24 apr 2017

Macron: il politico che rasserena l'establishment francese


Le presidenziali e l'attesa delle elezioni del Parlamento francese
di vincenzo cacopardo

Una Francia spaccata nella sua geografia politica: Emmanuel Macron viene premiato soprattutto nelle grandi città...ma Marine Le Pen conquista le regioni ex operaie del nord. Jean-Luc Mélenchon ,rappresentante della sinistra..il 18,6%..mentre il candidato della destra conservatrice repubblicana Francois Fillon, travolto dai recenti scandali, ottiene un 19,8%

Il liberal Macron..già ministro dell'economia, provenie dall'Ena,(ècole nationale d'administration). Europeista convinto, si presenta di aspetto giovane e viso pulito.. ed esprime di certo il favore dell'establishment: Come risaputo l'istituzione Ena garantisce la formazione di una nuova classe dirigente per la Repubblica Francese.. fondandosi sul duplice obiettivo di fornire allo Stato una classe dirigente di alto livello e al contempo di garantire a tutti i giovani cittadini un accesso giusto ed equo alla funzione pubblica.L'ENA fu istituita nel 1945 dal governo provvisorio presieduto da De Gaulle.

Potremmo comunque azzardare una vera disfatta della “gauche” francese in una Nazione profondamente segnata dalle rappresaglie islamiste. Per il ballottaggio alle presidenziali fra due settimane...gli appena due punti di distacco tra Macron e la Le Pen aumenteranno di certo con i voti già disponibili promessi dallo stesso Fillon...voti di certo negati alla leader del movimento antisistemico del Front National...mentre Il candidato perdente della sinistra Melenchon non azzarda ancora alcuna comunicazione in proposito.

Se Macron e Le Pen passano il primo turno delle elezioni presidenziali..il ballottaggio vede in netto favore il candidato liberal, ma la disposizione dei seggi all'interno del Parlamento si vedrà con le prossime elezioni nazionali di Giugno, dove le forze politiche potrebbero subire ulteriori variazioni. Il sistema semi presidenziale francese... alle elezioni nazionali.. fa uso di un sistema maggioritario a doppio turno e collegi uninominali. Si vedrà dunque se vi saranno o no sorprese o se, al contrario, il maggioritario potrà consentire maggiore stabilità ad una maggioranza già predisposta con queste presidenziali.

Di sicuro in Francia il mostro da sconfiggere pare essere quello della Le Pen che col suo Front Nazional anti europeista scombussola le storiche e consolidate posizioni contrapposte destra-sinistra.. sempre meno gradite a quelle forze populiste che lottano per l'uguaglianza sociale.




20 apr 2017

La nuova comunicazione dei rituali contrapposti



Altro che: Me ne vado dalla politica!
Renzi torna in pista più carico che mai alla faccia di chi ha creduto alle sue parole! Mentre Berlusconi continua a predicare come fosse l'uomo nuovo rinato della politica nazionale!
di vincenzo cacopardo

Dopo le primarie del 30 Aprile..l'ex premier Renzi vorrebbe formare una squadra compatta a cui affidare un nuovo progetto politico..(visto che il primo non è andato a compimento). Il leader sta per assicurarsi una maggioranza rafforzata in seno agli organi dirigenziali del partito: Vuole un' Assemblea nazionale, eletta con liste bloccate abbinate ai candidati ed una Direzione nominata su proposta dello stesso segretario.
Renzi lavora per blindarsi e per non consentire più errori. Tutte le decisioni del Partito comprese le candidature delle prossime elezioni potranno essere meglio controllate rendendo più indipendente e sicuro il suo prossimo segretariato.

Intanto Berlusconi tra un allattamento e l'altro dei suoi agnellini, sembra salire nei sondaggi,. Il cavaliere vorrebbe riprendersi grossa parte dell'elettorato perso in questi anni. Un ex Permier che.. per alcuni suoi adoratori..appare ancora capace di fronteggiare il M5S. Un vecchio leader che vive comunque evidenti difficoltà nella ripresa dei voti.. malgrado i dubbi sulle capacità governative dei pentastellati. Tuttavia Berlusconi ritorna imperterrito smuovendo ancora una volta la direzione dei consensi.

