21 set 2018

UN DOVEROSO DUBBIO SUL REDDITO DI CITTADINANZA


OPPORTUNITA' DI LAVORO PRIMA DI TUTTO
di vincenzo cacopardo

Si discute in questi giorni sul reddito di cittadinanza del contratto di governo..voluto in forza dal Movimento 5Stelle poiché già inserito nel loro programma.
Vi sono motivi sociali importanti e persino indiscutibili per dare forza a questo provvedimento. Motivi di evidente povertà... soprattutto al Sud per i quali non si riesce a dare serenità a quella fascia di giovani e meno giovani non in grado di potersi occupare e sostenere attraverso un lavoro.
Se il Movimento 5 Stelle si è mosso per mettere in sicurezza i tanti privi di lavoro che non possono sostenersi, ha inteso farlo.. non soltanto per un sostentamento, ma per dare loro l'occasione di formarsi e creare l'opportunità di inserirsi in un altro lavoro. Tuttavia i dubbi restano! Il rischio di non ottenere un risultato felice sul reddito di cittadinanza rimane e resta fondamentale!
In sé il reddito di cittadinanza potrebbe rappresentare un espediente utile per dare serenità e nuova formazione al fine di nuove opportunità... ciò potrebbe non fare una grinza, ma lo fa di certo il fatto inequivocabile che di lavoro, soprattutto al sud non ve né. Il reddito di cittadinanza dovrebbe basarsi sulla riimmissione dei giovani nel mondo del lavoro, Si, ma quale? 
E' questo il punto!..Dov'è sono le opportunità di lavoro? Sarebbe prima necessario e più importante costruire..fors'anche in parallelo... le occasioni per il lavoro!
Al contrario potrebbe finire col non rappresentare un “reddito” ma rimanere un provvedimento di solo sostentamento..una sorta di “obolo” per i tanti che di certo ne hanno bisogno, ma che meriterebbero maggiore opportunità di lavoro.
A quel punto tutti i Partiti si potrebbero scatenarare contro questo espediente..accusando il Movimento per l'eccessiva premura di trovare un consenso attraverso una offerta onerosa... ma carente nel risultato.

18 set 2018

LEGA-MOVIMENTO..QUALE SINTESI?




L'IMPORTANZA DI UN PREMIER CHE RIASSUMA E COMPENDI.
di vincenzo cacopardo


Salvini tende a voler proteggere il Paese dall'insicurezza di una immigrazione...e Di Maio si prodiga per sostenere la parte debole del Paese. In questa contesa chi ne fa più le spese, oggi, è decisamente il Movimento pentastellato.

Con la sua comunicazione molto di pancia, Salvini attira un elettorato che vorrebbe essere rassicurato attraverso posizioni nette e decise: In Pratica quell'elettorato più marcato e ricco delle zone del Centro Nord.in tal modo è riuscito a risucchiare i voti a FI.
Di Maio cerca di rassicurare l'altra parte dell'elettorato che spera in una maggiore equità e che manca prevalentemente delle sicurezze economiche di base: Maggiormente l'elettorato del Centro Sud. Non richiamando la parte essenziale dell'elettorato del PD.
Vi è decisamente un clima molto teso in seno al governo..e chi ne fa le spese oggi è soprattutto la figura del premier che, a questo punto dovrebbe alzare la voce e far valere il suo ruolo ..Un ruolo fondamentale per mettere ordine ad un programma che trovi una sintesi comune per il bene di ambedue le parti del paese.

Il M5s punta i piedi sulla pace fiscale e vuole dare inizio al programma sul reddito di cittadinanza: Per Di Maio l'obiettivo vuole essere quello di aiutare le fasce più deboli della popolazione. La Lega.. per sua natura più aperta verso il liberismo vorrebbe portare i limiti di un condono ad un milione di Euro. Due misure che chiaramente contrastano!..
Nondimeno ad oggi i problemi sembrano restare fermi sulla loro strategia di comunicazione.. dato che di fatti decisivi non vi è ancora chiarezza!

