7 gen 2014

BIAGIO RUSSO COLLABORATORE DI VOCENUOVATV DIALOGA CON VINCENZO CACOPARDO



I temi odierni della politica visti da Vincenzo Cacopardo
intervista del gennaio del 2014

Incontriamo chi ama la politica attraverso la ricerca e la cultura mettendo in dubbio i sistemi rigidi del bipolarismo e l’attuale funzionamento dei Partiti.



“Vincenzo Cacopardo designer, nasce a Palermo nel 1948. Ha vissuto, studiato e lavorato a Milano e Roma. Non ha mai esercitato alcun ruolo attivo in politica. Una breve apparizione negli anni novanta nella qualita' di responsabile della cultura e dell'informazione per l'UDR in Sicilia. Nel 1999 ha pubblicato un libro “La politica ed il cambiamento”nel quale pone l’importanza del bisogno di un vero cambiamento in favore della politica. Attualmente vive in Sicilia e si diletta alla ricerca e lo studio della cultura politica con particolare attenzione a quella della nostra nazione”. Ideatore di un blog dal nome “Libero studio per una nuova cultura della politica”.

Vincenzo possiamo parlare con lei..  di politica odierna..in generale?
Certo!..sono lieto di farlo senza riferimenti ai personaggi oggi presenti alla ribalta della politica..e questo non perché io voglia criticarli, ma per evitare inutili pettegolezzi simili a quelli che girano di continuo nei Social. Gradirei esprimermi più come appassionato ai temi importanti.. che alle figure.. anche perché mi sembrano più interessanti e utili.

Può..allora.. dirci cosa la spinge a questi studi?
Più che studi forse bisognerebbe parlare di ricerca ..io non credo che ci sia tanto da meravigliarsi in quanto la politica, che può trasformarsi anche in qualcosa di veramente ignobile …. in realtà è il contenuto di arte e scienza. L’arte di saper ricercare le idee e regolarle attraverso un dialogo e la scienza nel saperle mettere in atto. Quando oggi si parla di politica si fa sempre riferimento al potere, agli inciuci, alla gestione amministrativa delle istituzioni, ai Partiti corrotti..etc, ma mai a quella fondamentale azione di costruzione che deve essere condotta attraverso la ricerca. Quando, come me, non si pretende di aver trovato una soluzione qualunque e ci si impegna in una ricerca per dare sfogo al pensiero ed alle idee, la politica assume una caratteristica diversa…diventa una  vera forma di passione!

Ci può dire…quali sono i risultati di queste sue ricerche?
Se sapessi di avere risultati assoluti o risolutivi.. non sarei dove sono ..nè quello che sono! La mia caratteristica.. alquanto rispettosa.. nell’affrontare queste impegnative tematiche, condiziona il mio modo di pensare e mi colloca in una posizione di teorico che insegue gli ideali di un sistema che potrebbe non essere più un paradigma certo. Il “cambiamento”, di cui io ho prematuramente  parlato nel mio libro nel 99, assai prima della comparsa di personaggi come Grillo, è per me un risultato da raggiungere con logica idee e metodo… facendo un indispensabile uso dell’equilibrio… Impossibile pensare di raggiungerlo secondo una strada esterna e demagogica, ma agendo solo all’interno dello stesso sistema. Per fare questo..occorrono di certo le teorie e la dovuta ricerca per portarle avanti… Vorrei far comprendere a chi ancora oggi reputa la politica una dottrina alla quale assuefarsi…che nulla potrà essere praticato in direzione di una vera innovazione, senza una necessaria base teorica che predisponga allo studio di nuove idee. L’errore che abitualmente si pratica… da parte di chi si propone in politica..è quello di pretendere di poter affrontare un cambiamento senza uno studio di ricerca propedeutico edificato su base teorica… Procediamo... costantemente.. verso la pratica... senza un adeguato percorso di analisi teorica che, partendo da un'idea, individui una strada più logica e meno rischiosa.

Quale dovrebbe essere.. secondo Vincenzo Cacopardo… il percorso più corretto ?
L'assunto sembra chiaro:..-Non vi potrà mai essere una pratica.. senza un anteposto studio teorico! Questo, per la politica, è uno dei problemi che pone ancora argine alla possibile soluzione di una solida governabilità. Gli attuali contenitori di consensi…ossia i Partiti odierni, non sembrano guardare in direzione di questa ottica, affrontando le relative problematiche con estrema superficialità e con proposte immediate e spesso avventate che…nel tempo..si dimostrano non utili…né tantomeno...efficaci.

