8 mar 2021

IL PERENNE QUESITO DEL CONFLITTO D'INTERESSI

  


Credo sia inutile l'incalzante forzato dualismo destra-sinistra giornalmente sostenuto dai cittadini..quando il vero problema consiste ancora nella mancanza di riforme necessarie senza le quali non potranno eliminarsi i perenni conflitti di una politica ormai
insostenibile. Una politica ridotta ad un teatrino delle competizioni. Alla stregua di una partita di calcio dove gli spettatori si limitano a tifare per una o l'altra squadra e dove ogni identità dei partiti va perdendosi.
L'inizio per una utile riforma deve per forza riguardare l'annoso conflitto di interessi da parte di  coloro che osservano e studiano la politica odierna..e per limitare meglio i conflitti risulta importante partire dalla distinzione per un funzionamento alla base dei poteri.
di vincenzo cacopardo

A tale scopo sarebbe opportuno riprendere un post di qualche anno fa da me scritto in riferimento al conflitto d'interessi:
-Come sappiamo..nel 2016 si diede inizio ad un disegno di legge che.. già da tempo.. sarebbe dovuto essere posto sul tavolo del governo: Era il ddl sul conflitto d!interessi..
Alla Camera i voti favorevoli furono 218, i no 94, 8 gli astenuti. Il testo passò poi all'esame del Senato. Nei giorni precedenti il partito di Berlusconi aveva iniziato a fare ostruzionismo rallentando i lavori. Secondo Forza Italia la discussione in commissione aveva portato ad una legge fin troppo restrittiva, mentre secondo i 5 Stelle troppo permissiva. Qualcuno pensava che se la legge fosse passata in questo modo ci saremmo ritrovati di fronte al disconoscimento dei principi fondanti del nostro ordinamento discriminando la categoria degli imprenditori. Venendo posti ostacoli all’esercizio della politica e del governo per chi facesse l’imprenditore, secondo Il movimento 5 Stelle..in condivisione con una parte del PD, si sarebbe fatta una sorta di pulizia etnica.
La nuova legge sul conflitto di interessi, avrebbe voluto introdurre in Italia la formula del blind trust, disciplinandone l'applicazione: L'alienazione dei beni, che sarebbe scattata per partecipazioni di rilevanza nazionale in settori strategici nell'editoria e nei servizi pubblici in concessione o autorizzati, poteva essere parziale e imposta dall'antitrust. Inoltre, secondo il testo, per gli atti adottati dai ministri in conflitto di interesse non sarebbe scattata più la decadenza automatica, ma sarebbe stato il presidente del Consiglio a sottoporre al questione al Consiglio dei ministri.
Il testo stabiliva in particolare che, dopo il termine dell'incarico di governo, l'incompatibilità sussisteva per ulteriori dodici mesi nei confronti di cariche in enti di diritto pubblico e in società con fini di lucro che operavano in settori connessi con la carica ricoperta.
Tuttavia il testo non andò avanti e si arenò al Senato !
Sappiamo che negli anni 90 il centrosinistra aveva le forze per offrire delle regole e determinare delle formule più adatte. Ma in tutti quegli anni si è solo perso tempo!.. Non possiamo nemmeno omettere l'esordio, quasi autolesionista, di Luciano Violante che ammise in Parlamento, senza mezzi termini, le garanzie offerte al Cavaliere. Per opportunità lo spinoso argomento venne ancora una volta accantonato dal giovane rottamatore Renzi, pena la messa in crisi di un patto detto del “Nazareno” che condizionava in modo poco logico ed ambiguo tutta la politica del Paese.. e lo stesso Partito democratico.
Quella sul conflitto di interessi rimane ancora oggi una riforma di primaria importanza che si apre a ventaglio su una moltitudine di principi...una riforma che tocca il cuore di ogni percorso politico che si vorrebbe sano e funzionale.. e che invade grossi campi del potere economico e politico...un tema che investe l'attività parlamentare e quella governativa insieme. Insomma: la vera madre di tutte le riforme. Il problema del conflitto d'interessi dovrebbe trovare oggi una soluzione equilibrata attraverso una legge che definisca in modo chiaro, semplice ed efficace un quadro normativo per impedire alle principali cariche elettive del nostro Paese, di avere interessi che interferiscono col ruolo della loro azione politica.
L'inizio di una riforma che riguardi il conflitto di interessi non può che trovare ogni incoraggiamento da parte di tutti coloro che osservano e studiano la politica odierna, ma è inutile ribadire ( anche agli stessi pentastellati che lo propongono) che il vero conflitto (quello più macroscopico) permane se i ruoli stessi della politica (quello parlamentare..e quello governativo) non vengono meglio distinti alla base... e questo potrà avvenire solo attraverso la scorta di un'altra riforma che regoli e disciplini i Partiti tagliandoli fuori da ogni operazione riguardante una funzione amministrativa di competenza: L'azione dei Partiti dovrebbe rimanere focalizzata e limitata sulla importante ricerca del dialogo con la cittadinanza ed il riscontro di quelle idee e normative utili. In tal modo il più evidente conflitto che genera costanti compromessi tra i Partiti ed il potere esecutivo verrebbe.. in qualche modo... limitato senza l'edificazione di interessi e conseguenti anomalie che contrastano e coinvolgono figure.
In quest'ottica rimane sempre più sorprendente pensare che un Premier possa rimanere a capo di un esecutivo e contemporaneamente segretario indiscusso di un partito.
Altro che conflitto!!

