29 nov 2018

I LEADER DI UN GOVERNO COMPLICATO




Il leader dei 5Stelle disprezzato e vilipeso dalle forze politiche tradizionali e dalla stampa..Salvini molto meno!..Rimane ancora protetto dalla stampa di una destra speranzosa di un suo ritorno con Berlusconi!

di vincenzo cacopardo

Dopo i contratti in nero del papà che hanno di certo messo in imbarazzo il vicepremier (dei quali lui non è responsabile)...adesso altra spazzatura sul lavoro in pizzeria dello stesso Di Maio. La stampa si accanisce in modo selvaggio contro il ministro dello sviluppo economico e del lavoro. Sintomo che non vi è altro di più interessanteper attaccarlo... tranne che il vergognoso ripetuto cortile!..
La stampa e certi giornalisti, soprattutto quelli legati ai due schieramenti dei vecchi partiti tradizionali, non si occupano di altro... freneticI ed in delirio per impallinare Di Maio...

Ma dico?: si può di certo criticare il ministro ed il suo Movimento per le scelte sulla manovra (anche se spesso con la solita pesante retorica) ..Si può restare incerti sulle riforme sul reddito di cittadinanza..sulla quota cento..e su altri aspetti poco convincenti..! Invece di cosa ci si occupa con la solita enfasi e con i primi titoli sulle testate? Di colui che ormai con dileggio chiamano col nome di "Giggino" e che probabilmente paga l'aspetto giovanile e qualche incertezza sulla formulazione di qualche verbo!

Alla sette, con la complicità netta del presentatore di Di Martedì, gli hanno fatto il terzo grado con domande insignificanti sulla storia di suo padre .. mettendola in riferimento con la storia della banca Etruria: Una storia che non può avere alcun paragone con quella banca e col padre della Boschi..poichè staccata da ogni riferimento diretto con lui e l'attività di governo. Ricordo in proposito che l'ammonimento sui fatti della Banca Etruria rimarrà sempre focalizzato sul piano politico ..poichè strettamente legato alla ex ministra ed ai suoi atti politici..per il resto.. sarà la magistratura a definirne i contorni sull'aspetto giudiziario..mettendo in evidenza i possibili conflitti o altro...

Quello che oggi lascia perplessi è l'accanimento contro il leader del Movimento Una perseveranza critica assai sbilanciata rispetto a quella indirizzata verso l'altra forza di governo in mano a Salvini... E tutto ciò non può che avere una sua ragione politica: Mentre il Movimento 5 Stelle è mal visto ed attaccato da ambedue le forze tradizionali (destra-sinistra), il leader della Lega viene criticato soprattutto a sinistra. Salvini gode di una certa complicità con una destra (con la quale la vecchia Lega ha governato)..che spera ancora in una possibile futura alleanza..

Tuttavia il progressivo consenso di Salvini è anche in parte collegato all'unione con i 5 Stelle che (si voglia o no)..rappresenta la novità di questo cambiamento voluto da chi ha votato... proprio perchè un ritorno con i vecchi alleati Berlusconiani gli potrebbe togliere l'approvazione di chi oggi lo sostiene. Se oggi staccasse la spina con l'attuale alleanza potrebbe rischiare di perdere i vantaggi di una immagine mutata del suo partito rispetto ad un passato nordista.

25 nov 2018

NEL VECCHIO CARROZZONE CHE PORTA ALLE EUROPEE



NON SI SCORGE ANCORA UNA POLITICA MARCATAMENTE MERIDIONALISTA A BENEFICIO DEL SUD E CI SI RELAZIONA DI CONTINUO CON FORZE POLITICHE ORMAI VECCHIE”
di vincenzo cacopardo

Quando si parla di elezioni in Sicilia..di qualunque tipo siano...ci si accorge di quanto non sembriamo più destinati a crescere...Ci si accorge di come restiamo ancora attaccati al vecchio barroccio dei Partiti obsoleti e di qualche personaggio del passato che insiste nel territorio ormai martoriato dalla indifferenza e dalla incapacità di chi dovrebbe farlo risorgere. Nel caso specifico si parla delle Europee che, sotto la guida dell'astuta e metodica Meloni, vorrebbe lanciare un “nuovo” soggetto politico dove si vedranno uniti i partiti che una volta seguivano insieme l'ombra del Cavaliere.

