23 mag 2019

LE BEGHE VERGOGNOSE SULLA COMMEMORAZIONE

LE CONTRAPPOSIZIONI CHE ALIMENTANO LE OSTILITA'

di vincenzo cacopardo

Ci mancava pure questa! In un clima già di per sé caldo …

Una cerimonia in onore di Falcone dopo 27 anni dal vile agguato che lo ha portato alla morte..pregiudicata dalle beghe costruite sulle orme delle incomprensibili contrapposizioni politiche destra- sinistra che ancora persistono nel nostro Paese.. causando astio, basso pettegolezzo..e vergogna, persino in occasioni come queste che dovrebbero vederlo unito.

Questa storia si infiamma anche sulle scelte di un sindaco che pare non voler stringere la mano al ministro degli interni ed un assessore che lo invita persino a non presentarsi alla commemorazione. La condotta non può più essere definita ridicola ma vergognosa ...offrendo in tal modo ancora una volta il fianco a Salvini il quale non mancherà di farne uso di propaganda a proprio favore.
Bisticci infantili ed inopportuni per l'occasione..che in realtà toccano con evidenza le istituzioni ed il loro incoerente rapporto con uno Stato che in una commemorazione di questa portata dovrebbe quantomeno vedersi unito.

Un ignobile teatro costruito sui veleni e sul cadavere di un uomo che ha combattuto per lo Stato..Un uomo..un magistrato.. che lo stesso Stato ieri non ha saputo proteggere e che ancora oggi non riesce a commemorare in modo univoco e compatto: Si può dunque immaginare quanto questo clima.. anche nel passato.. non abbia potuto aiutare, anzi sia stato deleterio, per il magistrato nella sua opera di indagine ai fini di una lotta contro il potere mafioso.

Fino a quando questa politica continuerà ad essere costruita sullo spirito delle vecchie contrapposizioni ideologiche..(come due squadre che si scontrano in uno stadio..o due pugili in un ring) commemorazioni e manifestazioni come queste non potranno che infiammare ed alimentare l'umore di un popolo non esattamente in grado di percepire il senso di uno Stato unito.






22 mag 2019

LE OPPOSIZIONI E LA RETORICA DELL'INCAPACITA'



di vincenzo cacopardo

Quando parla Calenda pare conoscere tutto sul Paese ed essere l'uomo della soluzione a tutti i problemi della politica, quando invece parla Zingaretti i discorsi cadono esclusivamente sulla decadenza della politica a causa di un governo inadatto ma mai si propone su possibili soluzioni..Poi parla Berlusconi e secondo il cavaliere tutta la colpa rimane concentrata sulla incapacità dei nuovi arrivati.

Il PD e FI hanno governato per qualche decennio ..eppure la colpa è sempre dei nuovi arrivati, ma soprattutto dei 5 Stelle poiché Salvini con la sua Lega non conviene attaccarlo con la stessa energia... dato che la Lega stessa ha governato anche nel passato. Senti parlare persino la Moretti (che nel PD continua ad imboccare una lunga serie di elezioni..non concentrandosi mai su una specifica carica) esprimendo un curioso tipo di oratoria sul fatto che non si debba fare più riferimento al passato.
Insomma: Come la giri ...è fin troppo comodo parlare dell'incompetenza dei nuovi arrivati al fine di giustificare i molteplici errori commessi nel passato da forze politiche che in verità non hanno dimostrato alcuna capacità e lungimiranza!

Calenda pare esprimersi come il nuovo censore politico col suo modo di esprimersi con forte dose di sicumera su ogni argomento che tocca, ma presuntuosi lo sono ormai un po' tutti coloro che oggi rimangono in opposizione ad un governo fortemente compromesso da due forze che lo sostengono attraverso una sorta di contratto che non genera alcuna sintesi politica, un governo che è di certo il risultato di una scelta su una legge elettorale voluta da chi oggi in parlamento siede in opposizione. 

Umiltà poca o niente..riconoscimento degli errori mai...persistono presunzione ed arroganza e persino voler insegnare strade che nel passato non hanno mai saputo affrontare! 
Queste opposizioni non sembrano mai lavorare in favore di un vero progetto alternativo soffermandosi invece con maggior impegno verso la retorica dell'incapacità o su argomenti del più basso pettegolezzo ed inseguendo ancora personaggi del passato.

