30 mag 2016

L' Europa che non funziona

Patti di stabilità, regole e parametri bloccano la crescita dei differenti paesi europei

di vincenzo cacopardo


La sensazione è che un'Europa occorra..ma la realtà è che questa Europa non vada!

Giorno dopo giorno si dimostra quanto questa Unione stia portando alterazioni ad un sistema internazionale che non riesce a premiare la sua crescita in un contesto globalizzato che svantaggia tante Nazioni che ne fanno parte tra cui la nostra. Questa Europa è la inspiegabile dimora di Paesi che non trovano una solidale politica a beneficio della sua stessa Unione..sia in tema economico.. che politico e sociale.

E' da tempo che si parla della mancanza di una politica internazionale che possa vedere in lungimiranza attuando meno vincoli e misure restrittive per chi sfora l'impegno alla stabilità. Ci si comincia ad accorgere in gran ritardo di quanto sia in pericolo la sua economia e quanto insidiose le molteplici reazioni populiste messe in evidenza.. giorno dopo giorno.. nei vari Paesi.

Si rimane stupefatti di come non ci si accorga che questa situazione non potrà mai migliorare per i nostri conti pubblici. Per il Paese Italia si perdono occasioni poiché, oltre alla difficoltà di mantenere i conti, le diverse regole del mercato che si vanno imponendo..continuano a penalizzarlo. Al di là del debito che rappresenta sicuramente la principale palla al piede..la mancata crescita è imputabile anche alle regole giornalmente imposte che non permettono di portare avanti la qualità dei nostri prodotti: Una prerogativa che ha sempre rappresentato la base per il nostro sviluppo.

Malgrado gli enormi sforzi e le grandi sofferenze sopportate dai cittadini del nostro Paese..sembra che sia veramente impossibile ridurre ancora il debito.. soprattutto in mancanza di una crescita del PIL che proprio per via di certe direttive europee si impongono... e fino a quando la crescita del Pil rimane vicina allo zero o di poco maggiore.. i tassi di disoccupazione saranno destinati a rimanere altissimi. Inoltre la politica del premier Renzi (per lo più imposta dalla stessa Europa)..malgrado le ultime concitate comunicazioni.. non è riuscita a definire una vera via strategica operando con manovre a debito di convenienza elettoralistica e senza idee innovative sul lavoro più adatte e consone al nostro naturale sviluppo.

Questa Europa doveva essere costituita da un insieme di Paesi che avrebbero dovuto conseguire modelli di sviluppo inerenti la loro particolare caratteristica storica e territoriale. Modelli che non avrebbero dovuto porre una ricerca di aggregazione separata nei loro stessi confini ma, in un armonica crescita e nella direzione di un primario welfare collettivo. Un benessere che non può più basarsi su una lotta delle economie tra gli Stati appartenenti…poiché questo percorso ha solo portato diffidenza..allontanando sempre di più il pensiero dei cittadini dall’idea di una unione utile e funzionale.
I Paesi più forti dovevano subito comprenderlo senza cedere nulla della propria ricchezza..ma operando in favore degli altri.. per evitare quello che oggi appare in tutta evidenza un difficile processo verso l’integrazione: Occorreva diversificare sviluppo e risorse per non renderci stupidamente concorrenziali..ma di sicuro.. non sottovalutare il bisogno di un equilibrato benessere collettivo evitando la conseguente instabilità che porta solo ad una definitiva conclusione del percorso che fu tanto desiderato da Schuman...(una delle figure più lungimiranti che ha contribuito alla sua nascita).

Il vero bisogno rimane quello di un'Europa diversa..che favorisca una crescita mai priva di un benessere.. Una Unione che non promuova le strade della deflazione e di una conseguente disoccupazione. Un'Europa che sia capace di interagire con i paesi orientali, che guardi con impegno all'economia reale e meno agli interessi geo-politici e commerciali e della grande finanza mondiale.

28 mag 2016

La sterile politica dei "pro e contro"..



"Ciò provoca un effetto di contrazione nei riguardi di un sistema che.. mai come oggi... necessita di idee."

di vincenzo cacopardo

La storia politica dei Partiti di questo nostro Paese sembra essere sempre la stessa: proporsi contro o anti e meno per un proprio progetto o un proprio valido pensiero! Lo vediamo oggi con il referendum di Ottobre ..lo notiamo anche per certi candidati alle amministrative..lo vedremo in futuro nelle campagne per le prossime politiche pro o contro Renzi. Se un vero difetto ha questa nostra infelice politica è quello di dedicarsi troppo nello schierarsi “pro o contro” le figure..o contro un Partito..lasciando per lo più vaghe le proprie idee e proposte politiche e..quindi.. restando meno concentrati su un proprio progetto.

Teoricamente la disciplina per ogni Partito deve essere quella di mirare ad attuare il programma che propone e nel quale crede..proseguendo nel suo lavoro di ricerca per comunicarlo e farlo approvare dai cittadini.. e non quello di demolire per principio gli altri Partiti: Non può basare la sua lotta in un' assoluto e perentorio “contro” per effetto di un principio che esaspera gli animi. Una opposizione che mal si concilia con una logica che, al contrario, dovrebbe guardare ad innovare per far funzionare! Tutto ciò provoca un affetto di contrazione alla ricerca nei riguardi di un sistema che.. mai come oggi... necessita di idee.

Ciò detto.. e non potendo esimerci dal mettere in evidenza le due costanti e differenti ideologie, non possiamo che restare sorpresi dai tanti ancora bloccati ed appesi per assolutismo a simili concezioni. Un pensiero che continua a dirimersi in favore di una logica che in politica ha ormai fatto il suo tempo e che ancora oggi contribuisce ad assecondare litigi pretestuosi riducendo ogni azione in favore di una innovazione e di uno sviluppo sociale.. La domanda da porsi è sicuramente quella di non riuscire a capire come, ancora oggi, possa reggere questo “modus pensandi” ormai antiquato e non più corrispondente ai fenomeni globalizzati di una moderna società che dovrebbe solo guardare verso la ricerca di una democrazia più completa basandosi sulle idee e non propriamente sui “pro o contro”..