Costruiamo insieme un grande movimento dei conservatori e dei sovranisti'”.Lancia con una certa enfasi questo messaggio la leader di Fratelli d'Italia volendo trascinare in realtà tutto il vecchio possibile che nell'isola politicamente ha già abbondantemente dato ..

Diciamo dunque che siamo rimasti ancora al passato.. Con Musumeci..e la sua diventerà bellissima (ma quando?)..l'altero Miccichè e quel che resta di una FI con gli evidenti spropositi politici del passato...la stessa Meloni nata politicamente sotto l'ombra di Fini..il silenzioso Armao che aspirava ad un separatismo..il guardingo professore Lagalla..che malgrado i suoi propositi di far nascere un suo movimento rivoluzionario per la Sicilia si è rinchiuso in un silenzio accondiscendente.. “Noi con l'Italia” di Saverio Romano, Renato Schifani..La Russa..Un carrozzone nel quale non mancherà di certo la figura dell'opportunista Vittorio Sgarbi...etc..un allargamento delle forze che (si dice) potrebbe persino includere anche i Coraggiosi di Fabrizio Ferrandelli..

Sembra quindi che la Meloni vorrebbe far nascere un nuovo soggetto politico(nuovo si fa per dire).. rifondando un centrodestra a livello nazionale. Un’operazione di restyling pre-elettorale includendo la politica siciliana ed i vecchi personaggi di una volta..prodigandosi persino in apprezzamenti per chi ancora oggi non ha dimostrato capacità di far progredire la nostra regione.

Queste delle Meloni sono le solite azioni pre elettorali che sostengono sempre una politica del passato tendente a lasciare le cose come stanno poiché priva di vere idee tranne che quella di contrapporsi ad altre forze opposte. In questi ultimi anni si è ricercato in tutti i modi di far comprendere quanto importante fosse chiudere la porta ad un passato politico ed il grimaldello lo ha avuto in mano un Movimento che nel bene e nel male ha tentato di incunearsi tra le due forze politiche contrapposte per interrompere il giochino imbarazzante delle comode alternanze. Nel frattempo Matteo Salvini assorbe sempre più consenso anche per il fatto che non si vedono alternative più valide...mettendo tutti all'angolo.

Adesso... al di là di come oggi si pone strategicamente.. il M5stelle un risultato di rottura lo ha comunque ottenuto..Tocca ai cittadini dell'isola non farsi ri-incantare dalle vecchie strategie di quei politicanti per dare vita a nuove forze politiche che possano sostenere un vero sviluppo dell'isola ed una forza polica un po' più marcatamente meridionalista in contrapposizione alla politica nordista al fine di riequilibrare l'evidente divario.


23 nov 2018

LA STRADA VERSO UN NUOVO BIPOLARISMO?..



di vincenzo cacopardo
Come avevo più volte scritto nel mio blog... il governo non ha scelta se non quella di restare in piedi fino alle nuove elezioni europee. Questo... malgrado i malumori tra Salvini ed il Movimento di Di Maio... impone di trovare una qualsiasi intesa per far passare la manovra con il benestare delle due forze governative.

Il contratto su cui si è basato l'accordo di governo pone forti perplessità in considerazione delle evidenti differenze delle proposte che ancora oggi non riescono a trovare una equilibrata sintesi. Di certo questo andazzo, a detta di tutte le valutazioni e dei consensi, non può che ridurre la forza di un “Movimento” in favore di una “Lega”. Se Salvini, tende a voler tirare questo elastico al fine di romperlo per costruire nel futuro una forza bipolare in contrasto con il Movimento, avrà almeno bisogno di attendere fino alle elezioni Europee.

Di certo, come ci si aspettava, la tensione rimane alta e soprattutto a spese dello stesso presidente del Consiglio che...malgrado le energie messe a disposizione per compendiare..sembra costretto a doversi sottomettere di volta in volta ai capricci dell'una e dell'altra forza politica.Qualcuno afferma che in questa unione di governo sia stato necessario mettere per iscritto i punti del programma proprio perchè  in alcuni di questi si era in disaccordo: Punti del programma che sono rimasti indecisi e quindi nemmeno definiti. Probabilmente sarebbe stato necessario affrontarli per trovare una utile sintesi ancor prima del passaggio in Parlamento. La inquietudine di chi ha votato per un cambiamento rimane proprio questa e cioè: Fino a che punto queste differenze potranno riuscire a colmarsi per raggiungere e trovare quel giusto e positivo compendio?

