31 dic 2015

L' inadeguato provvedimento di una amministrazione che spreme i suoi cittadini

Un programma del Comune, che dovrebbero portare in cassa fino a 30 milioni di euro l’anno.. facendo diminuire il traffico e lo smog. Due Ztl, 24 ore su 24, una dalla Stazione al Massimo e l’altra che arriva fino a via Notarbartolo,con tanto di telecamere a sorvegliare gli accessi e pass da acquistare per    evitare le multe.                                                                                                

di vincenzo cacopardo
Con astuzia ed imperfetto senso civico, l'amministrazione comunale di Palermo mette in atto un piano traffico del quale, tra l'altro, la giunta Orlando non si è mai preoccupata in antecedenza.. come la priorità necessaria. Lo fa inserendo il più facile dei metodi e cioè quello di trovare il modo di incassare a discapito dei cittadini (soprattutto i commercianti, gli addetti alla distribuzione ed i residenti del centro). Ma è certo che si sarebbe potuto trovare una soluzione migliore per costoro che.. dovendo lavorare nel cuore della città.. avrebbero potuto ottenere disposizioni e regole più appropriate per fascie orarie da stabilire.

Che senso può poi avere imporre il divieto alle auto Euro 0, 1 e 2 (cioè immatricolate prima del 1999) che non potranno accedere alla Ztl, nemmeno pagando,..quando poi si asserisce che i residenti pagheranno tanto quanto gli altri, con il vantaggio di poter usare anche vetture Euro 0, 1 o 2..? Se il fine è soprattutto quello di eliminare l'inquinamento..qualunque modello euro 1 o 2 ..dovrebbe avere la proibizione!..

In tutto ciò potremo forse accorgerci di una maggiore forza di controllo sulle strade dedita alla sorveglianza di queste ztl ... sperando non resti distratta da altri compiti come i posteggi in doppia o tripla fila. Sarà di certo una gran mole di presenze su strada per detto controllo che potrà persino impedire un già difficile flusso o..forse un controllo solo attraverso telecamere più o meno funzionanti – una cosa è certa: Vi saranno una enorme serie di opposizioni legali alle sanzioni emesse.

La problematica concernente il traffico nella nostra città appare di evidente primaria importanza e necessita di alcune fasi proposte con metodo. Al fine di riuscire a migliorare la viabilità, si dovrebbe procedere attraverso l’uso di strade circolari a flusso continuo per poter meglio aiutare lo scorrimento dei mezzi di coloro che entrano o vivono in città e vogliono posizionarsi in luoghi adiacenti al bisogno. Circolari utili ed in uso in molte grandi città del nord. 

Osservando con attenzione la planimetria della città e confrontandola con la grande difficoltà esistente dovuta alla scarsa o relativa ampiezza delle strade, in netto contrasto col gran bisogno di luoghi di sosta rispetto all’esorbitante uso dei mezzi privati, ci si può accorgere dell’importanza che potrebbe assumere la individuazione di alcune circolari ad anello a beneficio di un flusso continuo per agevolare il raggiungimento più immediato nel luogo in cui si desidera. Ma anche per indurre a scoraggiare l’uso dei mezzi privati in seno alla città.

Lo scopo dovrebbe essere quello di ricercare un percorso circolare più adatto dove individuarvi luoghi di sosta e facili accostamenti con i servizi pubblici, riuscendo a spostare maggior traffico in direzione esterna ed evitando al massimo l’uso dei mezzi privati all’interno.

E’ naturale che per trovare una soluzione più efficace a tutto ciò, è necessaria per prima cosa una mobilità più spedita di alcune strade. Quindi quella di individuare un programma generale di sistemazione dell’ordine stradale cittadino, un programma che abbia determinate fasi, in modo da non compromettere l’iter del percorso procedurale, fornendo soluzioni che non sconvolgano l’assetto funzionale del trasporto urbano e non siano onerose. Un lavoro che deve essere impostato con metodo.. per logica e fasi.

Al di là delle deroghe e dei costi, quello che in questa faccenda appare evidente.. è la manovra di una amministrazione che sembra voler sottrarre denaro agli abitanti già stremati di questa città che non riesce ancora a mettere in risalto lo spirito e le sue bellezze. Una Palermo che meriterrebbe maggiore attenzione tramite una più logica dislocazione della viabilità. Questa delle ZTL appare, invece, una manovra fin troppo facile dell'amministrazione che lascia intravvedere la mancanza di idee più congenite per il traffico..Una operazione per intascare subito moneta a discapito di chi oggi soffre per le attività commerciali già di per sé in crisi e verso i residenti di una Pelermo mancante delle più indispensabili attenzioni riguardo alla manutenzione dei marciapiedi..delle strade.. dei luoghi pubblici.. e della pulizia. 

post correlato: le idee per la città












30 dic 2015

Renzi-Berlusconi...Si torna ai vecchi ritornelli


Se l'esigenza di una stabilità deve soffocare i principi di una democrazia, si può prevedere solo l'arrivo di un regime più forte! 
di vincenzo cacopardo
Tutte le azioni politiche riformatrici di Matteo Renzi hanno avuto un percorso col preciso fine di generare quella stabilità diretta verso una comoda governabilità.. più che in direzione ed in favore dell'intero Paese..Il suo semplificare con superficialità è stato dettato prevalentemente da un desiderio di porre più forte e saldo il suo governo.. non di certo per fornire più energia e funzionalità alle isituzioni di quella che ancora dovrebbe rappresentare una Repubblica parlamentare.

«Se perdo il referendum costituzionale considererò fallita la mia esperienza politica».. con queste parole il menestrello Renzi ..grande comunicatore della politica degli slogan.. mette un punto forte sul futuro delle sue riforme. Ma in sé questo suona come un avvertimento..Come dire: attenzione per come votate e non per cosa votate! Chiaro il messaggio che non tiene in cosiderazione il contenuto delle sue riforme e che diventa un invito a meditare sulle conseguenze di un voto che potrebbe destabilizzare un intero sistema.

