27 dic 2023

GOVERNO MELONI: riforme e potere




A cosa giova questa assurda nuova riforma sul premierato proposta dall'attuale governo? Forse ad assicurare una maggioranza per una governabilità sicura? Ma non sta forse governando oggi il governo Meloni con una maggioranza senza alcuna difficoltà? Quale assurda riforma pensa di poter sconvolgere una Costituzione sottomettendo l'importante dialogo parlamentare? Sono talmente presi dal potere che non riescono a vedere lo sfacelo istituzionale antidemocratico verso il quale avanzano!

Col sistema odierno chiunque ha una maggioranza governa. Un sistema che, a parer mio, andrebbe sicuramente rivisto, in considerazione del fatto che una maggioranza ristretta non dovrebbe mai determinare la volontà di un popolo che va al voto solo per il 60%. Pur essendo entro i margini di un sistema democratico, questo metodo di chi ha un voto in più governa, risulta assai poco condivisibile con una realtà! Ad esempio: Si può mai credere che su 20 milioni di votanti per il solo fatto che si abbiano mille voti di differenza le scelte devono essere operate a beneficio di chi ha una maggioranza quando bastano dei lievi cambiamenti di opinione per sovvertire tale maggioranza in un ristretto tempo?

I sistemi proporzionali aiutano a moderare questa tendenza equilibrando in parte questo processo, tuttavia il bipolarismo impone una maggioranza sicura anche se ai limiti. Il dato di fatto odierno non lascia dubbi sul fatto che l'attuale governo Meloni non ha alcun bisogno di riforme per governare. Men che sia questa riforma che propone un premierato sicuro. Un premierato che in modo automatico tende a cambiare un assetto costituzionale studiato per una repubblica parlamentare. Un sistema unico in tutto il mondo che tende a proteggere il dialogo e che di certo andrebbe protetto e migliorato con altre riforme più appropriate, e non con gli assolutismi di chi vuole a tutti i costi far prevalere una governabilità a danno di un parlamento!

Le riforme istituzionale risultano oggi fondamentali, ma più fondamentale risulta proteggere il nostro sistema costituzionale a protezione del potere legislativo per il fabbisogno di un dialogo costruttivo. Bisognerebbe riformare in questa logica!

          vcacopardo 

9 dic 2023

MECCANISMO SISTEMICO E PASSIVITA' SOCIALE



Mentalità dell'esistere.. e scopo dell'essere.

“La vita comune di tutti i giorni è rappresentata da una chiara differenza di uomini che determinano un vero cambiamento attraverso una azione personale del pensiero e da altri che passivamente si adeguano a ciò che il complesso meccanismo del sistema determina. Il sistema somiglia ad un’onda dalla quale molti si fanno trasportare e contro la quale solo pochi sono disponibili a nuotare. Nuotare contro, non inteso come atteggiamento stoico di chi crede di poter cambiare il mondo, ma come maturazione culturale che riesca a far prendere coscienza delle nostre vere esigenze e che ci allontani dal cinismo di una società nella quale, poi, pretendiamo di vivere tranquilli.“
Con queste parole di premessa.. è iniziato otto anni fa il percorso del mio blog proiettato in direzione dello studio per la ricerca di una nuova cultura politica spinta verso un possibile utile funzionamento sociale: Un blog che ha il fondamentale scopo di far riflettere senza alcuna presunzione di saper risolvere.Molta gente vive oggi definitivamente soggiogata dal sistema: un sistema spesso limitante e costringente che pare imporci una vita fondata su una quotidianità che ostacola sempre più lo spazio ad un libero pensiero ed alle idee. Un processo quotidiano che pare aver già definito la mentalità del vivere per “esistere” e non per “essere”.

