12 mag 2015

Palermo..città nell'abbandono..dove tutto rimane aleatorio ed indefinito...


di vincenzo cacopardo

CONTINUA NEL SILENZIO L'ASSENZA DI UTILI PROVVEDIMENTI DA PARTE DI UNA AMMINISTRAZIONE CHE APPARE INCAPACE DI PORRE RIMEDI E SOLUZIONI NELLA CITTA' CHE ORMAI SEMBRA NELL'ABBANDONO ASSOLUTO.

Se non fosse per la sua naturale bellezza sarebbe da indicare come la città peggio amministrata da sempre. 

Buche, fossi, fogne intasate, strade impraticabili, marciapiedi divelti e pieni di erbacce, sporcizia, traffico e confusione....autobus in enorme ritardo o stracarichi, questa è la Palermo di oggi! Una città che sembra essere abbandonata ad un triste destino, dove gli stessi cittadini sentono allontanarsi da ogni possibile dialogo con l'amministrazione che dovrebbe guidare una politica sui servizi più attenta ai bisogni comuni degli abitanti. Ormai anche i possibili turisti, malgrado le tante bellezze artistiche, sembrano scappare dal palese caos infernale di questa città e dalla evidente disorganizzazione municipale sempre più cresciuta negli ultimi tempi. Se a questa aggiungiamo la perenne crisi di una politica regionale solo capace di pensare a come sostenere tutto il suo impalcato burocratico amministrativo, possiamo renderci conto di come tutto in questa terra rimane aleatorio ed incerto nei riguardi di chi vi vive.

Palermo è in uno stato di difficoltà dovuto al difficile momento economico a cui è sottoposta tutta la nostra Nazione, ma il suo sviluppo è stato fortemente compromesso da congeniti limiti organizzativi e motivi di inerzia che hanno sempre posto, questa città, in grande svantaggio rispetto a quelle del nord. Da lungo tempo non si sono apprestate le strutture necessarie per il suo sviluppo in termini di servizi e si è andato avanti sempre con grandi ritardi che hanno portato solo poca organizzazione ed inopportune procedure a danno dei cittadini: Se da un lato si è apprestata una linea tranviaria, dall'altro.. non si è data un utile servizio per lo scorrimento  dei due assi principali. 


Pare non esservi ormai nulla che possa veramente dare forza promozionale a quella che nel passato fu una delle città più considerate del nostro Paese: La politica amministrativa sembra del tutto lontana sia da un concetto organizzativo in genere, che dalla più che indubbia scelta delle primarie necessità sui servizi: Autobus stracolmi e biciclette dappertutto senza alcuna regola e rispetto per i pedoni...Trasporti pubblici carichi di controllori alla caccia delle obliterazioni dei tichet che contrasta con una grande difficoltà della ricerca stessa dei biglietti spesso introvabili. Tanta sporcizia per le strade e buche pericolosissime nei marciapiedi ( a volte ricoperte dall'amministrazione in modo assai futile ed indefinito) Pochissimo controllo urbano e costante pericolo nell'attraversamento delle strisce pedonali spesso invisibili...Semafori eterni senza alcuna logica a beneficio di una circolazione fluida..Doppie e triple file nel posteggio delle auto che interrompono ogni naturale scorrimento..traffico infernale dovunque e potremmo anche continuare..

Una strana dicotomia si avverte poi quando, con grande spirito di efficienza, si pretende di chiudere l'importante asse centrale che conduce alla stazione rendendolo pedonale e..lasciando aperto un cantiere che costringe ad un rallentamento inusuale nel percorso alternativo verso la via del mare. Non è davvero difficile poter comprendere che questo impedimento arresta una essenziale alternativa della circolazione verso la stazione e non sarebbe nemmeno complicato (per il periodo dei lavori)..aprire l'asse centrale per il traffico alle auto. Ma questo è solo uno dei tanti esempi delle incomprensibili disattenzioni di una amministrazione che pare ormai aver abbandonato la ricerca di nuove soluzioni per il normale svolgimento dei servizi che si deve ai cittadini.

Palermo si salva ancora per la sua bellezza naturale che la vede posta in quella che fu soprannominata la spettacolare “conca d'oro”...Ma se non fosse per il naturale sfogo a mare di una magnifica Mondello..potremmo stare certi che pochi cittadini rimarrebbero in una città che.. sul piano sociale culturale e dei servizi.. offre assai poco. 

La speranza sul futuro di questa città, che per cultura ha pochi rivali, ma per efficienza e mentalità sembra avere come antagonista se stessa, è quella fondata sulla forza e lo spirito di nuove figure amministrative che possano rendere un servizio più utile attraverso logiche amministrative e sociali più attente, funzionali e meno aleatorie..

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