17/dic/2012

L’America nel dolore delle sue contraddizioni



 Di fronte al recente massacro operato da un ragazzo instabile nella scuola americana del Connecticut, non si può che restare sconcertati, ma certamente si possono sollevare delle critiche forti verso un paese che ritiene ancora di poter dare lezioni di democrazia fondata sul principio di libertà. E’ inutile chiedersi il perché!...od affidarsi alle parole ed all’incredulità di Peter Lanza, padre di Adam, il ragazzo che ha ucciso la madre e 26 persone per poi suicidarsi.


Bisognerebbe fare una critica severa sulla odierna  democrazia in americana e capire perché questa sua politica… basandosi prevalentemente su un principio di uguaglianza storico sancito dagli stessi articoli della sua Carta nel lontano 1789, non abbia mai pensato di rivisitare il preciso emendamento che ha sempre offerto troppa libertà ai cittadini di possedere armi per una propria difesa.
Nella struttura sociale degli Stati Uniti d’America il principio di uguaglianza rappresenta uno dei più vecchi capisaldi degli ordinamenti costituzionali dei singoli Stati e dell’ordinamento federale. Ma questo principio, fin troppo radicalizzato durante il percorso della storia, sembra avere condizionato in modo estremo la mentalità dei cittadini sullo stesso concetto di libertà: Si è tanto uguali, con gli stessi diritti ad un'autonoma difesa e quindi con un'estrema libertà sulla detenzione delle armi…Se può essere vero che nel passato, l'emendamento poteva avere una chiara ragione di esistere per potersi difendere da indiani, da predoni e da ladri, oggi,…sembra veramente impensabile che, nei due secoli passati, non si sia posto un limite a tale libertà..  
Se questi sono, oggi, i principi sui quali si basa il concetto di libertà negli Stati Uniti d’America, allora forse ci si deve domandare se possa davvero pretendere di insegnare la sua democrazia nel mondo attraverso quest’uso indiscriminato delle armi.
Eppure..io credo che l’America sia anche un Paese con un forte spirito di autocritica, una natura critica che si evidenzia costantemente nelle loro rappresentazioni cinematografiche, dove il traguardo sembra essere sempre il riscontro con una giusta verità ed un corretto fine.... Ed è proprio questa dicotomia, tra le estreme libertà ed il desiderio di un forte senso di ricerca della verità, che pone questo paese, tra i più difficili da comprendere.
L’America ha sempre dimostrato di potercela fare, non si può che confidare nel buon senso di questa popolazione e del suo Presidente… affinchè si possa porre fine a questa lunga scia di sangue, sicuramente favorita da un emendamento che non può più trovare alcuna giustificazione.
vincenzo Cacopardo

2 commenti:

  1. Caro Vincenzo Cacopardo.
    anche questa volta condivido pienamente le sue profonde osservazioni; ma ,mi domando, il principio di uguaglianza,estrapolandolo da un generico e, certamente, teorico principio astratto quale applicazione concreta può trovare e come?

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  2. Credo che si debba definire uguaglianza quando i diritti di tutti sono uguali senza distinzione di razza,sesso, lingua, religione. Un principio che sta alla base di tutte le costituzioni. In America questo è un principio storico radicalizzato nella mentalità del paese e si esprime dando a tutti la possibilità di crescere e mettersi in evidenza per i propri meriti...nel nostro paese...purtroppo ormai si è perso il valore dei meriti e questo principio si adatta esclusivamente nei doveri..
    v.cacopardo

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