6 nov 2015

Lagalla.... figura della provvidenza per un nuovo centrismo

di vincenzo cacopardo
Si continua con la proposta delle figure e si trascurano i programmi... Come  si lavorasse con l'unico scopo di far muro al nuovo movimento di cui si ha paura... senza pensare alle idee ed a ciò che alla regione veramente serve. L’ultimo annuncio..pare essere l'innaturale espediente di tutti coloro che nell'isola sono ancora legati al passato di una vecchia democrazia cristiana che non potrà più ritornare.

La proposta che sembrerebbe prendere corpo è quella che vede il PD legato allo storico e vecchio centrismo ed alla corrente che in Sicilia vive ancora in seno ad una sopravvisuta area berlusconiana. Una sorta di Partito della Regione ..una invenzione localizzata del tanto declamato Partito della Nazione. Non c'è più cosa inventarsi.. e la paura del “mostro 5Stelle” induce a tattiche di vecchia matrice pur di mantenere il potere. A capo di questo espediente politico si fa il nome dell'ex rettore dell'universita Roberto Lagalla come prossimo presidente della Regione . Una candidatura forse prestigiosa, ma..che in realtà.. non nasce, né come candidatura del PD, né come candidatura di Forza Italia, ma come un nuovo espediente degli ex democristiani dell'isola.

Con tutto il rispetto che si deve portare al noto professore..non può essere di conforto constatare come si pensi di portare ancora avanti una pseudo politica locale attraverso queste strategie legate a percorsi innaturali..tenuti insieme attraverso l'immagine di un affermato professore. Non è certo Lagalla che può bloccare il successo di questo pretestuoso proposito dei Partiti che lo propongono, ma l'idea di far muro attraverso un sistema ormai vecchio e defunto che lega di tutto e di più in un pasticcio politico che non è altro che un disegno che ha già portato.. con la stessa esperienza del governo Crocetta.. una inconcludente politica solo carica di ricatti... Se Lagalla può essere una figura nobile..non lo è di certo l'effimero progetto...Tutti i vecchi Partiti sembrano costretti a lavorare su proposte legate alle figure.. trascurando un effettivo e più interessante progetto per lo sviluppo dell'isola al fine di bloccare l'avanzata di un nuovo Movimento che, nel bene o nel male, attrae un evidente scontento sociale...

La logica conseguenza di una politica riformista nazionale che attraverso il suo combinato..stravolge una più utile politica a beneficio di accordi innaturali e contraddittori che genereranno ulteriori anomalie. La nuova legge elettorale Italicum dimostra con evidenza i suoi negativi risvolti persino nelle periferiche regioni. Con l’attuale formulazione della legge, infatti, se non si raggiunge il 40 per cento, le prime due forze politiche sono costrette al ballottaggio. Una legge proposta con presunzione dalla ministra Boschi..la quale non ha mai dimostrato un vero intuito politico legato alla cultura storica del nostro Paese, ma che ha marciato dritta con presunzione ed assolutismo verso una sorta di americanizzazione della politica..condita da una approssimativa semplificazione.


Intanto Renzi non ha nessuna voglia di mandare la Sicilia al voto per paura di una evidente sconfitta e farà di tutto per coltivare giochini e giochetti..pur di mantenerne il controllo... ed il Parlamento siciliano approverà di certo il Bilancio 2016 che presenterebbe uno spaventoso ‘buco’ di 3,3 miliardi di Euro.

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