14 feb 2023

BIPOLARISMO E CONTRAPPOSIZIONI



di vcacopardo

Ancora una volta nel nostro Paese 
si riafferma l'intenzione di procedere verso un bipolarismo! Le ultime elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio hanno messo un punto su questo desiderio regalando la vittoria, malgrado l'enorme astenzionismo, al centro destra, ma soprattutto per una realistica posizione in favore della stessa Meloni, oggi presidente del Consiglio.
Quello che sfugge alla politica del nostro Paese è proprio questo assurdo principio BIPOLARE in un sistema come il nostro di natura PARLAMENTARE che si esprime in una Repubblica democratica attraverso diversi Partiti ed in due Camere.
Insomma, se veramente in Italia si vuole proseguire con questo andazzo delle ostili e deleterie CONTRAPPOSIZIONI (che hanno costruito solo figure spesso supponenti o incapaci), allora vale la pena di procedere dritti verso un altro sistema di tipo PRESIDENZIALISTA!..Un sistema difficilmente condivisibile, poichè tendente a chiudere e restringere il dialogo politico!
Il rafforzamento del pensiero bipolare la dice lunga sulla volontà di un popolo che non percepisce per nulla l'importanza della nostra democrazia Parlamentare che deve per forza esprimersi attraverso diversi pensieri ed idee: Ridurre all'essenziale il pensiero politico in un sistema parlamentare come il nostro attraverso due soli pensieri potrà forse risolvere la sicurezza di una qualunque governabilità, tuttavia mai la sua qualità ed il giusto funzionamento! Ma sappiamo ormai bene come la mancanza di conoscenza di buona parte del popolo sulle Istituzioni, porti solo all'essenziale, trascurando altri fondamentali principi: Un popolo supportato da una politica che non riesce a percepire l'importanza di altre riforme per sostenere il nostro sistema democratico e che continua a  volgere lo sguardo verso altri Paesi, imitantone i sistemi: Una politica totalmente priva di idee!
In un certo senso si sta ormai perdendo l'occasione di quella efficacia del principio parlamentare al quale il proporzionale avrebbe potuto offrire la base per un maggior confronto e che, per Costituzione avrebbe reso valore a tutto il nostro sistema politico. Difficile governare col proporzionale? Basterebbero le adatte riforme come quella sui RUOLI e sui PARTITI per sostenere anche attraverso elezioni più aperte e convincenti il voto dei cittadini: Con l'assoluta certezza che andrebbero con maggiore voglia a votare!
Ci si sta nuovamente proiettando a governare con la forza di un assolutismo, poichè incapaci di immedesimarci in un contesto in cui i sacrosanti ruoli, sia per principio, che per intuizione, dovrebbero restare separati per una loro migliore funzione.
Quelli come me che hanno sempre sperato in un cambiamento contro il comodo gioco delle vecchie contrapposizioni, ed hanno sempre meno creduto a certe organizzazionei politiche improvvisate...ponendovi giornalmente chiari dubbi, avevano previsto il defluire di tanti voti. Qualche anno fa si era pensato che si fosse aperta un'altra strada e da quella sarebbero potute entrare altre forze politiche nuove: Una sorta di sradicamento dal vecchio modo di interpretare la politica.
Purtroppo nulla sembra cambiato ed imperversano sempre le solite figure anche grazie al vecchio modo di interpretare la retorica di una certa politica contrapposta.

12 feb 2023

PROTEGGERE IL PIANETA E RISANARE LE INIQUITA'

 




E' incredibile pensare come l'uomo, che ha ricevuto in regalo il dono della vita ed il magnifico pianeta in cui viverla, non abbia il sensato dovere di doverlo proteggere!

Difendere la nostra terra dalle continue maree, dagli allagamenti, dai terremoti di proporzioni ineaudite... come quello di questi ultimi giorni in Turchia è un dovere. Tutte conseguenze provocate dalla ignavia e da una mancanza di protezione ingiustificabile, una mancanza di prevenzione che dovremmo identificare come doverosa. Oltre a ciò, la società mondiale ha il dovere assoluto ed un preciso compito: Quello di riparare le immense iniquità sociali esistenti generatisi dalla stessa convivenza sul pianeta malato.

Più sconvolgente accorgersi come, in questa era di modernizzazione, si possa ancora pensare ad una qualsiasi guerra per un innato e crudele senso di potere! Ogni tema della prevaricazione è talmente anacronistico, ogni sete di potere, di conquista, ogni atto di supremazia nei confronti del nostro prossimo, non può che stupirci in un'era in cui abbiamo acquisito una civiltà tale da renderci partecipi dei bisogni del prossimo.

