28 dic 2021

ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO

 


di vcacopardo

Nella seconda metà del mese di gennaio il presidente della Camera Fico, dovrebbe inviare le lettere alle Regioni affinchè procedano all'elezione dei rispettivi delegati. Nella stessa comunicazione sarà evidenziata la data della prima convocazione ..ossia la seduta del parlamento per l'elezione del presidente della Repubblica.

Di sicuro una elezione che ad oggi sembrerebbe promettersi nel mondo della politica con senso poco chiaro rispetto ad una figura rappresentativa di “super partes” destinato al Quirinale.

Si fanno alcuni nomi, alcune figure le quali difficilmente potrebbero essere identificate come quelle di veri arbitri di un sistema istituzionale privo di ombre e conflitti: La figura del capo dello Stato deve identificarsi come quella di una figura sopra le parti alla quale viene assegnato anche il compito di dare il via ad ogni governo per il bene del paese, soprattutto per risolvere gli innumerevoli problemi che gravano sulla nostra nazione.

Se questa figura viene scelta nell'ambito prettamente politico e di parte si svilisce ogni possibile “al di sopra delle parti” riflettendosi successivamente in un controllo sul governo non privo di un insopportabile conflitto, fra i tanti già esistenti, che non lascerebbe spazio ad un sistema come il nostro costruito su una Costituzione che ne garantisce le regole fondamentali. La scelta sul nome deve per forza basarsi su una figura non inserita in un Partito. Personaggio maschile o femminile purchè figura equilibrata a conoscenza delle regole fondamentali della Costituzione e del diritto.

Quirinale, che passione( una analisi di Paolo Speciale)

 

( analisi di Paolo Speciale)
Quasi  sette anni fa saliva sul Colle più alto dell’Urbe Sergio Mattarella, il presidente tecnico-politico, come mi permisi di definirlo allora in un mio articolo che seppi, poi, essergli stato particolarmente gradito.

La nostra terra del sud  ha vissuto questo settennato con un grande orgoglio, consapevole “a priori” dello stile e della sagacia con cui l’ennesimo proprio figlio asceso alla vita pubblica avrebbe tanto donato al Paese, da Lampedusa a Bolzano, nel segno dell’unità, non solo geografica, specie in tempi difficili.

Un rappresentante dell’unità nazionale in cui autorevolezza, eleganza e specifica competenza  di natura giuridico-istituzionale non sono mai state disgiunte da una diffusa e palpabile popolarità, che tanto ha anche giovato ad un PD all’epoca fortemente renziano, che nel 2015 lo aveva praticamente incoronato  senza difficoltà in quella dimensione ideologica gravitazionale – il centro - rimasta dopo diversi decenni  fulcro, al netto di contingenti e passeggeri populismi, della scena politica italiana.

Quel “centro” presente, a “destra”, come certificato di garanzia centrale del liberismo imprenditoriale; ancora, nonché dove la cosiddetta “moderazione”, spostandoci a “sinistra”, si coniuga oggi idealmente con le numerose e predominanti anime cattoliche ivi migrate;  una sinistra peraltro già scientificamente, oltre che strategicamente per il principio universale di sopravvivenza e di autoconservazione, connessa, suo malgrado, con altre espressioni politiche di ispirazione diversa, ormai solo storicamente.

C’è chi si preoccupa, oggi, pur nel compiacimento indotto dalla azione di un Esecutivo autorevole e per così dire di “solidarietà nazionale”, della assenza di fatto e di diritto di quella opposizione intesa come soggetto agente in  quella libera concorrenza di cui deve necessariamente beneficiare nella conquista dei consensi, esercitando così quel  precipuo diritto della democrazia.

Quasi che una situazione di emergenza, come ad esempio una pandemia mondiale, potesse costituire un fenomeno così “maior” da rendere “minor” la dialettica del gioco delle parti.

E forse la delicatezza del momento, che degenera effettivamente in pericolosa confusione intellettuale, è proprio questa.  Ce ne danno prova, ad esempio, le varie e per certi versi improbabili candidature, enunciate come numeri al gioco della roulette,  del prossimo Capo dello Stato, anche in nome di un anacronistico e meramente utilitaristico, in termini emozional-popolari,  “patriottismo”.

Certo, si tratta dell’evento istituzionale in cui, proprio per la sua strutturazione voluta dai Padri costituenti, i cosiddetti  “gruppi di pressione”  vivono il loro più intenso momento di gloria.

Ma, di contro, si tratta anche di dover comprendere che, talvolta, maggioranza ed opposizione è meglio che non ci siano, senza che ciò generi pericolo per una sistema di sovranità popolare collaudato come il nostro.

E ciò può e deve accadere soltanto al periodico risveglio, presso tutte le forze politiche, della settennale “passione” per il Quirinale;  sì, proprio perché l’arbitro che sarà scelto la assuma in sé e la rivolga tutta alla Nazione più bella del mondo, la nostra.



auguri ai lettori



Con questa bella immagine della Madonna ritratta da Antonello da Messina, icona rappresentativa dell'arte in Sicilia, auguro a tutti i miei lettori del Blog un sereno Natale ed un felice anno nuovo.