27 nov 2019

RENZI E L'ARTICOLO 49


Sull'onda dell'inchiesta Open, Renzi si domanda "Chi decide oggi cosa è un Partito? La politica o la magistratura?..Questo per lui è un punto sul quale si gioca una sfida decisiva per la democrazia. Renzi chiede quindi di sapere se i Partiti sono quelli previsti dall'articolo 49 della Costituzione o quelli decisi dai magistrati che oggi lo indagano.
di vincenzo cacopardo

La domanda potrebbe essere lecita.. soprattutto quando si viene indagati, tuttavia il quesito è mal posto..cioè la responsabilità non è proprio quella dei giudici inquirenti sottoposti ad un lavoro di indagine..quanto quella dei politici che ancora non esercitano la loro giusta funzione sulle riforme e che quindi fanno ricadere su loro stessi ogni forma di garanzia: Proprio la riforma dell'articolo 49..cui fa cenno Renzi... già da tempo si sarebbe dovuta prendere in seria considerazione. Quindi ne Renzi ..ne altri leader politici potranno mai lamentarsi di ciò che oggi ci da' spunto per intraprendere una breve analisi su quello che  in realtà esprime l'articolo 49 della Costituzione e che non sembrerebbe del tutto completo nel suo disciplinamento.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” In sostanza il costituente afferma il diritto di ciascuno di costituire partiti come espressione di un diritto di libertà dei singoli. La manifestazione del pluralismo, dovrebbe rappresentare una delle basi dell'ordinamento democratico. 
La disposizione sottolinea che una delle principali funzioni dei Partiti e quella di partecipare alla politica della Nazione attraverso un confronto reciproco basato sui principi di una democrazia. Nei fatti, stabilito un proprio programma, procedono poi ad individuare coloro che intendono proporre come candidati e diffondendo il proprio pensiero tra i cittadini attraverso le campagne elettorali, al fine di attirare consensi.

Dal punto di vista della struttura organizzativa, essi sono associazioni private non riconosciute e ordinate stabilmente. Non vi è però dubbio che, nella Costituzione, manca una normativa più specifica sollevando dubbi circa la libertà di cui godono gli aderenti. Mancano i confini, ma anche una più articolata funzione di ruolo, manca una maggiore disciplina...nel senso di fornirgli limiti alla loro azione..ed alle garanzie.

Insomma..soprattutto nella fase odierna in cui la perdita dei "valori" è stata già da tempo travisata..o persino alterata.. con quella del "potere", occorre mettere mano ad una riforma dei Partiti che possano garantire ai cittadini una maggiore conoscenza ed un più corretto modo di giudicarli per un consenso.

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