21 mag 2019

COMUNICAZIONE DI EFFETTO E ASSOLUTISMO PROFETICO

di vincenzo cacopardo

-Saper percepire l'importanza di certe riforme istituzionali capaci di far procedere l'apparato della politica verso un utile funzionamento - Saper comprendere che senza una giustizia efficiente non vi potrà mai essere una base di costruzione per una vera legalità - Capire quanta importanza oggi ha l'entità territoriale come quella di un meridione..ormai del tutto abbandonato da ogni utile studio per il suo naturale sviluppo ed a cui necessita un vero progetto infra regionale - Capacità di realizzare vere riforme innovative per lo sviluppo e la crescita di nuove piccole aziende per prodotti e servizi di qualità - Spingersi verso formule fiscali più corrette in soccorso delle aziende - Imporsi verso un'Europa con giusto tono diplomatico e non in osservanza a formule che ci penalizzano costantemente -  Progettare un futuro con il dono della semplicità e la giusta attenzione verso una società civile che si vuole più equa e sobriamente integrata....E si potrebbe continuare..

Ieri Renzi ...oggi Salvini, (con un Di Maio che in realtà appare molto più pacato e moderato del suo avverso alleato rimanendo in bilico all'interno di un Movimento che ancora deve crescere e ravvedersi sulla struttura organizzativa ed alcuni principi)
Quello che oggi constatiamo, senza pregiudizi nei confronti di chi ci ha governato o si impone ancora oggi con tono assai sprezzante, è l'assolutismo profetico di chi pensa che, spingendo al massimo ogni riordino in modo deciso, pragmatico e frettoloso, si possa riscontrare un domani un risultato utile: E' quello che oggi in tono assai convenzionale si suol chiamare “efficientamento” (ossia un neologismo assai di moda che vorrebbe significare il miglioramento dell'efficienza). Ma per ottenere un miglioramento bisogna che almeno un metodo efficiente ed una soluzione ponderata nel merito vi siano!
La direzione più giusta rimane sempre quella di una ricerca più attenta ed utile verso un rinnovamento che dovrebbe dirigerci verso una più utile funzionalità del sistema politico ed una fattiva innovazione senza una imposizione di tagli lineari..persino in termini di democrazia.

Forse è difficile poter fare comprendere questi concetti a chi non guarda in profondità la politica.. ma non v'è dubbio che oggi tutta l'attività politica di Salvini che corre nel paese con i suoi variopinti camiciotti, pare muoversi verso un vecchio dialogo di “contrapposizione” tra chi è con lui e chi, non essendolo, rimane contrario al rinnovamento. Il vicepremier usa appositamente questa antitesi ( come del resto..sebbene in altro modo.. lo fece Renzi) nel dialogo verso il popolo attraverso una forma comunicativa che suona quasi ricattatoria e reazione...”Chi non è con le loro riforme è un nemico di esse”.

La speranza di ogni possibile sintesi tra chi ci governa rimane ormai assai lontana!



9 mag 2019

MOTIVAZIONI E SPERANZE PER UN CAMBIAMENTO


di vincenzo cacopardo
( tratto dal libro "la politica ed il cambiamento di vcacopardo del 99)

Ciò che accade oggi nel mondo intero è un lento, ma progressivo cambiamento del sistema politico spinto da una visione più completa di una società che aveva già da tempo incanalato gli asettici principi delle disuguaglianze infischiandosene delle scontate conseguenze che oggi sembrano manifestarsi sempre più animatamente.

Nel nostro Paese la necessità di nuove organizzazioni politiche che potessero dare una svolta ad un sistema fin troppo ricco nei principi ed assai meno fondato sui giusti valori era nell'aria già da tempo subito dopo i governi succedutisi dopo mani pulite.


Possiamo cominciare una breve analisi ricordando quel 96..con la difficile fase di un governo tecnico guidato da Dini, appoggiato dalla sinistra e dalla Lega, quando.. subito dopo.. si ritornò a votare per le politiche: Un nuovo polo, sotto la sponsorizzazione delle foglie di un ulivo, riuscì ad unire una frastagliata sinistra vincendo le elezioni, ma dovette vivere con forti contraddizioni la sua lunga fase governativa, sforzandosi non poco nell'adattare una certa ideologia ad un sistema sempre più competitivo e liberista. Per certi versi.. quel governo..sembrava più diretto a costruire accordi con una opposizione per un maggior quieto vivere e per realizzare il sogno di un più efficace ingresso in Europa. Di fatto subito dopo si passò al governo Berlusconi con l'uso del sistema bipolare basato sull'alternativa dei due poli opposti.

Malgrado la politica del Palazzo marciasse in questa direzione per una buona parte dei cittadini furono proprio quelli gli anni in cui si cominciò a dubitare di un sistema costruito sulla retorica delle ideologie del passato che avrebbe spinto alle reazioni. Molti avevano creduto alle elezioni attraverso il “maggioritario” e ad un sistema governativo bipolare capace di togliere di mezzo le vecchie forze di centro. Tuttavia nessuno aveva realmente percepito quanto avrebbe inciso nel quadro politico questa mancanza repentina delle forze moderate che per decenni avevano amministrato il paese.