Se poi.. a queste analisi sulle ideologie noi accostiamo il forte peso dell'odierno mercato globalizzato spinto da una eccessivo capitalismo finanziario, non possiamo che accorgerci come il tutto acutizza lo stesso modo di pensare di chi in politica ritiene in senso assoluto che il sistema necessiti di estremismi ed eccessivi radicalismi: L’opera di costruzione di una democrazia, al contrario, per potersi compiere..necessita di un lungo percorso e per crederci occorre un particolare equilibrio.
 



26 mag 2016

La riforma costituzionale e l'obiettivo mancato


Il combinato che scombina
di vincenzo cacopardo

L'errore è quello di dare per scontato che il bicameralismo paritario debba superarsi in forza di sistemi maggioritari ed un bipolarismo che ha per fine un più comodo bipartitismo. Comodo..ma anche sterile.. poiché senza dinamica parlamentare si spegne in realtà ogni dialogo e la forza di una vera politica. Se il bipolarismo nel passato ha fallito..si prosegue oggi per la via imperativa del bipartitismo! Questo avviene perchè si parte dal preconcetto che la governabilità debba essere assicurata a prescindere e non ricercata con metodo. Questo principio, ormai imposto da una Comunità Europea globalizzata, impedisce oggi ogni possibile altra ricerca verso l'innovazione politica.

Oggi Matteo Renzi insiste con le sue frasi ad effetto ..l'ultima sembra essere quella che “col bicameralismo paritario si ostacola il bipolarismo”. Questo è ovvio! Ma è di tutta evidenza che il lavoro che lui sta conducendo non mira esattamente ad un sistema “bipolare” quanto, invece, ad un “bipartitismo” che metterà a tacere ogni possibile minoranza...e quando la minoranza è costretta a tacere.. si svilisce ogni dialogo e persino le idee: Un sistema che tutti sanno essere di grande utilità al governo di turno e da ostacolo ad una democrazia parlamentare. Quindi in realtà quella che si vuole sopprimere è proprio la democrazia parlamentare!

Era naturale che il bicameralismo paritario chiamato, forse a torto, “perfetto” andasse innovato..Ma non di certo mortificato con fretta e superficialità!

La Costituzione regola i principi della nostra Repubblica e deve per forza essere riformata attraverso una assemblea costituente..Una Costituente necessita di una rappresentanza proporzionale. Approvarla su ordine governativo e con il metodo maggioritario da un Parlamento eletto in modo anomalo...significa non percepire il suo vero significato intrinseco.

Ma allontanandoci da ogni giudizio sul metodo, poco ortodosso, col quale ci si è mossi.. e restando nel merito.. è certo che nessuno dei politici.. oggi presenti nelle istituzioni..( non di meno gli illustri saggi).. abbiano voluto spingersi nella ricerca di poter percorrere una diversa strada attraverso uno studio più profondo: Era forse più giusto che si andassero a dividere i ruoli delle Camere invece di cercare di sopprimere per poi non sopprimere! Sarebbe stato utile diminuire in ambedue il numero dei parlamentari con i conseguenti risparmi, nondimeno un principio per assegnare ai senatori un ruolo differente.. senza togliere loro l'autorevolezza di una loro personale nomina attraverso una votazione poplare. Occorreva assegnare loro un compito più diretto in contatto con le amministrazioni comunali.. che oggi rappresentano di certo un peso importante in tutto l'ordinamento politico istituzionale. Da ciò ci si sarebbe dovuti muovere in direzione di una vera differenziazione dei ruoli, assegnando loro quello amministrativo.. per cercare di abbattere anomalie e conflitti con il compito per una Camera dei deputati di legiferare in modo distinto e separato. Quindi senza alcun bisogno di fingere di eliminare una Camera senatoriale che di per sé sarebbe potuta essere risolutiva e funzionale ad un diverso scopo. Se a ciò aggiungiamo il combinato disposto con la nuova legge elettorale Italicum, ci accorgiamo di quanto poco si sia tenuto conto delle ulteriori malformazioni che si vengono a generare: Anche se l'insieme non portasse alla (più volte declamata) “deriva autoritaria”, lascia intravvedere irrisolto il problema di un equilibrato funzionamento dell'ordinamento istituzionale in una società che si dichiara ancora democratica.

Un altro dei problemi che si rileva in questa riforma pasticciata è il fatto che non ci si sia impegnati a fondo a guardare con più attenzione in direzione di un logico funzionamento che ogni sistema democratico deve tenere in considerazione e cioè: Che in democrazia tutto deve nascere dal basso confluendo verso l'alto(Cittadini-Partiti-Parlamento-Governo)..Una considerazione che dovrebbe vedere nei programmi e nei Partiti che li supportano.. una base di partenza sulla quale muoversi in direzione di una governabilità di funzione e non di scopo personale. Ciò significava avviarsi in prima battuta su una prudente ed avveduta riforma sui Partiti...rendendoli più partecipi e responsabilizzati ( finanche non legati ad interessi sull' amministrativo)

Quindi in realtà non è proprio la riforma (assai poco convincente e pasticciata) che non convince, quanto il mancato indirizzo verso un vero funzionamento democratico..Un indirizzo che non si è voluto ricercare in modo più equilibrato e confacente alla natura politica del nostro Paese. E' mancato il vero obiettivo.. sia per la smisurata fretta..che per la supponenza imposta.