Avendo una certa conoscenza sulla comunicazione posso di certo asserire che quella vincente verso l'opinione non può che essere quella di Salvini che, malgrado espressa in tono un po' grossolano e rigido, tende a spostare l'asse sulla determinazione, la fermezza e sulla sicurezza..lasciando spazio ad una certa libertà economica e fiscale delle imprese ...accontentando in pieno le più prosperose regioni del Nord.
Il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto puntare maggiormente sulle importanti infrastrutture del Sud invece di insistere su un ipotetico reddito di cittadinanza di difficilissima e lunga attuazione anche in considerazione della difficoltà di rimettere a posto ed organizzare i centri per il lavoro.Il Sud ha immediato bisogno di lavoro ..di cantieri aperti per i servizi necessari e per rendere il suo territorio competitivo. Ma anche il Sud vuole la sua sicurezza ed una certa libertà economica e finisce col ritrovarla nella politica più o meno adeguata di Salvini.

Non so se questo governo riuscirà a sopravvivere fino al giorno delle prossime elezioni Europee dell'anno a venire (ne dubito almeno di improvvisi cambiamenti), ma di certo il contratto su cui si è basato pone forti perplessità in considerazione delle evidenti differenze delle proposte che ancora oggi non hanno trovato una equilibrata sintesi. Di certo questo andazzo, a detta di tutte le valutazioni sui consensi, non può che ridurre la forza di un “Movimento” in favore di una “Lega”.

13 set 2018

SALVINI...e le accuse..


di vincenzo cacopardo
Più contenuto di Di Maio nell'esporsi nel dialogo, il leader della Lega evita così ogni possibile distrazione sui congiuntivi.
Quando si parla di Salvini soprattutto sui Social...questi viene più spesso offeso e contrastato per le sue scelte politiche. Per lo più etichettato come un fascista..antidemocratico..prepotente ed autoritario..una sorta di figura di duro omofobo che pare avere il disprezzo per la vita etc..In realtà a me pare che, al di là di una immagine un po' ruvida e grossolana ..egli sia per lo più uno che lotta (nel modo giusto o sbagliato) per la sovranità del suo popolo contro i principi di una Europa assai poco equa e coesa.

Molti lo detestano ed altri lo osannano! Sono in tanti che fingono di odiarlo e poi lo votano! Ma parecchi non si soffermano mai in una analisi più equilibrata e meno diffidente verso il personaggio. Ragion per cui restano ancora parecchi dubbi sui suoi veri sentimenti ed i suoi ideali politici.

Se qualche magistrato lo attacca in modo insensato su questioni riguardanti scelte prettamente politiche..altri lo bersagliano con epiteti ed offese che superano di certo ogni rispetto che si deve per il pensiero altrui. Fatto..stà.. che nella fattispecie il leader della nuova Lega raccoglie una gran quantità di voti proprio per l'esagerato disprezzo che gli riservano un numero elevato di oppositori.

Non sono Leghista..nè ho mai avuto alcuna simpatia per la costruzione del mito predicatore risolutore dei problemi sociali del Paese, tuttavia molti aspetti sugli attacchi a Salvini... anche da parte della magistratura... appaiono poco trasparenti.

La magistratura attacca Salvini su due fronti: Quella del tutto inesistente del sequestro di persone relativa alla nave Diciotti di carattere prevalentemente politico....e quella sulla vecchia storia dei famigerati 49 milioni che vengono definiti “rubati”. In realtà questo secondo attacco riscontra altrettanti dubbi.
Sulla prima..Il magistrato accusa il ministro di un inesistente reato in quanto lo stesso Salvini non ha sequestrato alcunchè.. poichè gli esseri umani su quella nave, non avevano nessuna provenienza attestata da documenti legali di origine del paese dal quale sono fuggiti, quindi sotto il profilo giuridico non esistenti..Se un reato vi è potrebbe solo essere politico!I Nondimeno è indubbio il fatto che è l'Esecutivo che ha il potere di scegliere una linea politica sull'immigrazione...più o meno condivisibile senza che questa comprometta il rispetto verso la vita umana che non sembra per nulla essere stata compromessa. Infatti ogni nave bloccata ha sempre avuto l'appoggio di altre navi di soccorso a salvaguardia della salute delle persone a bordo.