Sia Renzi che Berlusconi continuano ad avvicendarsi, malgrado i loro risultati abbiano dimostrato errori ed insufficienza nella particolare politica che occorrerebbe in favore del Paese: Renzi, oggi, lavora per blindare la sua posizione in seno al Partito in modo da poter avere ancora mani libere.. e Berlusconi, che al contrario.. non ha alcun bisogno di difendersi dalla sua organizzazione politica, si muove per sostenere una campagna politica alternativa a quella Renziana ed in opposizione a quella di Grillo.. cercando di riprendersi un consenso ormai disperso e polverizzato.

Ambedue appartengono ad un passato...hanno ormai offerto al Paese una particolare immagine di assolutismo..non aiutandone di certo la crescita ed uno sviluppo più consono. Nonostante ciò.. oggi..per ottenere più consensi, si impegnano tenacemente in una incoerente e straordinaria forma di comunicazione populista... come nulla fosse accaduto... Come se il loro passato politico non fosse mai esistito o si fosse per incanto cancellato! Perseverano nella loro politica delle contrapposizioni..proponendo una ambigua comunicazione in favore del popolo...Una comunicazione che potrebbe ritrovarli insieme in un nuovo "nazareno"

La maggiore responsabilità appartiene a quel popolo che ancora li sostiene e li mitizza!    

15 apr 2017

IL GIOCO DELLA GUERRA..IL MASSACRO DEI VALORI


COREA DEL NORD E STATI UNITI SEMBRANO DUE BAMBINI CHE GIOCANO ALLA GUERRA...IN UN MONDO COSTRUITO SULLA FOLLIA.”
di vincenzo cacopardo

C'è chi getta super bombe.. c'è chi urla "Siamo pronti a una guerra nucleare" ..La Corea del Nord mette in guardia gli Stati Uniti a non compiere azioni di provocazione perché il Paese sarebbe pronto ad affrontare qualsiasi minaccia. La televisione di Stato ha mostrato le immagini della grande parata militare nella capitale Pyongyang. Parata maestosa dove hanno
sfilato migliaia di soldati in marcia, carri armati e camion con a bordo lanciarazzi e missili intercontinentali. Come fossero espressione di vera grandezza e di gloria!.. Quando sappiamo bene che l'unico simbolo che le armi rappresentano sono violenza, distruzione e disumanità!

E mentre il Pentagono pare aver smesso di commentare, il Giappone prepara le sue precauzioni contro una possibile provocazione di Pyongyang. Un mondo che lentamente si accende e si scalda come fosse un giochino qualunque che infiamma tutti gli Stati per dimostrare chi ha più muscoli..chi è il più forte..il più tecnicamente avanzato..chi ha le armi più devastanti..Ma è solo vanagloria!

Assistiamo a ciò proprio nei giorni di Pasqua in cui per la religione cristiana si ricorda la resurrezione. La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo con la quale si acquisisce un nuovo significato, indicando il passaggi dalla morte alla vita di Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce. Al di là di questo.. la festa cristiana della Pasqua rimane la chiave interpretativa della nuova alleanza . Ma oggi invece di alleanze si parla di morte e terrore. Malgrado Papa Francesco, il Pastore umile( più francescano che gesuita) abbia inondato il mondo intero col suo messaggio di pace, c'è chi persevera con atti di forza legati al più basso ed esecrabile istinto umano della follia.

Potrebbe apparire banale e persino retorico parlare di questi argomenti in un mondo dove prevale il cinico pragmatismo di coloro che costruiscono il loro percorso di vita attraverso la forza del proprio potere e la prevaricazione. ..Ma di quale forza in realtà si può parlare?..Non è forse quella puerile e pericolosa di affermare una stupida supremazia? Non è forse quella di vedere il mondo sparire del tutto..a beneficio di nessuno?

Bisognerebbe che costoro che governano il mondo si soffermassero su ciò che oggi rappresenta il grande regalo fattoci dall'entità suprema... o dalla natura stessa (per chi non riconosce alcuna entità): “La vita”. La vita è già di per sé il grande dono che ci è stato concesso, un dono incommensurabile dove la felicità si scontra spesso con le atrocità e dove solo l'essere umano pensante.. col suo equilibrio.. potrebbe essere in grado di stimarne i veri fondamentali valori. Ma sembra che oggi, nel trascorrere della propria esistenza ci si sia scordato di questo bene prezioso.. calpestandolo, distruggendo ogni dignità, procedendo solo attraverso la egoistica strada della propria potenza, la strada dei muscoli e quella della mitizzazione.

