Già da tempo questo Blog si era spesso impegnato in analisi sul percorso di una globalizzazione sfrenata priva di equilibrio che ha finito col generare una reazione avversa, definita come una cotraria de-globalizzazione
Sul post del gennaio del 2017 : “una naturale deglobalizzazione si imporrà all'odierno globalismo” si era già messo in luce il rischio approfondendo la tematica:
il post conteneva queste parole:
“Ciò che ha portato la nostra società a tal punto da renderla iniqua ed insicura è stato certamente il nuovo sistema globalizzato che ha teso ad unire e legare tutto quello che in realtà avrebbe reso meglio e di più se fosse rimasto negli spazi di una più utile ed equilibrata competizione. Oggi un più diffuso “globalismo”, assume la deleteria ideologia secondo la quale questo “processo sociale” incontenuto..viene posto in un’ottica di valutazione prevalentemente economica e finanziaria. Il nuovo capitalismo globale, senza le necessarie regole, riesce ormai ad estremizzare i profitti occupando meno capitale umano. Si va perdendo il peso della contrattazione sul lavoro, cresce l’emarginazione di massa e si perde ogni riferimento qualitativo. Tutto ciò nel silenzio di una società internazionale che imperterrita segue la sua marcia disperata verso un futuro sempre più incerto. Alcuni sociologi teorizzano persino l’avvicinarsi di una “era globale” con la fine di ogni Stato nazione e quindi di ogni democrazia: Un certo cosmopolitismo nega il legame tra culture senza nemmeno provare a compierlo e con questo tipo di globalizzazione sembrano andate perse le speranze ed ogni ideale politico.
Oggi tutto sembra più chiaro! Dopo gli avvenimenti supportati dall'atteggiamento della nuova presidenza americana, quelli relativi all'Ucraina, quelli sulla Palestina ed una più decisa trattativa sui mercati sempre più carichi di dazi, oltre ad una particolare incalzante ideologia nazionalista che pone la forza e gli armamenti come principio rilevante o un pacifismo effimero in contrapposizione.... si mettono chiaramente in luce gli errori di quella che negli anni passati è stata identificata come la libertà sulle idee, sulla cultura, sui mercati e sullo stesso principio di democrazia. Un liberismo fin troppo sfrenato ha finito col danneggiare la vera essenza di un principio insito nel sistema mondiale. Un principio che indicava l’accentuarsi degli spazi e dei problemi che andavano oltre i propri confini nazionali facendoli diventare globali..Un processo che era sicuramente complementare e verificato in termini pratici. Il suo significato era inteso come quello di una società multidimensionale, multisociale, multiculturale e politica.
Tuttavia questo principio si sarebbe dovuto fornire di regole di contenimento ed equilibrio, frenando l'andamento di un liberismo estremo e senza regole.... non considerato il quale, si è finito col perdere ogni positivo risultato. La reazione non si è fatta attendere!
vcacopardo
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