Sulla seconda..la prima domanda è se appare giusto penalizzare in questa fase di ascesa il partito di Salvini subendo pignoramenti su entrate passate i cui responsabili potrebbero essere altri. La seconda domanda è se veramente si tratta di 49 milioni da restituire dopo la sentenza e poi..se si tratti davvero di false fatture emesse.. e da chi.
Sembra naturale che in questa fase, se non si da una risposta concreta a queste domande, ogni forma di sequestro non appare del tutto chiara malgrado la sentenza della Cassazione che condanna il partito a prescindere e quindi il suo leader odierno.
Il Corriere della Sera specifica:“Sono tutte appendici del processo che ha portato nel luglio dello scorso anno alla condanna di Bossi e dell’ex tesoriere Francesco Belsito per truffa al Parlamento e per appropriazione indebita: 49 milioni di euro di rimborsi pubblici, dal 2008 al 2010, chiesti e ottenuti dalla Lega truccando un po’ le carte, spacciando per attività politica” 
Al di là della sentenza...a questo punto viene da chiadersi se il partito che ad oggi ottiene il maggior numero di consensi potrà continuare a far politica.Nel passato anche la Margherita venne truffata dal suo tesoriere Luigi Lusi. In quel caso i pm lo accusarono di aver sottratto 27 milioni di euro dai conti del partito. La differenza sostanziale è che in quel caso la sentenza considerò il partito “parte lesa”, mentre nel caso odierno la Lega viene di fatto considerata “complice”. Durante il primo processo, la Lega si era costituita come parte lesa contro Bossi e Belsito. Poi ha smesso di farlo. Adesso bisogna chiedersi se questa mancata scelta può giustificare un giudizio più severo.
In sostanza la sentenza giudica Salvini ed i nuovi tesorieri complici di un reato associativo riguardante il passato. Come finira?





8 set 2018

SCONFINANO TUTTI!


di vincenzo cacopardo







"I giudici si rassegnino: ora governiamo noi"

La frase di Salvini è decisamente errata e irriguardosa nei confronti della magistratura e delle istituzioni. Avrebbe dovuto essere un'altra la reazione del ministro della Repubblica ad un atto forse non del tutto pertinente da parte del magistrato di Agrigento che lo accusa di sequestro di persone aggravato con abuso d'ufficio per la vicenda della Diciotti, a cui fino al 25 agosto fu impedito di attraccare al porto di Catania. Sarebbe stata utile una reazione più composta ed accorta tendente a spiegare con moderazione quali sono le competenze tra potere esecutivo ed Ordine giudiziario..evitando di ridicolizzare l'accaduto.

Un atto ..persino incauto da parte di un Ordine dello Stato che pare spesso sconfinare ed usare un potere che non gli compete: Il magistrato accusa il ministro di un inesistente reato in quanto lo stesso Salvini non ha sequestrato alcunchè.. poichè gli esseri umani su quella nave, non avevano nessuna provenienza attestata da documenti legali di origine del paese dal quale sono fuggiti, quindi sotto il profilo giuridico non esistenti..Sembrerebbe mancare persino il corpo del reato. 
Se un reato vi è potrebbe solo essere politico!I Nondimeno è indubbio il fatto che è l'Esecutivo che ha il potere di scegliere una linea politica sull'immigrazione...più o meno condivisibile senza che questa comprometta il rispetto verso la vita umana che non sembra per nulla essere stata compromessa. Infatti ogni nave bloccata ha sempre avuto l'appoggio di altre navi di soccorso a salvaguardia della salute delle persone a bordo.

Tuttavia rimane poco rispettoso da parte di un ministro della Repubblica ripetere sceneggiate già viste nel passato in un'altra Repubblica dove si tende a canzonare e deridere un Ordine dello Stato che seppure sconfinando, meriterebbe quel maggior riguardo che gli si deve a prescindere.

Sconfinano tutti!
Magistrati e politici che tendono sempre ad invadere territori di non competenza  sempre nella ricerca di mettersi alla ribalta e rubare visibilità e consensi spesso non dovuti!

5 set 2018

LIBIA..E RESPONSABILITA' DELL'EUROPA




La pesante situazione creatasi in Libia dimostra ancora una volta quanto questa equivoca Europa rimanga assente alle vere esigenze dei suoi Paesi e quanto si nascondano evidenti responsabilità della Francia in mano a Macron.