6 mar 2021

IL RUOLO DI UN PREMIER NELLA MANCATA RESPONSABILITA' DEI PARTITI

 

di vcacopardo

Comunque lo si voglia rappresentare, Conte è risultata una figura di equilibrio per il momento che ha governato..Pur non essendo stata una figura politica di spicco e nemmeno vantandosi di esserlo (al contrario di ciò che si continua ad insistere col dire) ha dimostrato il suo grande impegno in uno sforzo continuo. Il professore è venuto fuori improvvisamente in un momento politico storico di un cambiamento in realtà mai percepito pienamente: Amato ed odiato contemporaneamente, Conte è apparso come una sorta di strano fenomeno nella gran confusione che ha coinvolto tutti i Partiti con le loro ideologie.


Si è insistito sul fatto che “lui si sia sempre limitato al preannuncio”: Può darsi!.. Dato che questo gli spettava... quando in realtà le linee politiche dovevano soprattutto spettare ai Partiti che lo hanno accompagnato. Il suo non è stato trasformismo, ma necessaria adattabilità del momento.. alla quale ha dimostrato di essere portato. Di certo il suo modo di esprimersi e parlare un po' atonico e forse anche privo di emozioni ha colpito facendolo apparire come uno scarso comunicatore..tuttavia questo è dovuto proprio al suo personale carattere e ad un certo stato emozionale che da sempre l'accompagna..uno stato emozionale spesso ingiustamente scambiato per atto compiacente. -Ma è forse meglio un bravo comunicatore che con voce suadente prende in giro il popolo?

Essere equilibrati significa anche essere capaci di adattarsi e riuscire meglio a trovare soluzioni tra le forze politiche. Ed in questo...malgrado lo stato emozionale che lo ha sempre accompaganto..Conte ha dimostrato una sua naturale forza!

In un sistema parlamentare come il nostro le riforme devono per forza essere promosse dai Partiti e discusse in un Parlamento. Se ciò non avviene e se abbiamo avuto a Capo del governo una figura come Conte ed un'altra un po' estranea come quella di Draghi, non può mai essere responsabilità dello stesso Capo dello Stato che lo ha nominato, ma di una scarsa visione dei Partiti che hanno sempre dormito sulle principali riforme dell'ordinamento politico. Naturalmente vi sono tanti che hanno sempre preferito il Premier determinato .. autoritario..più responsabile nelle scelte, tuttavia il nostro sistema non esprime un tale bisogno che potrebbe al contrario togliere lo spazio dovuto alla forza parlamentare rendendo poca o nessuna democrazia alla politica del paese..Riflettiamo...