Così come nei fatti di cronaca del nostro paese ci si imbatte giornalmente su crimini folli inimmaginabili..dovuti a futili motivi..solo per dimostrare la propria autorità .. nel mondo intero, oggi, si gioca alla guerra come fosse una artefatta e stupida dimostrazione di supremazia. Ci si dimentica dell'importanza della vita umana e dei suoi valori che hanno accompagnato la storia ed il mondo nei millenni. Non è bastato nemmeno l'olocausto di appena settanta anni or sono per far riflettere chi ci governa in un mondo ormai legato solo...al predominio.. al denaro.. ed alle bombe.


13 apr 2017

LE PAROLE HANNO UN PESO


Non sta a nessuno impedire a Matteo Renzi di continuare a far politica. La libertà è un diritto di tutti e persino di chi si contraddice costantemente. Ma se le parole di un politico hanno un senso ..quelle trasmesse da un Capo di Governo durante il suo premierato dimostrano quella incoerenza ed una presunzione tipica degli arroganti. Si può ancora affidare a tali figure la guida di un Paese?
queste le sue parole dettagliate

-E ' DEL TUTTO EVIDENTE CHE SE IO PERDO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE, CONSIDERO COCLUSA LA MIA ESPERIENZA POLITICA!

-SE PERDO VADO A CASA! ..NON SONO COME GLI ALTRI IO ..NON POSSO RESTARE!

-PERSONALMENTE AFFERMATO ALLA STAMPA E LO RIBADISCO QUI DAVANTI ALLE SENATRICI ED I SENATORI CHE..SE PERDO IL REFERENDUM.. DEFINIREI CONCLUSA LA MIA ESPERIENZA POLITICA! LO FACCIO PERCHE CREDO IN UN VALORE CHE E' IL VALORE DELLA DIGNITA'!

-HO GIA' DETTO CHE SE PERDO IL REFERENDUM..NON E' SOLTANTO CHE VADO A CASA... MA SMETTO DI FAR POLITICA!


Parole di un Premier che hanno un peso..parole di chi parla persino di differenza con gli altri, di valori e dignità ...giudicate voi dove stanno i valori e la dignità di cui parla! 
vincenzo cacopardo

Tra Trump e Putin vi è un'Europa

di vincenzo cacopardo
MA L'EUROPA DOV'E'?
Tira ormai una brutta aria tra Wladimir Putin e Trump.. una luna di miele durata poco che si infrange per colpa di Bashar al Assad. Dopo l'attacco Usa alla base aerea del regime di Damasco i rapporti sono peggiorati. Ma ciò era del tutto scontato anche perchè la questione delle armi chimiche aveva dato origine a tensione ed inquietudine e qualcuno aveva persino definito il presidente siriano Assad un "animale".
Possiamo ormai asserire che siamo ritornati al clima della guerra fredda di un tempo: Se la Casa Bianca accusa il Cremlino di aver aiutato il regime di Damasco a coprire l'attacco chimico, Putin definisce le stesse come false e prive di riscontri. Tuttavia lo stesso Putin è rimasto disponibile e si è detto disponibile al ripristino della prevenzione degli incidenti e sulla garanzia della sicurezza dei voli in Siria, chiedendo in cambio agli USA una seria lotta contro l'ISIS .
Qualunque discussione più o meno franca tra Usa e Russia è ormai disturbata dagli ultimi episodi sulla Siria. Il momento rimane quindi assai delicato ed il livello di fiducia delle due maggiori potenze nucleari, rimane precario: Un braccio di ferro che desta molte preoccupazioni in Europa. Ma se è vero che Trump ostenta sicurezza e si pone con forza e anche vero che Putin non resta disponibile a sottostare al dictat degli Usa e della stessa Nato circa i territori che circondano i suoi confini.
Al di là di ogni considerazione è pur vero che la Russia resta circondata in modo rischioso nei suoi confini, mentre gli Stati Uniti si pongono in un territorio assai distante dal loro. Il chè non è di poco conto in un quadro geopolitico che vede forze terroristiche invadere di continuo territori ormai quasi abbandonati o in preda a regimi inventati. Se ad esempio ponessimo lo stesso problema in un territorio limitrofo agli Stati Uniti, un intervento di Putin sarebbe visto come una pericolosissima intrusione. Con ciò non possiamo nemmeno non analizzare il problema dal punto di vista storico geografico con riferimenti al passato. Rimane il fatto che questo problema in realtà resta assai più delicato per l' Europa stessa che confina con tali Paesi instabili. Non si potrebbe quindi che auspicare una ripresa più decisa dei rapporti per meglio definire sia le posizioni che le strategie adatte ed in questo quadro solo l'Europa potrebbe fungere da vera forza diplomatica per porre il giusto equilibrio tra le parti.