Ciò detto.. nel nostro Paese.. il quadro politico odierno vede la ripetuta e monotona lotta tra una destra ancora berlusconiana ( nuovamente sposata con la Lega) contro una sinistra (sempre meno sinistra) in mano ad un giovane ambizioso premier. Si ricomincia dunque col solito ritornello, al quale i cittadini sembrano ormai abituati, che vede dietro la perenne lotta insensata di vecchie ideologie, un principale desiderio di catturare il potere. Il Cavaliere taccia come abusivo il neo Permier..poichè non eletto da un popolo e per di più con una maggioranza sostenuta al senato dal passaggio di parecchi senatori dalla sua parte...La domanda che Berlusconi si pone è quella di come non ci sia da parte del Capo dello Stato un'esigenza di sciogliere le Camere restituendo agli italiani le parola.
Le parole di Berlusconi.. a loro volta..suonano come un sottile ammonimento.. poiché cercano di porre in evidenza le problematiche di una vittoria del Movimento 5Stelle su un possibile ballottaggio: La sua strategia è quella di fare apparire il Mov 5Stelle come un incomodo che rompe il principio bipolare a cui lo stesso Renzi è legato ..Una tattica per mettere paura ai cittadini e.. nel contempo.. preservarsi i consensi di coloro che, stufi della politica del Premier, possano temere l'incapacità governativa del nuovo Movimento che avanza.
La sola idea che possa ancora esserci Berlusconi alla guida di un Partito...figure come Alfano e Renzi che pretendono di poter governare in forza di un doppio ruolo..ed altri ancora, non potrà che far crescere le anomalie.. non affrontandosi mai i problemi in un'ottica che dovrebbe porre le dovute differenze tra i ruoli. Ormai..sembra si corra solo per riprendere o confermare un potere.. e lo si fa in forza di ideologie vecchie che tanto comodo fanno alla maggioranza di un popolo che sa vivere solo di quella politica politicante ed inconcludente. A che vale definirsi più o meno liberali..se poi..questa libertà in sé non l'abbiamo mai ottenuta in un sistema che ci tiene legati in conflitti di interesse ancora stratosferici?..A che vale se non siamo stati capaci di porre equità in una società che meriterebbe maggiore considerazione e rispetto per una democrazia? A che vale urlare meno tasse, meno burocrazia e meno austerità..come tutti oggi fanno per richiamare l'attenzione ed i consensi..quando non si percepisce l'importanza di poter costruire riforme più adatte e funzionali per cambiare un sistema che fa acqua da tutte le parti?
Quest'Italia sembra ormai condannata a procedere verso il cammino di una politica di bassissimo profilo che non è riuscita a mettere mano in modo funzionale e logico alle più importanti riforme. Responsabilità che devono anche ricercarsi tra i tanti ellettori che guardano la politica in senso errato ed inopportuno.. continuando ad offrire i voti alle figure..e dimenticando le fondamentali idee sui programmi e sui valori. Se un lieve cambiamento potrà esservi ..sarà di certo considerato super positivo, ma sicuramente lo sarà assai meno di quanto lo si mettera'in evidenza..e i nodi verranno al pettine quanto prima!


25 dic 2015

Lettera di auguri... e un impegno alla riflessione..

l'opera di Antonello da messina
Auguro a tutti i miei lettori un felice anno nuovo. 

Ai lettori Siciliani vorrei esprimere l'appunto per un impegno maggiore verso la difesa dei valori del proprio territorio. Una riflessione al fine di reagire per non cadere nel solito cinismo che li tiene lontani da ogni possibile rivalsa in favore della buona cultura. Una reazione forte, ma anche equilibrata contro l'irrisorio impegno da parte di quella politica Nazionale che di certo non aiuta la crescita dell'intero Mezzogiorno.... Contro tutta una politica vecchia ed obsoleta che sembra condannare perennemente l'isola nella morsa di un fastidioso “non c'è alternativa”. 
Un compito dovuto da parte di tutti i cittadini nel saper valutare e giudicare con giusto equilibrio la politica regionale che negli ultimi tempi non ha offerto nulla di buono...pur nella possibilità di un uso e la forza di uno Statuto autonomo.
Solo noi possiamo cambiare il deterioramento sociale di questa nostra terra reagendo con forza, passione ed intelligenza. Offrendo impegno e consenso a chi veramente lo merita, poichè la nostra è una terra che amiamo e che meriterebbe il dovuto rispetto. 
vincenzo cacopardo

Le parole di chi crede ancora ad uno sviluppo per la Sicilia


(riceviamo e poniamo all'attenzione dei lettori)

Alfio di Costa esprime il suo innato senso di appartenenza ad un isola che ama.. mandando un messaggio di fine anno diretto a chi ancora rimane ancorato ad una visione cinica di sviluppo”

-Se il mio fine è quello di poter governare questa Regione con equilibrio e misura..il principale scopo del movimento “Insieme si può” è quello di mettere su una organizzazione compatta che assecondi la linea di principio della custodia dei valori culturali ed ambientali dell'isola.

-La Sicilia merita di più! Bisogna che la gente capisca l'importanza di venir fuori da questa staticità che rende passivi i suoi abitanti. La vera svolta potranno darla i tanti sfiduciati che hanno rinunciato a credere ad ogni sua possibile rinascita.

-Una grande forza e tutta l'energia possibile sarà tuttavia portata da coloro che ancora credono in uno sviluppo fondato sui propri valori territoriali che possono determinare una più congeniale crescita anche in forza di uno Statuto prezioso fino ad adesso mal impiegato.

-Lottare per la propria terra è un principio fondamentale! ...Difenderla da chi in disprezzo dei suoi beni naturali non ha mai saputo preservarla e potenziarla.. rimane un compito necessario di tutti i suoi abitanti.

- Molta professionalità esistente nell'isola, rimasta ancora silente ed inascoltata, può rappresentare la linfa necessaria per un accrescimento e per uno sviluppo oggi bloccato soprattutto dall'inerzia e dalla incapacità politica di non saper vedere oltre.

-Il potenziale umano presente è immenso...come immense sono le risorse naturali, ma è grande anche la dispersione dei consensi dei tanti movimenti esistenti. E' ingente persino l'assenza di forze nazionali imprenditoriali capaci di sposare il nostro progetto al fine di equilibrare il divario esistente che determina una profonda spaccatura a danno di tutto il Paese.

