23 mar 2017

Quando si parla di politica...


di vincenzo cacopardo
Quando si parla di politica si commette il grossolano errore di pensare che essa sia contenuta nello spazio ristretto del saper governare. Si dimentica il fatto che sarebbe fin troppo facile riassumere i suoi contenuti in questa limitata visione: La politica non può solo avere un sintetico senso del governare, in quanto essa racchiude in se i contenuti di teoria e pratica, di arte e scienza, di idea e funzionamento.

La politica rimane arte nel principio consistente la ricerca delle idee, nel confronto con i cittadini, nella mediazione, diventa scienza nell’esercizio della sua funzione amministrativa legata allo sviluppo costruttivo della società: Se da un un lato è necessario regolare i rapporti con i cittadini attraverso lo studio di un programma, dall'altro si deve poter governare in conformità con lo stesso. L'arte di regolare i rapporti con i cittadini rimane propedeutica alla scienza del saper governare. Impossibile pensare di poter governare in un sistema democratico non osservando questo giusto percorso.
Quello che oggi accade è completamente difforme da questi principi.. e se questi potrebbero essere visti come riduttivi o utopiche teorie dai tanti soloni della politica moderna, rimane il fatto che resta impossibile governare in altro modo. Almeno che non si passi ad un sistema di oligarchia dall'alto che nulla ha da spartire con ogni sano progetto democratico.

Ma quale è la ragione per la quale non si intende procedere verso la ricerca di un più consono progetto democratico che possa dividere meglio i ruoli? Perchè la politica moderna continua a seguire la strada di una governabilità determinata dall'alto.. pur nella comoda apparenza di un sistema che si definisce subdolamente democratico? La ragione appare semplice ed è dettata dalla difficoltà di poter definire i ruoli con maggior determinazione e funzionamento, finendo poi col lasciare il tutto nelle mani di chi gestisce il potere finanziario!

L’odierno sistema vede il politico inserito contemporaneamente nei due ruoli come appartenenti ad un unico lavoro per via dei Partiti che li tiene legati(parlamentare-governativo). Nulla ancora oggi è stato fatto nella procedura di un ridisciplinamento dei Partiti (art 49) per poterli regolare al fine di non incidere contemporaneamente sui due ruoli. Questo sistema ha fatto sì che oggi il politico venga considerato colui che crea e nel contempo esegue, nel contesto di un’unica linea politica. Linea politica che, nel tempo, viene condizionata da una vera e propria oligarchia dei Partiti. Ci capita di vedere sempre più spesso ambedue i poteri, esecutivo e parlamentare, chiedere più spazi a proprio vantaggio per via del differente ruolo a cui appartengono ed alle naturali esigenze :Chi siede in Parlamento reclama di poter legiferare e chi presiede un esecutivo esige di poter governare con procedure più svelte e funzionali. La determinazione dei due ruoli che potremmo definire “induttivi” e “deduttivi”.., per scopo ed esigenza, definisce due strade diverse con l'unico scopo di raggiungere un comune percorso costruttivo in relazione alla definizione di una “politica” che si vorrebbe più funzionale e meno compromessa.

Quell’accentramento che vedeva nel passato il raccordo dei due poteri Parlamento–Governo, affinché si potesse raggiungere un solido equilibrio, sembra oggi essere compromesso dall’evidente peso partitico che finisce col condizionare notevolmente ogni azione. Le attuali forze politiche Nazionali appaiono non del tutto preparate ad affrontare una nuova era dove l’economia avanza ad alta velocità e dove la stessa “politica” sembra ancora alla ricerca di un vero “cambiamento”. Una politica che sembra arrancare in una strada vecchia priva di vere riforme innovative. In termini di vero “funzionamento” sembriamo assai indietro ed ogni problematica appare oggi condizionata da un iter processuale vecchio che subisce, fin troppo, chiari condizionamenti da parte delle odierne forti economie.

Le vecchie ideologie hanno sicuramente contrastato e rallentato la marcia di innovazione dei grandi contenitori di consensi, ma oggi sembra che nessuno, abbia aperto la strada alle nuove idee per una vera politica di attualità.Attuale” non può solo essere l’uso di un computer o dei servizi messi a disposizione dalla moderna rete internet, ma un’innovazione di tipo culturale profonda che solo i pensieri e le idee possono dettare...Ma dove sono queste nuove idee?


