7 dic 2016

NUOVA LEGGE ELETTORALE TRA MAGGIORITARIO E PROPORZIONALE


Impossibile mandare l'Italia alle urne con due sistemi elettorali diversi, uno dei quali per giunta, (quello relativo alla Camera), ancora sotto il vaglio della Corte Costituzionale.
di vincenzo cacopardo



Siamo finiti col ritrovarci il Senato proporzionale e la Camera fortemente maggioritaria. La prossima scelta del governo che resterà in carica, dopo la legge di bilancio..sarà..quindi..quella di ricercare insieme una legge elettorale senza fiducia che soddisfi un po' tutti! Queste sembrano anche le intenzioni del Presidente Mattarella che in questi giorni ha disdetto ogni appuntamento per porre ordine ad un quadro politico istituzionale abbastanza complicato.

Nel mezzo ci sarà una difficile assemblea del partito di maggioranza dove Renzi potrà osservare quanto il suo ruolo di leader sia rimasto intaccato dal recente referendum.

Fatto stà che una soluzione andrà trovata al più presto!
Ma chi sarà il Premier che dovrà guidare in questi pochi mesi il governo? Al di là di ogni possibile nome quello che veramente vorrebbe il nostro Capo dello Stato è di sicuro una «transizione ordinata», nel rispetto della sovranità del Parlamento.

L'occasione è utile per approfondire in breve la differenza dei principi sui quali si fonda l'aspetto di una legge elettorale e la conseguenza che arreca ai valori stessi di una politica democratica!

Il sottoscritto nella qualità di sostenitore del proporzionale non può che augurarsi che la ricerca di una legge elettorale possa partire dai principi di salvaguardia di una partecipazione più attiva e profonda della cittadinanza. Non v’è dubbio che, nel nostro Paese, un sistema proporzionale, non sarebbe riuscito ad adattarsi ad una errata concezione del bipolarismo tendente a definire con più semplicità e concretezza una sicura governabilità. Per portare avanti il sistema bipolare occorreva la prepotenza di un maggioritario che potesse offrirgli maggiore sicurezza ed efficienza.

Ma oggi la situazione..con l'arrivo del Movimento 5 stelle.. è ben diversa! Nel sistema maggioritario.. al quale buona parte delle forze politiche aspirano.. per ottenere quella sicura governabilità..il problema continua a persistere sulle conseguenze che si riportano ad una libera azione democratica: Infatti..definendo in modo snello la maggioranza, si rinvigorisce l’aspetto governativo, ma nel contempo, si tende ad indebolire l’effetto fondamentale di una politica di base che dovrebbe supportare le diverse idee e le particolari esigenze provenienti dal basso.

La scelta del maggioritario viene sempre promossa e spinta da coloro che si potrebbero definire “ attori e protagonisti”, personaggi che guardano ad un riscontro individuale della figura nel senso più egocentrico. Qualcuno potrebbe affermare che ogni progetto può essere definito e portato avanti solo da coloro che rappresentano la testa di un sistema..ossia un governo con i suoi ministri, ma ..come ormai comprovato in questi ultimi tempi… è sempre più difficile sostenere una governabilità, senza una base politica di appoggio più sicura. Il bipolarismo, com’è noto, definisce due correnti di pensiero differenti ed in contrapposizione per visioni ideologiche che tendono ad identificare le scelte. Queste scelte pongono, coloro che  devono condividerle, di fronte ad un bivio al quale il singolo pensiero del politico non potrà, né dovrebbe mai sottomettersi: difficile poter condividere in toto un progetto per il quale si potrebbe essere d’accordo solo in parte!

Da un lato …il sistema proporzionale offre maggiore politica di base rendendo più instabile un percorso governativo. Dall’altro...quello maggioritario offre più garanzie di stabilità ad ogni esecutivo, limitando..ma spesso anche, soffocando, ogni possibile dialogo alla base. Quale sarà dunque la soluzione...anche nella visione di una nuova tripolarizzazione.. se non si opera verso un innovativo percorso che possa offrire ad ambedue…una più libera strada favorendo un traguardo più efficiente ed equilibrato?


Qualunque risposta dovrebbe considerare una futura divisione dei ruoli. Una suddivisione che possa vedere un sistema proporzionale per la ricerca della costruzione di una politica di base fondata sulle idee.. ed uno maggioritario per l’identificazione delle figure amministrative competenti. Due ruoli separati per capacità e per obiettivi, che possano lavorare senza conflitti e compromessi di sorta al fine di rendere più funzionale ogni percorso. Qualcosa di non facile da riscontrare, ma sulla quale si potrebbe lavorare nell'ambito di una ricerche innovativa di aiuto ad una politica moderna, meno conflittuale e più funzionale.

1 commento:

  1. IL PROPORZIONALE A TUTTE E DUE LE CAMERE Il partito che prende piú voti deve governare per 5 anni , inserendo nella metà dei 5 anni un referendum ( si/no) per confermare o MANDARLO a casa.

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