29 set 2013

La illusoria richiesta di Napolitano


Si può forse comprendere il suo arduo ruolo..ma riesce difficile da condividere la perentoria richiesta del nostro Capo dello Stato circa il bisogno di continuità.
Sebbene lecita e portata da uno stimato Presidente… questa necessità..appare oggi un’illusione! Non certamente perché non si sia d’accordo sull’assoluto bisogno di una continuità, ma perchè questa, come la stabilità, potrebbe essere ricercata solo attraverso un’azione di sostegno, mancando la quale.. è inutile illudersi. 
Senza il mezzo necessario, l’alternativa potrà solo essere quella di un regime costruito ad arte sotto forma di una simulata democrazia con l’uso di una riforma elettorale che rafforzerà.. a prescindere da tutto.. il solo principio di governabilità, tralasciando l’importanza di una necessaria azione di base.
Se oggi il governo cade..non c’è proprio da stupirsi!
Un governo forte e robusto, sostenuto alla base, non cade! Sappiamo bene che il governo Letta è stato voluto per un servizio al Paese…ma da cosa è stato sorretto?..Con quale base è stato messo su?..Quali i programmi condivisi? 
E’ stata l’unione di due forze ideologicamente contrapposte che in questi vent’anni si sono combattute a suon di epiteti ed insulti.. a dir poco.. sconvenienti. Era quindi chiaro che con ogni pretesto (..e ciò che riguarda il Cavaliere è assai più che una semplice scusa) si sarebbe arrivati al punto di rottura.
Oggi, Il nostro attento Presidente Napolitano, pretende una stabilità ed una continuità di governo. Ma qualcuno spieghi come si può ricavare il grano piantando i semi dell’avena ..o come si può prendere l’acqua da un pozzo senza l’apposito secchio. Insomma… come si può pretendere di arrivare ad un traguardo senza iniziare il giusto percorso che conduce ad esso?
Questa stabilità di cui tanto si parla.. non si può mai pretendere, potrà solo conquistarsi attraverso i mezzi necessari, ossia con la ricerca e lo studio approfondito delle regole, delle idee e dell’equilibrio..!

vincenzo cacopardo   

L'ARMA SILENZIOSA PIU' TEMIBILE


UN PRINCIPIO ECONOMICO CHE NON AIUTA IL BENESSERE COMUNE
Quale può essere la ragione per la quale oggi ci sentiamo così oppressi da un sistema economico che non lascia più libera alcuna strada verso una speranza? Per quale ragione si continua a voler optare per una strada dei sacrifici che vede una classe sociale media ridotta alla povertà e gli stessi poveri.. verso un prematuro traguardo della loro esistenza?
Il sistema economico Internazionale pare, da tempo, immedesimato in un più facile percorso rappresentato da operazioni finanziare sui titoli. Le banche hanno completamente dimenticato l’economia reale ed un conseguente sviluppo che avrebbe definito maggiore benessere sociale.
Dire se tutto ciò è stata colpa di una politica.. è dire il vero!.., sebbene le lobbyes ed i veri potentati economici mondiali sembrano aver voluto scegliere la via più facile e più sicura ponendo la stessa politica al loro servizio, schiacciandone ogni valore comune. La politica ha di sicuro mostrato il suo lato debole, cedendo il passo ad una forma di nuovo capitalismo proiettato persino sull’estremo virtualismo di ogni operazione.
Nazioni che comprano il debito pubblico tra di loro in una assurda lotta alla sopravvivenza dove gli istituti bancari incassano ed i cittadini stanno a guardare subendo continue tasse, balzelli e promesse di cambiamento.
Da molto tempo non sembra esservi alcuna variazione a questa assurda logica dove.. ogni Nazione non potrà che veder crescere il debito pubblico,  garantito continuamente dai titoli ed assicurando alle banche maggior robustezza che.. per assurdo, dovrebbe servire a far crescere il proprio Paese, ma.. che in realtà.. tende ad arricchire solo la classe dei potentati che posseggono la maggioranza delle loro azioni. Lo spred serve ad aiutare e contenere il debito pubblico attraverso l'acquisto dei titoli..favorendo gli investimenti dei titoli, ma la crescita e ben altra cosa!    
Questo strano modo di procedere, sebbene per molti assai conosciuto, pare volutamente sottaciuto alla gente comune, asserendo.. di contro, l’eternità di una crisi per cause naturali relative ad una economia in recessione. Una recessione che per certi versi appare voluta e forzata proprio dal sistema che privilegia le operazioni finanziarie su quelle di un’economia reale. Un’attività che favorisce sicuramente la stabilità degli istituti bancari impegnati nel facile lavoro per garantire risorse più sicure.
Ma come si pretende allora di crescere? Perchè si continua ad illudere il cittadino, mentre si attuano misure non congruenti ad un logico sviluppo sociale?  La cosa che maggiormente indigna è l’ipocrisia che regna sovrana nel mondo e che pare condannare le deboli figure a beneficio dei forti. La doppiezza e la simulazione a danno degli inconsapevoli cittadini, nel gioco infinito e crudele dei potenti che lo stesso Pontefice ha percepito e condannato. Un Papa che, senza timore, ha definito il denaro come “lo sterco del diavolo”.
Ciò che per tutti dovrebbe essere un mezzo per la nostra vita in comune, diventa oggi l’arma silenziosa più temibile. Non sembra poter essere diversamente.. se non ci si convince che esso non potrà mai avere un reale valore.. quando non viene usato con senno ed equilibrio  …Un mezzo che deve servire a far crescere la società e non a renderla infelice, oppressa e schiava di se stessa.
vincenzo cacopardo