Con tutto il rispetto per chi la pensa per il SI.. che ha tutto il diritto di esprimersi come vuole ed al di là di ogni riferimento alla figura di un premier che si propone a favore della sua riforma, le circostanze per la quali si muove un fronte dei NO è supportato, oltre che da una considerazione di metodo assai imbarazzante (mancanza di una assemblea Costituente per una maggiore partecipazione)..anche da quella di una assenza verso nuove idee in proposito: Come se avessimo perso il treno adatto per raggiungere quel traguardo tanto agognato...La prova di tutto ciò sta proprio nelle parole dei tanti politici che propongono quel SI e che oggi insistono con la retorica frase : “meglio questo che nulla”! Una frase che la dice lunga sulla superficialità con la quale si pensa di poter riformare una Costituzione.


25 mag 2016

Un articolo di Enzo Coniglio sulla qualità della vita ed il debito pubblico

I soldi, il capitale sono uno strumento e la qualità della vita è il fine. In nessun caso il capitale può diventare il fine e la persona umana lo strumento.”
Queste le parole di Enzo Coniglio che nel suo articolo esprime tutta la rabbia contro un sistema che pare voglia condizionarci dimenticando ogni qualità della vita che dovrebbe rappresentare un diritto di tutti. Il diritto ad una vita è una dote naturale ..che viene sicuramente prima del debito pubblico. Secondo Enzo Coniglio, ciò che sorprende è il fatto che molta di questa ricchezza in mano ai pochi.. sia stata generata da corruzione ..illegalità ed evasione fiscale. Finanza creativa e titoli tossici continuano a pervadere nel mondo e sembra che nessuno sia in grado di arrestare il loro percorso. Persiste dunque una complicità ricca di interessi tra finanza creativa e politica che pare non voglia vedersi mentre.. al contrario..si stigmatizza in modo quasi eccessivo.. la pesantezza di un debito pubblico..non certo causa di tutti. Occorre innanzitutto privilegiare la qualità della vita dei cittadini e favorire l’informazione finanziaria
v.cacopardo