-Lavorare per crescere..crescere per lavorare.. in un'isola incantevole che attende la collaborazione e le giuste idee per il suo naturale sviluppo!


    Alfio Di Costa
    fondatore del movimento Insieme si può

24 dic 2015

Frasi ad effetto e luoghi comuni..per il premier degli slogan


Dopo un anno orribile che al contrario il premier.. ..definisce l'anno della ripresa .. quello in arrivo.. apre le speranze dell'intero Paese in un nuovo round: un vero cambiamento che possa dare più sicurezza alle famiglie.

di vincenzo cacopardo

La manipolazione mediatica del sindaco d'Italia persevera nei soliti slogan contro i professionisti dell'impossibile cambiamento che.. invero.. sono solo coloro che con più attenzione confrontano dati e crescita nell'intero Paese. Matteo Renzi ha sempre usato il linguaggio della contrapposizione spinta..del contrasto antitetico acceso, ponendo il confronto con chi non la pensa come lui, come un pregiudizio polemico contro la sua stessa figura ed il personale successo politico. Inganna e manipola, con l'effetto del suo modo di comunicare, i tanti che ancora oggi non riescono a vedere chi possa prendere il suo posto.

La continua contrapposizione verbale gli è utile, poiché, forte di una innata capacità dialettica, trova sempre spazio per le sue difese: Il suo è quello che nella tecnica della comunicazione viene definito come uno “spin” difensivo. Nel caso ( minimizzare, screditare e distrarre)...L'uso della costruzione delle frasi ad effetto ed il richiamo ai luoghi comuni, fanno il resto.

Il fatto è..che in questo gioco a chi è più bravo a comunicare...nulla pare cambiare in positivo! 

Possiamo ripetere a lungo che oggi la principale forza di resistenza economica della nostra Nazione si basa soprattutto sul quantitative easing (cioè l'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce) attraverso il quale vi è stato un effetto nel 2015 di un punto percentuale di Pil. Poi la preziosa coincidenza dell'abbassamento del petrolio che, in quanto materia prima che al Paese fa difetto, non può che aiutarci. Per non parlare poi del cambio favorevole dell'euro che ci permette di esportare. Potremmo ripetere mille volte che in tutto ciò vi è assai poco una conseguenza delle riforme volute dal governo di Renzi, ma delle più che fortunate coincidenze..Nulla però potrà togliere dalla testa ai tanti cittadini che credono nel menestrello Renzi che, al contrario, questo possibile effetto di uno zero vigola in più...rimane opera sua.

Vi è poi la scarsa considerazione su una più che evidente apertura della forbice tra ricchezza e povertà alla quale tanti suoi seguaci non sembrano prestare attenzione: un allargamento costante che il Premier non pare ancora disposto a considerare con la dovuta attenzione e che vede una incidenza della povertà aumentare nelle fascie più deboli come quella dei pensionati.

I dati economici positivi, presentanti dal premier Matteo Renzi sono portati come veri successi nazionali, ma in realtà sembrano meno brillanti di quelli degli altri Paesi europei. Alcuni..soprattutto quelli sul lavoro.. non paiono all'altezza degli sforzi che lo stesso governo vi ha messo in questi anni sulla riforma del Jobs Act's. La manovra della stabilità è in deficit.. e lo stesso deficit del Paese aumenta in modo inverosimile. A differenza delle parole del premier di qualche mese fa  il PIL sembra non andare oltre lo 0,8%. Per non parlare delle precarie ed incomprensibili riforme sulla Costituzione e sulla legge elettorale. 

Quindi, in realtà, l'anno non pare chiudersi esattamente in favore di quella politica che Renzi ha voluto in modo assia frettoloso e sbrigativo nella totale mancanza di un vero ed utile cambiamento. Le poche speranze sulla crescita, oggi, sembrano inoltre infrangersi sulle precarie future sorti delle nostre banche...Ma il vero problema del Paese è quello di non intravedere  chi vi possa essere nell'ambito politico nazionale che possa prendere il suo posto..in considerazione di una politica non capace di proporre un vero cambiamento sistemico.


23 dic 2015

Fiducie continue.. nell'attività di un governo garantito da un sistema anomalo

di vincenzo cacopardo
Le continue difese di una certa stampa di governo sull'operato del premier Renzi ..vedono di sicuro un avversario in quell'altra stampa e quei social definiti disfattisti e perennemente contrari alle sue riforme. In realtà se non vi fosse questo faro illuminante (più o meno obiettivo) non vi sarebbe una esatta conoscenza ed alcuna capacità di compendio critico da parte degli stessi cittadini: Ogni scandalo.. di cui il nostro Paese non vede mai fine.. e persino gli ultimi avvenimenti succeduti sulle Banche Popolari, sarebbero venute fuori in modo più soft o manipolate dal governo per il solito sistema di sottacere al fine di non creare alcun panico ed instabilità.

Intanto il governo continua a porre fiducie! L'ultima è quella sulla stabilità! Già votata ed approvata alla Camera la manovra economica che sembra esser salita a oltre 30 miliardi con le coperture che, tanto per cambiare e con bella forza, sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2% al 2,4%. Una manovra da 35 miliardi, per metà in deficit che, a detta del premier, punta ad agganciare in modo stabile la ripresa, ma per tanti una manovra dettata dalla abituale superficialità del governo “renziano”.. Con 162 sì e 125 no alla fiducia, Maria Elena Boschi ha ricevuto il definitivo via libera. Ci si domanda cosa può più contare una logica Parlamentare in uno stato simile.. e quale senso può più avere offrire a quasi mille parlamentari comode e remunerate poltrone..se non hanno alcuna possibilità di espressione.