1 mar 2021

L'INCHIESTA DI REPORT SULL'INTOCCABILE RENZI

 

di v cacopardo


E' sempre più sorprendente come tutto ciò relativo a Renzi non abbia mai una visione completa attraverso puntuali ed approfondite inchieste! Renzi sembrerebbe quasi protetto da una rete para massonica difficile da demolire.

Eppure l'inchiesta di Report porta fatti concreti sui quali riflettere: Se solo un Berlusconi ..un Salvini..o anche un più affidabile Conte.. avessero agito in minima parte nel modo in cui ha agito nel suo periodo di premierato l'arrogante attuale senatore, sarebbero stati crocefissi dalla stampa e dalla magistratura. Ma quando si parla del “sapientone” toscano, pare tutto mettersi sotto il tappeto o valutarsi attraverso quella controproducente sub cultura dell'abilità e dell'astuzia fine a se stessa.

Raccontata in modo più che esaustivo da Report, la storia con gli Emirati di Etihad, intrapresa attraverso una partnership fortemente sponsorizzata dall’allora premier Matteo Renzi, sembra essumere alcuni risvolti persino inquietanti.

Da Report “Dopo due anni e mezzo hanno portato i libri in tribunale. Ma il rapporto degli Emirati con l'Italia in epoca Renzi non si esaurisce con Alitalia: Report mostra tutti i documenti sul famoso Air Force Renzi, l'aereo di Stato voluto dall'ex premier. Si era siglato un accordo, sempre con Etihad, di svariati milioni di euro per un aereo che valeva pochissimo ed era fuori produzione dal 2011. Inoltre, l’inchiesta racconta la vicenda di Piaggio Aerospace, l'azienda aeronautica del settore sicurezza e difesa anch'essa entrata in possesso degli Emirati Arabi in epoca renziana. E poi c'è un drone militare in sperimentazione, precipitato misteriosamente.”

Report riporta anche quanto segue L’inchiesta ruota attorno alla svalutazione di Alitalia per favorire l’acquisto da parte degli arabi di Etihad: sono state completate le 526 pagine di relazione tecnica e consegnate alla Procura di Civitavecchia, che cerca di far luce sul crac finanziario di Alitalia.

Prima di vendere le quote, nel 2014, Alitalia – aveva svalutato in maniera “non corretta” le quote di una sua partecipata, Alitalia Loyalty, risultando così più appetibile all’acquirente Ethiad mentre l’azienda degli Emirati Arabi produceva verso la compagnia di bandiera italiana fatture probabilmente gonfiate, e Alitalia acquistava da Ethiad quello che è stato ribattezzato l’ Air Force Renzi”, l’aereo di Stato valutato 167 milioni di euro in leasing per 8 anni.

Seguono altre particolari situazioni poco chiare messe a fuoco dall'inchieta come quella relativa il pagamento circa le sue prestazioni odierne per la consulenza con l'Arabia avvenute attraverso un passaggio con una società con sede al sud. Domande poste all'ex premier e trasmesse da Report Tra queste quelle di un Renzi impacciato in strada dal giornalista, che togliendosi la mascherina replica: Non troverà mai il mio nome in questa vicenda, semplicemente per il fatto che in quel momento stavo guidando il Paese”.

Una delle tante risposte sfuggenti dell'ex sindaco d'Italia che come sempre pare allontanarsi dalle scomode domande..e che nella qualità di attuale componente della commissione difesa... insiste col percepire strane ed esose prebende per fantomatiche lezioni di democrazia e cultura in un paese dove è difficile o quasi impossibile comprenderne il termine e dove ogni suo possibile coinvolgimento con il ruolo avuto nel passato potrebbe non sfuggire ad una visione più che conflittuale.