Ma su non scherziamo! Siamo completamente fuori da ogni logica quando  si afferma che la maggiore preoccupazione a livello nazionale ed internazionale debba essere il rimborso del debito pubblico. Sarebbe molto più logico pensare e assicurare una buona qualità di vita a ogni cittadino malgrado il  deficit e un debito pubblico mostruoso  contratti dai politici attraverso un sistema di evasione fiscale,  illegalità e corruzione e grazie ad un perverso sistema internazionale.I cittadini, soprattutto gli Italiani, sono le “formichine d’Europa”.  
Senza quasi renderci conto, abbiamo, in maniera vergognosa, ribaltato i valori fondamentali su cui si regge la convivenza dei popoli, mettendo al primo posto il mercato dei capitali invece della soddisfazione dei bisogni primari e irrinunciabili della persona umana. 
La Costituzione dimenticata e sistematicamente violata.
I soldi, il capitale sono uno strumento e la qualità della vita è il fine. In nessun caso il capitale può diventare il fine e la persona umana lo strumento. Pertanto ogni procedura o sistema finanziario che peggiori a qualunque titolo la qualità della vita dell’uomo o peggio ancora lo riduca in schiavitù fisica o morale, deve essere fermamente condannata, bandita dalla società e considerata a pieno titolo illegale.
Se pagare un debito è un dovere, un dovere ancora maggiore  è assicurare la qualità di vita dei cittadini, con una doverosa precisazione: esiste una gerarchia nei doveri e nei diritti; e il diritto alla vita dignitosa viene di gran lunga prima del diritto al rimborso del debito.
Senza contare che prima di pagare qualunque somma, è quanto mai doveroso effettuare una analisi puntuale su come si sia formato questo profondo squilibrio che oggi registriamo. Secondo la prestigiosa Oxfam, quest’anno 2016,  l’1% della popolazione mondiale sarà più ricco del 99% e  che la quota di ricchezza nelle mani di una piccolissima fetta di popolazione del pianeta è aumentata in maniera costante dal 2009 al 2014-nel momento di maggior crisi – fino a toccare il 48%.  Oppure come sia possibile che in Italia il 20% della popolazione possieda il 61,6 della ricchezza nazionale e se sia fondata la convinzione in alcuni ambienti qualificati che la massiccia evasione fiscale, la corruzione e l’illegalità siano talmente estesi da assicurare il risanamento della economia e della produzione se venissero semplicemente combattute, sconfitte e i ricavi reinvestiti nella riduzione del debito.
Occorre indagare a fondo inoltre, sulla cosiddetta “finanza creativa”, sugli strumenti utilizzati; sui titoli tossici; sugli imbrogli internazionali in materia di finanza; su politiche fiscali discriminatorie, sulla corruzione e sulle connivenze tra finanzieri e politici. Se andassimo a fondo in questa analisi, scopriremmo che la finanza internazionale non ha regole, non ha morale, eha permesso a degli approfittatori di fare  quello che hanno voluto con la connivenza di governanti compiacenti o ignoranti, sapendo che tutti i responsabili del grande crack e della emissione di titoli tossici non hanno fino ad ora assaporato le patrie galere.
Prima quindi di pagare un solo centesimo, esaminiamo attentamente come si sia formato il debito pubblico, il grado di correttezza e di legalità e richiediamo a gran forza la reintegrazione dei principi fondamentali della giustizia, della legalità, della libertà, dell’onestà e dell’equità a livello nazionale e internazionale.
Oltretutto, accanirsi a volere a tutti i costi che si paghi un debito, rischia di rendere ancora più difficile la solvibilità e quindi il pagamento del debito stesso. Tutta la politica delFondo Monetario Internazionale (Fmi) in questo senso è piena di profonde contraddizioni e di insuccessi. Anzi i comportamenti dettati dal Washinghton Consensus hanno determinato un profondo peggioramento dei Paesi.
Un recente caso macroscopico è quello della Grecia dove il PIL è diminuito di oltre 9 punti (9%) per seguire la ricetta del Fondo e dei creditori rendendo impossibile la vita dei cugini greci e il rilancio dell’attività produttiva da cui può derivare un avanzo primario che permetta di rimborsare il debito che adesso deve essere congelato o annullato! Alexis Tsipras ha fatto male ad  accettare il ricatto della Germania e dell’Unione Europea.
Michael Cembalest, chief Strategist della potente JP Morgan Chase scriveva in una lettera riservata ai clienti VIP della sua banca che “i margini di profitto sono ai massimi storici da molti decenni e questo grazie alla compressione dei salari”. Come dire che poche persone sono diventate straricche riducendo i salari degli operai o dei professionisti. E’ questo un caso tipico di autentico latrocinio sociale che non può in nessun caso essere accettato e mantenuto. Pensate quanti debiti e quante sofferenze questi operai hanno dovuto contrarre e sopportare a causa di questo comportamento criminale!
Certamente sono moltissimi i casi che potremmo citare. Ricordiamo, ad esempio che alcunianalisti della potentissima Citigroup descrivono gli Stati Uniti come una “plutonomia dominata da una ristretta élite del denaro”! Altro che democrazia e giustizia distributiva ed equalitaria. E’ l’affermazione brutale della legge del più forte: diventare sempre più ricco per il gusto sadico di esserlo e di ridurre in povertà la maggioranza dei concittadini del mondo!
George Magnus della non meno potente UBS svizzera, affermava che l’attuale livello di disoccupazione “rappresenta l’esercito industriale di riserva”, cioè un esercito in mano dei capitalisti per ricattare chi ha lavoro e comprimere i salari.
Ma questo gruppo ristretto di “finanzieri” sa fare di meglio e di più e trarre profitto anche dai poveracci concedendo loro “generosamente” un credito a buon mercato sapendo che non lo potranno mai pagare e poi privarli dei beni acquistati facendoli fallire. E’la stessa tecnica dell’usura! E’ da questa strategia che è nata la famosa bolla speculativa degli immobili del 2007 che ancora oggi continuiamo a pagare.
E naturalmente potremmo continuare per ore ed ore ma fermiamoci qui ricordando quanto ha  scritto il premio Nobel per l’economia Paul Krugman sul New York Times“ Ma che sta succedendo? La risposta di sicuro è che i ‘Masters of the Uniiverse’ di Wall Street  capiscono quantosia moralmente indifendibile la loro posizione… E’ gente che è diventata ricca trafficando con complessi schemi finanziari che non solo non hanno portato alcun beneficio economico agli americani, ma hanno contribuito a gettarci in una crisi i cui contraccolpi continuano a devastare la vita di decine di milioni di loro concittadini.  Non hanno ancora pagato nulla. Secondo loro non ci deve essere nessuna analisi approfondita. Chiunque mette in evidenza ciò che è ovvio, per quanto lo possa fare in modo calmo e moderato deve essere demonizzato o/e  cacciato via….. CHI SONO DUNQUE GLI ANTIAMERICANI? Non i mnanifestanti che cercano semplicemente di far sentire la propria voce . No, I VERI ESTREMISTI QUI SONO GLI OLIGARCHI AMERICANI che vogliono soffocare qualsiasi critica sulle fonti della loro ricchezza”.
Paul Krugman non poteva usare parole più chiare e convincenti per far capire perchè nasce la macchina del fango, quanto importante sia stato il movimento degli Indignados e similari come “Occupy Wall Street” e chi siano i veri estremisti. In fondo ha detto in maniera più esplicita e completa quanto hanno detto  milioni di persone che hanno manifestato nei cinque continenti e soprattutto quanti si sono tolti la vita, uccisi da questo assurdo sistema debitorio e finanziario.
L’Italia non potrà certamente ripagare interamente il suo debito pubblico, come d’altronde la massacrata Grecia   Si imporranno delle misure alternative da inserire in quelle che dovranno certamente essere assunte dalla Bce, constatato che i sistemi fin qui utilizzati  non si sono rivelati sufficienti e adeguati alla gravità della crisi. (vedi articolo precedente)
Invece di conferire la massa enorme di denaro alle banche che non sono in grado di farlo arrivare alle persone e alle imprese se non in minima parte, si potrebbe pensare di conferirlo in parte alla Unione Europea o ai singoli Stati dietro precise garanzie di profonde ristrutturazioni.Una Cosa deve essere certa e non più messa in discussione. Bisogna evitare ed annullare i grandi debiti e censurare gli strumenti che li creano e che permettono a pochissimi di arricchirsi a dismisura e a intere fasce di popolazione di cadere sotto la soglia di povertà.

A tal proposito è sintomatico il recente scontro istituzionale tra Mario Draghi e Wolfgang Schäuble sugli interessi negativi: non si possono pretendere da un capitale  interessi maggiori di quello che rende!
Vanno riscritte le regole finanziarie internazionali. Bisogna privilegiare la qualità della vita dei cittadini, favorire l’informazione finanziaria, aprire immediatamente un’inchiesta giudiziaria e avviare immediatamente gli investimenti produttivi unitamente alla salvaguardia degli investimenti sociali sostenibili e l’occupazione giovanile, mettendo fine alla finanziarizzazione dell’economia e a ogni forma di speculazione finanziaria.
E’ un tema che suggerisco in particolare ai cattolici che si riconoscono nei principi del “povero Cristo” coerentemente crocifisso per idee non lontane da quelle ricordate
Enzo Coniglio


24 mag 2016

Le frasi ad effetto per il SI al referendum..