Molta critica odierna..spesso retorica e di parte.. sul sistema del nostro Paese per arrestare il traffico dell'immigrazione verso l'Italia, sottovaluta ciò che sta avvenendo nel paese africano e che rischia di esplodere generando maggiore caos.  

Se anche si esclude ogni intervento militare da parte di un Paese come il nostro che si oppone ad ogni guerra, rimangono evidenti le responsabilità sulla violenza instaurata in Libia per diretta responsabilità della Francia. Le diverse milizie di Tripoli hanno già causato oltre 50 persone morte e più di 200 ferite..per la maggioranza civili...e le tensioni aumentano di giorno in giorno. La causa di ciò sembra proprio essere l'interesse economico dell Francia che prevale su un coinvolgimento comune che dovrebbe interessare l'intera Comunità europea.


Tripoli rimane controllata dal governo di accordo nazionale guidato dal primo ministro Fayez al Serraj, appoggiato dall’ONU e sostenuto dall’Italia anche prima... durante il governo Gentiloni. Ormai si combatte di continuo da una quindicina di giorni con scontri molto violenti tra milizie rivali senza raggiungere alcuna tregua.

Sanno tutti ..e soprattutto l'Europa..che Serraj rappresenta oggi il governo riconosciuto dalla comunità internazionale a garanzia della sicurezza del paese che può fare affidamento alle milizie armate contando sul proprio esercito e sul popolo, tuttavia proprio la Francia del presidente Emmanuel Macron, considerata vicina al generale Khalifa, con una certa ostilità, controlla la parte orientale della Libia. Haftar.. non contento vorrebbe acquisire il potere su tutto il Paese avendo attaccato Tripoli con le sue milizie..

In un momento come questo in cui si cerca di mettere ordine all'annoso problema dell'immigrazione, la Francia (principale alleato e paese fondatore dell'Europa) cerca di prendersi ancora una volta lo spazio nel Paese africano del petrolio a discapito dell'Italia.. forte del fatto che ha iniziato per prima negli anni passati..il suo attacco devastante al Paese allora governato da Gheddafi che ha generato l'inizio dell'esodo.

C'è da chiedersi ancora una volta su cosa è davvero fondata questa Europa!


3 set 2018

Il Sud e le promesse del Ministro


di vincenzo cacopardo

Barbara Lezzi, ministra per il Sud, chiede il 34 per cento degli investimenti per il territorio. Inoltre promette di sgravare dei contributi per tre anni tutte le imprese che assumeranno. La ministra si propone con cifre e progetti. In questo momento..secondo la Lezzi il punto più importante è quello di non perdere i fondi strutturali dell’Unione europea.


Nel passato..nel periodo tra il 2014 al 2020, l’Unione europea ha stanziato per il Sud 42 miliardi di fondi..
Queste le sue parole: Entro il 31 dicembre di quest’anno scade il termine per presentare i rendiconti per la prima tranche da 9 miliardi, ma la rendicontazione necessaria è ferma a meno di 2 miliardi. Senza dimenticare che spesso la politica ha utilizzato molti dei fondi per spesa corrente, nascondendosi dietro rendicontazioni per lavoretti, i cosiddetti progetti sponda.Vorrei rimediare all’inerzia o ai veti politici, che fermano l’iter dei progetti, e creare una rete tra Regioni ed enti locali. Già in Sicilia abbiamo sbloccato il Passante e l’Anello ferroviario di Palermo.
La ministra insiste sottolinendo che la mancanza di risorse e del personale potrebbe creare ancora alibi ed impedimenti e si propone quindi di intervenire in proposito attraverso l'Agenzia di coesione mettendo a disposizione delle Regioni e dei Comuni i consulenti per la preparazione dei progetti.
Non possiamo che augurarle un buon lavoro..nella speranza che si possa procedere in modo funzionale!