Il palazzo si era chiuso e la politica pensava molto a se stessa con poco spazio dedito alle vere esigenze di chi guarda alla politica come funzione sociale. Era perciò scontato che progressivamente si sarebbero formate organizzazioni politiche con manifestazioni di piazza. Era anche previsto che un Movimento formatosi in reazione ad una politica di palazzo costruita attraverso il gioco delle contrapposizioni dovesse prima i poi insorgere...(qualunque fosse)... Per di più in forza ad un mutamento sociale che aveva cominciato ad investire il mondo intero per via di una globalizzazione che non sembrava lasciare alcuno spazio a idee, qualità e valori a cui quella stessa politica non poneva alcuna resistenza

Oggi nel mondo intero..senza quella essenziale politica lungimirante.. questa trasformazione ha toccato anche valori più alti e difficili da contenere come quelli ambientali..quelli di una sovrappopolazione e della emigrazione. Nel nostro Paese sicuramente anche quella di porre minori disuguaglianze e di ridurre il macroscopico divario Nord – Sud.

Nessuno ha la sfera di cristallo per leggere il futuro..nessuno sa se un Movimento come quello dei 5 Stelle, con tutte le sue contraddizioni, sarà in grado..anche solo in parte.. di mettere ordine nel nostro paese attraverso un solido equilibrio politico, nessuno è in grado di sapere se ne verranno altri di nuovi.. più preparati e convincenti .. ma di certo non ci si può meravigliare del bisogno di un “cambiamento” perfino quando questo non sembra esser guidato nel senso giusto ed in modo in cui vorremmo, poiché ogni cambiamento pone anche limiti che solo il tempo potra' dissolvere. In qualunque modo finirà ..si saranno aperte nuove strade...

In politica la speranza di poter chiudere una porta a beneficio di un'altra che poi nel tempo ne aprirà un'altra ancora ..è sempre utile alla sua dinamica..di certo più utile e costruttiva che dovere restare immobili e schiavi di vecchie figure e delle logiche di un passato.

Una disamina sull'articolo dell'amico Paolo Speciale

L'amico Speciale, particolare lettore del mio Blog, mi invia questo articolo che pubblico volentieri. L'articolo mi invita.. però.. ad una personale disamina sull'argomento che ha tenuto banco per diversi giorni sui giornali e le tv..
Leggendolo mi trovo sostanzialmente in accordo in via generica con quanto scritto da Paolo, tuttavia mi permetto di far osservare che nella fattispecie la questione Siri deve leggersi in modo diverso: L'argomento non può( come per altro specificato contraddittoriamente dallo stesso amico autore dell' articolo) essere visto nell'ottica di un “giustizialismo” ed un “garantismo”. Proprio per questo deve rimanere esclusivamente valutato nel ristretto campo di una etica che la stessa politica deve salvaguardare e prevenire anche al fine di non lasciare ulteriori conflitti nel cammino di una giustizia che deve indagare su eventuali reati. Insomma: una cosa è l'indagine giudiziaria che inizia con un avviso il suo percorso garantendo l'indagato ed il suo diritto di difendersi..altro è il comportamento poco affidabile nei riguardi dello stesso governo di chi ha cercato di asservire l'esercizio delle proprie funzioni e dei suoi poteri a interessi privati, in modo alquanto lobbistico... proponendo e cercando di concordare con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia... andando così oltre il suo compito e suscitando notevoli perplessità.
Questo è più che sufficiente per porsi delle domande attenenti un conflitto di interessi grande come una casa che la politica non può far finta di non vedere. Sottolineo tra l'altro che Siri rimane comunque garantito come senatore non avendo il governo in proposito nessuna legittimità di poterlo sospendere...(quindi non se ne può di certo fare una vittima).
Può darsi che Di Maio abbia anche usato questa faccenda ad uso propagandistico, ma rimane il fatto che il sottosegretario è reo di un comportamento politico morale assai poco convincente..anzi forse preoccupante!.
Per quanto riguarda la possibile tangente ed i rapporti con Arata e Vito Nicastri, il 're' dell'eolico, ritenuto vicino all'entourage del latitante Matteo Messina Denaro, lasciamo sicuramente il tutto in mano alla magistratura dove il ruolo etico della politica non può e non deve entrare.
Infine credo che..sulle riforme dimenticate invocate in questo articolo se ne potrebbe parlare tanto.. ma non relative a questo caso..Lo scontro dei poteri dovrebbe innanzitutto potersi focalizzare sui limiti dei propri ruoli! 