La circostanza strana di questo accordo politico.. che pian piano si è costruito malgrado le tante differenze degli alleati..rimane il fatto che sia venuto fuori attraverso un sistema elettorale proporzionale.. tuttavia destinato nel futuro a tendere quasi meccanicamente a ricostruire un sistema bipolare. Questo anche per via di una legge elettorale non ben definita e cioè non integralmente proporzionale. Tutti gli sforzi per ricostruire un sistema proporzionale secondo le giuste logiche.. sembrerebbero risultati vani e la politica continuerà perciò a rincorrere il sistema bipolare continuando a contenere le posizioni dei cittadini nell'ambito delle due monolitiche posizioni di un tempo.

In un certo senso si perderà quella efficacia del principio parlamentare al quale il proporzionale offriva la base per un maggior confronto e che per Costituzione renderebbe valore a tutto il nostro sistema politico.



22 nov 2018

POLITICA ODIERNA: nuove possibili prospettive ed opportunità?.




Invece di continuare a perdere tempo.. offendendo ed insultando il nuovo governo Lega-Cinquestelle...le opposizioni si dovrebbero occupare a  riorganizzarsi in modo positivo per una nuova politica. Le offese non pagano mai..le nuove idee.. si!

Almeno un domani si potrebbe sperare di avere forze più innovate ed utili per una politica migliore. Il momento è più che appropriato..ed, al di là delle legittime prese di posizioni in Parlamento, è pensabile che in questa fase si possa profittare per la ricostruzione di organizzazioni politiche che chiudano completamente la porta col passato e riavviino una nuova fase politica ricca di nuove figure e idee che potrebbero offrire nuove speranze.

Le continue offese, unite al perseverante richiamo su una manovra errata(che prima o poi passerà anche se con qualche piccola modifica), non possono portare alcuna acqua al mulino delle vecchie formazioni politiche. Il problema sta nel fatto che gli stessi che oggi deprecano le manovre della maggioranza... quando erano al Governo... non hanno dimostrato capacità di risolvere le annose problematiche.. mentre ora.. all'opposizione.. sembrano avere tutte le ricette giuste. In qualunque talk le opposizioni si distinguono di continuo per le loro lamentele che appaiono più rimostranze e proteste poco produttive. Una reale opposizione la si lasci in Parlamento punto per punto!

Al contrario bisognerebbe che le vecchie organizzazioni politiche comprendessero l'importanza di un vero e sano rinnovo.. sia come immagine che come contenuti. Quel riformismo di cui tanto ci si riempie la bocca dovrebbe partire proprio dalla base.. e cioè dalla nascita di nuove forze..di organizzazioni politiche che studino nuovi programmi (senza ostentare in quella contrapposizione verso quelli degli altri)...di figure che si immedesimino su una attenta ricerca dei veri bisogni di una società moderna e dei veri importanti valori della politica come..il metodo.. l'equilibrio ed il funzionamento.
Non ci si accorge che si aprono nuove possibili prospettive ed opportunità per la politica.. dopo un periodo che ha visto una sorta di rottura col vecchio sistema di una volta..Da queste ceneri qualcosa di nuovo dovrebbe di certo giungere!



19 nov 2018

PD: Minniti.. e gli altri...



PD: come si gira...spuntano sempre gli stessi …con l'immagine ricercata del riformismo e dell'innovazione..
di vincenzo cacopardo


Adesso anche Marco Minniti si dichiara autonomo rispetto al passato governo! L’ex titolare del Viminale pare rinascere dalle ceneri di un passato che non gli appartiene.. .rivelandosi come colui che ritiene di avere la giusta immagine e le buone intenzioni.per poter sedere a capo del PD ..Un politico senza mezzi termini e tutto d'un pezzo che rimarca il fatto (assai poco credibile) di non essere un candidato Renziano.
Minniti azzarda novità in seno ad un Partito ormai in uno stato confusionale, dichiarando col suo rituale tono energico.. che non ammetterà più correnti. Di fronte a Lucia Annunziata che lo intervista ribadisce «Compito di tutti quanti noi è far sì che qualcuno arrivi al 51 per cento”

Il nuovo aspirante alla carica di segretario del PD.. in realtà tanto nuovo non appare... anche in considerazione della lunga vita politica e governativa intrapresa tra un sottosegretariato e l'altro ..per finire come ministro nel governo Gentiloni.

