5 mar 2016

la democrazia.. tra libero pensiero ed interessi di poltrone

di vincenzo cacopardo
"il dovere di una democrazia è quello di trovare una soluzione equilibrata nel pieno rispetto del pensiero politico.. arginando ogni possibile interesse speculativo" 

Da un articolo di Cesare Maffi proposto su Italia Oggi..prendiamo la nota delle innumerevoli sigle che oggi occupano poltrone nelle Camere (se ne contano ben 44)

Il Pd e la Lega (che però aggiunge «Autonomie» all’intestazione), e come il Pdl, che dopo la dissoluzione ha accluso l’antica sigla Fi. Ci sono il Ncd e l’Udc, federati in Ap (Area popolare). I grillini hanno la loro targa: M5s. Nel gruppo Per le autonomie abbondano le sigle locali: da Bolzano la Volkspartei (Svp), da Trento gli autonomisti del partito trentino tirolese (Patt) e dell’Unione per il Trentino (Upt), da Aosta l’Uv (Union Valdôtaine). Ma vi aderiscono un partito antichissimo come il Psi e un raggruppamento di «esteri», il Maie (Movimento associativo italiani all’estero). A sinistra si schiera Sel, che però ha generato la Sal (Sinistra al lavoro, durata poche settimane e presto rientrata) e La Puglia in più-Sel. I dissidenti grillini hanno partorito il Gap (Gruppo azione popolare), prima divenuto Gapp (Gruppo azione partecipazione popolare), infine scompar-so; Ilc (Italia lavori in corso, componente anch’essa dissolta; MovX (Movimento X, che permane, sia pure ridotto a una sola senatrice); Aect (L’altra Europa con Tsipras, di cui è stata annunciata la fusione con Sel. Hanno perfino riesumato l’Idv (Italia dei valori). Non scherzano nemmeno, però, i seguaci di Flavio Tosi, (Fal: Federalismo Autonomie e Libertà), poi modificato in Fare! I montiani sono spariti da palazzo Madama, dopo aver generato e affossato Scmpi (Scelta Civica con Monti per l’Italia), Scpi (Scelta Civica per l’Italia) e Pi (Per l’Italia). Sopravvivono i popolari per l’Italia del Ppi, all’interno del gruppo Gal (Grandi autonomie libertà),(Grande Sud), Lans (Libertà e autonomia-noi Sud), Mpa (Movimento per le autonomie), NPsi (Nuovo Psi, distinto dal già citato Psi), Vgf (Vittime della giustizia e del fi sco), Fv (Federazione dei verdi), M (moderati), Mbi (Movimento base Italia), Id (Idea), E-e (non è escursionisti esteri, bensì Euro-Exit) e da ultimo il Mpl, che sarebbe il Movimento politico Libertas.Ci sono infine anche i Cor, conservatori e riformisti, alias fittiani, la cui sigla pare essere un utopistico ossimoro.


La enorme e crescente edificazione di sigle partitiche e di Movimenti non può ridursi ad una semplice critica verso una generica politica di interesse, ma deve avere due letture: Oltre a quella di facile interpretazione, che lascia intravvedere i soliti interessi, ve n'è un' altra..meno visibile.. che potrebbe far intuire come.. in un percorso Parlamentare.. si voglia restare liberi nel proprio pensiero. 

Se la moltitudine di sigle provoca un certo distacco da parte dei cittadini infastiditi e rivolti contro quella politica assai interessata e vorace, il crescente numero di esse ci descrive di certo una diversa realtà inconciliabile col pensiero politico del bipolarismo..ossia di quella semplificazione politica e dei sistemi elettorali maggioritari che oggi si pretende ancora di voler mettere in atto. - Non ci si può meravigliare di questo numero di sigle politiche che negli ultimi anni ha superato ogni aspettativa.. bisogna tuttavia riflettere su quali possano essere i motivi (oltre i noti interessi personali) che hanno favorito questo percorso in un'attività che ovviamente si svolge in un luogo dove si esprimono liberi pensieri.

Ciò dovrebbe  indurre ad una ricerca che possa meglio definire i ruoli: Un ruolo governativo meglio distinto e separato  da quello parlamentare (sebbene organico ad esso)...Naturalmente è comprensibile la difficoltà di trovare una soluzione più adatta e meritevole..ma è anche vero che non si fa alcuno sforzo per ricercare alternative più utili in proposito..

Tale riflessione non può esulare da uno sguardo più attento verso i Partiti che dovrebbero quanto prima essere ri-disciplinati attraverso regole più adatte ed appropriate, in funzione di un dialogo ed un utile beneficio per la comunità sociale.



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