Governo del cambiamento e riforme dimenticate

di PAOLO SPECIALE


Il Governo del cambiamento si rende protagonista dell'ennesimo scontro tra i poteri della Repubblica. Il motivo del contendere è sempre lo stesso, anche se stavolta la prospettiva dei fatti e delle posizioni assunte dalle forze in campo è diversa.
Non si registra infatti, come ai tempi del berlusconesimo, un "j'accuse" rivolto alla magistratura requirente circa la presunta ed impropria spinta "politica" delle inchieste su parlamentari e/o membri dell'Esecutivo, ma l'adesione ed il consenso incondizionato tout court all'operato – peraltro pienamente legittimo - di un GIP o similare, in nome di una assoluta e perentoria moralità che si ferma e si attiene alla primissima parte delle spesso lunghe inchieste giudiziarie in ambito istituzionale e politico.
Ora, se è vero come è vero che fino alla dichiarazione di colpevolezza certa e definitiva perché non più appellabile l'individuo debba essere considerato "innocente", laddove i termini inquisito, indagato, sospettato non possono in alcun modo costituire, in un ordinamento come il nostro, alcun elemento di colpevolezza, vogliamo provare a ricordare i diritti di cui può e deve avvalersi chi si ritrova prematuramente sul banco degli imputati con la contezza personale – magari non dimostrabile in via immediata – di non aver commesso alcun reato?
Non può certo bastare il diritto alla difesa, che consideriamo scontato, intendiamo qui riferirci piuttosto a quello di rimanere legittimamente in carica? Si può negare, secondo il nostro ordinamento, ad un cittadino chiamato a far parte della cosa pubblica e meramente sotto indagine, la facoltà di continuare a svolgere il proprio mandato istituzionale, che comporta anche innegabilmente, oltre all'impegno connesso all'incarico ricoperto, anche una personale gratificazione per la fiducia democraticamente ricevuta in forza di una elezione dalla elezione e/o di una nomina a quella stessa carica? Ed ancora: sino a che punto è legittimo, di fatto, interrompere, annullare, cancellare con un semplice decreto – peraltro non condiviso alla unanimità nell’Esecutivo – non solo il mandato istituzionale contingente, ma anche – e lo sappiamo tutti molto bene – la carriera politica di una persona?
Una delle doglianze da esprimere senza esitazione a proposito di certi aspetti della nostra legislazione riguarda la prolungata assenza, in essa, di una regolamentazione in senso prettamente morale dell’uso della libertà di stampa, regolamentazione sinora sempre frenata dalla strumentale diffusa ossessione che in realtà si voglia sempre e comunque controllare in qualche modo l’informazione stessa; e ciò è mortificante per la matura civiltà democratica del nostro Paese, spesso danneggiata da certa stampa più attenta agli avvisi di garanzia che ai successivi proscioglimenti, sensibilmente numerosi in fase istruttoria.
Qualora Siri - ma domani potrebbe essere un esponente dell'altra principale forza politica al Governo - , fosse prosciolto tra qualche mese tornerebbe a ricoprire il suo incarico con un altro decreto di nomina o rimarrebbe irrimediabilmente privo di un incarico potendosi rivalere ( ma come?) su chi lo ha per così dire “danneggiato”?
Da qualsiasi parte politica si stia, come è possibile non includere, tra i diritti fondamentali di un individuo, quello di mantenere un incarico pubblico da parte di chi sia stato chiamato al governo, a vario titolo, o in Parlamento, a rappresentare il popolo elettore? Come ed in nome di che cosa è possibile equiparare, di fatto, l’inizio di un procedimento giudiziario, avviato per accertare eventuali responsabilità e/o violazioni del codice penale, con l’atto conclusivo - ancora ignoto - di tale stesso procedimento, che prevede tre gradi e tre sedi istituzionali giudiziarie di svolgimento, sempre che vi sia un rinvio a giudizio che spesso nel momento dell’attacco mediatico ancora non si è neanche concretizzato? Sono considerazioni condivise nel rispetto irrinunciabile della nostra Magna Charta e del nostro ordinamento, che pongono i diritti fondamentali di qualsiasi cittadino in posizione di assoluta prevalenza.
Qui non si tratta di essere garantisti o colpevolisti: è riprovevole la neo xenofobia salviniana, come è altrettanto riprovevole la dichiarazione di Di Maio in cui definisce il decreto odierno anti Siri "la vittoria degli onesti": forse intende vittoria sui disonesti? Ed da chi egli si ritiene in grado o abilitato alla pronuncia di vere e proprie sentenze?
Il Presidente del Consiglio sostiene che il corso e la durata di un procedimento giudiziario sono diversi dai tempi di valutazione "politica" di una inchiesta avviata.E' vero, anche perchè questa dichiarazione lascia chiaramente intendere la profonda e necessaria "alterità", sul piano costituzionale, tra i poteri dello Stato.Il problema è proprio questo, che la nobile e sacrosanta "alterità" voluta dai padri costituenti ormai da tempo mal si concilia con l'applicazione contingente delle leggi ordinarie e con le azioni spesso reciprocamente ingerenti sostenute, di fatto, da un indirizzo politico che molta presa esercita sull'opinione pubblica, ma di populismo parleremo un'altra volta.