La potente macchina che favorisce il Premier delle promesse e della propaganda si è già messa in funzione
DI VINCENZO CACOPARDO


Prima la sua frase ad effetto era “ Chi non è per le mie riforme è contro il cambiamento”..adesso .."Chi non è per le riforme Costituzionali..è per il consociativismo"..Il premier fa di tutto per incantare il suo popolo!”

Il suo processo di rinnovamento è simulato.. vestito di in una falsa democrazia ed in realtà autocratico.. unicamente in favore di una governabilità..quando tutti dovremmo comprendere che governare è un logico fine e non potrà mai essere anteposto come assoluto principio: Si chiude definitivamente la strada ad una ricerca della politica dettata dai tanti movimenti oggi in essere e ad una innovazione dinamica che ogni politica libera nel pensiero dovrebbe rispettare..una politica che non significa per forza consociativismo, poichè basterebbe studiare regole in alternativa per sconfiggere tali piaghe. Non è difficile prevedere come ogni principio simile finirà col soffocare le idee per poi scoppiare per effetto di una cultura che non potrà più ammettere imposizioni assolute così poco democratiche.

La risposta di chi la politica la interpreta come Renzi sembra restare rinchiusa in questo ristretto concetto: "non mi fanno governare..quindi sono costretto a limitare gli spazi ed i principi di una democrazia"..quando invece dovrebbe essere:"Osservo i principi di una democrazia al fine di poter governare bene" I sistemi maggioritari purtroppo hanno arrecato un detrimento e contrastano con i valori di una democrazia i cui principi..pur rimanendo quelli legati alla volontà dei popoli, devono restare accesi in uno svolgimento persistente aperto e mutevole nel tempo...ma anche se si potessero sostenere in via di principio per una politica governativa,  non sono per nulla adatti per riformare una Costituzione.

Purtroppo ..malgrado ci si possa augurare il contrario..sarà difficile una vittoria dei NO!..La forza del sistema è enorme se messa a paragone con qualunque ragionevole dialogo sul tema di una simile consultazione...in piu' e' l'Europa che la pretende. La potente macchina che favorisce il Premier delle promesse e della propaganda si è già messa in funzione pronta a bussare porta porta cercando di infondere i principi di comodo di una governabilità a sostegno dei finti risparmi e dei falsi rinnovamenti. Sembra del tutto evidente che vi sia una forza sistemica che, insieme ai tanti interessi, lavori in favore del governo Renzi.. e che non possa permettere la sua caduta.


CHI PERCEPISCE I VERI VALORI DI UNA DEMOCRAZIA VOTA NO PERCHE' PROPRIO NEL MERITO QUESTA RIFORMA NON E' FUNZIONALE AI PRINCIPI DEMOCRATICI!

23 mag 2016

Costituzione:Un referendum che spacca il Paese



di vincenzo cacopardo

Renzi e Boschi ... scommettono sul loro progetto costituzionale

Un vero statista non avrebbe mai portato il Paese in una divisione così acuta su un tema cosi' delicato.”


"Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico - avverte il ministro per le Riforme - il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via". 
Questa una frase che politicamente suonerebbe quasi tra il ricattatorio ed il ruffiano e che non dovrebbe appartenere al linguaggio di un ministro della Repubblica.
"Anche io lascio, se Renzi se ne va - annuncia - ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico". Per questo il Giglio magico è pronto a difendere la riforma coi denti.”.
Sembrano quasi capriccetti infantili che fanno i bambini quando giocano!...La politica con le sue istituzioni...non sono un gioco sul quale puntare..non possono essere una scommessa.! Viene poi da domandarsi quale possa essere mai questa assunzione di responsabilità, quando è di tutta evidenza che una riforma che genera un simile cambiamento in seno alle istituzioni, non è stata portata avanti attraverso una opportuna Costituente, ma imposta per espressa volontà da un governo che non avrebbe mai dovuto averne il titolo.

Intanto l'ala bersaniana rimane infastidita dalle parole della ministra delle riforme sull'Anpi. Bersani replica "Chi crede di essere? Siamo forse già arrivati a un governo che fa la supervisione dell'Anpi? È evidente che siamo a una gestione politica sconsiderata e avventurista". 
Per l'ex segretario.. in nome di una mezza riforma del Senato.. si rischia di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale. Viene da chiedersi perchè mai Bersani..parla..parla..e non reagisca mai.. rimanendo sempre sottomesso alle politiche di questo governo che lui stesso definisce sconsiderate ed avventuriste.

In tanti pensano ancora che alla ministra Boschi non le si perdoni di essere riuscita a guidare la maggioranza parlamentare per l' approvazione di una riforma della Costituzione che mette fine a 70 anni di "bicameralismo":(Si parla in modo approssimativo di riduzione dei parlamentari, di snellimento delle procedure istituzionali e persino di risparmi)..Si dice anche che non le si perdoni di essere una donna bella..che resiste alle aggressioni dei tanti che vorrebbero intimidirla. Al di là dei finti risparmi ..della riduzione dei parlamentari (nel merito inutile se non dannosa) e di uno snellimento delle procedure che avrebbe potuto trovare strade più efficienti e funzionali, il principio che vi sia una bella donna al comando di un ministero sembra aver creato un vero complesso che grava sempre più sugli stessi che continuano a sottolinearlo con forza ed usarlo quasi come un arma a beneficio della Boschi..Tutto ciò sembra aver stancato!...Se al contrario entriamo meglio nel merito delle riforme e del combinato disposto con la legge elettorale, ci accorgiamo di quante lacune ed anomalie vengano fuori..Ma pare sia più comodo ed utile continuare a sottolineare la bellezza di una ministra che pone invidia ed astio...