Si corre con la solita superficialità e maldestra semplificazione anche su quelle riforme che dovrebbero cambiare l'ordinamento politico istituzionale (leggi costituzionali e legge elettorale) nell'inconsapevolezza di guardare con innovazione e rispetto ad una democrazia. A tal proposito rimane sempre più enigmatica l'assenza di una garanzia di un Presidente della Repubblica che, seppur integralmente onesto e fin troppo riservato, pare non cogliere l'importanza di un suo intervento sull'operato di un governo che ha sempre definito in fretta furia e con continue fiducie.. le regole delle sue rappezzate riforme. Per quanto attiene..trattandosi di un considerevole numero di riforme tendenti a stravolgere l'impianto istituzionale voluto dai padri costituenti (esperti..oltre che fortemente istruiti in materia) parrebbe utile muoversi in termini di un metodo più appropriato.. Pur lasciando da parte ogni riferimento al merito di dette riforme (che, invero, potrebbero anche portare danni peggiori nel futuro politico del Paese), avrebbe sicuramente fatto piacere un intervento..ascoltando le osservazioni di metodo da parte del nuovo Capo dello Stato.

Se si ha la percezione che tali riforme possano intaccare i valori di una democrazia (considerazioni che in realtà appartengono a chi in qualità di garante, dovrebbe ancora oggi vedere nel Parlamento il punto centrale di tutta la politica istituzionale)...si potrebbe intuire come il raccordo tra Governo e Parlamento sia completamente lacerato in barba ai principi costituzionali a cui pare nessuno voglia più prestare attenzione. Si ha la sensazione che tali pasticci creati dalle superficiali riforme costituzionali potranno generare altre anomalie ad un sistema già da tempo sommerso da queste.


Illustre Presidente della Repubblica..sembra ormai chiaro che Parlamento e Governo non riescono più ad operare in condizioni di indipendenza. Sebbene la loro naturale distinzione funzionale, risultano oggi condizionati da un pressante potere partitico che li sottomette al proprio interesse..Pur nella sua imparziale visione che non le consentirebbe di intervenire su questioni di merito politico..credo che si evidenzi oggi una differente ed esclusiva questione di metodo organico e di funzione dei ruoli. Un problema tendente a fuoriuscire dalle linee dei principi costituzionali che necessita sicuramente di un intervento da parte di chi rappresenta di certo la figura di garante della nostra Costituzione repubblicana. 

21 dic 2015

..Banche: Davvero una porcata..

di vincenzo cacopardo

Davvero una porcata a danno dei tranquilli pensionati di provincia quella che ha colpito il loro investimento in obbligazioni attraverso le quattro banche oggi salvate da un decreto. Nè la Consob..(Autorità che vigila sui mercati)...nè BankItalia.. (che vigila sugli Istituti) hanno saputo vegliare e porre argine in modo preventivo.

Le ispezioni della Vigilanza di Palazzo Koch sarebbero state sufficienti a modificare il contesto del rendimento di quelle obbligazioni..se si fosse osservato che il rischio era quello di perdere oltre la metà del capitale. Sappiamo invece che i risparmiatori hanno perso tutto perché le nuove regole del bail-in (ossia il salvataggio interno delle banche) hanno abbattuto ogni valore delle obbligazioni.

Ma..a parer di tanti.. i governi succeduti fino ad oggi..hanno le loro precise responsabilità! Il governo attuale, sembra essersi sempre preoccupato più del debito..che di certe banche italiane. E' mancata una vera vigilanza e molte responsabilità andrebbero ricercate a monte più che a valle. Sono venute meno le indispensabili ispezioni che avrebbero fatto emergere casi di mala gestione nelle quattro banche malsane. Nel paese dei suggestivi incidenti e delle anomalie come il nostro... tutto sembra possibile! Adesso il governo afferma di lavorare in proposito per risolvere il problema facendo fronte alla indignazione. Ma come ormai già comprovato.. in questo Paese si arriva costantemente in ritardo e pare che ogni volta ci voglia il morto per poter procedere.

Sappiamo che il caso era già esploso il 22 novembre scorso quando, per la prima volta in Italia, i risparmiatori di quattro banche (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara) hanno perso i loro soldi in conseguenza di un decreto del governo. Ma se andiamo ad analizzare più attentamente possiamo accorgerci che l' origine di tutto nasce prima... allorquando gli stessi amministratori con estrema insensibilità..avevano dimostrato tutta la loro irresponsabilità divorando risorse dagli stessi istituti, senza che Consob, governo italiano, lUnione europea e Banca d’Italia intervenissero con provvedimenti essenziali.

Oggi il governo decide di far rinascere le quattro banche, per salvaguardare i risparmi dei clienti e i posti di lavoro dei dipendenti, ma soprattutto per evitare la fiducia di tutto un sistema bancario italiano. Nell'opera di salvataggio si è proseguito nella rinascita dividendo una parte malata da quella sana. Per un destino strano ..molti di questi risparmiatori..potrebbero ingiustamente far parte di quella malata! Oggi..poi.. sarebbe molto più difficile per uno Stato ricorrere al salvataggio per via dell'immenso debito pubblico e con le nuove normative europee sarebbe di sicuro impossibile. Ma quello che ancora si attende è un rivalersi su quegli spudorati amministratori che.. oltre che disonesti..si sono dimostrati maldestri ed incapaci.

Mentre Matteo Renzi persevera col suo giochetto del PIL ..nonostante l'evidenza di una crisi strisciante, pensando che la consueta dose di ottimismo possa rimettere a posto tutto, per i tanti che perderanno i loro risparmi potrà non esservi alcuna possibilità di pagare alcuna tassa prevista nella sua nuova legge di Stabilità... Sentendolo difendere in modo sempre più ottimistico il suo operato, persino i poveri truffati dalle banche sarebbero portati a credere che tutto andrà a posto...anzi sempre meglio.. malgrado l'evidenza di scandali simili che, in mancanza totale di una prevenzione, potrebbero ripetersi di continuo.

20 dic 2015

Un commento alla analisi di Domenico Cacopardo sulle possibili dimissioni della Boschi

In questo articolo Domenico Cacopardo esprime il suo libero pensiero sull'opportunità delle dimissioni della ministra Boschi, ritenendo che non dovrebbe farlo. Domenico lo spiega in modo puntuale accostandovi le figure politiche che nel passato sono state indotte a farlo per i loro imbarazzanti comportamenti istituzionali. Lo fa definendo espressione del solito acritico conformismo, accentuato da un solito pregiudizio nei riguardi di chi come Elena Boschi è donna, è ministro, è potente ed ammirata per la sua bellezza.