Nuovo commento di Paolo Speciale


LO STRAPPO PERDENTE di paolo Speciale

Era nell'aria da settimane. Buona parte dell'informazione stampata non ostile all'azione di un Governo generato da anacronistici “compromessi storici” aveva tentato invano di enfatizzare la sua sostanziale dimensione “istituzionale”e quindi di fatto monocolore, a dispetto della sua formale disomogeneità. Ma quest'ultima era già sostanziale sin dal giuramento al Quirinale dei nuovi ministri.
Galeotto fu il comune spettro degli imminenti pronunciamenti post istruttori e dibattimentali sui reati contestati al Cavaliere considerati tanto dal PDL come reiterati “abusa inquisitionis potestatis” quanto dal PD “legitima iuris exercitatio”.
E' l'ennesimo sintomo di un conflitto squisitamente giuridico-istituzionale – impropriamente assurto a strumento di lotta politica contingente – che solo una giurisdizione in sede straordinaria e costituente può dirimere.
Abbiamo più volte ripetuto la inopportunità dei diffusi tentativi di un improbabile contenimento della crisi istituzionale presente tra i poteri dello Stato negli ambiti di un mero ed ordinario esercizio del dibattito politico quotidiano finalizzato alla altrettanto semplice – eppur legittima– acquisizione di consensi elettorali fondati sulla condanna di un sistema “dignum recognitionis” tout court, nel segno di una generica e sconfortante critica fine a se stessa.
Con la medesima apprensione constatiamo da un lato come ancora una volta il legittimo esercizio del potere giudiziario, formalmente impeccabile ma sostanzialmente viziato dalla presunta presenza del “virus” di natura politica possa interferire con l'altrettanto legittimo esercizio della attività pubblica di tipo elettivo, dall'altro la sinora difficile stesura di una normazione che preveda reciproche co-egualità e co-garanzie, nel rispetto delle specifiche autonomie connesse all'esercizio della funzione attribuita.
A questo proposito francamente assai deludente e precipuamente populista ci pare la prescrizione, in molti Consigli Regionali del nostro Paese, delle imposte dimissioni immediate a quel Consigliere che risulti semplicemente indagato dalla Magistratura. Si assoggetta così di fatto, in nome di una presunta colpevolezza, il diritto del singolo alla presunta tutela di una collettività che si presuppone – altrettanto illegittimamente -non più rappresentata dal soggetto inquisito.

La fine del primo Governo Letta – è possibile che ne sorga infatti un altro con una diversa maggioranza –è conseguenza di uno strappo forse meditato da tempo ma non per questo “estremo e quasi disperato” che fa perdenti ed umiliati tutti, nessuno escluso.

Questo spiacevole processo depauperante troverà probabilmente la sua “akmè” nelle prossime dimissioni dei parlamentari del PDL, nella nascita di una nuova maggioranza di governo anch'essa figlia legittima di una legge elettorale odiata dai cittadini rappresentati ma strano oggetto del desiderio per i loro rappresentanti, nella sconfortante, continuata ed inspiegabilmente irresponsabile politica economica di reperimento di fondi in forza di una aumentata pressione fiscale sugli storicamente “incontrollabili”soggetti con attività lavorativa non “dipendente”, che ignora la loro insostituibile funzione di traino nella auspicata ripresa.

27 set 2013

Legge Severino...scaltrezza o irresponsabili incompetenti?


Se ci concentriamo in un'analisi su ciò che sta succedendo sul caso che negli ultimi mesi ha coinvolto il Cavaliere, ci accorgiamo ancora una volta delle profonde anomalie esistenti in questo nostro Paese. Anomalie e singolarità che dimostrano ancora una volta l’inefficienza delle nostre forze politiche.
E’ indiscutibile il fatto che la legge Severino (concordata dalla maggioranza delle forze politiche sotto il governo Monti) disciplina l’incandidabilità e la decadenza dei politici eletti su cui pesa una sentenza passata in giudicato: Essa esprime con precisione  quelle personalità che hanno riportato condanne definitive e pene superiori a due anni.

La condanna di Berlusconi, essendo arrivata dopo il 5 gennaio del 2013 (con la legge ormai da tempo attivata) dovrebbe ritenere logico un principio di incandidabilità.
Ma un problema obiettivo nasce dal fatto che.. tale legge, sembra risultare in contraddizione con un principio inserito nella stessa Costituzione..ossia quello dell’articolo 25 che afferma:  Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Articolo che, nella particolare fattispecie, non si amalgama proprio bene con l’articolo 27, il quale, si esprime affermando che ogni responsabilità penale è personale  e l’imputato non può essere considerato colpevole sino ad una condanna definitiva.

Ora…pur rimanendo in piedi un principio giuridico stabilito per Costituzione, pare davvero strano che tutte quelle figure assorte nello stabilire le regole di una normativa in favore di una legalità politica, possano essere cadute in tali assurde contraddizioni senza impegnarsi positivamente in prevalenza dei giusti principi che dovrebbero stabilire la sicurezza di una candidabilità.
Chi potrebbe adesso essere sicuro che ciò non sia stato studiato ad arte per poter lasciare libera una strada alla prepotenza di una scaltra politica per la ricerca di una scappatoia?. Se così non fosse, non si potrebbe che biasimare una incompetente ed irresponsabile classe politica che, ancora una volta, ha dimostrato la propria inettitudine.

Forse Napolitano dovrebbe cominciare a tirare le orecchie proprio a costoro!
vincenzo cacopardo

25 set 2013

Quell’impervio percorso bipolare che esalta le figure..


UNA GENERICA VISIONE DI PARTE di vincenzo cacopardo

Come si può immaginare un futuro in favore di una politica funzionale al Paese, se..in questi anni si è lavorato esclusivamente per sostenere solo una ottusa posizione..una stereotipata ed impersonale visione di parte che ha negato alla politica la logica costruzione in favore del cittadino.
Chiunque.. non armato di una particolare sensibilità politica.. riuscirà difficilmente a percepire l’inconsistente tentativo  imposto dal percorso di un sistema bipolare. Un sistema privo da una riflessione su un passato politico edificato nella cultura moderata radicata da anni nel nostro Paese..che ha sempre privilegiato la mediazione tra le forze politiche.. sottoponendo ogni decisione ad una prova di forza amplificata dalle continue reazioni. Una politica passata che andava sicuramente cambiata, ma non stravolta attraverso un sistema che non ci apparteneva e che..forse.. avrebbe potuto considerarsi come un punto d’arrivo e non di partenza.
Si poteva e si doveva immaginare, per quella che dovrebbe essere la comune lungimiranza di un capace politico, che il percorso avrebbe preso la strada assai pericolosa dell’esaltazione e della mitizzazione dei personaggi, la cui immagine.. avrebbe prevalso sulla stessa capacità del loro operato. Si doveva anche intuire la illogica estremizzazione delle scelte che avrebbero dominato sul più ragionevole percorso della moderazione per il raggiungimento di un risultato più equilibrato.  
Se non fosse venuta fuori una figura autoritaria come quella Berlusconi, ne sarebbe sorta un’altra a cui, la moltitudine dei cittadini che amano il cosiddetto “uomo sicuro”, si sarebbe attaccata..  osannandola ed incensandola. …poiché, è proprio questo nostro sistema bipolare.. a spingere in tal senso! 