Il NO al referendum non può essere un capriccio! Si possono prendere in giro gli ignoranti e coloro che non percepiscono bene il significato della parola democrazia, ma mai chi è a conoscenza di cosa effettivamente ha sempre mosso e dettato una carta costituzionale: La Costituzione non è mai stata perfetta ed andava di sicuro ripresa in qualche articolo... il senato avrebbe potuto essere messo nella capacità di funzionare meglio, ma non con tali procedure e non certamente a scopo di definire una governabilità sicura schiacciando regole e principi di base fondamentali. Vi sarebbero stati altri modi, ma si è preferito mortificare la nostra democrazia: Una via fin troppo comoda oltre che facile! Il SI, al contrario, suona come un' imposizione da parte di un governo che non perde occasione nel dimostrare tutta la sua arroganza con pretese assolute oltre che confuse!

Ancora in tanti pensano che chi va a votare per il NO lo faccia per una antipatia nei confronti della Boschi e di Renzi...ma se un' intolleranza si è generata nel Paese.. è stata proprio voluta da chi si è posto subito saccente e supponente. In realtà è proprio il merito di questa riforma da doversi mettere in discussione: Una riforma che si esplica verso un chiaro indirizzo di comodo in favore di una governabilità non costruita dal basso. Per il resto tutto sembra restare fermo al passato con ulteriori difformità. Quindi coloro che voteranno SI sono proprio coloro i quali resteranno attaccati ad un passato e che votano solo perchè assai poco interessati al concetto di vera innovazione e giusta democrazia.

Non sembra mai essersi visto..nella nostra Repubblica.. un premier che promuove un cambiamento della Costituzione attraverso un social. Il suo doppio ruolo rimane una colossale anomalia ed è soprattutto il punto focale sul quale, al contrario, dovrebbe concentrarsi una vera ed utile riforma. Un premier che, nella doppia veste di segretario di partito di maggioranza.. sponsorizza la sua riforma costituzionale per un referendum.. dopo averla imposta attraverso una votazione parlamentare in forza del suo stesso doppio ruolo e per via di una maggioranza nemmeno legittimata da una Corte costituzionale. Teoricamente.. tutto potrebbe vedersi normale.. soprattutto per il pragmatico e machiavellico politico di turno, ma non lo è affatto!




19 mag 2016

job's act.. miliardi e tasse

di vincenzo cacopardo
Si sa ormai con quasi certezza  che agli italiani la nuova riforma del lavoro voluta dal governo Renzi sia costata circa 20 miliardi di euro in tasse. Non è di certo una notizia dettata dalla fantasia di un gufo.. né dalla libera interpretazione di chi vuole porsi ostinatamente contro le scelte operate dal presuntuoso premier fiorentino.. poiché.. anche ammesso (ma persino opinabile) che tale cifra abbia potuto contribuire a concludere contratti per almeno 400 mila lavoratori..ognuno di essi ci sarebbe costato 50000 euro. Di certo non un bell'affare per gli italiani già pressati nella morsa di una fiscalità senza limiti!..E per di più non sapremo quanto questi stessi contratti potranno durare! 
La fretta di decidere sulle regole.. invece di rendere più concrete nuove iniziative di lavoro.. ha prevalso, ma si sono imposti anche i termini di una superficiale veduta di una politica per nulla adatta al contesto..dimenticando l'importanza qualitativa stessa che il Paese ha in essere: Quello che occorreva era proprio il lavoro ed il sostegno per le nuove iniziative tramite la nascita di una banca pubblica che le aiutasse e le accompagnasse..Sostenerle anche attraverso aiuti fiscali..Inoltre già da tempo studiare un piano infrastrutturale per il sud per evitare di spaccare in due l'economia nazionale.. dotando il meridione di quella energia che resta essenziale per rendere forza ai suoi immensi valori per la crescita dell'intero Paese.
Le normative sul lavoro del governo Renzi sono state dettate con finalità politiche e senza una precisa sostanza. La trasformazione di contratti da tempo determinato a indeterminato è intervenuta sul lavoro dipendente inteso alla vecchia maniera, lavoro che purtroppo sembra essersi estinto e che nel futuro dovrà intendersi in maniera del tutto diversa. Non v'è dubbio che Renzi si sia preoccupato di combattere una battaglia più sul piano mediatico che lo ha visto subito schierato contro un sindacato..ma sappiamo anche che con la sceneggiata degli 80 euro in busta paga.. ha potuto con scaltrezza superare ogni altra pesante contrattazione sindacale.

Il suo.. forse.. è stato un successo sul piano di una politica che guarda all'immagine ed alla comunicazione... Lo sarà anche per i tanti che guardano alla sua politica spinti da quel suo effimero entusiasmo, ma se andiamo a leggere i numeri, ci accorgiamo che ad oggi i posti di lavoro in più sono in realtà assai meno di ciò che il suo governo comunica. Renzi ha fatto una scommessa che però non è a costo zero...poichè anche a causa dei miliardi di mancate entrate per i contributi che le aziende non versano in forza degli incentivi fissati per legge, con la pesantissima situazione generale che abbiamo, sarà davvero difficile andare a recuperare questi 20 miliardi. 

Se ne va un politico di temperamento



...che ha sempre combattuto in difesa dei diritti e dei valori

Marco Pannella è sempre stato uno dei pochi politici che ha lottato per i valori a cui ha sempre creduto!... Valori e diritti civili importanti come quello che si proponeva di sconfiggere la mortificazione dell’essere umano obbligato a pagare la propria colpa in una minuscola cella da dividere assieme ad altri con azzardate difficoltà ed in situazioni estreme. Una condizione… quella delle nostre carceri.. che ha sempre messo in evidenza l’assoluta mancanza di sensibilità della politica del nostro Paese, poiché… solo quando ci si trova a dover espiare (a torto o a ragione) una pena nel nostro Paese, si può veramente riuscire a percepire lo stato di indecenza nella quale si è obbligati a scontarla…

Pannella ha lottato ogni giorno per far comprendere ciò…ma anche allo scopo di immedesimare i cittadini, in quelle che rappresentano le esigenze più impellenti per il Paese.

