27 ago 2021

BIDEN..ED IL PRECIPITOSO RITIRO

 


La decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di ritirare le truppe americane dall’Afghanistan dopo vent’anni di guerra, dimostra ancora una volta come l'America sia un Paese contraddittorio e la sua politica emotivamente instabile.

Per Biden prolungare la permanenza degli Stati Uniti in Afghanistan non porterebbe alcun interesse per gli americani e nemmeno un autentico beneficio delle condizioni dell’Afghanistan, negando la possibilità di trasformare il paese in una solida democrazia.

Se questo può essere vero..altrettanto vero resta il fatto che questo metodo improvvisato potrà solo generare infinito versamento di sangue.Non tanto per il ritiro in sè , ma come è logico pensare, il rischio del gruppo islamista estremista dei talebani riconquistando il paese, può esercitare vendette estreme..L'Isis è ancora lì e pare essere più forte di prima! Come estrema è decisamente avventata è  apparsa la decisione di una Nazione occidentale che dopo essersi inserita in questo paese per vendetta sull'episodio delle due torri del settembre del 2001, ha cercato inutilmente di infondervi la democrazia.

Per Biden tutti i soldati dovranno lasciare questo paese entro l’11 settembre, evacuando le basi più importanti. Tutto questo senza nemmeno consultare gli alleati!..Ciò ha creato enormi disagi, paure e tante vendette da venire. E' un po' il solito ritornello che si ripete ..Vietnam..Iraq.. Operazioni che dovevano condursi gradualmente dopo avere dato certezza in seno al paese di una sicurezza per tutti...Non c'è da tenere conto delle critiche dei repubblicani..quanto di più su quelle poste dagli stessi democratici. Le critiche non sono mancate nell'intero Paese americano...soprattutto dopo le recentissime morti dei militari per via degli attentati: Cosa che di logica si sarebbe dovuta dare per scontata nell'immediato.

Le parole decise di Biden non aiutano per nulla l'andamento della politica americana che sembra sempre improvvisata sull'assolutismo delle scelte senza una vera sostanza diplomatica che riesca a risolvere certi problemi complessi che devono essere affrontati col tempo e la misura.

Questo Blog ha scritto parecchio su questo strano Paese americano dove le contraddizioni si mettono in evidenza e dove..poi.. si spettacolarizzano infinite autocritiche. Anche in questo caso le autocritiche saranno destinate a mettersi in evidenza attraverso filmati, poichè queste scelte.. sin troppo avventate.. non potranno che provocare ulteriori pericolosi riflessi .

vcacopardo

CERCASI LEADER CENTRODESTRA di paolo Speciale

 


Un articolo inviatomi dall'amico Paolo Speciale

L’ormai prolungata assenza fisica sul palcoscenico della politica del Cavaliere – le cui condizioni di salute evidentemente non sono più quelle di un tempo – accentua e pone in sempre maggiore rilievo l’esigenza di dare un volto al leader ad uno schieramento che stenta, per colpa di una Lega  cristallizzata che insiste nel propinare ossessivamente  improbabili tesi anti migratorie, a trovare quella identità storica conquistata negli anni novanta grazie alla fagocitazione dei partiti componenti dell’arco costituzionale di fatto abbattuti dalla scure giudiziaria di quel periodo storico.

Si pone più che mai oggi infatti –e non solo per il centro-destra – la irrinunciabile esigenza, grazie anche all’avanzare nel tempo della attuale legislatura nonché a causa delle scadenze elettive di livello istituzionale come quella del Colle, di offrire agli elettori una occasione di voto con cui esprimere una scelta in cui la “politica” prevalga grazie a  ritrovate ideologie e posizioni coerenti, scevre da un sensibile dannoso trasformismo, negli ultimi tempi presente a causa della emergenza sanitaria e della incombente necessità di svolgere una autorevole ed adeguata interazione dell’Italia a in seno all’Unione Europea.

Nazionalismo, trasformismo, ma anche garantismo, quest’ultimo invocato insieme al liberismo ed ai principali valori di matrice Cristiana.

Tutti strumenti per l’esercizio di una politica valida eppure nell’ultimo decennio malposta, dove gli stessi programmi non sono più tali perché privi di effetto, a causa della sopravvenuta  assenza di quello spot che va dritto a colpire ed a conquistare la facoltà di scegliere e quindi il consenso. E ciò in considerazione dello  “spot” cui non si vuole qui attribuire inattendibilità od ingannevolezza, quanto l’opposto. 

Ora, le attuali forze in campo si sono accorte di questa “latitanza” e cercano comprensibilmente  un riciclo della esternazione del clamoroso, dell’elemento che possa scuotere il metabolismo e la genesi del pensiero e del convincimento, presso tutti i livelli culturali e sociali.

Il Cavaliere se ne è accorto primo fra tutti, vittima egli stesso (oltre agli impedimenti fisici dovuti all’età) della sua deformazione professionale ed oggi scende in campo quale primizia di stagione e con i media editoriali di cui dispone per “configurare” quel centro destra che può ancora fare colpo, specie sino a quando Draghi rimarrà alla guida dell’esecutivo, quasi certamente sino a fine legislatura.

Ed ecco i fattori costituenti del centro destra da premiare celebrati solennemente da Berlusconi durante il TG5 delle ore 13,00 di oggi con un video servizio di durata non proprio conforme ad una ipotetica par condicio.

Garantismo, liberismo, europeismo, ma anche  ispirazione ai valori del Cristianesimo, assenza di elitarismo, libera iniziativa per tutti tutelata da uno Stato centrale ma non centralista, anacronistica messa all’indice di ogni forma di comunismo soffocante. Insomma liberi tutti e concezione cristiana dell’uguaglianza universale; tutti  bei principi importati dalla Rivoluzione Francese, eppure ciclicamente riscoperti come l’uovo di colombo. 

Sarà il fattore generazionale – affine a valori comunemente intramontabili -  ad invogliare il Cavaliere al richiamo di questi capisaldi nella impossibilità (forse non del tutto credibile) di investire ufficialmente un suo successore?

Certo, delude più di tutti il rimando ai principi cristiani. Si tratta infatti di un elemento – non unico - che lo accomuna  sempre più  alla Lega salviniana che, nonostante nessuno o quasi se ne sia mai accorto, è da trent’anni la croce e delizia di Forza Italia, anche nell’era post bossiana.

Per quanto attiene al rapporto politica – religione, di cui ci sarà occasione di parlare specificatamente in altra occasione, la storia ci insegna quanto siano e debbano stare lontane l’una dall’altra; proprio come due elementi della chimica con i quali è meglio non consentire contatti, poiché si tratta di elementi posizionati a debita distanza di certo già durante la Creazione,  e questo dovrebbe valere sia per chi ha fede sia per chi ne ha un’altra o nessuna.

P.Speciale