Se pur riesce veramente difficile pensare che la candidatura non sia sostenuta dai Renziani, dalle sue parole non è difficile intuire la abituale doppiezza politica, tipica ed infusa in questi ultimi anni in un Partito che di sinistra sembra aver conservato ben poco.
Nei suoi annunci, Minniti, ha sottolineato vigorosamente che non è più tempo di sottovalutare i problemi in cui vive il Paese.. lo stato di disuguaglianze è tale da non poter non esser preso in considerazione da un Partito che sembra aver dimenticato ogni problematica sociale rivolta verso l'equità. Anche se non proprio queste parole usate durante l'intervista, lo è stato il senso in cui si è espresso..quasi a voler incantare un pubblico su una innovazione rispetto al recente passato in cui ha comunque lungamente governato all'interno del suo Partito.

Dopo Zingaretti e Richetti, Damiano, Boccia e forse anche Martina, il Pd ha ufficialmente un nuovo aspirante segretario che fa di tutto per apparire l'uomo nuovo: Il politico che ha compreso e si è del tutto compreso nelle problematiche sociali che da anni tormentano il Paese. Minniti.. come gli altri candidati... spera di poter sparigliare e disperdere le correnti. Tuttavia in questo suo cammino verso la segreteria, emerge una personalità politica ormai vecchia che... dopo intensi anni di governo in un PD (non di certo attento nei riguardi delle macroscopiche disuguaglianze formatesi).. vorrebbe riprendere un'ulteriore stagione del riformismo per fare come lui afferma : di un Pd “ripiegato su se stesso e assente.. una forza schierata con i deboli, non aristocratica”.
Che dire?.. Meglio tardi che mai!

14 nov 2018

DEMOCRAZIE DIRETTE E STORTURE DEMOCRATICHE





A che vale avere dei rappresentanti del popolo in un'Aula o in una commissione parlamentare, quando questi prendono solo ordini da un potere esecutivo o da un Partito che impone di votare in un determinato modo pena l'espulsione? E' una via troppo comoda che non ha alcun legame con i sani principi democratici.!
di vincenzo cacopardo

Ciò che è avvenuto in questi giorni nella commissione Ambiente di Palazzo Madama per via di un emendamento di Forza Italia al decreto di Urgenza (emendamento passato per via dei voti dell'ex capitano De Falco e la Nugnes), secondo la prassi ed i principi del Movimento pentastellato, potrebbe avere pesanti conseguenze con la esplusione dei due rappresentanti dal gruppo del Senato. Secondo le ultime notizie la Nugnes verrà sospesa e DeFalco espulso.

Ma il dissenso entra quasi naturalmente in una logica di democrazia parlamentare. Se lo vuoi arginare devi discutere con la stessa base elettorale preventivamente...evitando di offrire seggi a chi non sai bene come la pensi . Inoltre è più che chiaro che si può essere d'accordo con un programma di massima e poi apportare modifiche successivamente in fase di definizione..senza per questo stravolgere l'essenza vera delle riforme. E' proprio questo il lavoro di un parlamentare..altrimenti resterebbe un pupo manovrato che non offre alcuna idea per lo sviluppo positivo ed il possibile miglioramento delle stesse regole e di cui se ne potrebbe fare a meno.

Una cosa è certa: Se i rappresentanti nel parlamento del Movimento si scambiassero nel dialogo conoscendosi prima in profondità e con maggior chiarezza.. questi equivoci si potrebbero in parte oltrepassare. O meglio: se si intendessero bene ancora prima di essere eletti, si potrebbe maggiormente comprendere il loro pensiero politico.
Quest'ultima vicenda è la prova provata di come quei principi della democrazia diretta del Movimento, pur rispettabili come fine, non si potranno mai raccordare, né conciliare con i principi sostanziali di una democrazia parlamentare. A che vale..infatti.. avere dei rappresentanti del popolo in un'Aula o in una commissione parlamentare, quando questi prendono solo ordini da un potere esecutivo o da un Partito che impone di votare in un determinato modo pena l'esplusione? E' una via troppo comoda che non ha alcun legame con i sani principi democratici.!