Sopratutto coloro assai lontani da quella sensibilità politica…non potranno che desiderare l’esaltazione di una figura quando questa si impone attraverso una comunicazione accattivante che pare esprimere sicurezza,  restando incantati di fronte ad una scelta essenziale e ristretta determinata da uno scontro diretto tra due modi di pensare (simile ad una partita di calcio) .
Nella fattispecie, però,  si dimentica che nelle scelte di una politica non si gioca una partita fra due squadre, ma il futuro di un Paese in favore di una società per rendere più funzionale e sicura una vita in comune.
Come si è mai potuto pensare di ridurre il dialogo politico in due monolitiche posizioni che avrebbero costretto ogni possibilità di ricerca in direzione di un equilibrio?


In questi venti anni.. la politica sembra essersi persa in un incomprensibile dialogo che ha visto le due parti sempre più compatte al loro interno, ma quasi del tutto inattive nella ricerca di un risultato in favore di una politica funzionale. Questo si può facilmente spiegare per via del fatto che il loro maggior impegno è stato dedicato alle proprie esaltanti e sommarie concezioni contro quelle opposte dell’avversario (come unico nemico da battere)…e non in favore di una logica costruzione del bene per il Paese che può trovare il suo equilibrio in un’azione di collegamento e di mediazione.

24 set 2013

Strategie e tattiche di chi non ha nulla da perdere..


Quale potrà essere l’atteggiamento del Cavaliere che ormai sembra non avere più nulla da perdere? Adesso, attraverso i suoi fedelissimi deputati, farà valere con più evidenza impossibili proposte al fine di sfinire il vero avversario politico (PD) e nel contempo accattivare un maggior consenso con l’elettorato.  
Poco importerà la consistenza che avranno tali progetti..quando il preciso fine sarà quello di stremare il partito di coalizione assorto nella dura lotta interna per la definizione del congresso e la difficile elezione alla segreteria.
Verranno proposte leggi o disegni di legge sempre più populistici, anche se consapevolmente improponibili e supportate da numeri a caso.. al fine di costringere il maggior partito di coalizione a non poterle soddisfare..ma con lo scopo di ottenere un doppio risultato: Un consenso propagandistico con il plauso da parte di quel popolo meno competente ..e la responsabilità della futura prossima caduta del governo allo stesso PD.
Facile pensare che adesso lo scopo più importante per il PDL e del futuro nuovo(vecchio) partito di Forza Italia, non potrà che essere l’opportunità di costringere il suo vero avversario (oggi coalizzato)  responsabilizzandolo successivamente in una futura caduta di governo.. poiché questo potrà essere il vero punto di forza della prossima campagna elettorale.

Cosa ha ormai da perdere Berlusconi? ..Quale migliore opportunità.. quella di poter spingere e provocare al massimo il partito da sempre avversario.. alla irresponsabile caduta di un governo voluto dal nostro Capo dello Stato per un servizio al Paese?   
vincenzo cacopardo

Uno sguardo al programma politico del giovane Movimento Gente Onesta


DICHIARAZIONE DEI PRINCIPI
Questo movimento ritiene asse portante di ogni sua iniziativa e scelta, il ristabilire la centralità all'interno del sistema sociale, dell'uomo inteso come facente parte di un collettivo.
A tal proposito si impegna a non prendere iniziative politiche singole che danneggino, umilino e discriminino l'uomo e tutto ciò senza distinzione di nazionalità, razza, religione, sesso e censo. In tal senso saranno attivate, pur tenendo conto dell'individuo, iniziative rivolte a favorire la crescita globale della collettività e non di sottoinsiemi della collettività stessa.
Si ritiene infatti che, pur ritenendo fondamentale qualsivoglia discorso di tipo etico e morale, sia necessario, per la crescita di qualsiasi organizzazione umana, lo sviluppo armonico di tutte le sue componenti, dal singolo individuo fino a tutti i sottoinsiemi che compongono l'organizzazione stessa.
Per raggiungere dei traguardi bisogna agire con coraggio, insistere, essere concreti, saper tornare sulle proprie decisioni e ascoltare gli altri con umile intelligenza. Si vince provando e riprovando senza mai arrendersi. Il nostro successo sarà' nel fare cose che non fan tutti, farle in modo migliore, con tempestività, con trasparenza e in forma più originale per ottenere miglioramenti per la nostra Italia.

 LE TEMATICHE SULLA POLITICA

- Riduzione del numero dei senatori, deputati, consiglieri, regionali, provinciali comunali, nazionali (tutte le cariche amministrative elettive). Tutto ciò, fatto anche per Regioni e Province a Statuto speciale, porterebbe ad un effettivo risparmio sui costi ed a una semplificazione e consolidamento delle procedure di comunicazione e votazione;
- Incompatibilità a candidature per chi ha conflitti di interesse con organi e istituzioni dello Stato (Presidenti, Ministri, Assessori,...), di chi gode di finanziamenti da parte dello Stato: editoria e televisione;

- Abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti in ogni ordine di elezioni: locali, regionali, politiche, europee. Riteniamo che abolendo i rimborsi elettorali si possano reintrodurre finanziamenti contenuti, con dei paletti chiari, le cui spese vengano rendicontate semestralmente in maniera precisa e dettagliata e verificati da parte degli organi competenti;

- Obbligo di sospensione temporanea a qualsiasi attività e professione da parte dei soggetti eletti in Senato e Parlamento. Obbligo di sospensione temporanea a qualsiasi attività e professione da parte dei soggetti chiamati a fare parte del Governo;