Al di là del fatto che.. con questo principio.. potremmo anche affermare che, ugualmente, per quanto riguarda la Cancellieri, il trattamento poteva dipendere dal pregiudizio di non essere ammirata per il fatto che non esprimeva alcuna bellezza, questo fatto che quando si parla della Boschi si debba per forza avere un qualsiasi pregiudizio.. non mi convince affatto.

A riguardo.. per il sottoscritto.. non esiste alcun pregiudizio..ritenendo tra l'altro inutile e persino in favore della stessa ministra il fatto di aver intrapreso una azione di sfiducia che.. di sicuro..le offrirà nel futuro maggiore visibilità supportata da un conseguente vittimismo. Era tra l'altro chiaro che tale mozione non sarebbe mai passata.. non rendendo alcun vantaggio ai sprovveduti parlamentari che vi hanno creduto! Infine.. il suo conflitto è sempre apparso assai debole..al contrario di quanto esprime un quadro di insieme della faccenda che concerne il mancato impegno da parte del governo.

Il mio personale giudizio su colei che io ho sempre definito “la bella addormentata tra i Boschi” è differente ed è concentrato esclusivamente sulle sue difettose riforme.. tanto assurde che dannose per gli stessi principi di una democrazia: “Addormentata”... nel senso che pare dormire sopra un soffice letto di riforme talmente comodo per chi intende governare senza impedimenti in barba a qualsiasi possibile controllo parlamentare. E' difficile per chi come me ama lo studio della politica valutare una figura in modo pregiudizievole per invidia o addirittura per la sua immagine, ma lo è di sicuro dover digerire l'impianto del suo combinato di riforme che costringono e chiudono ogni futuro ad un ordinamento della politica più funzionale ed utile. Riforme volute da chi non pare portare rispetto ed alcuna sensibilità verso un sistema di democrazia che richiede partecipazione dal basso.

Mi auguro perciò che Domenico non mi accomuni a qualsiasi altra persona capace solo di valutare per immagine con spirito acritico e conformista, e che..al contrario.. possa percepire il mio pensiero rivolto esclusivamente al funzionamento di un processo politico che non può mai risoversi con tale semplicità e fretta e che può essere analizzato con giusto spirito critico.
Vincenzo Cacopardo



Non è stupefacente l’allinearsi di giornali e media sull’asserzione che la Boschi goda di un trattamento diverso e privilegiato rispetto alla Idem, alla Cancellieri, alla De Girolamo e a Lupi, tutti indotti alle dimissioni dall’emergere di notizie, quanto meno imbarazzanti, sui loro comportamenti istituzionali ed extraistituzionali. È l’espressione del solito acritico conformismo, accentuato da una sorta di insidioso pregiudizio nei confronti di Elena Boschi per le solite, già esplorate ragioni: è donna, è ministro, è potente e, infine, è ammirata per la sua bellezza.
Josefa Idem, governo Letta, si dimise perché il marito, col quale gestiva una palestra, aveva dimenticato di pagare l’Ici e la cosa era stata oggetto di formale contestazione: un comportamento della cui scorrettezza nessuno ha dubitato, compresa la Idem che dopo un paio di giorni di burrasca mediatica rinunciò all'incarico ministeriale.
Per la prefetta Cancellieri, ministro della giustizia, la pietra dello scandalo erano le registrazioni di alcune sue telefonate a uno dei fratelli Ligresti, nelle quali laministra della “giustizia” esprimeva solidarietà umana a uno dei predetti fratelli ristretto nelle patrie galere. In quei giorni, era anche emerso che un figlio dellaministra aveva lavorato dai Ligresti in posizione rilevante nel complesso del caso Sai-Fondiaria e che era poi transitato in altra azienda.
Ritengo ancora oggi che la signora Cancellieri si sarebbe dovuta dimettere immediatamente e che il suo flebile primo ministro, Enrico Letta, avrebbe dovuto imporle le dimissioni. Che, giustamente, Maria Elena Boschi, allora, aveva sollecitato.
Per memoria, ricordo che questa Cancellieri è uno dei regali avvelati di Napolitano.
L’onorevole De Gerolamo era stata tirata in ballo dalle registrazioni di conversazioni tra due persone da lei conosciute e a lei estranee, inquisite per lo scandalo Asl di Benevento. La natura delle accuse rivolte a quegli estranei era particolarmente pesante e la ministra, forse autorevolmente consigliata, si decise a presentare le dimissioni, accolte il giorno dopo dal premier Letta.
Maurizio Lupi, dimissionario il 20 marzo 2015 (governo Renzi), è stato vittima di rivelazioni riguardanti suo figlio, presunto (ma non tanto) beneficiario di incarichi e regali di valore nel contesto dello scandalo grandi opere, quello, per intenderci del Consorzio Venezia Nuova. Lupi, di fronte al montare delle accuse, forse su pressioni del premier e del capo del suo partito Alfano, si dimise.
Veniamo a Maria Elena Boschi. La sua colpa è quella di essere figlia dell’exvicepresidente di Banca Etruria, una delle quattro banche nella tempesta, commissariate e, in questi giorni, salvate.
Allo stato, Pierluigi Boschi non è oggetto di avviso di garanzia. Lo si può dire, in quanto, se lo fosse, ne sarebbero piene le pagine dei giornali.
Quando Pierluigi Bersani, speculando poco, ma speculando, accomuna la Boschi alla Idem, alla Cancellieri (il caso più grave e impunito, forse –si dice- per il permanente sostegno del presidente della Repubblica dell’epoca), alla De Girolamo e a Lupi, sbaglia in genere numero e caso, evocando una specie di biblica maledizione per la quale i figli dovrebbero pagare per le colpe (presunte, attualmente) dei genitori.
Naturalmente, c’è dell’altro.
C’è l’art. 35 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, che, al 3° comma, dispone: «L'esercizio dell'azione sociale di responsabilità e  di  quella dei creditori sociali contro i membri degli organi  amministrativi  e di controllo e il direttore generale, dell'azione contro il  soggetto incaricato della revisione legale dei conti, nonché dell'azione  del creditore  sociale  contro  la  società  o   l'ente   che  esercita l'attività  di  direzione  e  coordinamento  spetta  ai   commissari speciali sentito il comitato di sorveglianza,  previa  autorizzazione della  Banca  d'Italia.»
Franco Bechis, giustamente, ne denunzia la scandalosità.
Tuttavia, anche per esperienza personale, ritengo che si tratti di una norma di favore non per gli amministratori (non tutti) ma per la Banca d’Italia, non insolita a chiedere e, talora, pretendere norme di salvaguardia del genere. Ricordo il caso del salvataggio di Sir (Rovelli) e Liquigas (Ursini), nel cui decreto il governatore della Banca d’Italia chiese e ottenne che fosse inserito un articolo che rendeva esenti da conseguenze penali gli amministratori degli istituti di credito coinvolti e per li rami la Banca d’Italia medesima per i possibili omessi controlli.
Quindi il 3° comma dell’art. 35 è una norma di favore per la Banca d’Italia che, nell’esercizio (immotivato) della sua facoltà  di consentire o meno l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità, può salvare coloro che hanno operato a stretto contatto con la Banca stessa o che erano portatori di suoi orientamenti.
Questa è una norma a regime, al di là e al di fuori del regolamento comunitario, che va rimossa il prima possibile, per rendere questa Banca d’Italia, ben lontana da quella di Einaudi, Menichella e Baffi, un soggetto pienamente inserito nell’ordinamento e responsabile di atti, omissioni e distrazioni se mai ce ne fossero e fossero dimostrati.
Per ciò che, nello specifico, concerne la Boschi, la norma non solo è generale, ma altresì ha mostrato la propria inefficacia nei confronti degli amministratori di Banca Etruria, Banca Marche, Casse di risparmio di Chieti e Ferrara, in quanto le azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, compreso Pierluigi Boschi, sono state tutte iniziate e, se il giudice le riterrà fondate com’è lecito ritenere, i patrimoni dei convenuti (gli amministratori) saranno duramente attaccati. Salve le eventuali responsabilità penali.
Queste fanno pensare al procuratore della Repubblica di Arezzo, consulente (uno degli 81) di palazzo Chigi, Roberto Rossi: sarebbe stato opportuno che  avesse rinunciato all’incarico nel momento in cui il governo affrontava questioni che potevano avere riflessi penali deducibili da parte del suo ufficio. Se non l’ha fatto, lo faccia subito: la sua posizione è già insostenibile.
Queste le ragioni per le quali non ritengo che Maria Elena Boschi debba dimettersi e che, anzi, debba continuare nel suo determinato impegno per le riforme di cui ha bisogno l’Italia.