22 mar 2017

Spallitta e Lomonte.. candidati consimili nell'interesse di una nuova Palermo

Nadia Spallitta, è forse la vera candidata di sinistra di questa campagna elettorale. Una candidata che ha fatto spesso opposizione all’Amministrazione Orlando da sinistra. Ma la sua posizione rimane comunque più isolata poiché la passione per la sua città e le opportune soluzioni la vedono combattere con i principi vecchi e le continue sterili ideologie: per Nadia.. il compito è quello di poter amministrare una città difficile trovando soluzioni utili e funzionali al di là di ogni concezione politica settaria e di parte.Nadia è una donna impegnata da tempo sul campo amministrativo che intende rappresentare una guida diversa per una amministrazione che deve muoversi in favore dei cittadini e non in favore dei Partiti. 

La sua passione è accompagnata dal metodo e da posizioni culturali inerenti il suo territorio: Parla spesso della povertà esistente, della situazione del sud, delle nuove generazioni e delle soluzioni possibili. Ama il confronto dialettico e sulle idee sui temi importanti come le povertà in una città problematica come la nostra Palermo. Ricordiamo in proposito che è stata la prima promotrice e firmataria del finanziamento al Pride nazionale e che si è battuta per i diritti delle famiglie arcobaleno. Ha sempre creduto e si è impegnata per l'affermazione dei principi di uguaglianza sostanziali e senza discriminazioni.

La Spallitta ha sempre invitato la cittadinanza a dare il proprio contributo di idee, progetti, e anche a proporsi come candidati alle prossime consultazioni comunali.Con la costituzione del comitato "Palermo città futura" è giusto che siano gli stessi cittadini a indicarci nuove idee, progetti, propositi che derivino anche da personali esperienze in altre parti del Paese o del mondo. Verificheremo con loro se possano e in che misura applicarsi da noi, affinché Palermo diventi finalmente una città a misura di ogni cittadino che ha diritto ad avere servizi efficienti". In questo modo la candidata a sindaco raccoglie le proposte di programma dimostrando rispetto per la sua cittadinanza, ma anche una saggia apertura nell'interesse dei propri cittadini .


Ciro Lomonte è una figura nuova nella politica cittadina, ma rispecchia di certo le caratteristiche di onestà e conoscenza che, nel suo lavoro professionale di architetto e di precettore, mette sempre in evidenza: “Il sistema di strade, piazze, aree verdi, in modo da avere una città bella in cui ogni quartiere abbia una propria identità e tutti i servizi essenziali. Le persone devono avere la possibilità di uscire a piedi, se fa loro piacere..Vorrei promuovere la redazione di un nuovo Piano Regolatore Generale per incentivare l’iniziativa privata nella sostituzione graduale della pessima edilizia che caratterizza la città contemporanea. Non mi basta cambiare gli edifici! Poi renderemo pedonali quante più parti della città, ma solo se ci saranno mezzi pubblici a sufficienza per arrivarci. E i bambini debbono avere la possibilità di giocare per strada, nei cortili, nelle piazze, senza il timore di essere travolti dalla automobili.”

A Lomonte manca forse quella esperienza amministrativa di certi candidati a sindaco... Una mancanza che resta comunque compensata da una intelligenza e dalla capacità di saper cogliere l'importante passo avanti che la città deve fare per il suo congenito sviluppo ..E lo fa con l'umiltà ed una certa genuinità di cui oggi vi è bisogno..pur non essendo aiutato dai Media e dai quotidiani locali. Il suo progetto tende a liberare la Sicilia dalla morsa dei vecchi Partiti che non hanno portato sviluppo. Una sorta di liberazione..un risveglio delle coscienze. Qualcosa che accompagna anche Nadia Spallitta nella sua opera tendente a bonificare la politica dall'opportunismo dei vecchi Partiti a favore della comunità civile.

Se Ciro Lomonte rappresenta il candidato nuovo che guarda al potenziale dell'arte e della cultura oltre che allo sviluppo cittadino nella sua intera bellezza, Nadia Spallitta, ormai da tempo in seno al Consiglio, opera in favore della cittadinanza e dei suoi diritti grazie anche alla sua esperienza. Ambedue operano a beneficio di un funzionamento più connaturato alla storia ed alla cultura della città..Ambedue non sono proprio figure di Partito..ed è davvero un peccato non poterli vedere uniti in questa battaglia in favore di una nuova Palermo.