- Riduzione a soli due mandati parlamentari (non necessariamente consecutivi), inelegibilità dopo i due mandati (non importa se le legislature sono cadute anticipatamente);
- Non candidabilità per i condannati in (assemblee elettive ma solo condanne passate in giudicato) Parlamento, indipendentemente dal tipo di condanna penale, e in tutte le Istituzioni Pubbliche. In primis per candidati del Movimento;

- Introduzione del quorum per elezioni politiche nazionali;

- Reintroduzione delle preferenze su liste, divieto ai partiti di nomine in listini;
- Obbligo di presenza in Aula, non importa se comunali, provinciali, regionali, con decadenza immediata dall'incarico per chi supera le tre assenze non giustificate o il 50% del numero di possibili presenze;
- Obbligo di pubblicazione online dei bilanci dei partiti, dei gruppi parlamentari;

- Controllo dei bilanci dei partiti da parte della Corte dei Conti perché i partiti usufruiscono di soldi pubblici per finalità politiche;

- Riduzione drastica delle auto blu auto blu usate in maniera impropria, anche presso enti pubblici;
- Riduzione dei costi della politica, tagli sugli sprechi e pubblicazione online dei bilanci di ogni Ministero: riduzione costi non produttivi dei palazzi di rappresentanza (palazzo Quirinale ecc...); vendita a breve termine del patrimonio dello stato;
riduzione della spesa pubblica (Province, Enti municipalizzate, ecc..);

- riforma retroattiva cancellando tutti i privilegi di parlamentari ed ex parlamentari; cancellazione dei doppi vitalizi dei politici;
costi standard per le retribuzioni, su piano nazionale, delle cariche pubbliche, politiche e militari (allineandoli a quelli europei);
cancellazione dei rimborsi ai partiti e/o effettivi rimborsi di spesa sostenuta con controllo da parte della Corte dei Conti;

-riduzione delle spese militari e riorganizzazione delle strutture;
cancellazione dei contributi ai giornali;

-abolizione dei costi riservati e delle spese di rappresentanza previste per le alte autorità civili e militari;
revisione dei canoni di affitto per palazzi storici, ville ed abitazioni di vario tipo adibite ad alloggi di servizio/rappresentanza per le autorità civili e militari.

23 set 2013

Un commento all’editoriale di Antonio Polito sulla "stabilità"



Stabilità.. solo a noi fa orrore
(editoriale di Antonio Polito sul Corriere della sera del 20 settembre 2013)

Il governo Letta si è appena salvato da una crisi che già ci si interroga sulla prossima. Berlusconi fa capire che la potrebbe aprire sulle tasse, Renzi che la potrebbe aprire per vincere le elezioni, e il premier fa capire che ha capito e che quindi «giocherà all’attacco». La politica all’italiana è l’opposto del calcio all’italiana: tutti all’attacco, e nessuno che pensa mai a difendere.
Ben diversa è quella tedesca. Nonostante l’incertezza sull’esito del voto di domenica, dal quale nessuno sa che maggioranza parlamentare uscirà, c’è infatti in Germania certezza di stabilità politica: tutti sanno che Angela Merkel sarà per la terza volta Cancelliera, e che la sua politica proseguirà grosso modo immutata.

Questo paradosso meriterebbe una riflessione, soprattutto da parte di chi in Italia lamenta che la stabilità è sì una buona cosa, ma poi non tanto, perché sospende la lotta politica, inceppa l’alternanza, offende i sentimenti identitari degli elettori. C’è invece in Europa un grande Paese dove la gente la pensa diversamente: viva il conflitto e l’identità, ma è più importante ciò che il governo fa, e se lo fa a vantaggio della nazione.
Così se i liberali, attuali alleati della Merkel, resteranno fuori dal Bundestag, la Cdu farà l’alleanza con i suoi avversari socialdemocratici, e sarebbe la terza volta nella storia; d’altro canto la Spd, se pure servisse per vincere, esclude di allearsi con la sinistra della Linke preferendole la Cdu; e nessuno si alleerà mai con il nuovo partito anti euro, qualsiasi sia il suo risultato.
Si può credere che i due maggiori partiti tedeschi siano più indecisi sulle loro radici, meno dotati di un retaggio ideale e culturale, e che per questo accettino di mescolarsi in modi innaturali, a differenza dei nostri, tetragoni, teutonici addirittura nel difendere le loro identità? Difficile: perché i partiti tedeschi esistono da sempre, si chiamano sempre allo stesso modo, e fanno parte delle famiglie politiche europee. Mentre quelli italiani hanno pochi anni di vita, cambiano nome di continuo e in Europa non sanno dove sedersi.

Dunque la peculiarità del sistema politico tedesco deve essere un’altra: e cioè che costringe i partiti a confrontarsi costantemente con il bene comune, e chi non riesce a servirlo paga un prezzo. È la prova che la stabilità, prima ancora che delle leggi elettorali, è frutto di cultura politica. In Germania il premio di maggioranza non c’è, e capita spesso che non ci sia una maggioranza dopo il voto. Ciò non impedisce al nostro sistema, col premio, di essere molto più instabile di quello tedesco.

Capisco che per noi italiani una politica così stabile debba sembrare noiosissima. Basti pensare che i tedeschi chiamano la Merkel mutti , la mamma, per riferirsi a quel suo stile «frugale, sobrio, volutamente sciatto». Un tipo così da noi non susciterebbe l’interesse di un Signorini o di un Briatore. Ma del resto non si può avere tutto nella vita: si vede che i tedeschi hanno rinunciato a un po’ di divertimento in cambio di un po’ di benessere.