Ma secondo lei.. non è più importante e prioritario dare un governo sicuro al paese?
Vede..questo argomento mi stuzzica non poco!...E’ proprio il tema fondamentale della politica di questi ultimi anni!..E’ la dimostrazione di quanto la politica non vuole far uso della necessaria cultura pur di raggiungere un qualsiasi risultato in proiezione di una stabilità…una stabilità che non riuscirà mai a trovare e che si inseguirà all’infinito in quello che, oggi, appare come il pericoloso gioco che finirà col rompere un legame con un vero sistema democratico.

Cosa intende dire?
La governabilità deve essere vista come un fine!..Nessuno potrà mai pretendere di imporla in un sistema di democrazia..poichè se il percorso per raggiungerla deve essere imposto da una procedura sempre più ristretta e non ricavata da una base più forte..il risultato sarà sempre quello dei compromessi e dei ricatti…insomma… in un concetto di vera democrazia, è solo illusorio… pensare che si possa sostenere una governabilità, imponendola attraverso la logica dei modelli costretti e diretti dall’alto!.. Vi è un bisogno di costruirla dal basso per rendergli quell’appoggio essenziale che le dia più forza e sicurezza!  In quest’ottica ho sempre pensato che dovrebbero essere proprio i Partiti a condurre il percorso di costruzione di base di una governabilità attraverso il dialogo con i cittadini e non… portare avanti sistemi elettorali chiusi come il maggioritario e formule come il bipolarismo che tendono ad ingabbiare la politica e le rispettive idee.

Come mai lei non condivide il sistema bipolare ormai consolidato negli altri Paesi?
Nessun politico si esprime in profondità sull’incomprensibile sistema che ha provocato vent’anni di confusione ed inerzia della politica del nostro Paese e che ci ha portato allo stato in cui oggi siamo!  Dopo le cruente contrapposizioni…si costruiscono oggi incoerenti composizioni governative estranee ad ogni logica che si voleva bipolare.  Chi ha dunque sbagliato?....Sbaglio adesso io?…Sbaglia forse oggi.. un Capo dello Stato che si trova..contro ogni sua volontà, in una situazione di dover risolvere le innumerevoli problematiche di inefficienza del quadro politico esistente per dare più sicurezza al paese?...O hanno invece sbagliato, nel passato.. tutti quei Partiti che hanno optato per un rigido sistema costruito sugli illogici compromessi di un pensiero edificato sulle estreme contrapposizioni? Si è parlato di posizioni politiche costruite, in questi lunghi anni, attraverso una ideologia che spingeva… nelle due rigide polarizzazioni... Due poli che hanno generato un’incomprensibile limitazione del pensiero politico e che hanno rafforzato sempre più una radicalizzazione delle figure.

Lei rimprovera una certa classe politica per aver dato corso a questo sistema?
L’avere portato avanti un simile sistema per lungo tempo… senza alcun metodo e per un restrittivo bisogno di operare una qualunque governabilità…la dice lunga sulla incapacità dei tanti che hanno voluto intraprendere questa attività per il piacere di accomodarsi in una poltrona col beneficio di una lauta ricompensa. Da una conciliazione negata, poichè  costretta dai principi del sistema bipolare...siamo arrivati all'odierna ricerca di una illogica, ma necessaria mediazione..per evitare il disastro politico del nostro Paese! Come si spiega tutto questo?.. Vengono spontanee due osservazioni:- o la classe politica ha errato nel passato ..o sta commettendo l'errore adesso con una svolta inconsueta!... Sembra, in ogni caso, assai  grave...tacere l’errore commesso nel passato, nascondendosi dietro un bisogno di aver dovuto seguire un modello assai avanzato dei Paesi democratici a noi vicini e lo è ancora di più insistere come oggi si cerca di fare.
                                                                                           
Mi pare di aver capito che lei non ama questi sistemi perché li vede troppo semplificativi..giusto?
Sistemi maggioritari, bipolarismi affrettati ed addirittura bipartitismi, non possono che accentuare il distacco con i cittadini,  rischiando di costruire un autentico solco che separa sempre più il Paese da una vera politica. Oggi…si tende a partire dalla base assoluta di una nuova legge elettorale che vuole immaginarsi rivolta al miglioramento di un buon iter istituzionale quando, per evitare fini personali o di potere, sarebbe più utile costruire regole a difesa di questo stesso iter. Assistiamo, oggi, a scontri politici riformisti basati su scelte che non promuovono idee veramente innovative e sembra che, per la nuova tendenza alla semplificazione, si voglia metaforicamente tagliare il nodo del problema per non scioglierlo. Per far ciò, si fa riferimento e ci si accosta ai processi politici evoluti delle altre Nazioni prendendo ad esempio i loro sistemi.

