3 mar 2015

L'economia ed il sociale..nella fragilità di una politica odierna


di vincenzo cacopardo

Per non voler apparire “gufo”..come usualmente pare far comodo a Renzi verso coloro che contestano nel merito le sue riforme, ma al contrario... volendomi approcciare più realisticamente in un contesto sociale ed economico odierno, mi sembra evidente che la crisi del sistema sia ormai giunta al collasso.

Il sistema è decotto.. e non solo nel nostro Paese, ma anche sul piano internazionale. Vi sono motivi logici per i quali si è arrivati a tutto questo: La politica non è stata più capace di imporre una guida attenta sui temi riguardanti il sociale e l'economia. Naturalmente i due argomenti restano legati poiché è pur sempre la politica a dover guidare ogni processo di innovazione utile, guardando di dovere in lungimiranza

Al contrario sembra essersi portata avanti una particolare mentalità di chi ha sempre considerato la politica in termini di competizione agonistica, contribuendo a favorire un pensiero sostanzialmente di reazione e assai poco costruttivo. Tutto ciò continua ad accadere proprio perchè non si è voluto mettere mano ad un vero cambiamento che potesse arginare la mentalità passata con la quale ancora si pretende di portare avanti ogni tema a guida politica: Si pagano salati i conti di un modo di pensare troppo legato al passato in cui le contrapposizioni ideologiche non potranno più portare a risultati positivi per piani sociali ancora privi di vere idee innovative.

Si è poi sempre preteso di poter imporre una governabilità per una illusoria stabilità che, favorendo una semplificazione amministrativa, ha finito col soffocare sempre più i pensieri e precludere ogni strada alle idee. Quello che oggi si evidenzia è proprio il negare l'importanza delle idee in un campo in cui è proprio il funzionamento del sistema che ne necessita. Sarebbe, infatti più utile dedicarsi al funzionale andamento del sistema evitando la ricerca di qualunque soluzione immediata, frettolosa ed anticostruttiva a beneficio di una carente e poco utile stabilità

Sul piano dell'economia..se non si cambia indirizzo difficilmente, oggi, un Paese come il nostro, potra' dare sfogo ad una attività economica più brillante in termini di investimenti e di conseguente economia reale! Un pensiero spontaneo, oggi, è quello di non riuscire a capire perché mai ci si deve adeguare ad un simile percorso di sofferenza imposto da un modo di interpretare il modello economico prevalentemente in termini di operazioni per il facile arricchimento dei pochi che continuano a restare indifferenti.. trascurando lo scopo vitale di una società civile, la cui sopravvivenza dovrebbe basarsi in un’economia effettiva di sviluppo e di equità. Sembra chiaro che le potenti lobby guidano l'andamento della stessa politica in modo determinato e contribuiscono a difendere gli interessi degli Istituti di Credito internazionali.. trasformati in luoghi in cui si continua ad investire su operazioni finanziare sicure, trascurando l’indispensabile sostegno alle aziende che producono.

Ma anche questo tema alla base rimane un problema sicuramente politico.

Con le attuali illogiche procedure non sarà mai possibile uscirne, anche in considerazione che si stanno, da tempo, impegnando i debiti delle Nazioni in un gioco finanziario ad alto rischio, malgrado le manovre poste in essere dal presidente della BCE Draghi riguardo ai 1100 miliardi del “Quantitative Easing” per smuovere i mercati fino al 2016. Sappiamo tutti che saranno sempre le banche a dover prendere le decisioni, ma dovrebbe essere pur sempre la politica a guidarne il controllo per un processo evolutivo dell'economia con un’attenzione diretta a proteggere gli interessi sociali....
La situazione oggi rimane incandescente sia nei temi del sociale che in quelli dell'economia ambedue legati fra loro da decisioni politiche sempre più fragili...Non dovremmo però mai dimenticare che l'economia è stata studiata dalla società, ma anche per la società, per un benessere, ma soprattutto per il suo benessere.

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