalie, più o meno pericolose per la tenuta del sistema stesso, talora inaspettatamente e aldilà di ogni previsione. Magari a causa di una epidemia.

Ed allora tanto vale – forse – affidarsi ai “Draghi della politica