21 mar 2017

La percezione che fa testo!

di vincenzo cacopardo


Quando si parla di dati economici, cifre, statistiche, parametri e trend... si può far credere ciò che si vuole, ma quella che conta e' percezione reale! La realta' rimane quella di un Paese che vive ormai in una indifferenza sociale.. con i consumi in calo e le tasche sempre più vuote dei cittadini che credono sempre meno ad una ripresa del Paese: A Febbraio l'indice dei consumi di Confcommercio ha registrato un ulteriore calo dello 0,1%. Per la Confederazione dei commercianti si conferma un esiguo margine di crescita con un'evoluzione che appare molto debole e inadeguata rispetto al bisogno ed alla attesa ripresa. Un disagio sociale, che aumenta ogni giorno di più!.
Soffrono i settori che dipendono maggiormente dalla domanda e cioè che derivano proprio dalla disponibilità degli italiani a spendere. La crisi dell'edilizia persevera costantemente con un calo del 3,8% rispetto a dicembre 2016..e del 5,2% su base annua. Non si scorgono però ancora ricette utili e nel bilancio del 2018 il rischio dell'aumento delle accise e dell'Iva appare quasi scontato.
In questo contesto...più tragico che mai..il Partito delle scissioni.. che ci ha portato fin qui per grazia di un sindaco d'Italia più tronfio che mai ... vive al suo interno una stagione sempre più difficile, mentre il consenso al Movimento di rottura dei Cinquestelle tende ad aumentare: Sembra che il Partito, guidato fino a ieri da Renzi, abbia perso di colpo oltre il 3%, mentre quello guidato dall'eterno Berlusconi abbia una decisa tendenza ad aumentare..Si parla quasi del 13 % per il Cavaliere che comunque difficilmente potrà legarsi al Partito della Lega di Salvini che dispone quasi della stessa forza. Alfano, (nell'eterno e comodo campo dei moderati) con il suo NCD.. ormai in rinnovamento.. disporrebbe di appena il 2,5%.
In queste condizioni si attende ancora di mettere mano ad una nuova legge elettorale che preveda coalizioni per dare senso e corpo alla difficile governabilità. Malgrado le difficoltà del Paese e di una politica frammentata... sembra, al contrario, che il governo Gentiloni non abbia alcuna premura nella importante ricerca di una nuova legge elettorale: Quello che appare davvero incomprensibile è il vuoto politico e la mancanza di responsabilità da parte del Partito che ancora ci governa che non osa mettere mano ad un riforma elettorale avendo già di fatto combinato immensi pasticci con quella precedente (fatta passare a suon di fiducia per poi essere bocciata dalla Consulta)

Intanto Renzi a Rignano sull'Arno, nel raggio di qualche decina di chilometri, come nulla fosse cambiato, persevera nella ricerca di una classe dirigente che potrebbe accompagnarlo nella sua nuova riscossa. Nel ristretto e provinciale circuito, il sindaco d'Italia insiste nell' opera di ricerca di personaggi di zona che potrebbero essergli utili per il futuro: L'essere toscani sembra per Renzi il requisito più importante... ma non è l'unico! E' anche importante aver seguito con fede la sua kermesse alla Leopolda e quella della fedele Boschi (che altrettanto danno ha arrecato al nostro Paese insistendo su riforme sballate, costose e non funzionali)

La percezione è quella di un Paese che sconta un periodo di politica renziana voluta dal suo stesso Partito in forza di un doppio ruolo che ha frantumato la stessa organizzazione del PD. Una politica costruita su una figura profetica che.. con l'abilità della comunicazione... ha presuntuosamente indotto la politica a seguire riforme non adatte al Paese.

A poco ormai valgono i numeri e qli 0,1% di percentuali ..quando nel Paese si vive con una realtà ben diversa! A che vale un PIL in leggero aumento se le disuguaglianze aumentano in modo esponenziale...L'impressione è quella di un Paese allo sbando dove cascano ponti e franano montagne, dove i treni si scontrano e le strade si sbriciolano, dove le scuole rimangono insicure, dove la povertà aumenta e i giovani scappano all'estero, dove il sud muore lentamente privo di ogni progetto connaturato e dove la corruzione aumenta.


Questa è la percezione reale...l'unica che fa testo!

14 mar 2017

IL PAESE ED IL PROCESSO ECONOMICO CONNATURATO ALLA EVOLUZIONE

Il treno perso di un processo economico più connaturato alla nostra evoluzione
di vincenzo cacopardo

L'America..come altri osservatori della politica italiana pensano che l'attività politica riproposta dal “mito” Renzi potrà essere contrastata proprio all'interno del suo stesso Partito. Potranno esservi altre divisioni al loro interno che renderanno difficile il cammino ripreso dall'ex premier. Tuttavia la stampa italiana che si occupa di chiarire l'andamento della nostra politica a Washington sostiene che il centro Nord del nostro Paese rimane disposto a sostenere ancora il sindaco d'Italia ed un possibile suo nuovo governo pur mettendo in risalto alcune incertezze riguardo alle sue ambiziose idee programmatiche che potrebbero essere non del tutto condivise all'interno del PD.