Qualcuno come Casaleggio afferma persino che il Parlamento non dovrebbe esistere, dando così ragione a chi definisce questa sua logica come autoritaria e destabilizzante contro i principi di qualunque democrazia rappresentativa.
In certi casi.. come questo appena avvenuto... il Movimento si sarebbe dovuto chiarire con i suoi rappresentanti attraverso uno scambio verbale ante voto della commissione. Invece pare che tutto arrivi dall'alto come  ordine .. come sembra sia avvenuto nel passato persino con altri governi.
Dov'è allora questo cambiamento? Dov'è questa metamorfosi tanto declamata che mette il popolo ed il suo consenso proveniente dal basso in prima linea?. Può mai diventare il parlamentare una marionetta da manovrare a beneficio di un Partito al governo senza che questi abbia un minimo di personale riflessione sugli argomenti da trattare? Dov'è finito il principio fondamentale che divide in modo accurato e funzionale i poteri dello Stato?

E qui ritorniamo all'articolo 67 della Costituzione che oggi sembra essere di grande attualità poichè... comunque la si pensi..pare essere stato introdotto con grande lungimiranza dai padri costituenti.
Sappiamo bene che in un sistema proporzionale come quello esistente, (a differenza di quello maggioritario tendente a determinare due contrapposte forze bipolari), vi sono ovvi motivi perchè si possano definire spostamenti di pensiero di un parlamentare per lo più attento al proprio pensiero ed alle esigenze del proprio elettorato territoriale, il quale lungo il percorso del dibattito parlamentare... potrebbe trovarsi meno d'accordo su determinati temi pur perseguendo un'azione globale di cambiamento politico voluta dal suo stesso Partito.
Rimane evidente che in un sistema proporzionale si è obbligati a dare maggior forza all'art 67 senza costringere un'azione di pensiero dei parlamentari, a differenza di come si suole fare quando si impone un sistema bipolare. Eludendo i principi dell'art 67 si costringono il pensiero e le idee dei Parlamentari soprattutto quando un Parlamento ed i suoi gruppi nell'Aula sono già definiti...anche rispetto alla formazione delle dovute normative in itinere. Il difetto sta nel fatto che ogni azione Parlamentare non può mai essere simile a quella governativa predisposta per amministrare.
Ciononostante il Movimento 5 Stelle continua perseverare su questo argomento dimostrando al contrario poca lungimiranza in proposito e dimenticando che l'articolo della Costituzione sul quale ci si dovrebbe maggiormente applicare per dipanarlo in senso funzionale è l'articolo 49 sui Partiti.


13 nov 2018

LE CRITICHE ECCESSIVE ALLA STAMPA





La comunicazione del Movimento 5Stelle, pur volendo affrontare un problema esistente, non sembra centrare l'obiettivo aggravando un ritorno di critiche.
di vincenzo cacopardo

Sono proprio i termini “puttane e sciacalli” che risultano troppo azzardati ed irrispettosi! Sarebbe bastato usare termini diversi più consoni ed adatti: “condizionati...asserviti..assoggettati”...anche in considerazione che spesso è proprio così! Quelli dei leaders del Movimento pentastellato sono vocaboli che hanno creato una fortissima reazione nel mondo giornalistico. E poi..è sicuramente errato il fatto di assimilare tutta la stampa ed i giornalisti come fossero uguali!

Di Maio e Dibattista possono anche avere ragione poiché spesso la stampa (ma non tutta) straripa dal suo essenziale ruolo diffondendo notizie su possibili fatti non accertati o diffamando in prima pagina per poi inserire un articolo con smentite in quinta pagina. Per non parlare anche di alcune TV...Tutti fatti che, in ogni caso, hanno da sempre creato in concreto problemi a tutti i Partiti e non solo al Movimento. Tuttavia è sbagliato definire tutta la classe dei giornalisti in un calderone unico..come del resto sarebbe un errore classificare inadatte e meretrici tutte le altre categorie come quella della stessa politica o quella della magistratura.