12 apr 2017

I Cinquestelle tra il panico dei Partiti tradizionali

Una paura disperata che porterà inevitabilmente ad un'altra unione di stampo “Nazareno” delle forze partitiche estreme sotto il contrassegno della difesa di un sistema che altrimenti potrebbe soccombere a danno del Paese e della società.
di vincenzo cacopardo
Le intenzioni di voto ci parlano di un trend in salita per la destra con un Berlusconi che guadagna consenso mentre un Pd (poco sopra il 26%) resta bloccato se non addirittura in caduta nell' attesa delle primarie che decideranno la vittoria di Renzi. Il Movimento di Grillo (sopra il 30%) continua a generare panico, ma l'aumento graduale del partito del Cavaliere rende più sereno l'ambiente politico della destra (salito al 14%) poiché sorpassa di oltre mezzo punto la Lega. Con l'unione con il Partito della Meloni...secondo Berlusconi.. si può puntare al 40%.
Un pensiero fin troppo positivo quello di Berlusconi, poiché tutti sappiamo che la sua unione con Partito di Salvini abbasserebbe automaticamente il consenso ad ambedue. Al di là di ogni possibile riforma elettorale della quale ancora nulla si sa...resta inimmaginabile poter pensare ad una vittoria dei tre partiti di destra, i quali insieme in una coalizione non potrebbero mai rendere oltre oltre il 26 / 27% . Una quota ben lontana dalla visione ottimistica del Cavaliere. Malgrado tutto.. in seno alla destra.. si cerca in tutti i modi di risolvere ogni contrasto. Si parla di clima di disgelo pensando che soltanto uniti si può raggiungere un successo. Ma dentro Forza Italia si intuisce che l'ipotesi di un'uscita dall'euro voluta dal leader verde della Lega non potrà mai convincere i moderati azzurri.
Dall'altra parte un PD spaccato.. e dopo la presunta vittoria di Renzi non è detto che ulteriori scissioni non possano avvenire. Se il PD si compatterà a favore della politica di Renzi sarà comunque destinato a logorarsi lentamente per il semplice fatto che il sindaco d' Italia ha sempre inteso lavorare per disintegrare e non per integrare. Un Partito che oggi viene stimato ottimisticamente tra il 25 ed il 26%..Renzi ha continuato ad usare un Partito di sinistra per operare attraverso una politica di destra e nel contempo affermare che oggi non esistono più tali contrapposizioni.
Ma l'unica politica che ambedue le posizioni propongono non è altro che quella di combattere contro il mostro dei Cinquestelle che avanza come un treno. Definito come un partito di rottura..ma senza speranze di poter procedere oltre. Un mostro da abbattere prima che sia troppo tardi poiché incapace di governare bene e con equilibrio. (Loro invece...dopo decenni di governi.. cosa hanno saputo dimostrare?) In realtà i Cinquestelle, giorno dopo giorno, continuano a creare panico: Una insopportabile paura che rende frenetica l'opera dei Partiti tradizionali nello smontare ogni loro possibile vittoria al governo della Nazione.