Il dubbio pare essere quello di non comprendere fino a che punto il programma riformista di Renzi possa ottenere un successo o se vi possano essere poche possibilità di metterlo in atto anche per la maggioranza estremamente limitata di cui gode. Dubbi esaltati dai dati economici esistenti: Una lunghissima recessione - la crescita economica che si è appiattita alla fine del 2013 e che quest’anno non si aspetta più dello 0,8% -un tasso di disoccupazione ufficiale altissimo del 12,6%. Nonostante le esportazioni relativamente in salute che potrebbero forse favorire un po’ di ripresa... la risalita dagli otto punti persi durante gli anni passati sarà lenta. Sono condizioni che pongono seri dubbi ed allontanano gli investitori.

Malgrado si guardi ancora a Renzi come il possibile risolutore dei problemi economico politici del nostro Paese, la mancanza di riforme più corrette durante il suo triennio governativo, unite alle continue sfide sulla competitività a lungo termine, diminuiscono una potenziale crescita del nostro Paese. Sarebbe dovuta attuarsi già da tempo una ricerca su riforme più congenite per supportare la dura lotte di competizione che una globalizzazione ci ha imposto.

Nessuna politica renziana ha parlato in termini di qualità e di idee ed il nostro sistema economico ha finito col marciare e vivere cinicamente di riflesso ad un’economia globale forzata da una primaria esigenza di produzione. Ma una competizione il nostro Paese la può vincere solo con un percorso basato sulla “qualità”. Un prezioso aggettivo sempre appartenuto alla storia ed alla tradizione della nostra Nazione. Ciò che già da tempo occorreva per poter potenziare questa dote naturale che ci appartiene era una innovazione profonda per riuscire ad operarvi in supporto con impegno di metodo, prospettiva e lungimiranza. Con l’uso di una guida politica che sposasse questo tipo di sviluppo e che potesse fungere di vera utilità attraverso riforme per spingere una crescita in tal senso.

Genialità, estro, tradizione e bellezza naturale si sarebbero dovute sposare con una moderna innovazione ed una logica politica più funzionale al fine di raggiungere un riscontro con quella qualità che poteva rappresentare il futuro economico del nostro Paese. La Comunità Europea ed il nostro Governo in tal senso, avrebbero dovuto avere un ruolo preminente per un processo economico più connaturato alla nostra evoluzione.





Testamento biologico: Aula deserta

La discussione in un'Aula irragionevolmente deserta
di vincenzo cacopardo
Ad otto anni dalla morte di Eluana Englaro e sotto la pressione emozionale del suicidio assistito di qualche giorno fa in Svizzera di Fabiano Antoniani, detto Fabo, il nostro Parlamento pareva voler riprendere la discussione sul testamento biologico. Ma la sorpresa non si è fatta attendere...ed ecco presentarsi in Aula solo venti deputati su seicentotrenta.
Sappiamo bene che il tema sul suicidio assistito è di per sé una questione difficile da risolvere, ma sappiamo anche che è urgente potervi provvedere per non arrecare maggiore dolore ai malati terminali ed a chi... come il dj Fabo... ha espresso più volte il desiderio di porre fine alle proprie sofferenze. La necessità di porvi rimedio è ormai confermata e l'urgenza di una legge su questo delicato argomento è resa evidente dal dolore dei tanti che, immobili e senza più speranze, non hanno alcun potere di decidere sulle proprie sofferenze.
Se per Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, l'Aula vuota si verifica sempre in occasione delle discussioni generali, per molti cittadini..rimane l'espressione della insensibilità politica dei tanti deputati che giorno dopo giorno occupano le poltrone dei talk per continuare a dibattere sulle figure che un domani dovranno ottenere il posto di comando nel governo o a capo di un Partito. 
Questo è ciò che maggiormente irrita l'opinione pubblica!
Prima di arrivare al voto degli articoli si devono superare pregiudiziali di costituzionalità, ma la discussione è necessaria come lo è la presenza in Aula dei deputati che dovrebbero avere in animo il dovere di affrontare un tema come questo che si presenta ormai primario rispetto ad altri.




11 mar 2017

"Ricominciare"... avendo mal concluso

RETORICA PERSISTENTE E SLOGAN A GO-GO
di vincenzo cacopardo

"Al di là di ogni valutazione sulla figura e sul suo modo di far politica, quello che continua a scorgersi è il persistente atteggiamento di presunzione senza alcuna considerazione rispetto a ciò che il suo governo ha lasciato nel Paese e soprattutto nel mezzogiorno."