Queste eccessive valutazione, anche frutto di una lotta che oggi si mette più in evidenza per l'effetto di un percorso di sradicamento del vecchio sistema, non può tornare utile a nessuno..anzi penalizza in negativo i portatori di tali eccessive opinioni che paiono affrontarle con troppo veleno ed astio...Astio e veleno che non pagano mai!

Oggi sono coloro che sono andati al governo che si lamentano..ieri si lamentavano gli altri, i loro avversari, per aver creato un clima che ha reso possibile alcune delle loro vittorie elettorali. Bisognerebbe affrontare questo argomento con un particolare equilibrio, senza fare di tutta un erba un fascio e moderando i termini.. poiché come la storia ci insegna.. tutto torna indietro e si ripete da diverse angolature.




9 nov 2018

GOVERNO..ED OPPOSIZIONI



Al di là di ogni risultato buono o cattivo...bisogna farsene una ragione e comprendere...anche se non si è d'accordo.. che questa alleanza, costruitasi per esclusiva responsbilità dei Partiti tradizionali, durerà di sicuro fino alle prossime Europee e..forse potrà andare oltre in base ai risultati.”
di vincenzocacopardo

Oggi si parla di grillizazione della Lega, poco tempo fa.. al contrario.. ci si riferiva ad un Movimento completamente sottomesso alla Lega. Comunque la si giri e la si dica i due partiti politici al governo ricercano continuamente una sintesi e pare procedano insieme senza nemmeno assorbire gli attacchi che dalle opposizioni arrivano sempre più feroci e meno produttivi.

Al di là di ogni risultato buono o cattivo...bisogna farsene una ragione e comprendere...anche se non si è d'accordo.. che questa alleanza, costruitasi per esclusiva responsabilità dei Partiti tradizionali, durerà di sicuro fino alle prossime Europee e..forse potrà andare oltre in base ai risultati. Comunque la si voglia vedere questa è..e rimane la conseguenza di una legge elettorale voluta principalmente dal PD di Matteo Renzi..un Partito che oggi si lecca le ferite ostentando continui miseri attacchi che non somigliano per nulla ad un costruttivo pensiero antitetico, ma ad una vero e proprio livore verso chi avanza nei consensi.

Si può certamente non essere d'accordo con le riforme che oggi la nuova coalizione di governo mette sul piatto, tuttavia riesce riprovevole assistere a certi attacchi sulle persone e su certe scelte volute da una maggioranza scaturita solo per una chiara irresponsabilità dei vecchi partiti sistemici che non hanno saputo cogliere il bisogno di un cambiamento. Se poi questo cambiamento si verificherà a discapito della nostra società.. è ancora tutto da vedere..e qualora si mettesse in luce arriveranno nuove forze in protezione, di certo la politica e la sua essenziale dinamica non perderà valore.

Oggi le critiche della opposizione avanzano e si racchiudono sempre sulla incompetenza e su qualche frase poco accorta dei due vicepresidenti del consiglio, attraverso il solito cortile spinto, ma mai sulla sostanza di un vero cambiamento...mai in favore di una idea di crescita, solo a sfavore dei personaggi che oggi guidano il governo.
Nondimeno perchè il contratto di programma tra le due forze, pur controverso, possa riuscire a concludersi in una sintesi equilibrata occorrerà tempo e non certo la fretta che le opposizioni richiedono.

Ogni cambiamento buono o cattivo che sia necessita del suo tempo! Sicuramente essersi immobilizzati per anni nel logoro e vecchio sistema ha registrato tutte le conseguenze negative che oggi ci portiamo appresso.

8 nov 2018

PRESCRIZIONE: LA RIFORMA CHE DIVIDE I GIURISTI



di vincenzo cacopardo

Oggi i pareri sulla riforma della prescrizione sono differenti persino in seno alla maggioranza di governo, ma la domanda da porsi è solo una: Se la prescrizione nega ogni forma completa di giustizia..la giustizia dovrebbe negare qualsiasi espediente sulla prescrizione.