Al di là delle promesse sul reddito di cittadinanza il cui progetto governativo è legato alle Agenzie del lavoro... ed al di là dei tempi occorrenti, quello che possiamo augurarci per il meridione è il fatto che... oltre alle risorse... si possa operare un piano strategico per le infrastrutture al Sud utili e non suggerito da interventi a pioggia o ragionati per opportunismo politico. Insomma... che si operi un progetto studiato per far crescere il turismo, l'agricoltura, le bellezze naturali e tutto l'artigianato locale.
Sembra improponibile il continuo uso delle inutili metodologie che fin oggi non ha fatto che allontanare di più il Sud dalla forte e distinta realtà del nord. Metodologie che hanno sempre considerato l'unico e flebile fine dei “posti di lavoro”...senza una utile e giustificata corrispondenza.
Malgrado appaia tardivo oltre che aggravato da infelici interventi del passato, si può provare ad operare in favore di uno sviluppo del meridione solo attraverso una procedura che comporti una serie di fasi indispensabili.. ma costruttive. Non si potrebbe perciò, affrontare un simile problema senza far uso di un vero progetto.. studiato con metodo e per i valori del territorio. Si sa bene che per far ciò occorrono delle idee, ma queste devono avere un riscontro con la realtà e dovranno perciò mirare alla creazione di una economia più attinente. ”Lo sviluppo migliore di ogni Paese passa necessariamente attraverso il riscontro con le proprie naturali risorse, esse sono la base principale di un futuro processo economico proseguito dalla fattiva opera di chi poi vi lavora”.











30 ago 2018

IL SOVRANISMO CHE SI ALIMENTA




Dovrebbero essere le regole a cambiare e non illudersi di cambiare attraverso queste regole!
di vincenzo cacopardo

Macron difende questa Europa che non risolve il problema dell'immigrazione e di certo non aiuta il nostro Paese in un supporto operativo concreto e funzionale ...Salvini, con tutti i suoi difetti, cerca di contrastare l'immigrazione selvaggia opponendosi a questa Europa poco attenta e spesso iniqua. Eppure Salvini oggi rappresenta il diavolo e Macron... quel giovane politico progressista che finge di aiutare lo sviluppo dell'Unione..dimenticando di operare in favore di tutti i paesi del contesto.

Dovrebbero essere le regole a cambiare! Non illudersi di cambiare attraverso queste regole!
Il problema sta proprio qui! E' quindi logico che un certo sovranismo nazionale cresca e si alimenti! Una certa politica che protegga il proprio Paese è naturale quando una selvaggia globalizzazione si impone attraverso principi di interesse dettati dai paesi più forti.

Salvini, grezzo o rude che sia, non può che uscirne vincente in questa lotta contro una globalizzazione che impone regole non funzionali alla crescita dei diversi Paesi della Comunità. Come del resto, malgrado la sua immagine, sembra ne stia uscendo vincente Trump sulla economia americana che avanza forte nella crescita:Il suo provvedimento sui dazi ha stravolto la logica del mercato mondiale globalizzato che trova sfogo proprio nella libera domanda e dove la scelta di una gabella tende a contraddirne il criterio. Secondo Trump questa decisione è risultata necessaria per la sicurezza del mercato americano..rimane quindi un intervento che in un certo senso ha rovesciato la teoria moderna del libero mercato aperto ed esteso della concorrenza. La sua decisione è stata come l'inizio di una nuova fase di de-globalizzazione e ripercuotersi in un effetto a catena su tutti i Paesi occidentali.

Se le regole di questa Unione guardassero più verso il sociale ed a preservare meglio gli interessi dei singoli Paesi, Salvini stesso non avrebbe il suo grande consenso. Rimane comunque un palese errore etichettare questo "sovranismo" in posizione di destra valutandolo come una reazione politica a questo sistema che di sinistra non pare avere più nulla. 
Tuttavia la crescita economica di un Paese non basta se non è accompagnata da altro. Per quanto si parli e si lavori per un aumento del pil si trascura sempre l'importanza di colmare le disuguaglianze portando maggiore equità nella nostra società.