Domenico Cacopardo

19 dic 2015

"Le maglie della furbizia renziana" di Domenico Cacopardo

Le maglie della furbizia e dell’intelligenza politica di Matteo Renzi sono larghe come quelle di un’antica tonnara: così larghe da permettere che i nocivi animali acquatici dell’inesperienza, dell’ignoranza, della presunzione e della cinica supponenza le oltrepassino raggiungendo la superficie e manifestandosi di fronte a tutti. La mistificazione dei dati della realtà di fatto è l’inevitabile corollario del complesso di difetti della sua personalità, spiccata sì, ma tale da non assicurargli un sicuro futuro politico.

Eccone le prove.
Nelle prossime settimane 450 soldati italiani si recheranno in Iraq per presidiare i lavori di riparazione e messa in funzione della diga di Mosul, danneggiata dagli eventi bellici, in mano ai peshmerga curdi e minacciata dagli uomini dell’Isis. L’importante commessa è stata vinta dalla cesenate impresa Trevi, specialista in fondazioni e in consolidamento terreni.
Normalmente, nelle zone a rischio, la tutela dei cantieri è affidata a contractors, veri e propri mercenari di specifiche organizzazioni che prestano servizio in mezzo mondo e hanno accumulato un’imponente esperienza. Costano molto, moltissimo e, per questa ragione, le aziende tentano di ricorrere ad altri strumenti.

Un esempio clamoroso di questa supplenza è rappresentato da Latorre e Girone, i marò imbarcati su una nave privata con le funzioni proprie dei vigilanti in zone a rischio. Sappiamo tutti com’è finita e quale conseguenze abbia subito la Marina Militare. Ora le truppe italiane a Mosul offriranno alla Trevi spa e ai peshmerga quel supporto difensivo che, in assenza, dovrebbe essere assicurato da guardie private con licenza di uccidere e di essere uccise. Una follia, visto che Mosul è una zona di prima linea, oggetto di frequenti attacchi da parte dei combattenti dell’Isis e che tutto il contesto è privo dei più elementari presidi di sicurezza. Ragione questa per la quale la Turchia ha iniziato il ritiro delle truppe che aveva dislocato in zona a tutela dei propri confini.

Fonti non ufficiali segnalano lo sconcerto delle autorità militari italiane colte alla sprovvista dall’improvviso annuncio, sul quale ci soffermeremo più avanti. Anche perché per 450 unità impegnate nella tutela del sito, ce ne dovranno essere almeno 1000 impegnate nella logistica e nella protezione profonda di coloro che saranno schierati. A meno che, nella sua non-conoscienza specifica, Matteo Renzi intendesse dare un totale: cioè che, nei 450, ci sarebbero anche i servizi logistici e le relative protezioni. Una eclatante sottostima che dovrà essere corretta in corso di schieramento, alla luce della dura constatazione dello stato sul campo. Per non parlare dei costi della spedizione, non sostenibili con le risorse dell’attuale finanziaria e con la prospettiva di un impegno serio di militari italiani in Libia.

Roberta Pinotti, ligure ministro della difesa, spiega che gli italiani a Mosul non combatteranno: una falsità. Se non ci fosse da combattere, non ci sarebbe bisogno di truppe. E, nella realtà, la diga è cruciale nello specifico scacchiere e, quindi, non solo è stata, ma sarà oggetto di attacchi degli uomini dell’Isis.