Alla intera comunità del mondo serve adesso solo il grande e difficile compito di occuparsi seriamente di un pianeta in cui possiamo ancora vivere e respirare, quello di proteggerlo, di sostenerlo con la popolazione. Il tema della sopravvivenza della nostra Terra è ormai messo in seria discussione ed è strettamente legato ai bisogni della popolazione che la abita!

vcacopardo

8 feb 2023

41BIS, PREVENZIONE E SQUILIBRI

 



di vcacopardo
Si discute tanto in questi giorni sul 41bis,. Il caso Cospito ha acceso i riflettori sulla questione del carcere duro e si sono avvertite azioni e dure reazioni politiche assai calde che hanno infuocato gli animi in seno al Parlamento
L'argomento è vasto e difficile da restringere in una breve scrittura, andrebbero analizzati tanti particolari ed i riscontri delle regole a volte contrastanti con le punizioni
Se dovessimo fare una analisi equilibrata sulla questione non potremmo astenerci dal tenere in considerazione una serie di argomenti in relazione alle tante problematiche connesse alle pene da scontare, non esimendosi però da separare le differenti problematiche.
E' più che chiaro che chi si macchia di colpe come stragi ed omicidi ripetuti debba restare in carcere, ma che il 41 bis possa essere la soluzione efficace migliore per far scontare una pena rimane assai opinabile poiché non può di certo considerarsi rieducativo e soprattutto, per alcuni individui, potrebbe equivalere ad una lenta pena di morte: Chiunque si macchia di orrendi omicidi o stragi deve necessariamente essere posto in galera e costretto ad una sorveglianza a volte necessaria. Se pure la libertà personale resti inviolabile per Costituzione, rimane il fatto che una punizione sia necessaria, soprattutto quando chi la deve scontare abbia violato la sacre libertà di vita di un'altro cittadino. Tuttavia quello che non si capisce nel nostro Paese è l'assoluta mancanza di equilibrio su ogni tema, soprattutto su questi talmente delicati che coinvolgono la società.
Andiamo a vedere cosa è questo regime e quali sono le sue restrizioni:Il regime detentivo speciale è una forma di detenzione particolarmente rigorosa, cui sono destinati“gli autori di reati in materia di criminalità organizzata nei confronti dei quali sia stata accertata la permanenza dei collegamenti con le associazioni di appartenenzaIl detenuto sottoposto alle restrizioni deve essere isolato dagli altri, dormire in una cella singola e non può accedere agli spazi comuniAnche la cosiddetta “ora d'aria”, il momento in cui il carcerato può uscire dalla cella e andare nel cortile, è più limitata.”
Possono essere ristretti anche i colloqui coi familiari, rigidità attenuata in presenza di figli o nipoti infra-dodicenni. Le telefonate sono registrate, i colloqui ripresi da una telecamera, la posta del detenuto viene controllata sia in entrata sia in uscita. Ci sono limitazioni al denaro che può tenere sul suo conto in carcere, e, degli oggetti in cella, libri e giornali sono banditi. La sorveglianza è attribuita ad un reparto speciale di polizia che non entra in contatto con gli altri poliziotti penitenziari.
L'isolamento rimane quindi la vera tortura in questo regime dove sembra che nemmeno ci si possa concentrare in una lettura di un libro o di un giornale e respirare solo un'ora di aria in un cortiletto stretto e soffocante dove non puoi avere contatti (tutto ciò che sicuramente di rieducativo non ha nulla: Sembra una sorta di estenuante tortura psico fisica che potrebbe trascinare lentamente verso la morte..(Per certi oggetti, come libri e giornali, basterebbero controlli più severi)
A questo punto sarebbe anche logico dare uno sguardo alla Costituzione la quale asserisce che la funzione rieducativa della pena, trova il suo riconoscimento nel 3° comma dell'articolo 27:- «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».
Il 41bis sfugge a questo preciso comma proprio perchè, nel contesto di una punizione più severa, tende ad evitare al massimo i contatti con l'esterno, e questo sembra anche logico in base ai casi. Ma i contatti con l'esterno non possono però incidere sul bisogno di lettura o di ascoltare un po' di musica, etc...Occorrerebbe perciò regolamentare meglio in senso più equilibrato il contesto di un carcere più duro, ponendovi severe restrizioni, ma evitando le torture psicofisiche. Altrimenti equivarrebbe ad una lenta pena di morte.
In questo quadro analitico manca però una importantissima nota, cui la politica non guarda con maggiore attenzione: Perchè mai lo Stato, che ancora oggi nasconde una montagna di misteri, si adopera pochissimo in una opera di prevenzione ed assai più su quella delle ristrette punizioni (con costi e problematiche sicuramente maggiori)? Perchè oggi si parla tanto di un 41bis e si continua a non considerare l'importanza di evitare alla base una serie di criminalità? Perchè non si investe di più sulla presenza di una sicurezza sul territorio? Dove sono i controlli, dove la vigilanza sulle strade e sui quartieri, dove ogni forma di prevenzione sulla criminalità?