"SIAMO NOI A SOSTENERE IL MONDO , NON E' IL MONDO A SOSTENERE NOI!"
In senso più ampio, questo rilievo antropologico insito nei soggetti umani evidenzia di fatto la differenza che può esservi tra gli individui adeguatisi ad un percorso già definito da un sistema da coloro che, al contrario, percepiscono l’importanza di dare spazio al proprio pensiero, alle proprie idee ed alla propria volontà, per incidere nel cammino della società verso il futuro al fine di migliorarne il contesto e supportarne i fondamentali valori culturali.
In tanti vivono ormai adattatati ad uno strano modello di vita in comune, dimenticando i fondamentali traguardi della propria individuale esistenza. Alcuni appaiono perfino scolpiti dentro il sistema come ne fossero plasmati e non fanno nulla per migliorare questa concezione a beneficio della comunità: non spingono il loro pensiero oltre una realtà definita dal sistema bloccando di conseguenza ogni possibile forma di innovazione anche per loro stessi.
Toccare questo difficile argomento potrebbe indurre il lettore a biasimare chi lo scrive in quanto tutti siamo più o meno succubi di un sistema di vita in comune: -Un apparato complesso in cui è sempre più difficile ricercare una posizione e quell'essenziale equilibrio che non avvantaggi o scontenti l'altro.Tuttavia la mia analisi in proposito tende a dirigersi prevalentemente verso chi, pur avendo il grande dono della conoscenza, del pensiero e dell’intuito spiccato, non reagisce mettendoli a frutto...e quindi non offrendo le sue capacità a beneficio della stessa società e del progresso.
Una analisi diretta verso chi non è in grado di reagire attraverso la forza dei propri ideali ricercando la strada per apportare qualcosa di nuovo, ma anche per migliorare la propria esistenza. Un pensiero in direzione di chi, con la forza della propria mente e le proprie idee, riesce ad insorgere avverso un sistema, non per distruggerlo, ma per cercare di arricchirlo...rendendo migliore persino se stesso.
Tanta gente sembra oggi lontana da una propria opinione mentale! Per abitudine o paura, per dipendenza o servilismo, in tanti paiono adattarsi alle sorti di questo "complesso sociale", senza apportarvi un piccolo contributo di ricerca personale supportato da una propria riflessione. Sono ormai tanti i soggetti cinici e passivi che si adattano pur avendo conoscenza e capacità. Costoro appaiono sempre più scolpiti nel freddo e granitico marmo di un sistema dal quale traggono spesso solo benefici.. non volendovi apportare mai nulla…
La società ha bisogno del pensiero di tutti e tutti dovremmo nel nostro piccolo farne parte partecipando e difendendo i principi costruiti attraverso la nostra storia:-Sarà mai possibile migliorarsi e coltivare valori se non proteggiamo il pensiero ed i principi fondamentali della nostra cultura?
vcacopardo

3 dic 2023

L' IDEOLOGISMO DI COMODITA' CHE CI ALLONTANA DALLE IDEE divcacopardo



Le vecchie contrapposizioni bipolari di un sistema ancora malato continuano a prendere il sopravvento! “

Mi domando quanto possano piacere allo spettatore queste continue liti sui programmi televisivi che propongono l'insopportabile dialogo politico odierno! Quanto queste contrapposizioni costruite sulla vecchia ideologia di un tempo dove c'è chi vi marcia e che non rendono più alcun servizio allo spettatore, mostrando solo il pettegolezzo e la disperata reazione di chi vuole mantenere a tutti i costi una posizione!
Dialoghi dove l'intemperanza prende il sopravvento e dove si perde ogni cognizione di quell'essenziale equilibrio di cui necessita il dialogo politico! Eppure è ormai dimostrato che nell'equilibrio sta la ragione del mondo, sta la ricerca di un messaggio sano e costruttivo, sta quella ragione per la quale, l'uomo, il mondo e la natura stessa si muovono!
Il vecchio carrozzone della politica dei partiti tradizionali che si è ormai da tempo fissato su criteri ideologici del passato, non può più trovare riscontri in una politica moderna che deve guardare agli interessi dei cittadini ed al riscontro con le idee di una società che si muove sempre più celermente.
Tuttavia sembrerebbe che una ragione per chi gestisce questi contenitori di consensi esista ed è proprio quella di una necessità di soffermarsi in quell' "ideologismo" di comodità. Probabilmente potendone dare una giustificazione al fine di restare ancora a galla e poter sedersi in qualche comoda poltrona remunerativa!
Non ci possono essere altri motivi se non quelli di un agevole interesse privato sfruttando i vecchi concetti, oggi desueti, di una politica costruita sulle posizioni contrapposte che tendono a dividere giustificando vecchi principi di una politica che col presente hanno ormai poco da condividere. Tuttavia:- più si procede in questo percorso, meno si da sfogo alle idee!
Che esista un pensiero ideologico che abbia preso vita da un passato storico non v'è dubbio, ma che lo si continui ad usare e sfruttare in modo spropositato per convenienza o comodità non rende più alcun beneficio alla società, ma persiste solo nel creare acredine ed incomprensibili posizioni assolute!
La società moderna corre e si muove col bisogno di regole nuove e diverse e se rimane più che valido mantenere i valori a protezione dei popoli, è anche vero che molti principi devono potersi analizzare con maggior partecipazione sociale nel loro percorso. Inoltre è più che ragionevole non dividere il pensiero politico in due, ma far si che ambedue si uniscano in una sintesi produttiva in favore di una fattiva innovazione.
-Le idee restano il disegno sul quale ci si deve muovere poichè determinanti per le soluzioni, ma fino a quando si rimarrà a far forza sulle ideologiche posizioni e sui derivanti concetti obsoleti, le stesse idee saranno destinate a restare bloccate. L'incedere pragmatico di queste antiche regole dottrinali è ancora sostenuto da alcuni “politicanti” in cerca di linguaggi comunicativi basati sull'opportunismo del momento ….
I Talk televisivi sono l'espressione più chiara dell'evidenza di questo concetto:Una politica di contrapposizione tendente ad osteggiare l'avversario in un gioco di reazioni opposte che in realtà non propone nulla di nuovo tranne che l'operare di una routine quotidiana che non guarda mai in lungimiranza, ma solo al nemico da abbattere. Prova ne è che quando si prospetta una qualsiasi emergenza ci si accorge della totale impreparazione politica amministrativa: Un dialogo politico diapersivo che non crea, che non ricerca, che non vede in lungimiranza e perde solo tempo nei litigi e che non potrà mai intuire il futuro. Una politica che rischia solo di contraddirsi e non essere utile per la guida di una società moderna verso la crescita.
v.cacopardo