11 apr 2017

LA FORMAZIONE FARAONICA-CARDINALIZIA-RENZIANA


L'AMBIGUO PATTO DELLA SEPPIA 
Si incontrano tutti in una saletta appartata di Rinaldi al Quirinale.il ministro Luca Lotti, che ospita due distinte comitive, capeggiate da Totò Cardinale e Davide Faraone. Al centro della tavolata il fedele Lotti, alla sua sinistra Totò, a destra Davide, accanto a lui Lorenzo Guerini ed infine, ultimo arrivato Matteo. Sembra una vecchia immagine di una corrente della vecchia DC..se non fosse che almeno in quel Partito vi erano personaggi di maggior sostanza e valori.

di vincenzo cacopardo

«Non ci sono più renziani di serie A e di serie B, né della prima o della seconda ora. Siamo tutti un’unica cosa», esclama l'imperituro Totò Cardinale. Una delle tante frasi tipiche delle figure della vecchia repubblica che le hanno sempre usate e le ripetono per non esprimere nulla. E lo stesso Faraone gli va appresso con la solita retorica che gli è comune: «Se oggi esiste ancora Sicilia Futura è perché il Pd non ha ancora compiuto quei passaggi che noi, almeno in Sicilia, ci aspettavamo quando doveva diventare un partito più aperto, per colpa di un atteggiamento ostile dalla parte più conservativa del partito. Sicilia Futura è come se fosse dentro il Pd, nei territori siamo in assoluta sinergia e faremo le liste assieme per le primarie, che dovranno avere un effetto-trascinamento per le Regionali, alle quali cominciamo a lavorare insieme».

Si stanno preparando per mantenere ancora le redini della politica in Sicilia...Con loro i siciliani-futuristi (ma politicamente più legati al passato che al futuro) Nicola D'Agostino, Michele Cimino, Edy Tamaio, Salvo Lo Giudice, Totò Cascio. Poi i dem: Luca Sammartino, Valeria Sudano, Gianfranco Vullo, Nello Dipasquale, Pippo Laccoto e Paolo Ruggirello, con l’assessore Alessandro Baccei ed infine il crisafulliano Mario Alloro...Insomma tutti gli uomini della nuova formazione Faraonica-Cardinalizia- Renziana che in Sicilia hanno già operato da tempo nelle continue variegate giunte Crocettiane.


Dopo l'insuccesso del referendum conclamato nelle aree del sud, Lotti lavora per compattare le vecchie milizie di una politica passata che vive ambiguamente sotto l'egida di un ex ministro che pare non voler mollare la presa. Un politico vecchio stampo.. un po' desueto e nell'ombra, che con la forza di quella logica centrista dell'opportunismo..opera per sostenere l'area renziana e la candidatura del sindaco Orlando.

             L'insolito confine con i Partiti tradizionali

E' abbastanza facile ritenere che Orlando alla fine vincerà ma solo al ballottaggio. Tuttavia queIlo che appare davvero insolito è il fatto che ambedue i candidati più forti non vogliono legarsi direttamente ai Partiti nazionali tradizionali (PD-FI). Così come per Orlando..anche per Ferrandelli. Rimane quindi ancora una volta emblematico tutto ciò in vista di un cambiamento che non ama più definire e legare i limiti di certe ideologie ad un pensiero politico moderno più laico e funzionale alle esigenze soprattutto in campo amministrativo.

L'attuale sindaco di Palermo Orlando si ripresenta per la quinta volta alle comunali e come di consuetudine... astutamente... non si espone totalmente col PD come aveva già fatto col referendum costituzionale .Al posto suo si espone invece l'ex ministro Totò Cardinale che, con Sicilia Futura, lo appoggia unendosi in un patto con Renzi chiamato “della seppia”. Passato con Renzi già in virtù di un altro patto quello definito "dei ricci"...sempre tramite Faraone, Cardinale ... passa adesso a quello della seppia! Un nome che la dice lunga e che fa quantomeno pensare.. presupponendo una serie di tentacoli politici di ogni sorta pur di restare attaccati al potere...In questo triste..seppur stravagante quadro politico... per adesso si va avanti a frutti di mare e molluschi... Speriamo non debba arrivare il patto del pescecane!

07 apr 2017

Missili e Gas: l'ONU sempre più lontana


di vincenzo cacopardo

Con un attacco missilistico contro una base aerea della Siria, il presidente Usa Donald Trump dimostra un chiaro cambio di rotta nei confronti di Damasco. Trump sembra aver radicalmente cambiato opinione rispetto a quando, considerava un errore colpire il regime di Damasco.

