14 dic 2013

Contraddizioni e preferenze...



LA POLITICA FALLIMENTARE DELLE FIGURE
La politica dovrebbe poter operare regolando i rapporti con i cittadini al fine di governare uno Stato.
La logica sarebbe.. quindi.. quella di porre davanti i bisogni dei cittadini con idee e programmi utili attraverso un dialogo, senza il quale non sarebbe possibile alcuna utile soluzione. Quindi..nessun fine di buon governo politico senza un’azione propedeutica che miri al dialogo di ciò che interessa alla stessa società.

Ma quando si chiede di indicare cosa di più si desidera oggi dalla politica, non si pone mai l’accento su questa logica di percorso e viene fuori la ricerca di un personaggio che possa rappresentare una retorica figura di cambiamento. Un dato di fatto sul quale riesce difficile confrontarsi poiché, ogni figura, rappresenta oggi un simbolo sul quale voler fare affidamento, raffigura un po’ il profeta sul quale porre ogni fiducia per la soluzione dei tanti ostacoli.

Tuttavia... immaginare che tali figure possano offrire la soluzione dei nostri problemi potrebbe risultare infondato e lascia parecchi dubbi sulla possibilità di generare risposte soddisfacenti sul futuro della nostra politica. E’ la strana contraddizione odierna che mette in evidenza lo stato di confusione di quei cittadini che, da un lato vorrebbero ottenere dalla politica un beneficio utile e costruttivo che soddisfi le esigenze…e dall’altro..non dirigono il consenso per un vero funzionamento di essa, facendosi incantare dal personaggio.

Questa nuova cultura ormai radicata… contro la quale sembra difficile combattere, anche perché spinta da una mentalità tendente a sublimare ed idealizzare le figure, genera un evidente antitesi tra quello che si vorrebbe e quello che, purtroppo, non si potrà mai riuscire ad ottenere.
Una mentalità che trae spunto da una visione troppo teatrale di una politica che non dovrebbe mai mirare alla mitizzazione, ma alla precisa sostanza di ciò che si vuole. La deleteria cultura del divismo che pervade il mondo dello spettacolo e dello sport prendono il sopravvento su una più impegnativa e sana cultura del pensiero.

La visione cinica e fin troppo pragmatica di chi asserisce che tutto ciò è ormai una realtà alla quale non ci si può sottrarre, denota, con insistenza, il pericolo della mancanza di un individuale impegno verso un proprio modo di pensare e di riflettere.. finendo col renderci soggetti privi e sottomessi ad un sistema del quale, poi, abbiamo poco da lamentarci.
Una riflessione sulla quale dovremmo impegnarci e meditare con attenzione senza estraniarci da una logica che non potrà mai renderci soddisfatti se ciò che veramente vogliamo non corrisponde per niente al criterio con cui indichiamo le nostre preferenze.

Vincenzo Cacopardo 

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