Questo l’utile ed intelligente messaggio trasmesso nell’editoriale di un arguto professionista come Antonio Polito!.. Un argomento sulla governabilità che.. però.. non può essere esente da una personale critica, poiché riguarda direttamente un problema molto sentito del mio studio di ricerca.
Malgrado il divertente ed ironico riferimento al calcio.. io penso che Polito sottovaluta la vera importanza che in politica deve assumere l’azione di induzione alla ricerca delle soluzioni che non può che partire dal basso.
L’esempio con il sistema della Germania con i suoi Lander non può mai calzare con quello dell’Italia. L'obiettivo dichiarato del federalismo tedesco è garantire sia l'unità verso l'esterno che il rispetto e il mantenimento delle diversità regionali. I Lander sono stati fondati subito dopo il 45 tenendo in parte conto delle vecchie affinità delle popolazioni e dei confini storici.  Il federalismo non può vivere senza una solidarietà e questo è uno dei motivi per cui il federalismo in Germania funziona piuttosto bene ed è accettato da tutti.
Difficile poter mettere in relazione i problemi di una nazione già federata come la Germania con la nostra: Il suo Governo nazionale garantisce l'omogeneizzazione delle condizioni di vita nelle varie parti della Germania.
Inoltre il sistema di votazione dei tedeschi ha un carattere prettamente proporzionale attraverso una procedura che prevede due votazioni.. ma non è esattamente considerabile come “bicamerale”. In sostanza la determinazione di una governabilità viene stabilita attraverso un percorso di base diverso che, seppur dissimile dal nostro, non è detto possa essere l’esempio di una perfezione.
Vi è di certo..in Germania, una differente cultura della politica e del vivere sociale che aiuta.. riuscendo a procurare una maggiore stabilità…anche perché la popolazione..nella sua vita tra i Lander, riceve un riscontro di equilibrio ed una comunicazione più diretta con la politica per le soluzioni delle proprie esigenze.
Il problema della nostra Nazione rimane ben diverso e non paragonabile.. in considerazione del fatto che…un’azione diretta dei cittadini con la politica sembra inesistente: Manca la necessaria e fondamentale spinta dal basso, senza la quale non si potrà mai inventare alcuna governabilità…(men che mai stabile!.).
Il problema odierno della politica del nostro Paese pare proprio quello che…l’acuto osservatore giornalista, avrebbe dovuto mettere in evidenza.. cioè: Che non si può, oggi, pretendere una governabilità stabile in un Paese come il nostro, se non gli si offre quella base necessaria attraverso una solida politica di base condotta dai partiti in collaborazione più diretta con i cittadini. Questa è la ragione per la quale, tra le tante riforme, si dovrebbe guardare principalmente a quella concernente i partiti!
La pretesa di una governabilità stabile finisce col divenire demagogia o assolutismo.. in considerazione della mancanza di un’azione condotta dal basso. Credo che la governabilità sia un fine, ma quel fine non potrà mai pretendersi, senza un logico mezzo di sostegno!

vincenzo cacopardo






22 set 2013

SCOLPITI NEL MARMO


“La vita comune di tutti i giorni è rappresentata da una chiara differenza di uomini che determinano un vero cambiamento attraverso una azione personale del pensiero e da altri che passivamente si adeguano a ciò che, il complesso meccanismo del sistema, determina. Il sistema somiglia ad un’onda dalla quale molti si fanno trasportare e contro la quale solo pochi sono disponibili a nuotare. Nuotare contro, non inteso come atteggiamento stoico di chi crede di poter cambiare il mondo, ma come maturazione culturale che riesca a far prendere coscienza delle nostre vere esigenze e che ci allontani dal cinismo di una società nella quale, poi, pretendiamo di vivere tranquilli.“


Con queste parole di premessa.. inizia il percorso del mio blog proiettato in direzione dello studio di una nuova cultura politica spinta dalla passione per la ricerca e l’equilibrio.
Molti esseri umani vivono oggi.. definitivamente soggiogati dal sistema…un sistema ormai costringente e spesso anche limitante che pare imporci una vita fondata su una quotidianità che ostacola sempre più lo spazio di un libero pensiero, della fantasia e delle idee. Un quotidiano che ha già definito una mentalità del vivere per “esistere” e non per “essere”.
In senso più ampio, questo rilievo antropologico insito nei soggetti umani, evidenzia, di fatto, la differenza che può esservi tra gli individui ormai adeguati ad un percorso già definito da un sistema e coloro che percepiscono l’importanza di dare spazio al proprio pensiero, alle proprie idee ed alla propria volontà.. per incidere nel cammino della società verso il futuro, al fine di migliorarne i valori. 
La popolazione vive ormai adattata ad uno strano modello di vita in comune, dimenticando i fondamentali traguardi della propria esistenza. Alcuni appaiono perfino scolpiti dentro il sistema come ne fossero plasmati e non fanno nulla per migliorare questa concezione.
Toccare questo difficile argomento potrebbe indurre il lettore a biasimare lo scrivente in quanto tutti siamo più o meno succubi di un sistema di vita in comune: Un complesso apparato in cui è sempre più difficile ricercare una posizione e quell'essenziale equilibrio che non avvantaggi o scontenti qualcuno.
Ma la mia analisi in proposito vuole dirigersi verso chi, pur avendo il grande dono della conoscenza, del pensiero e dell’intuito spiccato, non reagisce offrendoli alla stessa società.… Verso chi non intende cedere il passo alla sottomissione di questo impianto di vita… Verso chi è in grado di reagire attraverso la forza di un proprio immaginario ricercando la strada per migliorare la stessa società…Verso chi, con la forza della propria mente e le proprie idee, non si adatta alle sorti di tale sistema ed insorge arricchendolo e rendendo migliore anche se stesso.
Tanta gente sembra oggi lontana da questo modo di reagire e da ogni risposta mentale! Per abitudine o paura.. per dipendenza o servilismo, paiono adattarsi alle sorti del complesso senza opporsi attraverso un piccolo contributo di ricerca personale supportato dalla propria riflessione.
Tanti soggetti passivi che appaiono scolpiti nel freddo e granitico marmo di un sistema…

