11 lug 2014

un nuovo commento di Domenico Cacopardo

Il cretinellum e la prospettiva evanescente

di Domenico Cacopardo
La voce comincia a spargersi. Eugenio Scalfari, dopo i dubbi, ha iniziato a ragionare già domenica 29 giugno. Piero Ostellino smentisce per un giorno (il 6 luglio) l’imbarazzato (e imbarazzante) appiattimento del Corriere e formula serie contestazioni a Matteo Renzi e al suo modo di concepire la politica (Tutto parole e auto blu). Altrove serpeggiano timidi dubbi, anche se il tam-tam mediatico continua imperterrito a tessere le lodi del conducator fiorentino.
Appaiono sempre più evidenti la fortuna (le dimissioni di Errani dalla presidenza dell’Emilia-Romagna azzerano l’ultimo fortino dei vetero-comunisti, il loro modello doroteo e il declinato leader Bersani, lo statista di Bettola) e l’abilità dialettica del premier insieme alla totale imperizia, che accomuna il cerchio magico dei suoi più stretti supporter nel governo e nel partito. Lidea che duri vent’anni come Berlusconi sembra irrealistica, alla luce degli sbandamenti e dell’assenza di un reale pensiero politico irrobustito da proposte serie di cambiamento.
L’Europa si sta rivelando un’avventura a rischio. Le parole non incantano e i fatti concreti mancano o sono insufficienti. La considerazione non si conquista così: è di poche ore fa che la riunione Ue-Russia-Ucraina s’è svolta con i francesi e i tedeschi, senza gli italiani.
«Difetto di comunicazione», spiega il ministero degli esteri, ripetendo la formula usata quando la signora Nessuno che lo dirige partecipò alla Maratona di Ostia, poiché ignorava una contemporanea riunione dei suoi colleghi a Bruxelles. Questo genere di dichiarazioni dimostrano la pochezza di chi le emana, visto che postulano la stupidità di chi le legge, si tratti di giornalisti o di semplici, normali cittadini. Un ministro degli esteri deve essere in quotidiano contatto con i colleghi e informato minuto per minuto di ciò cha accade nelle questioni di un qualche interesse italiano. Ad aggravare la situazione, c’è che l’attuale ambasciatore a Bruxelles, Sanino, è persona di qualità, con un bel curriculum, di certo attento a ciò che succede in giro.

La verità è che quest’assenza non incide sulla già bassa credibilità della Mogherini (si chiama così la titolare della Farnesina) ma su quella di Renzi: insomma, uno schiaffo in faccia al rampante premier italiano nel momento del suo maggior bagliore comunicativo. E il viaggio delle gentile signora Nessuno in Ucraina e in Russia è un’operazione riparatrice (è di ieri la notizia che Putin le stringerà la mano) costruita in extremis dalla disprezzata burocrazie del ministero degli esteri.

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