Anche Marine Le Pen, malgrado la sua ammirazione per Trump, pare essere rimasta sorpresa dalla reazione all'attacco chimico in Siria. Secondo la leader del Front National in Francia, occorreva attendere i risultati di un'inchiesta internazionale. Colei che ha sempre apprezzato il nuovo presidente americano... su questo delicato argomento.. rimane invece sulla linea del presidente russo, il quale ha sottolineato che gli attacchi degli Stati Uniti contro la Siria sono una autentica aggressione contro uno stato sovrano.

I fatti sono comunque ancora da accertare su tre ipotesi:
La prima è quella che Damasco abbia sganciato i missili con contenuti chimici gassosi, la seconda è che abbia utilizzato armi missilistiche convenzionali, ma possa averlo fatto colpendo volontariamente depositi gassosi, la terza è che il raid aereo non abbia né usato, nè colpito alcun deposito, ma che i ribelli al regime abbiano usato le armi chimiche come reazione..creando allarme e colpevolizzando lo stesso regime. Di sicuro un'inchiesta approfondita rimaneva più che necessaria ed è per questo che  l'intervento missilistico americano sia apparso  prematuro.

I contrasti con Putin appaiono sempre più accentuati. Sappiamo che la Russia, da sempre alleata di Damasco, risponde che si è trattato di un incidente e che una bomba dei ribelli abbia fatto saltare un deposito di armi chimiche Sappiamo anche che da parte della Russia si cerca di demolire ogni accusa contro Assad, ma rimane sotto gli occhi di tutti lo sdegno che va crescendo tra i tre Paesi occidentali. Usa, Francia e Gran Bretagna denunciano che la morte dei civili è stata causata dal gas sarin, ma non possono riuscire ancora a dimostrare che ad usarlo sia stato il regime.
La vera tragedia resta quella dell’Onu...che continua a rimanere impotente e che da tempo sembra persino lontana da simili faccende di sua specifica pertinenza. Ma ciò non può più sorprenderci dato l'incredibile atteggiamento che continua ancora a mantenere da lunghi anni nell’Assemblea generale e in vari organismi collaterali nei confronti del conflitto israeliano-palestinese.



04 apr 2017

L'entusiamo dei renziani per il voto ai circoli


di vincenzo cacopardo

 "In base ai dati raccolti dai coordinamenti regionali - l'organizzazione nazionale del Partito democratico ha registrato come i votanti ai congressi dei circoli del Pd siano stati 266.726, pari al 59,29% dei 449.852 iscritti. 

Oltre i due terzi dei voti”.Non aspetta l'esito delle prossime primarie prima di entusiasmarsi l'ex segretario Renzi, il quale parla di grande consenso. Ma questi voti, seppur ragguardevoli, dovranno trovare corrispondenza alle primarie del 30 Aprile. La scarsa affluenza è stata dovuta al calo degli iscritti. Un successo già scontato per Renzi che in seno al suo Partito tra gli iscritti gode ancora di una egemonia rispetto agli altri candidati. Ma il voto del 30 Aprile lo vedrà impegnato in modo diverso.. anche se una sua vittoria rimane più che probabile!

Renzi vincerà di certo anche se con uno scarto inferiore, ma continuerà a far disperdere il consenso al suo Partito! La realtà vede un PD spaccato e dopo la presunta vittoria di Renzi non è detto che ulteriori scissioni non possano avvenire. Se il PD si compatterà a favore della politica di Renzi sarà comunque destinato a logorarsi lentamente per il semplice fatto che il sindaco d' Italia ha inteso lavorare per disintegrare e non per integrare. Renzi ha continuato ad usare un Partito di sinistra per operare attraverso una politica di destra e nel contempo affermare che oggi non esistono più tali contrapposizioni. Quindi la domanda più facile da porgli sarebbe quella di farci spiegare come mai non si sia prima creato una parte politica indipendente nella quale far convergere le sue nuove proposte politiche. Se le contrapposizioni sono oggi poste tra chi vuole cambiare col presupposto che dall'altra parte non si voglia farlo per capriccio, si finisce col non dire la verità... portando avanti un discorso di comodo: Si usa una comunicazione subdola..ma efficace allo scopo di confondere!