29 ago 2018

UNITI.. MA DIVERSI


Quella difficile sintesi governativa che potrebbe compromettere un cambiamento

di vincenzo cacopardo

A quasi un mese dal disastro del viadotto Morandi di Genova...ennesima disgrazia dovuta alla completa assenza di prevenzione da parte del nostro Stato..ci accorgiamo di quanto difficile sia l'opera di affinità in seno al nuovo governo. Da una parte in seno allo stesso Movimento che fa capo a DiMaio si riscontrano chiare discrepanze sulla questione delle concessioni:La via della nazionalizzazione non appare chiara. Dall'altra parte anche la Lega non sembra ben convinta sulla procedura di assegnare allo Stato la gestione di Autostrade.
Anche sulla immigrazione le distanze non riescono a colmarsi: Se da una parte il Movimento 5Stelle sembra cedere ed optare per non interrompere gli sbarchi nei porti, ma di operare misure studiate in collaborazione con la comunità europea ai fini di fermare il traffico nel paese africano, la linea della Lega di Salvini, in parte condivisa, pare essere più drastica e decisa ed ostile verso l'unione europea. Se poi andiamo sulle pensioni la distanza sembra sempre più allargarsi. Dovremo poi aspettare le prossime linee di programma per accorgerci di come le cose potrebbero mettersi sul conflitto d'interessi.


Sarebbe forse augurabile un nuovo ministero sulla “Prevenzione”..poichè ognuno di questi argomenti resta in relazione con essa: La immigrazione, i continui disastri sui territori, i viadotti che crollano, i continui conflitti d'interesse..la cultura..l'istruzione..e tanto altro si sarebbero dovuti affrontare con precauzione e con lungimiranza già da tempo, prevedendo opportune azioni preventive studiate con competenza. Nazionalizzare con la supervisione di un Ministero di controllo sulla prevenzione potrebbe forse funzionare, ma è più che chiaro che questa logica dovrebbe trovare un punto d'incontro in un governo più coeso e deciso per procedere coerentemente unito sul metodo.


Qualcuno afferma che in questa unione di governo sia stato necessario mettere per iscritto i punti del programma proprio perchè in alcuni di questi non si era d'accordo: Punti del programma che sono rimasti indecisi e quindi non definiti. Ma sarebbe stato necessario affrontarli per trovare una utile sintesi ancor prima del passaggio in Parlamento. La inquietudine di chi ha votato per un cambiamento rimane proprio questa e cioè: Fino a che punto queste differenze potranno riuscire a colmarsi per raggiungere e trovare quel giusto e positivo compendio? Certo è che se entro un semestre la situazione politica governativa non vedrà un esito soddisfacente...potrebbe compromettere l'indole e la disposizione dei tanti che hanno voluto la formazione del governo stesso. E' forse il presidente Conte che a questo punto dovrebbe prendere in mano la situzione per saturare definitivamente queste discrepanze?



27 ago 2018

L'incauto intervento della magistratura che aiuta Salvini




Il problema rimane di metodo come del resto da tempo richiedono i 5Stelle poiché coinvolge un primario aspetto umano. 

di vincenzo cacopardo

Si può essere d'accordo con le idee di Salvini sul problema dell'immigrazione in rapporto con la Comunità europea, ma non esserlo col metodo operativo del rifiuto degli sbarchi. Tuttavia riesce difficile comprendere un intervento della magistratura..(quasi forzato)...su una linea prettamente politica di indirizzo che un vicepremier vorrebbe adottare ai fini di alzare la voce in Europa per far comprendere le difficoltà che incombono nel nostro paese.

Salvini cita alcuni sistemi all'estero: quello australiano e quello canadese..Il primo è quello che si basa sul fermare le navi al fine di salvare i morti..fermando così gli arrivi indiscriminati illegali. Il secondo sistema si basa sull'accettare non solo una quota di immigrazione regolare, ma predefinirne la tipologia, legandola alle esigenze del mercato del lavoro ed al fabbisogno del nostro Paese. Il problema rimane quindi di metodo come del resto da tempo richiedono i 5Stelle poiché coinvolge un primario aspetto umano. Di Maio ed il suo Movimento in questa fase premono su Salvini al fine di non spingere verso ulteriori divergenze su una delicatissima materia che solleva continui motivi di accuse da parte di un PD ormai privo di qualunque dialogo costruttivo.