Si torna a casa per ricominciare», come recita il suo slogan sullo sfondo verde foglia del salone del Lingotto. Per lui ancora Futuro, speranza ed identità contro la paura, le divisioni ed i rancori. Tutto condivisibile e di buon auspicio se non fosse che il suo appare essere il solito artificioso ottimismo dopo la disfatta su un modo di procedere che lo ha visto più come un millantatore di aspettative.. che un umile portatore del buon senso!
Un pieno di folla nel salone del Lingotto tra coloro che ancora lo vedono come il profeta di una politica innovativa e di rottamazione che in realtà ha solo fatto perdere tre anni al nostro Paese smuovendo ben poco. Mancavano naturalmente Bersani e D'Alema..ma anche Romano Prodi che aveva sperato in una maggiore considerazione da parte dell'ex Premier . C'erano Fassino Chiamparino, Giorgio Tonini ed Enrico Morando, che ai tempi furono i formulatori del manifesto veltroniano. Ancora una kermesse renziana che al Lingotto prova a sminuire la recente scissione all'interno del Partito.
"Noi siamo gli eredi, non i reduci", e se si "torna a casa", al Lingotto, non è per "nostalgia" ma per "ripartire". Altro slogan enfatico, ma vuoto.. proposto dal sindaco d'italia come nulla fosse accaduto in questi anni!...Per poi aggiungere il suo disdegno per la nauseante politica del quotidiano...Tutto ciò senza porsi la domanda ovvia di chi ha scatenato in questi anni, imbarbarendola ancora di più, questa politica disgregativa e di reazione dovuta dai suoi eccessivi zeli oltre che dalla mancanza di una sensibilità politica più che mai espressa.
"Io dico che ci vuole un partito pensante, che sappia discutere, dialogare, ascoltare e consapevole della propria forza". "serve maggiore collegialità, ideali e contenuti": Cosa si può aggiungere a frasi di questa portata?.. Slogan ripetitivi promossi da chi, al contrario, non pare mai avere ascoltato e discusso. Comunicazioni che potrebbero apparire nuove, ma delle quali non si è proprio avuta prova negli anni del suo governo!
Mentre per le proposte concrete si dovrà attendere l'esito dei 12 tavoli programmatici che si riuniranno per integrare la mozione congressuale, Renzi rimane fermo sulla posizione del doppio incarico premierato e segreteria di Partito (un concetto veltroniano di matrice americana che ha ridotto il PD nello stato in cui è)
La presunzione dell'ex Premier, unita alla mancanza di una lettura politica appropriata.. è tale da non percepire che se egli non avesse avuto il doppio incarico.. lo stesso PD..malgrado la sconfitta al referendum, avrebbe potuto non scindersi! Col doppio incarico era evidente che l'attività all'interno del Partito sarebbe rimasta bloccata dalla mancanza di un indispensabile dialogo costruttivo.
Adesso un'altra trovata per "non lasciare l'invenzione del web a chi fa business e soldi"..una piattafroma su cui si potrà discutere...Il suo nome tanto per non cambiare la costante esterofilia anglo-americana di Renzi avrà un nome: "Bob" ...in memoria del fratello Kennedy 