2 mag 2019

REDDITO DI CITTADINANZA: La fase più difficile e meno garantita



di vincenzo cacopardo

La prima fase del reddito di cittadinanza sembra procedere: Quella relativa ad una carta con la quale i cittadini che entrano a far parte di coloro che ne hanno i requisiti, possano essere in grado di acquistare beni di necessità per garantirsi un po' di serenità economica.

Non è di certo la panacea!.. Ma in fondo si dà ai disagiati un minimo di sostentamento al fine di rendergli la vita più sopportabile. Inoltre, forse anche in minima parte, si offre un mantenimento a qualche giovane che altrimenti potrebbe ricorrere a spacciare o a commettere qualche piccolo furto. Tuttavia nulla è scontato! Si può di certo affermare che la prima parte di questa particolare riforma aiuta a movimentare denaro e rendere più agevole la vita di qualche poveretto.

Ma il reddito di cittadinanza ha una seconda fase che è quella più importante e che rimane l'anima stessa del progetto: Quella di dover immettere costoro nel mondo del lavoro altrimenti il disegno stesso della riforma rimane monco e non del tutto convincente secondo i fini promessi: E' quello di rimettere in piedi i centri dell'impiego..quello di attivarsi per interconnettere il lavoratore con le aziende..quello di formarli alla tipologia del lavoro..e' il complesso lavoro dei “navigator” che verranno impiegati a tempo determinato e che dovranno essere in grado di espletare bene e con logica questo lavoro: Una strada che appare molto più difficile della stessa complicata azione per mettere su la farraginosa manovra iniziale del progetto.

Di Maio ha dimostrato in proposito una grande volontà..apprezzabile di certo, ma il compito difficile inizia adesso poiché trattandosi di “reddito” e non di “sostentamento” l'occupazione per questi milioni di cittadini dovrà trovarsi... il momento storico non è per nulla favorevole e lo stesso progetto rimane assai lungo nell' espletamento. ..Qualcuno potrebbe anche chiedersi:  Se il governo (già di per sé disarmonico ed instabile)... dopo le elezioni europee... dovesse cadere..chi prenderà in mano le redini di questo progetto..chi potrà garantire che tale lavoro iniziato potrà essere portato avanti?


30 apr 2019

SICILIA: LABORATORI E POTERE



Eccoli di nuovo! Un ex ministro..da lungo tempo manovratore di una certa politica in Sicilia e un forzista sempre dedito a nuovi indecifrabili laboratori. L'opportunismo politico continua a mantenerli insieme
di vincenzo cacopardo


In Sicilia quando si comincia a perdere il consenso...la parola magica è sempre stata “Laboratorio”..Una parola piena di retorica ed usata come strategia per ritornare in campo...Ormai la conosciamo bene!
Si parla ancora di laboratori della politica quando è di tutta evidenza che voglia di elaborare analisi per metodi ed idee non ve ne è proprio. L'unica realtà è quella di individuare in queste pseudo officine le botteghe dove far confluire consensi attraverso legami di interesse per mantenere per anni ed anni una qualunque forza di potere politico.

Gianfranco Miccichè sempre legato a Silvio Berlusconi..al quale deve tutto e di più..sembra ferrato in questo tipo di laboratori del compromesso... come del resto lo è l'immortale Salvatore Cardinale ..esperto conoscitore della politica siciliana e di gabinetti scientifici della politica .
Ed eccoli di nuovo insieme nel perenne teatrino di una politica che in Sicilia pare non voler cedere mai il passo all'innovazione!

In una intervista al Corriere della Sera Miccichè rammenta una sorta di nuovo Nazareno col PD.Rimane stupefacente che ancora oggi si rievochino queste alleanze tipiche di una vecchia politica dell'opportunismo: C’e’ una parte del Pd con cui ragioniamo”... “Abbiamo cominciato a ragionare con Sicilia Futura, con l’ex ministro Salvatore Cardinale.

Certo.. questo loro complesso ragionamento sarà anche ricco di una superiore cultura politica che noi poveretti non riusciamo a percepire e che solo loro, dall'alto della loro conoscenza, sembrano in grado di dettare.

