26 mag 2023

VISIONI BIPOLARI E RESPONSABILITA'


di vcacopardo
Continua il gioco a tamburello Destra- Sinistra sulle omesse responsabilità riguardanti la cura e la sicurezza del Paese! Facile per qualsiasi politico scaricare colpe da una parte all'altra quando in realtà le responsabilità dei danni causati per incuria riguardano tutta la politica dei governi da oltre 50 anni a questa parte!Sappiamo bene che queste colpe gravano sulla mancata lungimiranza di tutta la politica (nel suo insieme) che avrebbe dovuto da decenni occuparsi di prevenzione!
E' inconfutabile constatare come il gioco bipolare riesce sempre a nascondere la mancata accortezza di una politica in genere: Un triste e deprecabile gioco al rimpiattino che tende a respingere ogni responsabilità rivolgendola solo da una parte e finendo poi col salvare tutti. E così l'andazzo di quella che ancora vogliono chiamare politica governativa continua a non portare mai alcuna colpa poiché questa appartiene sempre a chi governava prima.
La partita, simile ormai a quella di una competizione calcistica, dove una squadra tende a vincere sull'altra, non consente più di avere una visione equa sulla qualità di una politica, immedesimandosi prevalentemente su una lotta all'ultimo sangue tra due schieramenti. Alla stregua di Guelfi contro Ghibellini..o più agonisticamente.. come un derby tra due squadre di calcio. Insomma... immedesimandosi in uno scontro senza sostenere con impegno le necessarie soluzioni fattive di una politica per il Paese. In tal modo anche le responsabilità della politica non emergeranno mai!
Vogliamo questi sistemi ristretti in nome di una governabilità sicura, e finiamo solo con l'ottenere i malgoverni di chi pensa solo a combattere l'opposto nemico!

13 mag 2023

LA LOTTA PER UN DIRITTO

 



Cosa ci si aspetta da questi studenti: che desistino? Che abbandonino la loro lotta per ottenere ciò di cui hanno bisogno? Non c'è da sorprendersi se nella loro battaglia non si curino di un certo disagio che potrebbero creare occupando spazi pubblici. La loro lotta è per la sopravvivenza ad un diritto allo studio che non può non tenere presente la loro permanenza nelle città dove persistono le università e dove il bisogno di una locazione è più che indispensabile!

Un'altra di quelle storie che persistono nel nostro paese dove mai si è lavorato in prospettiva e dove la politica non ha saputo leggere in lungimiranza: Era chiaro che il fenomeno degli affitti senza un calmiere od uno studio che prevedesse la ricerca di nuovi locali, avrebbe creato problemi soprattutto agli studenti. Ma loro sono il futuro, loro sono l'avvenire e devono sicuramente essere messi in condizioni di poter studiare senza dover affrontare un carico di affitto che non possono permettersi! O forse dobbiamo far andare avanti solo i figli dei ricchi e potenti ai quali non grava alcun problema nel pagare esorbitanti costi di affitto e che che sono anche in grado di acquistare una casa per i loro figli? Tuttora il governo non sembra aver preso alcun impegno concreto per risolvere la crisi abitativa e la politica si comincia a muovere con enorme ritardo: Al di là di ogni stucchevole commento sulla responsabilità Destra-Sinistra, viene spontaneo chiedersi a cosa serve una politica che non è in grado di guardare avanti!

Una lotta più che giusta per la conquista di un sacrosanto diritto messa in risalto da questi giovani che non hanno alcuna pretesa se non quella di assere messi in condizioni di studiare!

vcacopardo

12 mag 2023

RIFORME ISTITUZIONALI ED ITER



rischi di alterazioni e stravolgimenti


Ricordiamo che l'attuale maggioranza
ha vinto le elezioni con una assenza di votanti del 40% e conquistanto il 55% di seggi in Parlamento. Il chè equivale pressappoco ad un consenso popolare di circa il 33% sul potenziale di voti totali. Con ciò non si può per nulla negare, né mettere in dubbio ( malgrado una assurda legge elettorale voluta dalla sinistra) che gli dia ogni diritto di governare!
Tuttavia quando ci si appresta a stravolgere il nostro sistema fondato su una democrazia parlamentare, bisognerebbe riflettere se con l'aiuto di forze politiche interessate in Parlamento, si possano raggiungere i desiderati due terzi, evitando di andare al referendum.
Tutto regolare ...certo!
Ma rimarebbe l'incognita che si possa stravolgere il sistema e la nostra Carta che lo regge e custodisce senza un vero ed adeguato consenso popolare, con un rischio certo di un risultato diverso quando fosse posto da un referendum. Dunque, seppur regolare, ciò che la maggioranza si propone, potrebbe comportare una alterazione con inevitabili stravolgimenti.
L'art 138 della nostra Costituzione, per la revisione costituzionale, autorizza il cambiamento della Carta, tuttavia ciò dovrebbe tenere conto della maggioranza dell'intero popolo (ecco la ragione per la quale si istituisce un referendum) ed ecco perchè, nella fattispecie, sarebbe più ragionevole il necessario uso di un organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una riforma della Costituzione, tale da non deformare i punti essenziali che sorreggono un sistema democratico costruito su pesi e contrappesi.
La nostra Costituzione può essere cambiata, ma non stravolta, e per far ciò occorre di certo un consenso ampio!
vcacopardo

10 mag 2023

LA VERA GARANZIA DI UN PRESIDENTE

 


Si ritorna a parlare di sistemi presidenziali al fine di dare stabilità ai governi! Tuttavia, malgrado ciò, non si riesce a comprendere come un sistema di democrazia possa mai conciliarsi con una stabilità certa se non soffocando la libertà parlamentare!


