16 ott 2018

POLITICA DI PROGRAMMA E MERCATI FINANZIARI


Le domande giuste da porsi oggi sono : In questi anni la logica dell'austerità ha fatto crescere il Paese o no? Il nostro debito pubblico in questi anni di austerità è sceso o no? Le disuguaglianze sono macroscopicamente aumentate o no? Le risposte sono talmente evidenti da non lasciare spazio ad altri commenti!
di vincenzo cacopardo

Se si vuole imporre un modello economico finanziario ritenendo un Paese alla stregua di una “impresa”, si deve avere il coraggio di ammettere che ogni “impresa” piena di debiti non potrà mai riprendersi senza investimenti e senza far uso di nuove risorse e nuove idee. Se il Fondo monetario ...come la Banca d'Italia ..si permettono di alzare la voce sull'impresa Italia dettando regole.. dovrebbero almeno spiegare con quale criterio si può pensare di far crescere un Paese indebitato.. se non favorendo chi lo vive e chi continua a sostenerlo attraverso il lavoro e le risorse.

Ma anche migliorando il rapporto col debito ..possiamo davvero insistere con queste immense disuguaglianze generatisi proprio a causa dell' insensata logica che ha premiato di gran lunga i noti e potenti imperi finanziari?

Il voto nazionale di Marzo ha portato la governabilità secondo le vecchie regole della prima Repubblica.. quando un governo si andava formando in seno al Parlamento. Non c'è da meravigliarsi quindi se si è ricavata una maggioranza tra due partiti che si sono uniti in un programma e che in fase di elezioni si trovavano distanti e distinti. D'altronde quella era la legge elettorale proposta dal PD e votata dal parlamento.. Bisogna farsene una ragione!

In questi mesi, attraverso un contratto, i due Partiti hanno ricercato una sintesi per poter soddisfare in buona parte l'elettorato dal quale hanno tratto il loro consenso. Tuttavia i nodi sono rimasti e permarranno ancora sulla fase di realizzazione della manovra che tutto il Paese aspetta.

Questi i fatti! Ma da qui a condannare sul nascere ogni provvedimento è prematuro oltre che inutile e provocatorio dato che ogni punto della suddetta manovra non potrà che ricercare maggior dialogo interno ed un impegno alle soluzioni non facile proprio per la difficoltà di far combaciare interessi di un elettorato ben diverso.

In molti come me.. rimangono poco convinti sulla questione inerente il reddito di cittadinanza, tuttavia bisognerà aspettare le varie soluzioni sul tema prima di criticare con violenza!..e così anche per gli altri delicati temi toccati dalla manovra...

Ma se un libero cittadino si pone dei dubbi... non possono di certo farlo i mercati finanziari ancor prima della definizione di un Def che potrà, anche in fase di esecuzione, apportare piccole modifiche senza spostare cifre insostenibili. Dobbiamo pensare che questo mercato finanziario che compra il debito dei Paesi.. possa muovere le loro sorti...senza lasciare alla politica il libero compito di dettare le strade più opportune che come ruolo gli appartengono?..Se così è..a che vale andare ai seggi?



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