12 mag 2023

RIFORME ISTITUZIONALI ED ITER



rischi di alterazioni e stravolgimenti


Ricordiamo che l'attuale maggioranza
ha vinto le elezioni con una assenza di votanti del 40% e conquistanto il 55% di seggi in Parlamento. Il chè equivale pressappoco ad un consenso popolare di circa il 33% sul potenziale di voti totali. Con ciò non si può per nulla negare, né mettere in dubbio ( malgrado una assurda legge elettorale voluta dalla sinistra) che gli dia ogni diritto di governare!
Tuttavia quando ci si appresta a stravolgere il nostro sistema fondato su una democrazia parlamentare, bisognerebbe riflettere se con l'aiuto di forze politiche interessate in Parlamento, si possano raggiungere i desiderati due terzi, evitando di andare al referendum.
Tutto regolare ...certo!
Ma rimarebbe l'incognita che si possa stravolgere il sistema e la nostra Carta che lo regge e custodisce senza un vero ed adeguato consenso popolare, con un rischio certo di un risultato diverso quando fosse posto da un referendum. Dunque, seppur regolare, ciò che la maggioranza si propone, potrebbe comportare una alterazione con inevitabili stravolgimenti.
L'art 138 della nostra Costituzione, per la revisione costituzionale, autorizza il cambiamento della Carta, tuttavia ciò dovrebbe tenere conto della maggioranza dell'intero popolo (ecco la ragione per la quale si istituisce un referendum) ed ecco perchè, nella fattispecie, sarebbe più ragionevole il necessario uso di un organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una riforma della Costituzione, tale da non deformare i punti essenziali che sorreggono un sistema democratico costruito su pesi e contrappesi.
La nostra Costituzione può essere cambiata, ma non stravolta, e per far ciò occorre di certo un consenso ampio!
vcacopardo

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