Il fenomeno dell'immigrazione esiste! E colpisce soprattutto il nostro paese! Ma sembra inutile continuare a perorare in favore di uno o dell'altro quando è più che evidente che la problematica andrebbe risolta con un metodo studiato, condiviso non privo di umanità rispetto alle vite da salvare. Salvini ..partendo da una ragione politica di fondo condivisibile (che gli porta anche consenso) ...forse non si accorge che il suo metodo finisce col diventare drastico..persino disumano..un metodo che un domani non gli si può che porre contro. Ma l'incauto intervento della magistratura... finirà col sortire un altro fine.. portargli ulteriore consenso..poichè appare persino inopportuno ai fini politici inquisire un Vicepresidente Ministro quando è proprio l'Esecutivo che ha il potere di scegliere una linea in tal senso...più o meno condivisibile. Un intervento quasi astruso da parte di un Ordine che si introduce inconcepibilmente su una faccenda politica ricercando quasi faziosamente imputazioni come il “sequestro di persona” ed il consueto “abuso d'ufficio”.



4 lug 2018

IL DECRETO DIGNITA'




DIGNITA' DEL LAVORO..O PREPOTENZA DEL MERCATO?
di vincenzocacopardo

Non poteva mancare la solita critica della stampa...tuttavia il “decreto Dignità”, proprio per il nome che porta, non avrebbe nemmeno bisogno di essere sostenuto più del dovuto. Soprattutto da una sinistra che per principio dovrebbe privilegiare la dignità di ogni lavoratore e che..invece.. si è scagliata contro il provvedimento con critiche insensate.

A detta di Di Maio, che si è opportunamente affrettato a dichiarare un prossimo taglio al costo del lavoro, il decreto è di certo uno degli atti più consistenti verso il cambiamento..eppure per alcuni rimane come un tuffo nel passato. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sottolineato che con tale provvedimento il Governo non intende per nulla mettersi in contrasto con il mondo imprenditoriale, ma di ridare dignità al lavoro.

Il decreto, ancora oggetto di discussione e di possibili variazioni in Parlamento, sembra voler combattere una precarietà a partire dai contratti a termine, ma per buona parte della politica di contestazione, rischia di introdurre vincoli e costi che richiamano ad un certo passato.. Per costoro il pericolo potrebbe essere quello di un mercato del lavoro bloccato che mal si accompagna all'idea di innovazione di una società competitiva.



Luigi Di Maio..al contrario ...esalta il provvedimento voluto soprattutto dal Movimento 5Stelle..che non ha mancato di destare qualche malumore in casa delle Lega. Il ministro del lavoro risponde ai giornalisti con queste decise parole che non esprimono per nulla presunzione.. ma di sicuro un certo naturale entusiasmo:«Non vengo qui a enfatizzarlo né a celebrarlo, non abbiamo risolto i problemi della precarietà, ma abbiamo detto che il lavoratore conta».

Le parole di Di Maio sembrano esprimere principalmente rispetto assoluto per il lavoro: Se il lavoratore conta.. il lavoro cresce nella qualità e la società si arricchisce nel pieno rispetto di ogni attività produttiva.
Ma contro il decreto si muove persino la Lega Serie A. (organismo di rappresentanza dei club del massimo campionato) ritenendo tali misure non esattamente efficaci..comunicando estrema preoccupazione per l’impatto sul mondo del calcio: Il divieto sulla pubblicazione delle scommesse potrebbe influire non poco sulla pubblicità...facendo perdere esose entrate allo Stato.
Naturalmente i budget destinati alle squadre italiane ne resterebbero svantaggiati rispetto alla concorrenza. Quindi tutto il sistema Gioco Italia non può che bocciare i divieti imposti dal decreto. Confindustria a Confartigianato criticano il provvedimento ritenendolo poco pratico e non in linea con i bisogni di una società che si innova ad un sistema globalizzato. Ma per il Movimento 5Stelle la dignità dell'uomo lavoratore deve tornare al centro e non essere più rappresentata da un numero.

Bisogna mettersi d'accordo nella ricerca di un essenziale equilibrio: O salvaguardiamo veramente il diritto ed il rispetto del lavoratore...o difendiamo il libero mercato con la prepotenza della finanza..senza porvi i relativi confini!.. E questo rimane decisamente un tema di sinistra che dal Pd è stato affrontato in modo decisamente antitetico rispetto ai suoi stessi principi.