2 dic 2013

interessante lettera di Paolo Speciale

RIFORME? SI, GRAZIE

Diversi autorevoli editorialisti dei principali quotidiani sottolineano in questi giorni la necessità di passare alla fase “esecutiva” delle famigerate riforme.
Riforme che difficilmente non riguarderanno la struttura costituzionale e che quindi necessiteranno di doppia deliberazione, specialmente per quanto riferibile al sistema giudiziario.
A questo proposito, dice Piero Ostellino dalle colonne del “Corriere della Sera” che la degenerazione di un sistema istituzionale reso di fatto anacronistico e desueto ha trasformato il Parlamento in organo mero esecutore delle sentenze della magistratura. Un Parlamento addirittura “terrorizzato”da un potere giudiziario sempre più prorompente dal 1992 in poi ,che determinò addirittura la impulsiva ed affrettata populistica –seppure fittizia – abolizione della immunità parlamentare.
Dunque una magistratura social-comunista contro il (libero) liberalismo attribuito prima di altri ai politici, nella misura in cui questi ultimi, con l'avvento del berlusconesimo, (eviteremo qui infatti il suffisso “ismo” per non incorrere in svariate ed errate interpretazioni sulle nostre posizioni), coincisero sensibilmente.
Una miscela esplosiva che ha infiammato sinora un improprio dibattito politico tra:
§      -una sinistra che ha accolto nella sua ala più centrista tanti ex democristiani, a corto di idee e quindi non competitiva, che ha trovato un insperato alleato nell'esercizio dell'azione penale-giudiziaria di una magistratura più o meno consapevole di operare sconvenientemente nella sfera dei consensi creando non solo di fatto – come è puntualmente avvenuto – un vero e proprio partito;
§     -una destra già debole e praticamente fusasi con il berlusconesimo - salvo il tentativo di resistenza finiana molto tardivo e quindi punito dagli elettori- anch'essa recettrice di tanti ex democristiani e che, con il Cavaliere “dux” nel senso proprio del termine “condottiero”, ha fatto essa stessa uso dell'azione giudiziaria persecutrice elemento portante della propria ideologia;
§       -un centro che stenta a ritrovare la propria identità, penalizzato da un elettorato troppo attento alla spettacolarità di Renzi o di Berlusconi, ridotto indegnamente ad opera di leaders dall'opportunismo prevalente a ruota del carro dei più forti, rimasto solo a reclamare un utile ritorno ad un sistema proporzionale troppo presto demonizzato da un bipolarismo populista ed esterofobo.
Sono le anomalie che hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni della storia d'Italia e dalla quale ormai da troppo tempo diciamo un “basta” che però“non basta” più.
Dicemmo già in precedenti considerazioni condivise che è tempo di osare, è tempo di approfittare del particolare momento di crisi per alzare la testa in Europa, per avviare un concreto e scadenzato percorso parlamentare di riforme istituzionali nei settori economico, giudiziario ed elettorale, anche facendo a meno di un moderatismo che ha già esaurito, in questa fase, il proprio importante ruolo come in ogni democrazia degna di questo nome.
Un amico con cui spesso mi confronto mi ribadiva qualche giorno fa la necessità di rinunciare per sempre alla anacronistica distinzione geografica delle aree degli emicicli parlamentari e che anche parlare di “centro”o di naturale periodica ri-convergenza verso di esso significhi legittimare ancora la presenza di una destra e di una sinistra.

L'esecutivo Letta a nostro avviso e di fatto oggi, dopo una opportuna verifica parlamentare, può e deve osare di non perdere più tempo, prima di tutto perchè è praticamente un monocolore, poi anche perchè è la prova vivente del naturale ritorno al proporzionale, quale espressione che riteniamo di maggiore rispetto delle minoranze, laddove si possa intervenire modificando quelle caratteristiche che in passato ne hanno determinato l'unico limite tangibile, la instabilità degli esecutivi.

1 commento:

  1. Con buon intuito politico Paolo ha saputo cogliere un punto focale della politica odierna e l'importanza delle riforme che devono vedere oltre la visione consueta delle posizioni. Ringrazio anche per l'appunto sul nostro avvenuto confronto circa l'"anacronistica distinzione"..mi congratulo

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