Si ripetono questi vuoti laboratori e forse anche i vecchi patti ..(Quello dei ricci..delle seppie..dei polpi) che nel recente passato hanno visto la corrente renziana legare con quella di qualche politico di FI..In una Sicilia che non sembra voler mai cambiare ne figure né modalità di impostazione politica tranne che in alcune cittadine dove i Movimenti civici lottano per una politica più sana e funzionale, e dove anche lì.. il rischio di legarsi ai vecchi partiti tradizionali di queste esperte figure.. permane.
Fino a quando i siciliani continueranno a dare il voto a questa politica del compromesso che non potra' far crescere un sano sviluppo?

LA COMPLESSA STRADA DEL POST IDEOLOGISMO



Quando un sistema si deteriora a vincere è sempre una destra muscolosa ..un regime duro che impone la sicurezza con la forza e ad ogni costo... pur di salvare le istituzioni.
di vincenzo cacopardo

Quello che si paventa oggi è proprio un disfacimento del sistema. Il che potrebbe imporre maggiore rigidità a danno di una vera democrazia...Insomma.. il rischio è.. che il logoramento del sistema..può portare la possibilità di un impoverimento della democrazia intesa come libertà di un popolo!

La politica internazionale si basa già da decenni sulla impostazione (che potremmo definire classica) destra-sinistra. E' pur vero che nel tempo questa concezione si è ammorbidita attraverso un pensiero centrista che ne ha ricavato le posizioni politiche più allargate e distese del “centrodestra” e del “centrosinistra”. Tuttavia le contrapposizioni bipolari sono sempre sopravvissute nella logica politica ideologica moderna.

Oggi si mette in discussione un futuro politico che potrebbe vedersi diverso..un futuro post ideologico che vorrebbe mettere da parte le dure contrapposizioni per aprire ad una mentalità più allargata verso le idee. In proposito resta abbastanza logico eccepire come un pensiero politico non possa mai essere spaccato in due come due metà di una mela..poichè nei principi di una parte potrebbero esservi motivi di condivisione come anche nell'altra..inoltre alcuni principi fondamentali della vecchia politica sono ancora tanto legati ad un passato storico da lasciare poco spazio ad una vera innovazione.

La politica odierna dovrebbe rimanere principalmente aggrappata ad un principio di equilibrio che difficilmente potrebbe rispondere a quello delle passate rigide contrapposizioni.

La logica del nostro attuale governo pur nascondendosi dietro un “contratto” (che appare sempre più privatistico e meno sollecitato dal popolo), malgrado l'apparente sintesi delle due organizzazioni politiche, mette in evidenza come ancora il pensiero moderno non guardi ad una politica priva della classiche visioni contrapposte: Di giorno in giorno... il do ut des appare più che evidente! Lo stesso Movimento 5stelle.. che si è sempre proclamato post ideologico...ricade di continuo su posizioni che richiamano una certa politica del passato.

Immigrazione, caso Siri, legge sulla legittima difesa..ed altro.. sono il terreno ideologico sul quale Salvini si scontra quotidianamente col suo collega vicepremier: I loro sembrano scontri ai limiti della rottura che non dimostrano per nulla quel cambiamento sul quale si è sempre basato un Movimento che in campagna elettorale si proclamava post ideologico. Il passaggio politico di questi ultimi mesi che ha visto nascere l'attuale governo, in mancanza di un vero cambiamento, potrebbe rischiare di finire nella confusione... Da queste ceneri potrebbe solo avvantaggiarsi un regime più duro al fine di difendere la sicurezza di un sistema.

La strada del post ideologismo... ossia di quella corrente di pensiero che opera al di fuori degli schemi dettati da inviolabili princìpi.... non sembra essere questa!..Come anche quella del cambiamento in cui tanti sperano....la si percorre quando si è veramente forti e sicuri..Dopo le europee il Movimento che si è posto per un cambiamento, ove evitare ulteriori contraddizioni, dovrà inevitabilmente fare i conti con i suoi principi.

24 apr 2019

GIUSTIZIA e POLITICA: LE ANOMALIE RICORRENTI


un'analisi di vincenzo cacopardo
Da qualche decennio si discute dei problemi inerenti la riforma della giustizia nel nostro paese. In ogni analisi sul delicato argomento sembra più che mai indispensabile una ricerca per il giusto posizionamento dell’ordine giudiziario in riferimento ai poteri dello Stato. 

Sempre più spesso si parla di conflitti e di abusi attraverso i quali i giudici avrebbero fin troppo invaso un campo di pertinenza dell’attività politica. Tuttavia sorge contestualmente spontanea un'altra domanda senza la quale appare più difficile poter districarsi nel campo del delicato argomento: Un quesito in riferimento ai poteri dello Stato ed all’importanza che potrebbe avere il posizionamento del potere esecutivo in perenne compromesso o, persino in conflitto con quello parlamentare..sostenuto dagli interessi dei Partiti.