Chi ricorda le vicende iraqene, rammenta la tragica strage di Nasiriya (2003), gli scontri nella medesima città (2004) e gli altri italiani vittime della guerra. Chi è un po’ più informato sa anche che le nostre perdite furono contenute perché le truppe italiane s’erano trincerate in campi fuori dalle città e che di rado operavano delle sortite, in forze e con coperture aeree, e che la nostraintelligence interveniva foraggiando i vari capi locali proprio per dissuaderli dal fomentare l’aggressività nei nostri confronti.
I maligni deducono da notizie alleate sul web che ci sarebbero state lamentele per una nostra presunta scarsa combattività cui, personalmente, non credo. Ci sono quindi tanti pericoli nell’Operazione Mosul e, allo stato, poco valutati. E c’è di sicuro una irresponsabile sottovalutazione dei dati di fatto da parte di Matteo Renzi, sino a ieri quasi-statista nel rifiuto di partecipare alle ritorsioni francesi e di fornire soldati per il Ciad e per il Mali.

Siamo, però, di fronte a una grave realtà istituzionale, di cui dovrebbe farsi carico il signor presidente della Repubblica.Annunci del genere, concordati appunto con la presidenza, debbono essere fatti in Parlamento e concludersi con una mozione con la quale l’invio di truppe e i loro compiti siano approvati dalla maggioranza della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Un’occasione da non perdere per le opposizioni, per le minoranze Pd e per i coloro che, in maggioranza, non hanno recato il cervello all’ammasso, per farsi sentire e far correggere la rotta governativa.

Invece no.
Il signor Matteo Renzi va nel salotto di Bruno Vespa e comunica agli italiani l’Operazione lì, orgoglioso di essere Matteo Renzi e di poter dire ciò che, irresponsabilmente, ha detto. Un modo di comportarsi così simil-Berlusconi da suggerirgli di precisare, per differenziarsi, che lui (medesimo) non ha mai sottoscritto un contratto con gli italiani (sic!).

Non solo le fortune del nostro premier sono legate a un filo. Ma con lui quelle del Paese che gli ha dato, per via parlamentare, fiducia. Chi vi scrive è sconcertato per questo succedersi di azioni e comportamenti condivisibili e per cadute di stile e per imperdonabili sciocchezze che si susseguono, come una doccia scozzese, giorno dopo giorno a opera di questo incredibile primo ministro.
Matteo Renzi, sin qui un miracolato.
Sarà bene che i genitori partano subito per Medjugorje.

Domenico Cacopardo

18 dic 2015

Il disappunto di un Movimento piegato nei suoi principi

di vincenzo cacopardo

Ha intuito subito come muoversi con l'opportunismo che non gli è mai mancato: Renzi ha ceduto un menbro della Consulta in favore del Movimento 5 Stelle e potrebbe anche incassare qualche agevolazione sul voto di sfiducia contro la sua ministra Boschi. Al di là del fatto che rimane assurdo poter pensare che la sfiducia alla Boschi passerà ..la mossa verso il movimento di Grillo potrà comunque egevolarlo nel futuro. Bisognerà vedere adesso quale sarà il vero atteggiemento di un Movimento che si è sempre posto di rottura al sistema politico che lo stesso Renzi sta conducendo: un cambiamento che in realtà..il Movimento pentastellato.. non ha mai digerito nella formulazione delle stesse riforme.

Matteo Renzi si è spesso profuso in un doppio gioco tra Forza Italia e Movimento 5Stelle per rinforzare la sua politica che non guarda con particolare attenzione a posizioni precise: Ieri il Nazareno..oggi i Cinquestelle..domani si vedrà! Era inevitabile una reazione all'interno di un Movimento che non si è mai piegato per principio a possibili inciuci e che vede oggi la sua base inquieta comunicare attraverso i soliti computers. Una quasi rivolta interna che fa prevedere ulteriori conseguenze e che mette all'indice lo stesso Grillo.. con Di Battista.. Di maio ed altri componenti in testa come responsabili di una plausibile trattativa politica che pone delusione ed amarezza..oltre che un certo disappunto.

Risulta.. quasi inutile e persino pericolosa(poichè potrebbe scoperchiare altre verità sul voto) la mozione individuale di sfiducia presentata alla Camera, dove..tra l'altro.. i numeri sono larghissimi per la maggioranza. Renzi riesce definitivamente a porgere argine alla scottante questione fino a gennaio, quando dovrebbe esser votata l'altra mozione di Forza Italia, Fdi e Lega contro l'intero governo. Intanto.. Forza Italia, quasi per risposta al presunto inciucio operato con 5Stelle. cambia la sua posizione non votando più la sfiducia alla ministra Boschi

Se le ultime notizie sembrano dare per confermata la presenza della ministro Boschi al Cdm del 10 settembre scorso, (quello che recepì lo scudo per le banche..Banca Etruria del papà compresa) e pare aver preparato lo schema di decreto per le riunioni successive..si potrebbe ritenere in realtà che non sarebbe neppure esatto valutare la sussistenza o meno di un conflitto di interessi della stessa Boschi.



Quella incomprensibile cultura che osanna un premier parolaio


Veramente strabiliante questo breve articolo del cugino Domenico. Un pezzo che... al di là degli ultimi fatti in relazione alle quattro banche fallite e salvate.. rivolta con arte tutto a favore di un premier menestrello e ciarlatano... Per non parlare delle parole a favore di una ministra giudicata addirittura “la migliore” .

Non sto assolutamente a valutare l'operato di una ministra in questi ultimi fatti relativi al padre ed alla banca Etruria..poichè sarebbe veramente difficile individuare qual'è quel filo che potrebbe legarla ad un conflitto..che in realtà potrebbe esservi, ma anche non esservi e che oggi riduce il suo compito esclusivamente ad un problema di opportunità. Ma quello che mi riesce davvero difficile digerire è questo osannare la “bella addormetata tra i Boschi” come la migliore ministra di questo governo. D'altronde è anche difficile negli ultimi tempi un riscontro con figure di governo davvero intuitive e capaci di portare vera innovazione funzionale all'ordinamento politico.

