L'Europa
in ginocchio da Trump...oltre che mortificante, anche deprimente
vedere simili spettacoli! La Comunità europea paga la mancanza di
una coesione tra i paesi ed il ritardo delle necessarie riforme per
procedere forte e compatta: Lo spettacolo della Fonderlain che
stringe la mano a Trump dopo avere chiuto le trattative sui dazi e
sull'obbligo di acquisto di armi e di gas è il risultatato triste,
ma c'era da aspettarselo! Trattative che hanno visto la stessa
comunità cedere ai dictat del presidente americano senza avanzare
proposte utili a garanzia della nostra economia. A tutto ciò
dobbiamo aggiungere l'accordo sulla fiscalità globale che di fatto
esenta le principali multinazionali americane dalla tassazione...E' inutile affermare che la pagheremo assai cara!!
Una
resa politica simile ad una disfatta su tutti i fronti! Naturalmente
il Tajcoon se la ride poiché è arrivato dove voleva arrivare. Se
l'Europa è rimasta per lungo tempo questa...senza un processo di
crescita che la unificasse e che le rendesse forza, sorprende ancora
di più il cambiamento che ha avuto l'America con la nomina di Trump
alla Casa Bianca.
C'è da chiedersi dov'è finita quella America amica che subito dopo il grande conflitto si è scambiata
con noi attraendo forze immigrate lavorative. L'America del progresso sociale ...Cosa è rimasto di quel Paese che
quando eravamo ancora piccoli, ci ha incantato con le sue melodie, la
sua musica jazz rendendoci allegri e positivi: L'America
della crescita economica, della superpotenza globale, quella che
esprimeva un clima di prosperità, quella dei movimenti per i diritti
civili, quella dei principali sostenitori delle Nazioni Unite, quella
che traeva ispirazione dalla letteratura regalandoci un cinema
spettacolare creando un dialogo tra le due forme di narrazione:
Hemingwaj, Scott Fitgerald, Morrison ed altri che hanno creato
romanzi che esploravano temi profondi come le identità e le
ingiustizie sociali, criticando persino la società
statunitense...un'autocritica che ha aiutato quel Paese a crescere
positivamente!. Dove è finita quella America che ha diffuso il suo
cinema con un impatto sicuramente globale sviluppando un linguaggio a
livello mondiale e che noi in Europa abbiamo assorbito: “Indovina
chi viene a cena”- “Qualcuno volo sul nido del cuculo”-”Fronte
del porto”-”Schindler list” e tanti altri che ci regalavano
emozioni e diffondevano principi sociali di innovazione. In questi 80 anni dopo la
guerra, l'America sembra aver perso il suo linguaggio originale, ha
perso la strada verso i diritti civili e con il nuovo magnate Trump
alla presidenza, ha perso anche quel senso di unità globale
rinchiudendosi in se stessa, finendo persino col mortificare ogni
senso umano.
Possiamo
solo sperare in qualche nuova figura che possa invertire il senso di
questa demagogica politica isolazionista! Tuttavia sembrerebbe impossibile poiché appare ormai cambiata anche una mentalità.
vcacopardo