08 mar 2017

LA BOSCHI RIAPPARE NEL SALOTTO DI VESPA

La “bella addormentata tra i Boschi” della stagione renziana rispunta nello studio di Bruno Vespa
Se qualcuno dei Cinquestelle avesse causato un decimo dei disastri che ha procurato Maria Elena Boschi, sarebbe stato massacrato dall'opinione pubblica, preso per ignorante e non di certo premiato! 
di vincenzo cacopardo
Per molto tempo è rimasta in silenzio ..come nascosta e messa da parte ..benchè in realtà sia stata premiata con un incarico di governo determinante. Si vocifera adesso che Maria Elena Boschi possa tornare più spesso in TV e persino avere un ruolo importante in seno al PD. Ma lei ripete che rimane poco interessata a tali ruoli e di essere felice per l'incarico di governo che mantiene.
Naturalmente è facile intuire che sosterrà con tutta la sua forza Matteo Renzi alla segreteri del Partito «Sosterrò convintamente Matteo Renzi, ci aspettano a Lingotto tre giorni di discussione piena e franca. Nel nostro partito la figura del segretario e quella del candidato premier coincidono». Ed ecco reiterarsi, attraverso queste sue parole, la ostinazione su un argomento che ha portato alla sconfitta la leggenda ed il mito dell'ex premier tanto osannato: 
La presunzione unita alla mancanza di una lettura politica appropriata.. è tale da non percepire che se Renzi non avesse avuto il doppio incarico.. lo stesso PD..malgrado la sconfitta al referendum, avrebbe potuto non scindersi.
Ma lei insiste dando la colpa agli scissionisti ritenendoli mossi soltanto da uno spirito di vendetta e ripetendo a memoria il solito motivo di un governo Renzi che si è sempre mosso a sinistra.. ritenendo che non esiste in realtà un problema di sinistra e poi con la solita litania del riformismo che solo il suo Renzi ha saputo condurre.
In realtà la politica condotta il questi anni da lei e Renzi è stata un vero disastro, un fallimento politico sopra ogni limite al quale si è assistito senza una vera garanzia a protezione delle stesse istituzioni! La loro  limitata visione bipartitica con la quale ha nno  cercato di portare avanti una riforma per nulla innovativa, e' risultata poco convincente al Paese.. una inutile perdita di tempo. 
Il nuovo incarico affidato alla Boschi nel governo risulta oltre che eccentrico.. incomprensibile come premio per nulla meritato per gli enormi errori commessi.
Legge elettorale e referendum costituzionale da lei promossi hanno portato solo tempo perso e costi notevoli per quel persistente modo di procedere arrogante di chi crede di conoscere ed insegnare. In conclusione è sembrato che sia lei che Renzi ci abbiano capito assai poco!
La fedele Maria Elena.. avvocato dalla breve, ma brillante carriera legale nei più prestigiosi studi di Firenze, ha dimostrato in toto, oltre che l'incapacità di saper portare riforme serie e costruttive, una presunzione sopra ogni limite stigmatizzata dal suo incessante sorriso stereotipato... Insomma.. un duo che ha portato al disastro la nostra Nazione e che ha fatto perdere tempo prezioso per le istituzioni. Mancando della necessaria umiltà, di cui oggi la politica necessita, la Boschi con protervia ed ostinazione ha pensato di poter cambiare un Paese attraverso formule semplificative e assai poco funzionali bocciate ripetutamente dai cittadini e dalla Corte Costituzionale...

Ricordiamo anche che a Dicembre è arrivata un'altra bocciatura sulla riforma delle banche popolari, (quella che portò una serie di polemiche proprio per la Boschi) Il Consiglio di Stato, dopo aver sospeso in via cautelare la circolare della Banca d'Italia che conteneva le misure attuative della riforma, ha eccepito l'incostituzionalità del decreto legge. La riforma oggi rimane congelata, e persino a rischio di una bocciatura.

Un vero disastro, un fallimento politico sopra ogni limite ..Oggi il Paese paga! Di contro costoro parlano di incompetenza dei 5Stelle..come fossero degli asini alla ricerca di una stalla!

Mentre per la Banca Etruria, a Maria Elena Boschi non rimane che attendere curiosa la commissione d'inchiesta.... per l'affare Consip di questi giorni la sottosegretaria alla Presidenza continua a prendersela con il Movimento 5 stelle per gli attacchi mediatici. La sua fiducia per Lotti.. ovviamente.. non può che essere uguale a quella che depone in Renzi!




04 mar 2017

IL CASO CONSIP E LE CONTRADDIZIONI SUI FINANZIAMENTI ALLA POLITICA


Dopo i recenti fatti di corruzione sulla Consip che hanno portato in carcere l'imprenditore Romeo coinvolgendo alte figure istituzionali, si dimostra come sia incomprensibile permettere il finanziamento privato ai Partiti che in un modo o in un altro legano in modo equivoco chi finanzia il sistema con la politica”
di vincenzo cacopardo

Ricordiamo che la Consip è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. La legge prevede che operi nell'esclusivo interesse dello Stato. Il suo azionista unico rimane il Ministero dell'economia e delle finanze. Al di là delle questioni giudiziarie che per opportunità e buon senso lasciamo alla magistratura, quello che importa sottolineare è l'aspetto politico istituzionale su una legge che ha tolto di mezzo la possibilità di provvedere ad un finanziamento pubblico a favore di quello privato.

Ma andiamo ai fatti: La Camera ha già da tempo approvato la conversione del decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Una abolizione che sarebbe avvenuta nel giro di tre anni: Con tale decreto il finanziamento pubblico è stato perciò sostituito da un sistema di finanziamento basato sulle detrazioni fiscali delle donazioni private e sulla destinazione volontaria del due per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Il finanziamento pubblico – che formalmente era un “rimborso elettorale”- è stato del tutto abolito: Nel 2014 i fondi erogati ai partiti sono stati tagliati del 25 per cento, nel 2015 del 50 per cento e nel 2016 del 75 per cento. Da quest'anno il finanziamento dello Stato, in forma di rimborsi, sarà completamente abolito.