Non dimentichiamo la sua battaglia per il divorzio sostenuta negli anni settanta… Non scordiamo nemmeno il suo impegno per la fame nel mondo,… la sua volontà di lanciare iniziative internazionali per la pace,…le proposte di accoglimento di Israele nell'Unione Europea…le campagne di sostengo al Tibet e l'iniziativa per la moratoria contrapposta alla pena di morte.

Ricordiamo anche come, in forza delle sue provocazioni e le ripetute proteste civili, sia dovuto incorrere in diversi processi penali: Prova di un temperamento e di una fierezza non uguale ai tanti politici che raramente sono sottoposti a queste lotte per il raggiungimento dei valori e la dignità dell’uomo.

Se a questo aggiungiamo che Pannella non ha goduto dei vitalizi e del trattamento pensionistico specifico per chi, come lui, è stato deputato della Repubblica e che, per ragioni etiche, si è volontariamente dimesso prima che ciascun suo mandato raggiungesse la metà della legislatura in corso…non possiamo che restare sorpresi ed orgogliosi di avere avuto una simile figura politica in questo nostro Paese.

Cosa si può volere di più da un politico che...per dare più forza a queste iniziative ...si è persino proposto con lo sciopero della fame? Chapeau…dunque.. a questo particolare e quasi irreale politico per quello che ha sempre fatto con la sensibilità e l’ardore che dovrebbe appartenere a chiunque ami la politica, il suo Paese.. e la propria società.

vincenzo Cacopardo



Una replica all' articolo di Domenico Cacopardo su Italia Oggi del 19 /5

In questo articolo di Domenico Cacopardo vi sono alcune verità, ma nella sostanza credo che si possa far notare come alcuni punti non potranno mai essere soggetti ad una giusta critica.. proprio perchè afferenti ad una personale interpretazione di voler stabilire all'interno di una propria organizzazione politica una particolare disciplina autonoma.


Malgrado un certo autoritarismo di certo confutabile.. nel caso del Movimento 5Stelle non credo proprio si possa parlare di fascismo! Alcune condotte potranno anche apparire vincolanti in modo eccessivo, ma comunque appartenenti ad un modo di dirigere l'organizzazione di un Movimento secondo una propria visione e disciplina. Se esiste questo difetto  (se così possiamo chiamarlo) viene a galla in considerazione del fatto che non si è mai voluto mettere mano ad una regolamentazione dei Partiti in modo da poter stabilire dei principi più concreti ed uniformi in riferimento alla disciplina interna di ogni organizzazione politica.


Sappiamo che la Costituzione Italiana riconosce il loro ruolo  quando scrive, all’art. 49, che «tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale». Sappiamo anche che da questo articolo discendono quasi automaticamente alcuni principi, ma non vengono stabilite.. più specificatamente.. precise regole organizzative: La formazione dei partiti rimane libera qualunque ne sia l’ideologia. A loro viene riconosciuta la funzione di determinare la politica nazionale. Dal punto di vista giuridico i Partiti politici in Italia sono comunque organizzazioni private che si configurano come associazioni non riconosciute e godono quindi dell’ampia libertà d’azione che è prevista dal codice civile.

Ognuno che entra a far parte della particolare organizzazione politica dei 5 Stelle si assume una responsabilità..che di certo non gli viene imposta poiché esiste la piena libertà di non sottostare ai loro principi :Basta non farne parte! Se Virginia Raggi..ad esempio..si ritiene interessata all'organizzazione e viene proposta come candidata per le amministrative di Roma..si assume la responsabilità personale di attenersi alle regole (giuste o meno giuste) di questo Movimento... Anche nel caso volesse firmare una lettera di impegno all'interno dell'organizzazione..sarà sempre una sua scelta..una sorta di contratto interno di fatto..e non di diritto!

Non si tratta di capire qualcosa del "diritto" e di fare riferimento a condizioni capestro. Nessuno è costretto dover far parte di un Movimento..se non lo vuole e se non ne condivide le regole..Regole che al contrario possono anche criticarsi...Tutto il resto potrà essere deplorevole quanto si vuole..ma resta nelle linee di ogni organizzazione che rimane libera nel proprio modo di interpretare la trasparenza e l'etica stessa al suo interno. Vi è in proposito un unico modo di poter bloccare tali processi interni un po' assoluti e deformanti di una organizzazione politica.. e cioè quello di riformare l'art 49 attraverso una regolamentazione più precisa che fino a oggi il sistema politico odierno non si è mai curato di fare proprio perchè da ciò trae altri benefici e può costruire diversi conflitti di comodo.

Per quanto riguarda i media ..l'affermazione di Domenico appare incomprensibile in quanto mi sembra che televisioni e giornali sono quasi tutti in mano al sistema politico odierno e non alle opposizioni.. e se nel caso della 7..non possiamo che ringraziare Cairo che apre lo spazio ad una critica più ampia ed equa, rimane il fatto che la stra-maggioranza della stampa offre di sicuro nutrimento a quello che si potrebbe definire il vero popolo bue: Quel popolo che oggi segue il giovane boy scout fiorentino osannandolo per la sue ripetute parlantine e l'inverosimile supponenza con la quale continua a perseverare imponendo riforme costituzionali deformanti con l'uso di sistemi antidemocratici ed assoluti... Fingendo di cambiare per non cambiare nulla..Correndo di fretta e con superficialità.. Di sicuro..il suo.. è il gregge che ignora o non intende vedere oltre!
vincenzo cacopardo