vincenzo cacopardo  

20 set 2013

Bergoglio.. e la sua grande rivoluzione…


Non una semplice riforma, ma una vera rivoluzione, ..quella di Papa Francesco! Una rivoluzione che irrompe nella Chiesa dopo anni ed anni di silenzio che l’ha spesso costretta nella difficile strada di una comunicazione piena di contraddizioni.
Un Bergoglio a tutto campo che ci parla dell’importanza di curare le ferite della comunità dei credenti "riscaldando i cuori dei fedeli" attraverso una maggiore vicinanza. Un Papa che vede ormai la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia… La sua sembra proprio la base pastorale che ridisegna le fondamenta dei valori essenziali.
Bergoglio ci parla del valore del perdono e della misericordia verso il prossimo ed in questo procedere, egli pensa ad una donna con un matrimoni fallito che ha dovuto abortire…una donna oggi risposata, con cinque figli avuti dal secondo matrimonio e che vorrebbe vivere con serenità la propria cristianità. Un ricordo che Bergoglio porta come esempio per diffondere un nuovo messaggio  sulle questioni riguardanti l’aborto.  Ma il Papa non si ferma qui.. e prende spunto per procedere nel suo dialogo toccando questioni scottanti come il matrimonio omosessuale e l’uso dei contraccettivi.
In proposito..il Pontefice afferma che non si può insistere su tali argomenti se non nel contesto di un riferimento preciso e..del resto, come lui stesso dice.. il parere della Chiesa.. si conosce bene. Il suo è un messaggio illuminato alle Chiese del mondo ed alla Cei: ”Gli insegnamenti, tanto dogmatici..quanto morali, non sono tutti equivalenti”.
Secondo il Pontefice le riforme organizzative e strutturali della Chiesa dovrebbero arrivare in un secondo tempo.. ma, per prima cosa, è necessario attuare una riforma sull’”atteggiamento”. Poi precisa anche l’importanza di ampliare spazi ad una presenza femminile più incisiva nella Chiesa.. proponendo ciò.. come una sfida per riflettere profondamente sul ruolo che, essa, potrebbe assumere nei vari ambiti ecclesiastici.
Con profondo intuito Bergoglio ci parla di curare le ferite della Chiesa cominciando dal basso! Un messaggio che, assieme a quello dell’atteggiamento,  dovrebbe toccare  il mondo della politica odierna che,  al contrario.. sembra, oggi, non percepirne l’importanza.
Bergoglio parla di consultazioni reali e non formali che possano rendere meno rigide le posizioni al fine di condividere più apertamente le scelte.
Parole di un vero innovatore!…Nessun Papa aveva osato intraprendere simili discorsi..nessun Pontefice si è mai spinto tanto avanti…nessun Pastore come Papa Francesco…potrebbe rivoluzionare in senso positivo una Chiesa da tempo ferma nella impenetrabile rigidità delle sue regole!

Vincenzo Cacopardo 

19 set 2013

La governabilità forte che costringe la politica..

di vincenzo cacopardo 
Nel nostro paese vi sono ancora persone che pensano che una legge elettorale possa risolvere tutti i mali della politica poichè , con la stessa, si potra' rendere maggiore forza ad ogni governo. Secondo la loro ristretta opinione, sembrerebbe contare unicamente la sicurezza di una governabilità...Sebbene ciò.. sembri una concezione oltre che ristretta... anche illusoria.
Una governabilità che non viene ricercata attraverso una vera azione proveniente dal basso…e che, per effetto di motivazioni logistiche dovute alla sicurezza del Paese…viene stabilita attraverso una legge elettorale strumentale e di opportunità, guarderà solo al riscontro di una qualsiasi maggioranza per rendere più forte l’azione amministrativa. Ma una volta che un governo sarà in piedi, forte e sicuro..potremo scordarci qualunque azione che dia forza, dinamica ed utile funzione alla politica. Anzichè migliorare l’azione costruttiva proveniente dal basso per rendere più forza a quel governo del popolo che definisce una democrazia più diretta…si rafforza, più comodamente, un’azione dall’alto che, dopo il voto, precluderà automaticamente ogni intervento di vero impegno politico. 

Il tempo e la scarsa dedizione nel passato….non sembrano lasciare più spazio ad un logico percorso di studio per la ricerca di un conforme paradigma ed il timore prossimo è ormai quello della definizione di una governabilità che verrà giocoforza, costruita dalla politica per puro bisogno, e che sarà edificata attraverso una legge elettorale che precluderà ogni strada ad una vera democrazia popolare. …Come dire: una stabilità forzata.. più simile ad un regime!..

Se, con il contributo di saggi e competenti costituzionalisti, si pensa di poter riscontrare una legge elettorale..ignorando un percorso di studio che guardi alle riforme dei partiti..ad una più chiara separazione dei ruoli.. ed alle conseguenti logiche delle funzioni istituzionali, ci ritroveremo con l’ennesima sconfitta della politica e la messa da parte di una democrazia che non riesce ancora a compiersi…lasciando sempre più spazio al potere forte di chi ci governerà.
…Di sicuro una governabilità più forte..ma anche rigida e spaventosa..poichè  costringerà l’azione di una libera politica.. 


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17 set 2013

Fondamenti e principi di un giovane movimento



“Lo Stato, con il redditometro, vuol sapere quanto spendono i cittadini. Il Movimento Gente Onesta, pero', si domanda quanto lo Stato spende... con i nostri soldi.

Il neonato Movimento Gente Onesta si sta strutturando su tutto il territorio nazionale, suscitando l'interesse anche di qualche sondaggista. Vuoi per il nome impegnativo che ha scelto, vuoi per un programma che non concede spazio alla demagogia.

All'alba del terzo Millennio la politica italiana, nel senso nobile del termine di amministrazione della “res publica”, al servizio delle reali necessità del cittadino e della comunità, sembra avvitarsi su sé stessa in un circolo di autoreferenzialità sterile, che porta l'elettore a non essere più tale e che si traduce in un rifiuto sistemico dei percorsi usuali di avvicinamento alle ideologie politiche o, meglio, alla prassi politica.
La corruzione, di fatto, ha continuato il suo patologico cammino "involutivo" e il cittadino, che ogni giorno vive problemi reali, si è dapprima affidato all'astensionismo e successivamente ha cominciato a farsi sedurre dalla Primavera internettiana. Abbiamo visto, quindi, nascere sul finire di questi primi anni del nuovo Millennio ad una nuova forma di democrazia della partecipazione: la Webcrazia.