E' ormai assodato che Domenico Cacopardo..da bipolarista incallito e pragmatico sistemico, non ha mai voluto percepire come dannose le ultime riforme costituzionali ed istituzionali condotte dalla Boschi: Riforme.. davvero difficili da digerire da parte di chi percepisce la democrazia come un valore primario.. oltre che come principio sul quale dovrebbero porsi i naturali contrappesi per poterla sostenere. Purtroppo, con tutta la stima..non posso che prendere ancora una volta atto di quanta poca attenzione e mancanza di sensibilità politica esiste in tanti..come lui.. che sembrano camminare nel percorso di una pragmatica tangibilità degli esistenti principi.. non precependo l'importanza di procedere attraverso una nuova strada politica di vera salvaguardia dei valori democratici.

La Boschi non è condannabile per i fatti riguardanti la figura di suo padre...quanto di sicuro da biasimare politicamente per l'atteggiamento assai poco sensibile posto dalla sue riforme che avrebbero dovuto mettere l'attenzione dovuta ed il rispetto verso una società che pone la democrazia al centro. La ministra, al contrario, sotto l'impulso del suo premier, ha proseguito in tutta fretta verso una vuota e più facile semplificazione..non ponendosi alcun altro dubbio.

Per quanto attiene il super protetto Renzi, oggi osannato come il mito dell'innovazione, ma che in realtà rimane legato ai soliti schemi di una vecchia politica di potere, risulta del tutto evidente come egli continui ad operare nella anomalia di un vero conflitto attraverso un doppio ruolo che, seppur ormai accettato da una politica idiota, cieca e compromessa, gli consente di nominare presidenti della Repubblica e governare sottomettendo di continuo un Parlamento...ponendo continue fiducie. Tutto ciò appare davvero una forma quasi masochista di tutti coloro che appartengono ad una classe parlamentare ormai esautorata.  Inoltre, il fatto che Renzi rimanga quasi condannato a nominare di continuo il suo commissario Cantone ..la dice lunga sulla incapace responsabilità amministrativa del suo stesso governo.

E che dire.. poi.. di Padoan e tutto il governo che, pur seguendo il percorso politico di un premier saccente e determinato, non si è mai mosso in modo preventivo e di controllo sulla politica economica delle banche: Il fatto che si sia procurato tutto questo gran terremoto attorno agli istituti di credito ed ai loro titoli, solo dopo questo scandaloso fatto, fa capire il pressappochismo di costoro che si sono mossi..con apatia...senzi dubbi..nè ponendovi gli opportuni accorgimenti.

La lamentela di Domenico Cacopardo appare davvero poco opportuna, poiché la critica dei giornali e dei talk che lui poco ama..rimane comunque un faro acceso necessario ed utile per far comprendere ai cittadini come.. in politica.. non ci si possa muovere con tale supponenza facendo apparire la rottamazione e l'innovazione come principi da osservare ma poi, in realtà, mai considerati e messi in atto... E nemmeno muoversi attraverso promesse di bonus continui senza saper leggere in lungimiranza i bisogni dei cittadini e le risorse di un Sud del tutto abbandonato a se stesso. Ecco la ragione per la quale questo governo ed il suo premier (ben consapevole dei suoi limiti..poichè furbo ed esperto) rispecchia soprattutto la doppiezza ed una più che evidente ipocrisia.

Strano che Domenico..uomo di cultura del Sud..pensi costantemente a promuovere l'operato di un governo in totale mancanza di idee e di ogni altro atteggiamento in favore del meridione... e vada continuamente a protezione di uno spocchioso premier fiorentino limitato nei confini ristretti di una cultura della sua toscana..
vincenzo cacopardo




Era fatale e giunge in ritardo. La caccia a Matteo Renzi è in pieno svolgimento. L’occasione, la questione Banca Etruria, Banca Marche e Casse di risparmio di Chieti e di Ferrara e i provvedimenti del governo adottati per affrontare la situazione senza innescare un default dalle conseguenze impreve-dibili. Il primo presidente del consiglio, dopo Bettino Craxi, che ha affrontato in modo globale la questione riforme non poteva passarla liscia. 

Tutti possono constatare come gradualmente, partendo dal Fatto quotidiano, uno dopol’altro si siano allineati i giornali del ceto benpensante e quelli del ceto militante, La7, mosca cocchiera con il suo ben stagionato (e consumato) Mentana e la ormai mummificata Gruber, sino a tutti gli altri compreso il Gr1, colto come Saulo sulla via di Damasco antigover-nativa. Per non parlare di Radio24, esposta ai capricci del conduttore di turno. Sorprendente, Fontana, atteso come il restauratore del ruolo storico del Corrierone, iscrittosi, invece, tra gli antipatizzanti.

Sublime, il 15 dicembre, il veleno della Sarzanini. Non c’è dubbio: i passi avanti compiuti da Renzi, meno radicali e incisivi di quel che si dice, ma pur tuttavia determinanti (jobs act e, soprat-tutto, la riforma costituzionale che
colpisce il perenne gioco del ricatto politico), hanno sconvolto le attese di migliaia di praticanti gli angipor-ti della politica e dei loro mentori, le cui armi, presto, potrebbero essere mortalmente spuntate.

Ora ecco l’occasione: le ban-che. E il padre di Maria Elena Boschi, il miglior ministro di que-sto governo, molto meglio di Padoan (alla prese con incolmabili capacità di comunicazione e abbastanza succube del disastroso Kom-binat di Bankitalia), vicepresidente di Banca Etruria (allo stato non indagato, solo multato). La sublimazione è la mozione presentata dai 5 Stelle con la quale si chiedono le dimissioni: falsifi cazioni dei dati di fatto, delle norme approvate e della Costituzio-ne, presentato ad usum della platea di militanti. Il fi ne esplicito è quello di costringere Matteo Renzi, non la sua ministra, a un passo falso tale da aizzare ulteriormente la canea di contestatori, privi di argomenti
seri e, quindi, più urlanti.
Perciò, calma e gesso.
Domenico Cacopardo