Lei parla proprio di un chiaro fallimento, ma tanti paesi.. dove regna la democrazia.. usano questo modello..
Il fatto che lo si usi in altri Paesi che hanno avuto un’altra storia ed una cultura ben diversa dalla nostra… non giustifica la scelta! L’aver diviso in modo secco il pensiero e la stessa cultura politica a metà.. dopo oltre cinquanta anni di politica moderata, ha finito col generare un mucchio di contraddizioni. Un sistema sempre più compromesso da logiche posizioni di convenienza ed illogiche posizioni di convivenza…. ed ecco che, la vera funzione politica parlamentare, assume troppo spesso un ruolo secondario in uno scenario che appare sempre più quello di alcune grandi società per azioni dove le assemblee contano sempre meno e dove il potere della maggioranza viene costruito attraverso logiche di spartizioni…non c’è dunque da meravigliarsi di quello che accade ogni giorno!

Pensa che il bipolarismo..in un certo modo.. possa aver frenato le riforme?
Negli ultimi vent’anni si è dato corso all’inerzia di un sistema bipolare senza alcuna ricerca delle indispensabili  riforme e senza la giusta valutazione di una funzione politica che potesse dare maggiore sfogo ad una governabilità forte costruita dalla base…si è solo costruita e rafforzata una politica delle figure..come si fa a non accorgersene?.. Sono anche propenso a credere che l’ingresso in Europa abbia costretto.. non poco.. l’azione politica delle Nazioni che ne hanno fatto parte…e quindi anche la nostra….obbligandole ad un necessario ordine politico per una più efficace e sicura posizione in seno alla stessa Comunità. 

Lei pensa che ci sia stata una naturale spinta da parte dell’unione Europea verso questi sistemi?
Non proprio una spinta voluta, ma un condizionamento.. che ha finito con l’incidere molto più sulla governabilità…che sulla politica nel suo complesso, una governabilità che si è sempre desiderata stabile come presupposto essenziale per una più ricercata “unione di economie”. Ma il vero disastro nasce dalla mancanza di una nuova disciplina dei Partiti..

Cosa intende dire?
Questi contenitori di consensi dovrebbero oggi trasformarsi in contenitori di idee..La politica che oggi si nasconde dietro il fallimento di questi Partiti.. che in modo alquanto sprovveduto hanno optato simili scelte senza una dovuta ed essenziale ricerca costruita sulle analisi storiche del passato…non potrà non rendersi responsabile…né potrà liberarsi facilmente dei Movimenti come quelli di Grillo, che ne rappresentano un’evidente reazione.

Quindi..lei vede prioritaria una riforma dei Partiti?
Sicuramente!.. poiché sembra essersi ormai rotto quel raccordo che teneva uniti, nei valori, i due poteri…Guardi..noi viviamo in uno Stato parlamentare e questo basterebbe per porre l’importante azione della Camera come centralità dalla quale dovrebbe dipendere ogni regola ed ovviamente l’indirizzo culturale ed economico del nostro Stato democratico. I ruoli legislativi, quindi, non possono che essere primari e propedeutici a quelli amministrativi. Quel raccordo tra il potere esecutivo e quello parlamentare... oggi sembra essere intaccato e desta serie preoccupazioni per la garanzia dello stesso principio di democrazia costituzionale. I due ruoli non riescono più ad operare in condizioni di indipendenza e, pur nella loro distinzione funzionale, risultano condizionati da un pressante potere partitico che li sottomette al proprio interesse.