A fiutare per primo l'affare è stato Gianroberto Casaleggio, mentore, Deus ex Machina, con il sostegno di un artista abile quale appunto è Grillo. I due hanno sapientemente costruito un Movimento di pensiero, configuratosi come forza politica di un certo ed inaspettato successo, ma hanno fallito.

16 set 2013

La necessaria ricerca dei nuovi percorsi...



Linee di programma e definizione dei ruoli

Se analizziamo il quadro politico odierno …ci accorgiamo che la maggioranza dei voti restano concentrati  nelle tre posizioni partitiche ( PDL-PD-M5S) ed ognuno di essi pare avere circa un terzo (M5s un po’ meno) dei consensi dei votanti del nostro Paese.
Questo dato sembra perdurare da un po’ di tempo…ma la cosa che di sicuro colpisce è che… il tutto si ripercuote contro la logica di un sistema bipolare… rafforzando un’evidente crisi delle ideologie che non riesce più a trovare sfogo nelle vecchie contrapposizione (Destra-Sinistra).
Possiamo affermare che l’ingresso di Grillo ed il largo consenso ottenuto, hanno dimostrato la fragilità di un simile sistema costruito in fretta e senza una giusta logica per un’esigenza legata prevalentemente ad una governabilità più sicura. (Governabilità che…poi..tanto sicura..non si è dimostrata).
La strada futura pare, indubbiamente, quella di offrire alternative per il riscontro con un governo più stabile senza soffocare l’azione dinamica di costruzione di una dialettica politica sostenuta dalla base dei Partiti. A tal proposito appare davvero difficile da comprendere l’affermazione di Casaleggio circa un prossimo futuro (futuro che appare assai lontano), nel quale sarà facile costruire il dialogo politico col cittadino attraverso la rete internet. Ancora troppa rimane l’ignoranza nel paese riguardo a questi mezzi che premiano solo determinate categorie sociali.  Tanti cittadini hanno ancora bisogno di un contatto visivo ed uno scambio verbale diretto.  

In quest’ottica.. l’innovazione dovrebbe guidare verso un percorso alternativo che premi principalmente le “linee dei programmi”..a prescindere dalla occlusa visione ideologica di qualunque Partito. Per le suddette linee programmatiche..occorre però.. dare ai Partiti un regolamento che li obblighi a spingerli verso un maggior dialogo con la cittadinanza attraverso dibattiti e riunioni che possano educare ad uno scambio ed una migliore conoscenza dei problemi di ordine sociale. 
A seguire …(proprio per rendere maggiore sicurezza alla definizione della linea programmatica più suffragata)..l’impegno dovrebbe essere concentrato su una più chiara “definizione dei ruoli”, facendo sì che il compito delle normative possa essere condotto dalle forze dei Partiti nel Parlamento e l’esecuzione del programma guidato da forze amministrative diverse, professionalmente preparate e non legate agli stessi Partiti.
Tutto ciò… al fine di offrire: -Ai cittadini.. la direzione del programma (con  la connessa responsabilità delle scelte avvalorate)  -Alle forze della politica.. la definizione dei termini legislativi -Alle forze amministrative..l’esecuzione e l’operatività funzionale amministrativa.
In quest’ottica si potrebbe lasciare una certa dinamica della politica più libera nelle idee, contemporaneamente.. si investirebbe il cittadino di un compito fondamentale per la scelta dell’indirizzo programmatico ed, in modo separato…si promuoverebbe un ruolo amministrativo disgiunto per la stessa esecuzione del programma.. (ruolo indipendente dalle scelte politiche di base e dalle necessarie normative).
Il compito dell’Ordine giudiziario non potrà che restare sempre separato e di controllo.. fondamentale per un sistema di democrazia che si vuole sicuro e di tutela  per la sua stessa integrazione.


La scelta di un simile nuovo percorso non può mai prescindere dalle fondamentali riforme istituzionali e da un’intesa politica che induca verso la strada del rinnovamento e della funzionalità.. oggi più che necessaria. 
vincenzo Cacopardo

I “giochi politici” del Presidente Letta


Cosa significano le parole di Enrico Letta, Presidente del Consiglio…”Non possiamo permetterci giochi politici”?

Il Presidente si spinge persino a duri avvertimenti (supportati dall’evidente pragmatismo delle rigide regole di una economia odierna) affermando che una caduta del suo Governo… imporrebbe una possibile finanziaria guidata direttamente da Bruxelles.

Ma sono, forse, “giochi della politica” quelli che vorrebbero estromettere dal Parlamento la figura di un condannato per frode fiscale?...Lo sono, forse, le richieste di un imminente congresso del Pd che promette cambiamenti straordinari in termini di guida politica?..La politica in questi giorni ribolle poiché, questi fatti, assicurano futuri cambiamenti.. senza i quali il sistema rimarrebbe immutabile e non potrebbe riscontrare la desiderata innovazione.

Questi…che il Presidente appella come “giochi della politica” influiscono fortemente sul destino ed i percorsi del futuro…dovremmo, quindi, frenare queste azioni dinamiche verso il cambiamento.. per il fatto che una governabilità viene messa in crisi?
Se il dinamismo spinto dal cambiamento della politica appare un “gioco”… a detta di chi pretende una governabilità sicura…allora abbiamo definitivamente chiuso ogni consonanza con un sistema che si vuole democratico - Vince l’estremo pragmatismo di una governabilità condizionata dall’unico potere: Quello dell’economia!
Quale politica è mai questa?

Sarebbe un enorme errore fermare lo svolgimento di una dialettica politica che, di per se, rappresenta il propellente essenziale per affrontare i nuovi percorsi verso il futuro. Bisognerebbe, invece, trovare un modello innovativo che possa garantire libere scelte democratiche e contemporaneamente un’appagante stabilità governativa.

Ma qualunque sistema odierno che pretendesse di assumere in se il pluralismo di una politica di base e di dialogo ed una  governabilità stabile, non potrà che trovare enormi difficoltà per il contrastante aspetto derivante dalla diversa funzione di queste due “azioni”
Ed ecco …ancora una volta…l’esigenza di dividere meglio i ruoli che determinano le suddette “azioni”

Con tutto il rispetto che si deve al Presidente Letta, anche per gli immensi sforzi che si evidenziano, non potrò mai essere d’accordo con chi..attraverso  velati ammonimenti, pone la dialettica politica di questi giorni come uno “svago” costruito quasi appositamente per mettere in crisi il suo “assai particolare” Governo.