C'è chi ritiene scioccamente che allungando i tempi di prescrizione si allungherà la durata dei processi, che già in Italia è più che accentuata. Con questa affermazione si taglia ogni possibile utile riforma in proposito e si costringe quasi ad una arresa sui principi stessi di funzionalità della autorità giudiziaria
La prescrizione nei paesi europei oltre che in Italia è adoperata solo in Grecia mentre negli Stati Uniti si blocca con l’inizio del processo. Nel nostro bel Paese quando un imputato viene condannato in primo grado si appella alla riduzione della pena, ma in realtà riesce spesso a profittare della prescrizione affinchè possa non scontarla del tutto.

Di fatto qualunque possibilità di accordo delle parti in fase preliminare delle indagini tra l'accusa e la difesa..viene automaticamente condizionata..inoltre se accade (come spesso accade) che un giudice durante la sua inchiesta venga trasferito e cambia la composizione del collegio giudicante, si deve dare corso ad un nuovo processo allungando i tempi assecondando così l'imputato..cosa che certamente non può favorire il buon esito della giustizia. Al contrario con un blocco della prescrizione (come oggi si intende riformare) il condannato potrebbe affrontare il giudizio o dichiararsi colpevole limitando persino i danni..

Dall'altra parte, c'è chi non condivide la riforma e pensa che se l'imputato non sia colpevole il blocco della prescrizione potrà solo arrecargli danni..favorendo il prolungamento del processo che nel nostro Paese è assai lungo.
Secondo Luigi Paragone giornalista oggi parlamentare dei 5Stelle :”La prescrizione nega la giustizia alle vittime e ai loro familiari. E lascia liberi i colpevoli, siano essi stupratori, assassini o responsabili di assurde stragi, come quella di Viareggio.”

Qualcun'altro afferma che i
processi in Italia durano tanto perché ce ne sono troppi. Troppi appelli e ricorsi in Cassazione, fatti proprio in attesa che arrivi la prescrizione. E non v'è dubbio che per gli imputati e loro avvocati è più conveniente puntare sulla prescrizione del reato.
Secondo il magistrato Davigo vi è un'altra seria questione e cioè: “In Italia, se appellante è il solo imputato, non è possibile la reformatio in peius della pena: chi fa appello può avere la pena cambiata solo in meglio. Questo, per esempio in Francia, non c’è. Infatti in Francia solo il 40 per cento delle sentenze di condanna a pena da eseguire viene appellato, mentre in Italia il 100 per cento: ti conviene e non rischi nulla. Ma è così che, nella struttura piramidale della giustizia italiana, le Corti d’appello saltano .Si dovrebbe depenalizzare drasticamente il sistema giudiziario. Ci sono troppi processi. Tutti questi processi non li possiamo fare”.

Insomma... la questione è di scottante attualità ed oggi rimane uno dei punti caldi del confronto politico..poichè è proprio la politica che se ne dovrebbe fare obbligo.
Oggi però i pareri sulla riforma della prescrizione sono differenti persino in seno alla maggioranza di governo, ma la domanda da farsi è solo una: Se la prescrizione nega ogni forma completa di giustizia..la giustizia dovrebbe negare qualsiasi espediente sulla prescrizione.

Scelte difficili, ma sostanzialmente quello che dovrebbe risolversi ancora prima deve riguardare la prolissità dei processi attraverso l'uso di molteplici risorse da indirizzare per sollecitare i giudizi e far funzionare Tribunali e Corti.

7 nov 2018

IL PREMIER CONTE A DI MARTEDI'




Si può essere o non essere d'accordo con questo governo e le sue manovre. Si potrà anche contrastare e dibattere la difficile opera di sintesi del Presidente del Consiglio. Le opposizioni hanno ogni facoltà di mettere in dubbio i provvedimenti come il reddito di cittadinanza, la quota cento ed i condoni...Tuttavia certi commenti canzonatori contro il Premier diffusi per radio o per televisione, oltre ad essere offensivi si potrebbero e si dovrebbero evitare.

Alcuni giornalisti, assidui soloni che di continuo affollano i talk, attaccano il Presidente del Consiglio valutandolo incapace ed approssimativo..perseverando sull'immagine e la sua espressione. Conte..malgrado la complessa posizione di sinossi, non di certo comoda, a DiMartedì è parso pacato e composto alle domande del presentatore. A differenza di un Renzi o di un Berlusconi che hanno sempre dimostrato quella sicumera e la boria tipica degli arroganti, Il Premier ha descritto il difficile lavoro del governo con la dovuta calma e dovizia ed un tono non di certo altezzoso.