1 dic 2023

POLITICA E MAGISTRATURA: UNA QUESTIONE VECCHIA..di v.cacopardo

 




(Argomento ancora di grande attualità dopo le dichiarazioni sollevate dal Ministro della difesa dell'attuale governo)

La magistratura al comando del popolo... oggi la si definisce come una potente corporazione capace di determinare le sorti della politica del Paese.
Lamentarsene non serve se non si risolvono altri conflitti!
Anche se si intravvedono storture capaci di far pensare ad una vera politicizzazione dell'Ordine giudiziario, non è solo questo che deve essere messo in discussione, quando nella sostanza vi è una politica che continua a non dettare le norme più utili e meno farraginose per far sì che tali storture non vengano a galla.
E' già da tempo che questa discussione viene posta fin dagli scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Questioni che con l'andar del tempo si sono moltiplicate. Oggi qualcuno parla addirittura di un piano per sottomettere la politica al potere giudiziario e persino per ostacolare una riforma politica che potrebbe spazzare via la loro autorità.
Comunque voglia vedersi questa sorta di “potenza” della magistratura altro non è che il risultato di una politica che non ha mai dimostrato capacità nel riassettare i poteri e ricomporli nel loro ordine prestabilito. Quello che oggi viene definito potere giudiziario è, nella sua vera struttura un Organo, radicalmente diverso dagli altri poteri. Un Ordine che non viene esercitato dal complesso dei giudici, ma da ciascuno di essi e ognuno di essi (seppur terzo) come ben sappiamo, è sempre un uomo! Tuttavia creare un potere comporta inevitabilmente il sorgere di molti desideri per la sua conquista e, se oggi paiono infrangersi i confini degli uni a beneficio o in disprezzo degli altri, le colpe principali appartengono sempre ai legislatori che hanno in mano la leva delle direttive al fine di legittimare e riformarne ogni condotta poco lecita.
La politica avrebbe dovuto farsene carico da tempo: Quando oggi alcune procure e qualche Tribunale paiono sforare dal loro compito molte delle loro colpe ricadono nella mancanza da parte di una politica che, attraverso un doveroso ed attento compito, ne avrebbe dovuto da tempo equilibrare i confini. Ma non solo quelli! ...Soprattutto quelli della politica stessa che legano gli altri due poteri. (Argomento sempre sottovalutato e mai preso nella giusta considerazione) Come già detto... anche lì, una certa consociazione trova forza e si alimenta giacché gli interessi sono estremamente forti ed i ruoli politici (legislativi ed esecutivi) vengono espressi nella comune casa dei Partiti. Un difetto che dovrebbe portare ad una differenziazione dei ruoli politici più netta come la si pretende nella separazione delle carriere che si vuole per i giudici ed i magistrati.
Se la politica non definisce meglio questi ruoli in casa sua, difficilmente potrà trovare un riscontro nella differenza delle carriere in magistratura. Eppure si continua a fare orecchio sordo a tale incongruenza e si combatte contro un conflitto della magistratura dimenticando l'immensità dei conflitti della politica...Ricordiamoci che i poteri dello Stato sono tre e non due:-Non è solo politica e magistratura, ma due poteri che confliggono e finiscono col scontrarsi con quello giudiziario.
Questo enorme crescere dei conflitti non potrà mai aiutare la crescita di un Paese!
v.cacopardo