Era chiaro che tutto ciò avrebbe creato attriti e formato posizioni antitetiche all'interno di un PD, visto sempre come un Partito di base ideologica di sinistra..seppur cresciuto successivamente con un'apertura in direzione di una social democrazia più moderna e progressista. Potremmo perciò sicuramente azzardare che Renzi possa avere usato il PD per costruirsi una piattaforma più comoda sulla quale lavorare una sua personale strategia di successo. Il suo fine prossimo sarà quello di costruire un nuovo Nazareno per sconfiggere l'avanzata dei Cinquestelle. Un fine esclusivamente strategico che lo vedrà nuovamente dialogare con la destra!


Il presupposto di identificazione nella figura di Leader di un nuovo Partito o Movimento in forza del fatto di ritenere un'organizzazione politica come una sorta di azienda privata..non potrà mai essere efficace nel tempo. Sono ancora in tanti a non accorgersi della naturale contraddittorietà insita in questo modo di affrontare la questione. Oggi.. questo è un argomento molto discusso e la stessa politica delle figure, malgrado il perseverare, dovrà mettere fine ad ogni forma di esaltazione buona solo a costruire miti (una politica con lo scopo del proliferare di proprie egoistiche opportunità) di sicuro non utile alla definizione di una vera democrazia. Non esistendo una verità assoluta sulle soluzioni.. credo che un'organizzazione politica dovrebbe occuparsi principalmente di dirimere e risolvere giorno per giorno attraverso il dialogo e la ricerca col contributo di uno scambio interno. Se è vero che occorre una guida.. è anche vero che leader non si nasce ma si diventa...ed è proprio il modo odierno in cui si diventa a convincere assai meno. Costruire una leaderschip è molto più difficile, ma rende più resistente e compatta l'opera di ogni Partito o Movimento che nasce per ascoltare ed accrescere il dialogo sotto una spinta paritaria di ricerca.  

02 apr 2017

La tentazione populista ed euroscettica di Matteo Renzi

Non c'è da essere pro o contro Renzi, ma solo rendersi conto di quanto la sua persistente presunzione abbia reso più instabile ed insicuro il nostro Paese!
di vincenzo cacopardo

Sappiamo che in autunno il governo Gentiloni sarà alle prese con una legge di Bilancio. Un Bilancio difficile su cui pesano le incognite delle clausole di salvaguardia. Si parla di ben 20 miliardi. Un vera stangata, per la quale non mancheranno difficili e complesse trattative. Palazzo Chigi spera di ottenere una certa flessibilità dalla Commissione Ue sul rapporto deficit/Pil.

Ma quello che in questi giorni ha disturbato il nostro Presidente Mattarella sembra essere una certa fretta sulle elezioni anticipate voluta dallo stesso Renzi ed dai suoi compagni in seno al Partito, in considerazione del fatto che nei giorni scorsi hanno dichiarato l'intenzione di puntare al voto il 24 settembre. Questo anche per evitare che lo stesso Partito proponga una legge di Bilancio assai dura per il Paese e quindi non facile da fare accettare dai cittadini che andranno al voto sempre più delusi.

Franceschini... ministro dei Beni culturali...comincia a non essere affidabile per gli stessi renziani..pur restando oggi l'unico valido appoggio a sostegno di Matteo Renzi per il prossimo congresso del 30 Aprile che vedrà l'ex premier impegnato nella sfida a capo del PD..

Renzi sa bene che la tornata amministrativa dell'11 Giugno rischia di essere amara per il Pd, visto che città importanti vengono già date per perse. Se così fosse, la sconfitta non potrebbe che ricadere su di lui e l'unico modo per provare ad invertire la tendenza in vista di una difficile campagna elettorale, sarebbe quello di aprire un'offensiva contro l'Europa e cavalcare l'onda populista contro le tasse.


Ma la tentazione populista ed euroscettica di Renzi non pare essere piaciuta affatto al Colle che ha reagito in proposito.. e non si vede nemmeno come possa piacere all'intero Paese... soprattutto poco chiara nei confronti dei suoi stessi accoliti che lo hanno sempre osannato e seguito come un vero rottamatore fedele alle parole date. Il suo essere incostante e poco deciso..un pò pro ed un pò contro l'Europa in base alle opportunità...non gli può procurare vantaggi in un futuro politico che lo vede ormai avvitato su se stesso ..assai incoerente e meno deciso di una volta. Rimane incomprensibile, dopo una scissione provocata da lui stesso, come ancora possa avere consensi in seno ad un Partito in netta discesa.