6 feb 2015

La fine di un patto...

di vincenzo cacopardo

E' sicuramente pensabile che Renzi abbia scelto Mattarella per affinità elettive e soprattutto..per calcoli politici. Renzi e Mattarella, l'uno presidente del consiglio e l'altro presidente della Repubblica, vengono fuori da una storia politica che è l’incontro tra la cultura cattolica democratica e quella comunista. 

Renzi oggi, con i poteri inconsueti che usa... attraverso una leadership e un anomalio doppio incarico ( cui nessuno tiene in considerazione)... gode di una assenza totale di concorrenti che ne esaltano fin troppo l'immagine. Quindi l'asturo giovane Premier ha operato una scelta di un Presidente della Repubblica che fu un politico del passato più vicino e conforme alla sua stessa tradizione politica e tutto ciò fa pensare che, in tal modo egli possa perfezionare un eccezionale raggruppamento di potere.

Qualcuno pensa che la rottura del Patto detto del Nazareno sia stata decretata di forza dallo stesso Renzi come un tatticismo per neutralizzare la resistenza minacciosa dei gruppi dissidenti interni al suo Partito. Il sindaco d'Italia, usando ogni mezzo per poter andar dritto per la sua strada, ha scelto di ricompattare il suo Partito per eleggere il successore di Napolitano.. senza esporsi agli attacchi della sinistra interna, ed ha deciso per la strada dell'elezione di un democristiano senza nessun accordo con il partito di Berlusconi.

La domanda scontata di oggi è quella di capire fino a che punto Renzi può adesso sentirsi tranquillo avendo con sé l’opposizione di chi fino ad oggi lo ha appoggiato sulle riforme di importanza istituzionale. Malgrado vi sia chi malignamente pensa che vi possa essere stato un ulteriore accordo sottobanco col Cavaliere e che tutto ciò a cui oggi assistiamo potrebbe essere un teatrino per ingannare volutamente gli assidui spettatori di una politica da gossip, io credo che la scelta operata da Renzi sia stata studiata con l'intuito di chi brama per ottenere i riflettori puntati su di se e con un fine preciso con il quale ha ritenuto di poter trionfare con successo da unico protagonista: Ha usato il partito di Forza Italia.. allettando Silvio Berlusconi riponendogli una certa considerazione e, come fece per Letta, una volta sicuro di avere altre strade aperte a garanzia di un proprio successo, lo ha inesorabilmente isolato...Questo è lo stile del giovane sindaco d'Italia e questo è quello che gli attira il consenso di chi premia la furbizia spettacolare di una politica odierna.

Renzi oggi appare in una botte di ferro, non teme più colpi interni del suo partito ormai privo di ogni altro pensiero al di fuori dal suo...Un partito senza alcuna espressione personale, solo piegato all'evidente forza di chi tende ad infondere un potere di restaurazione al suo interno. Col prossimo arrivo dei deputati di Scelta Civica in adesione al PD..con le esagerate esaltazioni del gruppo di Vendola per la nuova nomina del capo dello Stato..Renzi pare aver spinto il proprio consenso sia verso sinistra che al centro dove permane ancora una linea di comodo di alcune forze di quel centro di Casini che oggi non saprebbe proprio dove configurarsi.

Il famigerato Patto del Nazareno, può quindi dirsi definitivamente defunto, poiché Renzi non ha più alcun bisogno di patti.. avendo raggiunto il suo scopo. Il problema rimane sulle pericolose e semplificate riforme che si continuano ad affrontare col solito determinismo e l'approsimazione tipica di chi sa di essere solo al comando.





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