I media perdonano tutto ai cinquestelle

 di Domenico Cacopardo 


Mentre la vicenda Pizzarotti si sta avviando all'inevitabile soluzione (espulsione dal Movimento 5stelle e, in caso di rinvio a giudizio, dimissioni ed elezioni anticipate), a Roma, e in qualsiasi luogo ci sia un candidato del Movimento, la campagna elettorale si sta sviluppando con una inaccettabile rimozione. I media, che non si lasciavano sfuggire una rumorosa soffiata di naso di Berlusconi, soffrono di ontologica distrazione su quanto riguarda i grillini, quando, come nel caso di Lilli Gruber, che si è trasformata, da vestale della sinistra più radicale e giustizialista, a fan di Grillo, Scanzi e Travaglio (un passaggio dai piani nobili agli scantinati della politica) e dei dioscuri dagli ascolti fallimentari Giannini&Floris, dimenticano la montagna di osservazioni che potrebbero essere formulate al Movimento e alle sue escursioni lontano dalla democrazia, verso la teoria e la pratica nazifascista, razzismo compreso.
Virginia Raggi, candidata grillina a sindaco di Roma, ha dovuto firmare un contratto che la impegna a pagare una penale molto alta e a dimettersi in caso arrechi un «danno di immagine» al Movimento e, una volta eletta, a far approvare preventivamente allo staff di Beppe Grillo tutti gli atti amministrativi di una certa importanza. Questi impegni sono illegali e illeciti e delineano un candidato e un sindaco eterodiretto, indipendente dal consiglio comunale e dalla volontà dell'elettore popolo «bue». Chiunque capisce qualcosa di diritto sa che le condizioni-capestro, in quanto illegali e illecite, sono nulle e nessun giudice potrebbe condannare la Raggi a pagare la penale per un qualsiasi «danno di immagine», definito tale dai quei premi Nobel del diritto che rispondono ai nomi di Grillo, Di Maio, Di Battista e Fico.
Insomma, un fatto che testimonia la natura autocratica del Movimento, una sorta di falange a disposizione delle decisioni e dei capricci di un comico-satrapo e di un giovanotto nominato «guru» per diritto ereditario.
Il consenso belante di media e giornali (che evitano di formulare tutte le domande più urgenti e ficcanti), però, è ancora peggio del fatto politico.



17 mag 2016

M5 Stelle..Le distonie di un'organizzazione politica



La politica contro sistemica di Grillo che guarda ai valori.. ma non definisce bene i principi
di vincenzo cacopardo

Adesso forse.. occorrerebbe che il Movimento 5Stelle si desse una seria mossa e cominciasse, anche se in ritardo, a rivedere il suo sistema interno per le candidature e quello dell'impostazione delle regole definendo bene i confini di una morale di comportamento..Magari parlando meno di onestà..senza alzare vessilli..con pacatezza ed agendo solo attraverso i fatti in favore di questa!.. Quello a cui in questi giorni si è assistito sembra una sorta di epurazione per mancanza di trasparenza condotta in modo anomalo e differente per chi amministra le città per preciso mandato di questo Movimento.

Nel mio Forum è stata diverse volte sottolineata la difficoltà di poter condurre una politica attraverso i vecchi principi. Di ciò si è data abbondantemente colpa ad una vecchia politica incapace di custodire i fondamentali valori di una democrazia e di lottare contro obsoleti concetti che non potranno mai far crescere una politica moderna più utile alla società: Negli studi e nelle costanti ricerche ho persino percepito l'importanza di doversi muovere attraverso i valori...ed..in forza di questi.. andare alla ricerca di quei principi validi di sostegno per il riscontro di una giusta crescita sociale!..Non è l'odierno strano modo di intendere la società attraverso la forza di un cinico pragmatismo che potrà farci vedere un futuro migliore, ma sembrano essere proprio i valori del nostro Paese a condurci in una più libera ricerca di nuove idee in proposito.

La singolarità odierna sta nel fatto che questo processo di rinnovamento di difesa dei valori è di certo l'unica carta vincente per una politica che oggi richiede equità sociale e crescita sicura, come non può più esserlo quello seguito da chi limita il pensiero e spacca in due un Paese attraverso incomprensibili contrapposizioni che appartengono ad un passato ormai lontano..e se obiettivamente esiste un movimento che si è messo in moto in questi ultimi tempi per la difesa dei valori..questo è stato il Movimento dei 5Stelle: Invertire il processo mentale partendo dai valori.. sembra essere ciò che ha sempre inteso fare il Movimento di Grillo ..ma per definire i principi e rendere la società politicamente sicura è necessario confrontarsi ..è necessario scambiarsi..e necessario farlo interagendo attraverso il dialogo e le idee! Gli errori commessi da questo Movimento restano per lo più di leggerezza ..ma sostanziali!

La loro cadenza contro sistemica cozza contro i principi posti da uno statuto inconcepibile e non del tutto chiaro che finisce col dirimersi in conseguenti posizioni autoritarie. Il principio della trasparenza è imposto in termini perentori, ma non del tutto chiari..la definizione dei candidati assai approssimativa..il dialogo all'interno quasi interamente escluso..e persino i programmi non si riescono a comprendere in pieno..Sembrano errori gratuiti ed a volte si ha l'idea che il tutto resti a galla solo per inerzia  e solo per schierarsi contro un sistema che non soddisfa più!


Tuttavia al momento questa organizzazione rimane l'unico muro di contenimento per una politica di vecchio sistema ..un blocco assai utile persino per produrre nuova innovazione alla politica dormiente del passato. Si può forse sperare che al loro interno si diano delle regole diverse.. che possano anche incoraggiare i tanti che oggi guardano ad una politica non solo di vera ed utile trasparenza, ma soprattutto di ricerca e idee tali da proteggere i valori ed infondere costante passione.