In un mio vecchio post del 2014 dal titolo “Presidenzialismi semipresidenzialismi ed eterni conflitti”, si era affrontato il difficile tema delle riforme istituzionali, mentre Grillo stava marciando verso la conquista del governo. Oggi, col governo Meloni, si torna a parlare di sistemi presidenziali e premierati con estrema superficialità ed in difficile sincronia con le regole della nostra Costituzione. Tutto ciò anche in rapporto ai sistemi elettorali che spesso non tengono in considerazione il rapporto con l'elettorato e che vedono ancora ruoli operare in conflitto. Malgrado si sia sempre sostenuto di voler procedere verso un sistema di migliore democrazia, nessuno sembra accorgersi di alcuni passaggi determinanti che ad elezioni concluse, portano inequivocabilmente alla medesima costruzione di enormi compromessi tenuti in piedi proprio dalla mancanza di una più netta divisione dei ruoli (parlamentari-esecutivi). Tutto ciò anche perchè non si vuole prendere in considerazione opportuna una più chiara riforma degli stessi Partiti oggi disciplinata dall'art 49 della Costituzione.

Ai tempi del suo governo, Renzi in una sua intervista sembrava aver affrontato il tema del sistema semipresidenzialista, non escludendo il fatto che si potesse affrontare l'argomento, ma a condizione che si esaminasse prima la riforma del Senato. Renzi correva verso la sua strada come uno schiacciasassi non accennando minimamente alla funzionalità delle sue riforme: Il suo scopo è principalmente legato a dimostrare la capacità di tagliare ovunque per richiamare consenso! Il senatore toscano aveva intuito che il tema del presidenzialismo era amato a destra più che a sinistra e che all'interno del suo stesso Partito, ciò avrebbe potuto far nascere ulteriori contrasti per il fatto che si potesse offrire troppo spazio alla costruzione di figure sempre più dispotiche. Una paura giustificata per i padri costituenti di quella che doveva rappresentare una Repubblica parlamentare.


Ma perchè una vecchia proposta come quella esposta dallo stesso Berlusconi, sulla nomina diretta di un presidente della Repubblica, deve per forza dare stura ad un percorso presidenziale? Perchè mai un presidente non potrebbe essere eletto dal popolo? E se eletto direttamente da un popolo, perchè mai non potrebbe tenere gli stessi poteri limitati come quelli odierni, operando con maggior peculiarità come garante di un sistema elettorale? Chi ci impone che non si possa far funzionare il nostro sistema istituzionale attraverso una maggiore garanzia da parte dell'operato di una presidenza della Repubblica? Nominare un presidente del consiglio attraverso una elezione, come lo vorrebbe il Partito della Meloni, sembrerebbe cosa ben diversa, sovvertendo il fine di una vera garanzia, poiché, in una Repubblica parlamentare, i poteri di un primo ministro finiscono con l'essere più assoluti e rischiano di prevaricare su quelli di una assemblea parlamentare: La fine del "primus inter pares" 

Una domanda quindi nasce spontanea e potrebbe anche risultare ripetitiva se posta dal sottoscritto: Perchè mai il nostro Paese quando affronta simili riforme, non guarda in casa propria, definendo un modello più adatto e funzionale, ma mira con costante ostinazione verso i modelli esterofili degli altri Paesi? Perchè stravolgere in tal modo un sistema di democrazia parlamentare quasi unico senza andare alla ricerca di un suo miglioramento funzionale? Se si vuole una nomina diretta del Presidente della nostra Repubblica che ben venga, potrebbe essere una vera garanzia per i cittadini! Ma non è detto che la figura debba per forza avere poteri vicini a quelli governativi e che ciò debba portarci direttamente ad un presidenzialismo governativo in difficile rapporto con le garanzie parlamentari.

Perchè mai una elezione diretta non può portare tale figura a quella di garante di un sistema elettorale da cui nasce quel potere parlamentare che rappresenta la principale natura di un sistema democratico?....Insomma, perchè dobbiamo legare una elezione diretta del Capo dello Stato ad un esecutivo e non più propriamente ad una maggiore assicurazione della formazione delle Camere politiche?

v.cacopardo



7 mag 2023

CESSIONE DEL CREDITO

 


Sembra chiaro che non vi sia una precisa volontà di voler risolvere l'annosa problematica: Con la mancanza di una seria normativa non si potrà mai ottienere alcun risultato!

Ancora niente sblocco di cessione...nonostante le promesse! Una continua presa in giro da parte dello Stato e dei due ultimi governi: Draghi e Meloni, che hanno solo azzoppato l'iter normativo nella lunga serie di ribaltamenti delle responsabilità tra committenti, progettisti, fornitori, imprese, banche ed agenzia delle entrate. Una continua serie di modifiche da quasi un anno e mezzo che hanno solo aggravato il precario stato di tante imprese costrette a bloccare i cantieri o ad anticipare grosse cifre per l'impegno con i committenti.

Ormai grava un permanente clima di sfiducia che pare non riuscire a vedere una via alla risoluzione: tra frodi e responsabilità, chi ne paga le conseguenze sono le tante imprese e i committenti onesti che hanno creduto ad una legge che sembrava anche dover far rifiorire il mercato immobiliare.

Alla faccia di chi ingenuamente e con onestà ha creduto di lavorare in forza delle leggi di uno Stato!

vcacopardo