Cosa non la convince in tutto questo…non crede che debbano coesistere questi due poteri?
Coesistere si!...ma non possono più operare assieme.. devono lavorare per ruoli indipendenti. Io credo che occorra ricercare un nuovo sistema basandosi su un principio di specializzazione e di suddivisione del lavoro…Le faccio un esempio che potrebbe farla riflettere:.. Vi sono temi che seguono il percorso di una società che avanza come ad esempio: Unioni civili…omosessuali..liberalizzazione delle droghe…temi sull’immigrazione…etc..che devono essere affrontati preventivamente e sicuramente attraverso una azione politica di base con i cittadini, poiché guardano all’indirizzo di una società che cresce di continuo…Ora.. lei pensa che questi temi possano appartenere solo ad un esecutivo?..Ed..al contrario..si può mai pensare che ogni volta che si pongano tali questioni, debba essere messo in crisi un governo?

Come si dovrebbe procedere..per non mettere in crisi una attività governativa?
So bene che la politica per muoversi deve far uso delle istituzioni e  queste non possono non essere riviste e rinnovate seguendo un cambiamento imposto da una società… come so.. anche.. quanto possa sconvolgere oggi un cambiamento così radicale.. tanto da separare i ruoli ma, credo che questa trasformazione appare oggi suggerita dai tempi e da una esigenza legata al mutamento dei valori che impongono tutto ciò, per una logica  difesa di un efficiente sistema democratico. Il vero problema è nel trovarne il modo,.. in un meccanismo come il nostro che appare tanto bloccato nei cambiamenti, quanto fermo nella ricerca e nel metodo delle nuove idee…. Ma ritengo, soprattutto.. che la responsabilità del programma deve essere prevalentemente dei cittadini.. attraverso il contatto con i propri Partiti …ed ecco la ragione per la quale devono essere debitamente riformati da regole più consone e funzionali al loro scopo.

Quali, secondo lei …le linee di principio da seguire per la politica nel futuro?
Il percorso del futuro dovrebbero essere imperniato su una ricerca in direzione di un funzionamento della politica…  un vero funzionamento che potrà anche assecondare e rafforzare un percorso di integrità morale. Un futuro che deve poter vedere un’attività lavorativa esecutiva nel governo separata da un’altra ben diversa, nella costruzione di quella che.. io definisco.. una fase induttiva di costruzione.. e questo potrà avvenire solo se i Partiti riusciranno ad essere disciplinati in modo funzionale ad una politica di base e non rinchiudendo la voce dei cittadini attraverso i sistemi ristretti del bipolarismo ed ingannandoli..così.. in una falsa democrazia.

Un’ultima domanda: pensa che dovremmo restare nella comunità europea e nell’euro?
Questa sembra la domanda più attuale  in un contesto odierno che vede da un lato una politica assai populista e demagogica volersi staccare dal cordone ombelicale che sta sacrificando la nostra economia e... dall’altro chi crede che senza questa unione il nostro paese potrà solo affondare…. Chi pensa che l’Italia odierna possa venir fuori da un contesto economico e politico Europeo...non fa che illudersi, poiché ormai siamo del tutto integrati col sistema Europa e la Comunità internazionale dovrebbe servirci per sostenere uno sviluppo più equilibrato e sicuro nel nostro stesso territorio…. Anche se non si riesce a comprendere.. perché abbiamo dovuto pagare un conto così salato per sentirci Europei.…e pur dando a questo interrogativo la logica spiegazione di tutti quegli errori commessi in entrata…io credo che il risultato di questa nostra integrazione si vedrà nel lungo tempo e potrà essere di migliore qualità.. solo se la nostra politica verrà riformata e se sarà capace di proteggere la cultura e le principali qualità del nostro Paese…

Lei pensa che il percorso sarà ancora lungo e difficile?
E’ una lotta durissima..è inutile negarlo!... vorrei non crederlo!.. Una lotta la quale lascia quasi intravvedere un disegno voluto dai potentati e da certe lobbyes…che sembrano favorire un percorso di sofferenza e di ristrettezza dell’economia, al fine di una voluta eliminazione dei ceti più deboli!.. Un atroce disegno, quasi esoterico.. forse costruito ad arte per via della sempre più grande sovrappopolazione che invade il mondo..  Se così fosse…sarebbe un disegno spaventoso che potrebbe vedere persino alcuni paesi forti.. in testa.. ad assecondarlo!..




Lasciamo Vincenzo Cacopardo... col quale ci ripromettiamo avere un prossimo incontro sull’ interessante dialogo di una politica vista in termini più funzionali ed  innovativi.

intervista condotta da Biagio Russo collaboratore di vocenuovatv

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