16 giu 2015

interessante articolo di Domenico Cacopardo sulla Gazzetta di Parma

L’abbiamo sostenuto, credendo che l’impeto riformatore che lo animava bastasse a rimettere in moto il Paese e a risolverne i problemi.
Ci siamo sbagliati. «Hic et nunc», l’Italia deve registrare il fallimento e l’insufficienza del governo e del «premier» rispetto all’emergenza: Europa, immigrazione, Roma.
Dopo il precipizio berlusconiano, anche Renzi deve registrare la propria insignificanza comunitaria per assenza di peso e di idee. L’invio a Bruxelles dell’insistente Mogherini, un irrilevante semestre italiano di presidenza, la statuizione di una diarchia Germania-Francia, quando l’Europa era stata per decenni diretta da vertici triangolari con la nostra partecipazione e, infine, il tragico e inaspettato epilogo del «dossier» immigrazione definiscono il fallimento della politica italiana.
Le frontiere chiuse a Ventimiglia e al Brennero ci dicono che le furbizie (non identificare gli immigrati, in modo che non potessero esserci restituiti, una volta dispersisi per l’Europa, né sottoporli a un vero «screening» sanitario che farebbe emergere la presenza di malattie endemiche da tempo debellate) non hanno pagato e che il mix di inefficienza burocratica (sino a 2 anni per definire una pratica di asilo politico), di famelici sfruttatori del business e di insipienza politica ci ha condotti alla situazione attuale. Non possiamo né sappiamo chiudere le frontiere e dobbiamo quindi assistere il continuo arrivo di povera gente affamata, di cui solo una minima percentuale può essere classificata «rifugiato politico».
Il governo ha anche dimenticato che a Milano c’è un’Expo, che sarebbe dovuta diventare il punto di ritrovo di mezzo mondo e che è già sotto budget, e ha permesso che la stazione Centrale si trasformasse in un grande accampamento di disperati, fermi lì per il blocco alla frontiera austriaca. Come a Roma, alla stazione Tiburtina, quella delle lunghe percorrenze, s’è radunata un’altra massa di immigrati illegali.
Il tutto comporta un enorme problema igienico, dato che questa gente soddisfa alle proprie necessità corporali là dove si trova.
E non è vero che la responsabilità del disastro africano è la nostra, di noi europei. Brutalmente, va ricordato che sinché hanno governato gli europei, l’Africa è stata un continente abbastanza ordinato.
Tutte le parole detteci sull’Unione e sull’Onu sembrano svanire per un leggero colpo di vento. Del resto solo degli incapaci e degli impreparati potevano immaginare che i nostri «partner» avrebbero accettato di dividere con noi la marea che ci sta travolgendo.
E pensare ad azioni militari(incautamente annunciate), con conseguenti spargimenti di sangue, insostenibili per chiunque.
Infine, Roma. Non c’è il coraggio di commissariare il comune sommerso dalla corruzione e dall’inefficienza. Non c’è il coraggio di nominare un vero commissario al Giubileo (improvvidamente deciso in solitudine da papa Francesco), e si designa un coordinatore, in modo che al comando delle operazioni siano in due: uno all’acceleratore e l’altro al freno. Follie.
Continueremo, però, ad assistere a questo indecoroso spettacolo e a scivolare nel peggio. Nessun parlamentare vuole andarsene a casa e, quindi, alla fine, nel modo più sgangherato, Renzi continuerà a sedere a Palazzo Chigi.
Domenico Cacopardo


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