Riesce davvero difficile poter comprendere come si possa pensare di togliere un finanziamento pubblico ai Partiti che operano nel campo della politica: Che sia certo che si debba porre un limite stabilito attraverso delle regole sicure è ormai assodato..... ma che si pretenda di poter ottenere un risultato migliore attraverso l'abolizione di un finanziamento pubblico a favore di quello privato.. è pura illusione! Un finanziamento privato, opera in dispregio delle logiche più appropriate, imponendo un criterio di natura privatistica e di interesse che premia solo chi finanzia!

Cosa potrà mai comportare una netta abolizione di un finanziamento pubblico da parte dello Stato?..
Se si vuole interpretare.. a puro scopo propagandistico.. che ogni finanziamento pubblico equivale a mantenere una politica spendacciona ed inoperosa..la risposta potrebbe essere quella di provvedervi attraverso regole più precise e rendicontazioni controllate..senza alcun bisogno di abolire in toto i finanziamenti, ma contenendoli... Se invece si pensa che in tal modo la politica possa diventare più corretta e funzionale, si commette il solito peccato demagogico affermando logiche qualunquiste...ma si fa anche di peggio.. (quasi inducendo alla concussione chi finanzia)

Desta perciò meraviglia che in tal modo possa pensarla il Movimento 5 Stelle che oggi cavalca l'onda del cambiamento attraverso l'uso di processi che comprendono maggiore partecipazione democratica. Ma come si pensa che in tal modo si possa operare più democraticamente? Come si fa a non comprendere che sarà proprio il finanziamento privato a rendere sempre più forza alle diseguaglianze...smantellando conseguentemente ogni logica che si vorrebbe democratica e di equa partecipazione? Più aumenta il peso del denaro nel sistema ..più si svilisce il valore della politica nella società..E' chi detiene la forza del denaro..se non i pochi potenti?

Questa contraddizione che tocca da vicino anche il Movimento Pentastellato rimane un altro dei motivi tendente a frenare la loro marcia verso il successo, poiché..è una chiara contraddizione in essere! Se prima..nella percezione popolare.. abbattere ogni pubblico finanziamento poteva dare l'illusione di maggiore ordine e integrità....oggi alla prova dei fatti.. mette in evidenza la forza delle risorse private (società finanziarie e lobbies ) che riescono a gestire e controllare meglio ed a proprio vantaggio la politica del Paese...Fa quasi rabbia pensare che l'unico Movimento in grado di interrompere l'escalation di una politica vecchia e sistemica (che affida ancora il suo potere nella forza del denaro), non sia in grado di percepire che questa è una chiara contraddizione nel cammino del loro percorso.

La politica ha i suoi costi!..e se anche questi devono essere controllati e contenuti ..sarebbe molto meglio farlo attraverso una mano pubblica, ma disciplinandone il metodo! Quando oggi, attraverso le nuove normative che si pensano essere innovative, si offre ai privati di foraggiare una politica (che in sé dovrebbe rappresentare espressione del pensiero e delle idee) non si fa altro che favorire interessi personali e successivo malcostume: Si favoriscono interessi per poi urlarvi contro!

Al di là di chi decide o no... di versare il due per mille ai partiti..nel momento in cui si accettano le donazioni.. tutto cambia e tende a modificarsi in base ad interessi precisi: I privati che potranno dare fino a 100 mila euro l’anno (cifra che nel corso degli anni potrebbe anche cambiare in eccesso) usufruiranno di una serie di detrazioni fiscali sulle cifre donate..come anche le persone giuridiche, cioè le società e gli enti...Ma potranno controllare anche i propri interessi..Una inspiegabile ed insopportabile contraddizione alla quale bisognerebbe mettere ordine!



03 mar 2017

due parole sul "populismo"


Ormai nei talk non si fa che discutere sulla parola “populismo” e lo si fa senza la dovuta percezione su quella che rimane come una reazione ad un modo insensato di procedere nei confronti dei fondamentali problemi sociali
La parola “populismo”sembra essere entrata di moda nel linguaggio politico odierno per sottintendere con disprezzo un atteggiamento culturale e politico che esalta in modo demagogico e velleitario il popolo. Al di là di ogni esaltazione... il populismo odierno non è altro che la comune reazione di chi vede nella propria comunità un'insieme di diritti negati...poichè nulla.. in questa società.. pare più appartenere al popolo, se non un diritto al voto che oggi viene manipolato attraverso sistemi che favoriscono certe elites o alcune lobbjes.
Il populismo odierno altro non è che il riflesso naturale..di un sistema che non guarda con equilibrio a principi e regole nuove che possano rendere più equo il sistema. Il concetto di governabilità odierno esteso in quasi tutte le Nazioni occidentali..confligge spesso con la mancanza di una vera democrazia intesa come “suggerita dal popolo” . In quasi tutti i sistemi democratici europei, si tende a simulare una vera democrazia, quando al contrario questa viene manipolata fin dall'inizio.
Come ci si può illudere sul fatto che una forma popolare detta in modo sprezzante “populismo” possa affievolirsi o addirittura debellarsi...quando questa non può che rappresentare la normale reazione verso chi pretende di costruire una governabilità con la forza, l'astuzia e la caparbietà.. invece di farlo partendo da una logica base popolare?
vincenzo cacopardo