Post correlati: le nuove logiche della politica

                                       studio teorico di ricerca
vincenzo cacopardo


Una nota di merito all’editoriale di Lucrezia Reichlin sul Corriere del 16 settembre 2013




Con la testa sotto la sabbia 

Quasi sessant’anni fa Ennio Flaiano immaginò la storia, divertente e malinconica, di un marziano atterrato a Roma e poi ricevuto dalle maggiori autorità. Ma che cosa accadrebbe oggi, se un inviato proveniente da Marte, terminato un viaggio di ricognizione nel mondo, giungesse in Italia per incontrare ministri e banchieri, politici e industriali, deciso a farsi un’idea del nostro Paese? Proviamo a ipotizzarlo.
Dopo avere intercettato grande ottimismo per la ripresa incipiente, il nostro marziano torna in albergo e riguarda gli appunti preparati dai suoi esperti. L’Italia ha oltre il 130 per cento nel rapporto debito-Pil, in crescita: ben al di là delle previsioni di due anni fa quando i più sostenevano che fosse stato raggiunto il picco.
Le prospettive di rientro – sentenziano i tecnici di Marte – sono inesistenti. La crescita del reddito potenziale è infatti, nelle stime più ottimiste, appena sopra lo zero, l’inflazione presente e attesa è al di sotto dell’uno e mezzo (1,3 in agosto), ma i tassi d’interesse effettivi sono in rialzo. Dati poco incoraggianti per la sostenibilità del debito.
Dai giorni della crisi più profonda – precisano poi gli esperti – l’Italia non ha fatto niente per rilanciare la competitività. Né quella intesa in senso stretto, determinata, cioè, dal tasso di produttività e dal costo del lavoro; né quella più ampiamente considerata, determinata dall’efficienza nelle dinamiche amministrativo-burocratiche e del sistema giudiziario e dall’incidenza della corruzione. La conseguenza, nota il marziano spulciando numeri e percentuali, si fa sentire sugli investimenti e sulle esportazioni che, pur essendo cresciute più della domanda interna, non hanno avuto un andamento dinamico quanto quelle di Madrid, capitale che ha appena visitato. La disoccupazione è in crescita, l’occupazione in calo, mentre il settore bancario resta fra i più fragili d’Europa, con la necessità potenziale di capitali che sfiora i 30 miliardi, secondo le informazioni che gli esperti di Marte hanno raccolto a Francoforte e Bruxelles.
Se questo è il quadro, si chiede il marziano con gli occhi sbarrati dopo una notte a far di calcolo, perché le tante, eminenti personalità incontrate sono ottimiste? Perché non avvertono un senso di urgenza? Non temono di perdere il controllo delle finanze pubbliche, non li inquieta la prospettiva di dover chiedere aiuto all’Europa? Se, invece, gli italiani fossero forzati a comprare titoli di Stato per evitare questa prospettiva, non temono di scivolare lungo la via di un irreversibile declino economico? È davvero motivo di gioia una previsione di crescita del Pil che oscilla dal -1,3% al -1,7 nel 2013 e dal -0,5 al +0,7 nel 2014, visto che, secondo gli esperti, alle stime del governo con il suo +1,3% nel 2014 non crede nessuno?
Come mai, infine, tanti si compiacciono del surplus primario, ma non pensano che con questi dati macroeconomici, attuali e attesi (dal Pil all’inflazione ai tassi d’interesse), è difficile che l’Italia possa arrestare la dinamica perversa del debito?
Essendo la sua conoscenza degli esseri umani ancora molto superficiale, non fidandosi completamente dei suoi esperti, consapevole che gli economisti hanno spesso un approccio limitato ed eccessivamente tecnico, il nostro marziano decide di chiedere aiuto a un guru di Marte, amico suo. Il guru gli risponde così: «L’italiano è una specie particolare di essere umano. Ha età media elevata e, nella media, è ricco. Forse per questo la sua propensione al rischio è scarsa, un ricordo la voglia di emergere del dopoguerra. Si preoccupa soprattutto della tassa sulla casa, ovvero la tassa che incombe sulla sua ricchezza». Poi il guru aggiunge: «Non perdere troppo tempo a ragionare in Italia, ma goditela. È un Paese di grande bellezza». Il nostro marziano è molto occupato e deve terminare il suo viaggio tra gli umani: si ripropone di tornare e portarci suo marito in vacanza (va da sé, si tratta di una marziana). Nel finale del suo rapporto sull’Italia scrive: «Teniamo un occhio aperto. Quando tutte queste belle cose italiane dovranno essere vendute per fare fronte ai debiti, le compreremo a prezzo di saldo e ne faremo attrezzati luoghi di vacanza per i pensionati di Marte e del mondo emergente. La prima idea potrebbe essere quella di mini appartamenti al Colosseo. Bellissimo, nonostante i buchi».
Lucrezia Reichlin

Con discreta ironia ed intelligenza, l’autrice di questo articolo, riesce a trasmettere l'impassibile presa d’atto del paese rispetto alle prospettive di crescita  nel perdurare di un irreversibile declino economico. Ci parla di una strana dinamica del debito appellandola come “perversa” che non può indurre a vedere in positivo.
La giornalista proietta nei tempi odierni la divertente e malinconica storia di un marziano atterrato a Roma, prendendo spunto da una immaginaria storia di Ennio Flaiano ambientata circa sessant’anni orsono.
Con perfetto intuito, Lucrezia Reichlin, facendo anche riferimento al perfezionismo tecnico di certi economisti, ci informa della insensata contraddizione esistente in un paese come il nostro…dove si ostenta un particolare ottimismo.. dimentichi degli allarmanti dati delle previsioni di crescita del Pil. Previsioni che, invero, potrebbero rappresentare l’unico vero motivo di un’esultanza. 
...Come per gli struzzi..in molti preferiscono mettere la testa sotto la sabbia..
vincenzo cacopardo