Al di là del fatto che si tratta di due specifici poteri, diversi dall’ordine autonomo giudiziario, si potrebbe azzardare che un altro conflitto permane costantemente allorquando, gli stessi, eletti in Parlamento, assurgono alla carica di ministri o sottosegretari, attribuendosi di fatto un ruolo esecutivo che influenza in modo definitivo il lavoro dello stesso gruppo parlamentare di loro riferimento. Anche qui, una certa consociazione trova forza e si alimenta giacché gli interessi sono estremamente forti ed i ruoli politici vengono espressi nella comune casa di un Partito. 
Nella fattispecie il politico, in ruolo esecutivo, potrebbe esercitare un particolare potere agendo in modo dubbio sull’obiettivo pensiero del singolo parlamentare, nella identica maniera con cui il magistrato requirente potrebbe influenzare il pensiero di un giudice (poichè riconosciuti in uno stesso ordinamento). Si potrebbe dunque azzardare che tale motivo è di per sè sufficiente ad individuare una ulteriore anomalia anche rispetto ad una Costituzione che, da un lato vorrebbe identificare due poteri con ruoli ben diversi (esecutivo e parlamentare) e dall’altro, non pone sufficienti e chiare limitazioni a questa separazione di compiti, destinando, in modo troppo sintetico, la guida e l’indirizzo della politica dello Stato all’esecutivo.
Per affrontare l'argomento giustizia con le sue articolazioni non ci si può dunque sottrarre dal considerare la problematica in un'ottica complessiva: -Come potrebbe oggi la politica stupirsi, anche se motivatamente, nei confronti della anomalia resa dai ruoli dell’ordinamento giudiziario, quando nel contempo, si espone ad una altrettanto illogico conflitto, ponendo la stessa magistratura nel dubbio e nel sospetto dell’insorgenza di possibili compromessi e soprusi in seno alle istituzioni? 
Questa potrebbe essere la logica motivazione che la stessa magistratura potrebbe replicare ad una classe politica che contesta in modo significativo i conflitti e gli interessi che potrebbero sorgere in seno ad un ordine giudiziario “politicizzato” dal CSM.


Nella forma politica di organizzazione dei poteri del nostro Stato, quello “legislativo” ha una importanza fondamentale per la concreta realizzazione di uno “Stato di diritto” nel quale tutte le istituzioni sono sottoposte alla legge. La realizzazione dello Stato di diritto comporta.. però.. l’obbligo delle istituzioni statali a mantenersi entro i limiti della legge. Tuttavia questi limiti assumono un carattere di rilievo politico quando il cittadino, titolare delle sue libertà civili, vi si trovi in conflitto. Tutti sappiamo che i regimi si chiamano democratici quando garantiscono ai cittadini oltre che una libertà di partecipazione al voto, anche una loro libertà personale, di movimento e di espressione. Ma per difendere tale libertà occorre la mediazione di un organo indipendente e questo non può che essere per noi la parte essenziale della funzione del giudice in un regime democratico: Una istituzione indipendente dagli altri poteri dello Stato per far sì che la libertà civile ottenga concreta realizzazione. Una libertà che non è quella politica, poichè non potrà mai essere un giudice ad impedire che si possano travolgere con la forza le istituzioni di uno Stato democratico. Fin qui ci siamo!
Sfortunatamente già da tempo questa forma di indipendenza appare fortemente radicalizzata, quasi frutto di un primitivo concetto della divisione dei poteri: Forse non si è ben considerato che, il potere giudiziario rimane... nella sua struttura... un Ordine, radicalmente diverso dagli altri poteri: Un' autorità che non viene esercitata dal complesso dei giudici, ma da ciascuno di essi.
I padri costituenti erano abituati a vedere i giudici sottoposti ad un governo ampio comprendente carriera e professione e pensarono presto che il miglior modo per assicurare la indipendenza della magistratura fosse quello di togliere questo governo al Potere esecutivo per affidarlo agli stessi giudici. A tal fine crearono un organo:Il Consiglio Superiore della Magistratura, composto in maggioranza da membri giudici eletti dagli stessi, con una minoranza di membri politici. Tuttavia non considerarono che la particolare struttura dell'Organo sarebbe potuta trasformarsi in un vero e proprio Potere, né ebbero presente che questa struttura sarebbe stata essenziale per il vero bene che si voleva difendere... che sarà sempre l’indipendenza del giudizio.


