13 dic 2013

L’amaro risvolto di una politica ormai frustrata..


Un completo fallimento                  
Non v’è dubbio che i problemi del lavoro sono direttamente collegati alle cattive scelte della passata politica ed ogni odierna manifestazione di piazza.. potrà far sentire la sua voce.. ma mai risolverli. Tutti coloro che operano in politica e dentro le istituzioni sanno bene che il sistema si cambia dall’interno, ogni altra alternativa può solo degenerare lo stato della precaria condizione, portando dritti verso il sistema più duro di una dittattura.
E’ inutile farsi illusioni, ognuna delle forze odierne spiegate all’interno del Parlamento, si muove per assumere una forza personale ed ottenere le opportunità più utili, ma anche.. per non perdere consenso. Pur consapevoli che la primaria strada per il cambiamento deve passare all’interno del sistema attraverso la metamorfosi interiore dell’assetto istituzionale, in questo percorso non si ritengono, però, disponibili a perdere un briciolo del loro potere.
Questo in sé potrebbe anche essere comprensibile, ma pone in evidenza ulteriori argini ad un cambiamento che non potrà mai realizzarsi senza quella duttilità necessaria che le forze della politica dell’ultimo ventennio ancora attaccate alle poltrone, dovrebbero maggiormente intuire.  
E così, mentre Napolitano insiste sulla tenuta del governo per ragioni chiaramente legate all’Europa, Sel e Grillini si appattano sulle opportunità di votare future leggi elettorali, il ministro Quagliariello alza il tono della voce pressando sulle decisioni per le riforme del Parlamento, Matteo Renzi corre dal Capo dello Stato che, in qualche maniera,  cerca di calmargli l’animo, replicando ugualmente con Alfano, Berlusconi cerca alleanze di opposizione col Movimento 5Stelle, il Consiglio dei ministri si riunisce con urgenza per prossimo vertice europeo a Bruxelles…
Insomma un caos!...Una gran confusione dentro.. ed un’altra assai pericolosa fuori!
La politica richiama, oggi, insulti  ed improperi mai sentiti, ma  anche una certa violenza.. prima mai vista..e quando si crea questo clima le future scelte non potranno che risultare, sia per la premura…che per l’opportunità, forse..efficaci per un certo tempo, ma sicuramente meno utili e convenienti per il futuro.
La direzione verso il cambiamento delle istituzioni vuole seguire la strada di un taglio delle forze parlamentari attraverso un dimezzamento delle figure, ma non sembra guardare.. in primo luogo.. al dimezzamento dei loro stipendi, Vuole determinare l’eliminazione di un’Aula parlamentare…senza riflettere sulla possibilità di rendere il bicameralismo più utile e funzionale: dimostrazione rigorosa (come già sottolineato sopra) delle  soluzioni di opportunità, ma non proprio.. di convenienza.
Ma se il problema è quello di dimezzare le spese e di dimostrare alla società civile l’opportunità di fare dei sacrifici, non sarebbe più utile dimezzare gli onorari e studiare attentamente il contenimento delle spese attraverso una funzionalità più corretta di questi due istituti?
Invece ..di colpo..ed anche un po’ rozzamente.. si taglia una Camera come fosse un ostacolo per i problemi del Paese…poi si tagliano le Province, senza un piano più appropriato per il futuro anche in relazione alle Regioni…mantenendo in piedi gli oltre ottomila superflui e costosi consigli comunali (utili solo a rallentare l’attività) delle città per le quali basterebbe una utile ed efficiente amministrazione.
Come al solito…la nostra Nazione non si smentisce! Un paese dove..o non si fa nulla..o si fa troppo e male! Un paese dove l’equilibrio di una politica pare inesistente e che rincorre azioni di repressione senza mai approcciarsi verso una più utile prevenzione.
Ciò accade proprio perché si ha l’idea che in politica esisti solo una prevalente azione amministrativa e non sia, invece, necessario accostarcisi con l’appropriato senso dello studio di una ricerca che possa individuare in lungimiranza gli ostacoli e le convenienze. Uno studio che, come ho già scritto più volte, tocca ai Partiti dover affrontare e seguire.

La visione è ormai quella di una completa frustrazione della politica condizionata dal fallimento delle figure che l’hanno rappresentata, che si vede oggi costretta a calarsi in soluzioni affrettate e persino avventate, pur di ripulirsi l’immagine all’occhio dei cittadini. Dunque…un completo fallimento!  
vincenzo cacopardo  

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