L'atteggiamento dei suoi predecessori soprascritti è sempre stato quello di richiamare l'attenzione dell'ascoltatore su una presa di posizione fin troppo decisa e saccente(un certo popolo viene quasi ammaliato da certi personaggi)..Quella di Conte.. invece.. è apparsa come quella di chi si è espresso senza alcuna sufficienza e saccenteria ( Malgrado si possa o non possa essere d'accordo rispetto ad una manovra che pone di certo alcuni dubbi)

Cionondimeno successivamente.. nello studio.. lo si è voluto attaccare affondando la forchetta sui suoi modi di esprimersi più che sulla sostanza di ciò che ha espresso...arrivando a dipingerlo quasi come un debole imbarazzato...quasi evanescente

Sarà forse questa la ragione per la quale il suo consenso supera quello di tutti gli altri?

vincenzo cacopardo

5 nov 2018

ITALIA A PEZZI!



VIENE DA CHIEDERSI SE UNA MANOVRA DI BILANCIO NON DOVREBBE GUARDARE PREVALENTEMENTE ALLA MESSA IN SICUREZZA DEL SUO TERRITORIO ORMAI MARTORIATO...
di vincenzo cacopardo

Le reazioni climatiche incalzano sempre con maggiore violenza ed il Paese Italia, con il consueto lassismo, finge di non accorgersi dei continui abusi edilizi e delle costruzioni insicure. La natura ci parla e noi fingiamo di non ascoltare... Fumi e gas iniettati nell'aria come fosse una normale abitudine ed un territorio quasi abbandonato ad un destino che non può che generare ulteriori danni e morte.

Tutte queste morti che ogni anno si ripetono con costanza sono un chiaro richiamo all'importanza ed al bisogno di una prevenzione.... Sono un richiamo ad un impegno.. nell'inerzia assoluta di chi, con ipocrisia, continua a dirsi pronto.. ringraziando poi quasi retoricamente chi si occupa di spalare per recuperare morti e feriti.

Abbiamo visto tutti le scene che si ripetono in televisione con case che franano ed automobili spazzate via dall'acqua e dal fango..morti e feriti gravi persino nelle grandi città..eppure basteranno pochi giorni per dimenticare nuovamente ...nell'attesa di un nuovo evento sempre più catastrofico.


Quest'ultima disgrazia avvenuta a Casteldaccia suona come l'ennesima consueta indolenza di uno Stato e delle sue Istituzioni,..da tempo mai preparate ad una logica prevenzione sul rischio idrogeologico...un rischio ormai impellente in tutto il nostro delicato territorio. Le istituzioni non sono in grado di tutelare i cittadini. L'abusivismo deve essere combattuto già dalla posa della prima pietra e non quando è già tutto costruito. Al di là delle diatribe di stampo politico..un dato di fatto resta certo: Chiunque si è insediato al Governo ha sempre sottovalutato questo rischio legato al territorio non fornendo una adeguata protezione attraverso uno studio preventivo e le rispettive risorse adeguate. I danni provocati dall'acqua dello scorrere dei fiumi in piena.. provocano danni immensi ben superiori alle spese occorrenti per prevenirli...E allora?...persino una figura poco esperta farebbe i suoi conti prevedendo interventi appropriati, limitando la cementificazione, ed adoprandosi per far defluire i fiumi nel modo più intelligente e sicuro...Non sembra mai esservi nemmeno una costruttiva intesa tra le amministrazioni e l'attività governativa.

Sarebbe il momento di reagire per salvaguardare il nostro territorio ormai martoriato dalle continue alluvioni, dai ponti che si sgretolano, dalle strade che si allagano e si frantumano, dagli argini dei fiumi che straripano. Un territorio che in tanti nel mondo ci invidiano!
C'è tanto lavoro da fare e da distribuire in tutto il territorio! La politica dovrebbe affrettarsi: Le forze e la volontà non mancherebbero e nemmeno le risorse se si concentrassero prevalentemente sulla messa in sicurezza e la salvaguardia del territorio operando con prevenzione e coscienza.