L’equivoco sta nel fatto che, il giudice, a causa della delicatezza del suo compito e per poterlo svolgere in modo realmente indipendente, ciò che rifiuta è proprio un governo, tanto che sia in mano all’Esecutivo o in mano a qualsiasi altro Organo. Ciononostante.. se questo percorso analitico riferito alle anomalie dell'organo giudiziario ha una sua logica, lo ha anche quello riguardante l'equivoca anomalia diffusasi nel tempo frutto dei perenni conflitti del potere esecutivo con quello legislativo coordinato dal potere dei Partiti... già ampiamente descritto all'inizio di questa disamina.
Se un difetto potrebbe stare nell’avere creato un organismo (giudiziario) “politicamente irresponsabile” secondo il quale le dichiarazioni rese da un Ministro responsabile di una politica possano persino essere messe in discussione, un ulteriore difetto rimane quello di considerare gli altri due poteri (legislativo ed esecutivo) la casa comune dove tutto si coordina attraverso quelle organizzazioni( Partiti mai disciplinati e regolati) dove i compromessi si possono facilmente trasformare in abuso, prevaricazione e persino corruzione.. mettendo in serio dubbio ogni forma di democrazia.
La possibilità di riuscire ad individuare un nuovo assetto istituzionale che possa dividere l’esercizio dei due poteri in modo più equilibrato potrebbe assecondarne il riconoscimento anche da parte dell’ordine giudiziario togliendo diversi sospetti e motivazioni in proposito. Qualcosa che di contro potrebbe rafforzare un'opera di riforma innovativa più equilibrata da parte della politica verso l'Organo giudiziario.

23 apr 2019

SALVINI: UN ALTRO "FORREST GUMP" DELLA POLITICA ..




Tempo fa scrissi un post paragonando Renzi a Forrest Gump ...(quel personaggio che correva per miglia e miglia e che dopo un lunghissimo tempo di corsa forzata si arrestava domandandosi il perchè...).
di vincenzo cacopardo

UN FENOMENO CHE SI RIPETE...
Un costante fenomeno che si ripropone e che non potrà mai far crescere una politica sana!

Il premier del PD era sempre apparso come un'infaticabile marciatore che si muoveva da una parte all'altra del nostro Paese diffondendo la sua immagine attraverso i selfie ed una sorta di inarrestabile emorragia verbale. Non v'è più dubbio che questo paragone oggi calza perfettamente anche con Salvini: il nuovo arrivato tra i miti della politica odierna (quella fantapolitica che decanta certe figure e che esalta chi scioccamente le segue facendosi vanto di avere una fotografia accanto al nuovo divo che pare muoversi premuroso tra il popolo).

In realtà la grande premura di Salvini rimane nella mente o nello strabismo dei tanti fans che gli girano attorno per le strade, ma continua a non mettersi in atto nelle dovute strutture organizzative dello Stato: Il leader della Lega è tanto impegnato nel risibile gioco di indossarsi casacche e divise che non trova nemmeno il tempo di dedicarsi a quel lavoro funzionale per mettere in atto le dovute procedure ed i compiti che gli spettano.

I suoi discorsi abbagliano gli insicuri..mentre i fatti si realizzano poi in modo non del tutto simile alle parole ed alle tante promesse fatte in campagna elettorale. Ma non importa..lui procede come un treno percorrendo tutto lo stivale e facendosi trovare ovunque nel momento giusto. Malgrado questo trova anche il tempo di gettare fango sull'operato della sindaca di Roma ben sapendo che tutto ciò può far presa sulla prossima campagna elettorale...Insomma..Salvini è sempre e costantemente in campagna elettorale! (ecco un altro fondamentale motivo che dovrebbe indurre la politica a diversificare i ruoli)

A poco importano le conseguenze giacchè lui in realtà si dedica con meno impegno ad un compito governativo..ovvero.. pur mantenendolo, lo usa meno..mettendosi a cavalcare il ruolo politico più proficuo di vicepremier guastatore del sistema. Capace quindi di criticare e plaudire..di fare e disfare nel contempo..di condividere o contrapporsi a piacimento o per l'occasione.

Il leader della Lega oggi corre avanti ed indietro per il nostro paese...ma anche lui un giorno sarà costretto a fermarsi ..Se pare aver capito su come far presa nel popolo.. non altrettanto potrà dirsi nella realizzazione dei suoi compiti e cioè.. nei termini in cui le sue parole avranno un riscontro con la continue promesse...E così come per Renzi.... l'odierno “Forrest Gump” della politica potrà domandarsi a cosa sia valsa questa grande corsa..Ma di certo se lo domanderanno anche i tanti che oggi lo idolatrano e lo hanno eletto come il loro capitano.

La sua unione con il Movimento 5stelle sembra arrivata alla frutta malgrado le voci ancora incoraggianti, tuttavia se oggi ha tanto consenso.. è proprio perchè ancora non vi è un riscontro con i fatti. Fino ad adesso il suo scudo sembra essere stato proprio il suo alleato!