2 dic 2015

E allora ...dove sono i gufi?


di vincenzo cacopardo
A conti fatti sembra che l'aumento dei posti di lavoro sia stato di poche migliaia di unità... e le stime del Pil non aiutano di certo la crescita. Il Premier..con la solita presunzione che non gli fa mai difetto.. aveva da poco sottolineato una serie di dati ben diversi parlando di 300mila in più nell’ultimo anno e di segnali di ripartenza sufficienti osservando come il nostro Paese corre più in avanti rispetto alla Germania.

Ma la realtà appare ben diversa!

Dove sono i tenebrosi pennuti così tanto paventati dall'ambizioso Premier? Ormai ci si rende conto di quanto questo parlare a sproposito del sindaco d'Italia sull'incremento del lavoro grazie alle sue poco utili riforme è servito a poco e di quanto difficile sia riprendere a crescere se non se ne attuano di più appropriate.

Sembra ormai scontato che le promesse sull'aumento per le fascie più deboli (ossia le pensioni minime) non verranno rispettate. Se a ciò aggiungiamo che della crescita promessa dal Premier fissata tra lo 0,8% e l'1,5% nel 2015 non ne vedremo l'ombra, temendo, al contrario, che vi possa essere un segno meno e possimo renderci conto di come le parole di Renzi rimangano ancora aria fritta.

Mancano riforme strutturali più adatte e i tanto declamati 80 euro al mese.. come l'osannato “job's act”...non sembrano aver prodotto alcun beneficio alla spinta economica del Paese. L'economia non funziona ma si continua a dare ancora credito al giovane Premier che con la solita aria gradassa continua a dare risposte assicurative. Si continua a cercare un capro espiatorio sulla governabilità sicura e la certezza della loro durata...dimenticando l'importanza di alcune scelte strutturali non del tutto appropriate.

Pare al contrario.. assodato che l'intervento di Draghi con l'immissione di sostanziosi finanziamenti e l'incremento dell'esportazione dovuta al ridotto peso dell'Euro,,e persino.. la diminuzione del costo della materia prima come il petrolio, rappresentano l'unico vantaggio di questa debole economia nazionale voluta tutta in forza a principi non esattamente in linea con il bisogno di una economia reale più di sostanza.

La strada proposta dal sindaco d'Italia non appare dunque solida..anzi sembra pian piano presentarsi piena di enormi ostacoli ed offrire speranze solo effimere. In questo percorso assai azzardato..non sapendo dare altre risposte e rimanendo privi di vere idee innovative, si è sempre teso a dare la colpa unicamente alla mancanza di una governabilità sicura, finendo col trovare sempre ragioni per incidere sfavorevolmente sui principi essenziali di una democrazia, ma mai sui possibili errori supportati dall'ambizione delle figure e dalla loro mancanza di umiltà rispetto alle difficili problematiche esistenti.

Siamo dunque gufi...o aquile che volano più in alto?.... 


Nessun commento:

Posta un commento