Nadia Spallitta:una donna che crede nel cambiamento della sua città


"Se c'è qualcuno che in seno al Consiglio comunale di Palermo si è sempre mossa in favore dei cittadini... questa è Nadia Spallitta: Una figura femminile preparata che rimane in pole position per le prossime amministrative di Palermo."
di vincenzo cacopardo

"Mentre i Partiti tradizionali si muovono nella totale confusione da destra verso sinistra o in senso inverso, l'unica domanda da porsi è quella di non comprendere chi si muove per la città di Palermo"..Queste le parole della neo candidata a sindaco

Un avvocato cassazionista nata ad Agrigento e laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo con 110/110  e la lode.
ll suo ricco curriculum è pieno di lavori svolti tra pratiche notarili e l’esercizio della professione di procuratore legale.
Tra i suoi meriti dopo conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di procuratore legale presso la Corte d’Appello di Palermo e vinto un concorso per esami  carriera direttiva  presso il Comune di Palermo; ha persino collaborato, su incarico della Regione Siciliana Direzione Regionale Programmazione, alla redazione di alcuni disegni di legge; Dopo aver conseguito l‘abilitazione all’insegnamento di “Discipline giuridiche ed Economiche” presso gli istituti secondari di secondo grado..per quattro anno fino al 94 ha svolto attività Istruttore Amministrativo Direttivo presso il Comune di Palermo.
Ma il suo curruculum non si ferma qui! Nel 1991, su incarico del Sindaco ha redatto uno studio fra “Libertà di pensiero in materia di attività cinematografiche e poteri di pubblica sicurezza del Sindaco”,
Ha redatto, per conto del Segretario Generale il “ Regolamento in materia di attività culturali e sportive , approvato nel 1993 ed ha partecipato alla redazione del “Regolamento in materia socio-assistenziale” , approvato dal Consiglio Comunale nel 1992, e del “Regolamento degli interventi a favore delle categorie svantaggiate” Dal 1995 al 2000 ha svolto attività di consulenza per alcuni comuni della Provincia di Palermo– Dal 1995 al 2000 ha svolto attività di consulenza per il Comune di Palermo redigendo, insieme all’ing. Messina, il Progetto Urban...Nel 1993 è stata nominata “Cultrice di Diritto Comunitario” presso la facoltà di Scienze politiche di Palermo ed ha prestato la propria collaborazione nell’ambito della ricerca e dell’insegnamento del Diritto Costituzionale.

Nel 1992 ha anche pubblicato pubblicato con l’avv. Nicolò Maggio e con la dott.ssa Carmela Agnello il “Testo Coordinato con la legge di riforma delle autonomie locali”

E potremmo continuare... visto che la lista del suo curriculum è assai lunga oltre che ricca e varia! Ma quello che ci piace sottolineare è quella sua grande passione per la politica amministrativa, più volte espressa, che l'ha messa subito in evidenza come una delle consigliere ( oggi vicepresidente di Sala delle Lapidi ) più apprezzate del comune di Palermo.

Recentemente Nadia Spallitta.. ha promosso un'assemblea pubblica con i cittadini per discutere della nuova "Ztl centrale". Un incontro con il quale affrontare collegialmente con tutti i soggetti coinvolti (residenti, esercenti, cittadini) i problemi delle zone interessate alle decisioni dell'amministrazione sulla mobilità urbana a Palermo..dimostrando attenzione sia per i cittadini che per il funzionamento stesso dei servizi.

Assieme a Ciro Lomonte, Nadia Spallitta rappresenta uno di quei pianeti diversi che si muovono nell'universo di questa campagna elettorale per la sindacatura di Palermo caratterizzati ambedue da uno spirito libero ed una passione non comune.

Sarebbe stata auspicabile una sua unione con alcuni movimenti civici ed autonomisti con i quali avrebbe potuto rafforzare la sua lotta per vincere la difficile battaglia contro i Partiti tradizionali. Ma sembra più facile pensare per lei che sia più fattibile sfondare senza alcun appoggio o alleanza, meno che mai dei grandi Partiti che oggi potrebbero persino penalizzarla. Certo è che la suo forte trasporto, unito alla volontà e l'impegno fino ad oggi dimostrato, la rendono oggi una tra le possibili candidate più apprezzate e preparate.