16 nov 2017

Il “voto contro”: unico precario sfogo per gli astensionisti


Il “voto contro” appare come l'unica espressione di ogni consultazione poiché viene spinto da una disanima di “reazione” generata proprio dal vecchio sistema delle contrapposizioni (oggi meno ideologiche e solo di opportunità)
di vincenzocacopardo

Una sinistra che sembra vivere ancora una volta sulla novità di una figura più che su programmi inerenti la sua cultura di pensiero!
C'è chi adesso tira fuori il nome di Grasso che.. dopo anni di legislatura nel più completo silenzio... ha messo in dubbio l'operato di metodo della linea Renziana sulla nuova legge elettorale. Un nome da usare quasi sicuramente per ricucire i rapporti interni del PD con gli scissionisti..

Che la popolazione sia famelica di cambiamento non v'è dubbio, ma che nel contempo non si fidi più di nessuna politica.. è anche una certezza!
Il voto di oggi non pare più fondato su una opinione, ma costruito attraverso uno scambio o su un'agevole compravendita di chi lo controlla: L'impossibilità di edificare buona politica da parte di chi non è più adeguato e non percepisce l'innovazione, vince sulla immedesimazione verso lo studio ed la ricerca per una funzione sociale opportuna e corretta. Tutto ciò genera disaffezione e malcontento ed induce il cittadino all'astensione.

Per risolvere tale problema la via più facile.. per i vecchi soloni ancora presenti e padroni di una certa politica.. non è l'idea o lo studio approfondito sui progetti, ma la rappresentazione di una nuova figura: Una personalità che..non per caso..proviene dalla magistratura e che pare denoti fiducia..per rimettere insieme i precari umori di un Partito.

Tuttavia il “voto contro” appare oggi come l'unica espressione di ogni consultazione poiché viene spinto da un disanima di “reazione” generata proprio dal vecchio sistema delle contrapposizioni (oggi meno ideologiche e più di opportunità) ...Insomma (per dirla in termini sportivi) ... è sempre più difficile un riscontro con un voto di opinione quando l'odierna politica continua a basarsi su uno scontro agonistico costruito sulle figure dei giocatori e mai fondato sulle indispensabili nuove regole del gioco!

Le riforme vanno operate, ma non certo come volevano imporle la Boschi ed il suo premier Renzi..che avrebbero di certo penalizzato il principio cardine di una giusta partecipazione democratica! Da decenni continuano a governare Destra e sinistra..
PD e FI hanno già dato..ma continuano ancora oggi a riproporsi ed ostentare falsi cambiamenti... Chi invece non ha ancora avuto questa opportunità è il Movimento 5S che si propone di rinnovare un sistema politico malato! Un Movimento di rottura che ancora difetta al suo interno sul metodo... la struttura interna e l'identificazione corretta delle sue personalità nei difficili ruoli.. pagando il prezzo di una certa immaturità ed esperienza, ma che si propone di frantumare tanti obsoleti principi tra cui quello di non voler basare un cambiamento sull'asettico costrutto delle figure.



13 nov 2017

Nessuna innovazione nel gioco fra le parti



Le divergenze politiche sempre più simili ad uno scontro agonistico!
di vincenzo cacopardo

Altro che alto pensiero politico costruito su chiare ideologie! Altro che ricerca di innovazione attraverso sani ideali! Si persevera col giochino delle contrapposizioni senza rendersi conto di quanto queste collocazioni, che stabiliscono agevoli posizioni a destra ed a sinistra, risultano solo vuoti pretesti per l'assunzione di un potere..finendo sempre col generare due precisi effetti:
-Quando le posizioni si allontanano si determinano drastici radicalismi spesso pericolosi (l'esempio di questi giorni sono i aderenti al gruppo “casapound”) che raccolgono soltanto rabbia e producono un violento estremismo da un lato e dall'altro. - Se... al contrario.. le posizioni si accostano.. concepiscono solo una lunga serie di compromessi che finiscono col determinare conflitti ed ovvie anomalie.. non certo utili al sistema.

Il problema e quindi “IL SISTEMA” che genera poi conseguenti figure sempre meno raccomandabili in termini di efficienza, integrità o competenza!

Come nel gioco del calcio che prevede lo scontro tra due squadre, in politica si è assunta una insensata simile logica agonistica. L'unica differenza sta nel fatto che.. nel gioco del calcio.. lo scopo rimane quello di infilare un pallone in rete, mentre nella politica quello di assurgere ad un potere di governo. Così ogni consultazione odierna verso un voto sembra avere assunto la logica e persino l'immagine di uno scontro calcistico: Nel senso che si rimane contro.. o alternativi agli altri in termini di sfida, ma molto meno innovativi rispetto ad un progetto!

Pensare di poter andare avanti con questo criterio..significa non comprendere l'essenza delle parola innovazione. Significa non considerare il bisogno di procedere per offrire alla società il primario bisogno di idee per lo sviluppo ed una sana crescita limitando le disuguaglianze.
Questo sistema ha generato e continua a generare figure leaders non proprio di alta statura politica. Personalità più simili ad allenatori di squadre agonistiche combattive: Matteo Renzi oggi... come nel passato anche Berlusconi.. hanno di certo favorito questo sistema.... con il loro modo di interpretare la politica in due squadre di formazione più competitive che di cultura democratica in favore della polis.

Bisogna una volta per tutte comprendere che le vecchie e stantie logiche delle contrapposizioni ancora sostenute dai Partiti tradizionali non possono più rendere alcun beneficio ad una società che ormai diserta le urne! Proprio perchè si è resa conto dell'inutilità di questa politica litigiosa ed aggressiva che genera solo azioni e reazioni scomposte.


Una più logica divisione dei ruoli ed un disciplinamento dei Partiti potrebbe rendere maggiore equilibrio ad una politica fattiva arginando di fatto conflitti..compromessi ed interessi di parte. E' una questione di logica, ma anche di sensibilità: La politica non ha più tempo..non può più raffigurarsi nella inutile spettacolarità di uno scontro calcistico!  

09 nov 2017

L'"idem sentire" dell'ex ministro Cardinale


LE NUOVE E PREVEDIBILI SVOLTE DI TOTO' : "o il PD cambia o ce ne andremo altrove"!

di vincenzo cacopardo

Ma guarda un po'.!..
Chi conosce Totò Cardinale e quel suo “idem sentire” culturale per questioni di fondo riguardanti il sociale, non può certo sforzarsi nell'accostare questa sua nuova iniziativa..(ad elezioni appena svolte).. solo e soltanto ai fini di una strategia. Cardinale.. in un modo o in un altro.. vuole sempre uscirne vincitore!

Nella sua attività politica, dapprima in parlamento..poi ministro.. e successivamente rinchiuso nella sua fortezza di Mussomeli.. dove da anni controlla il suo asettico, ma determinante.. pacchetto di voti.. ha sempre operato per restare in piedi in una più che evidente assenza di posizione concettuale e di pensiero che assumesse una precisa responsabilità politica: Una lunga serie di sigle per progetti politici sostenuti da un puntuale opportunismo.

Più che una minaccia al PD.. in questo articolo si percepisce chiaramente un acrobatismo di opportunità mosso probabilmente da un interesse verso l'altra parte della barricata nell'irresistibile gioco delle contrapposizioni. Un gioco che, non casualmente, persevera nel nostro paese per agevolare tali instancabili personaggi.

Ad appena due giorni dalle elezioni.. con il pretesto che il PD lo considera troppo poco anche dopo aver legato la sua lista anche per la elezione del sindaco di Palermo, Cardinale annuncia una possibilità di rottura! Per la sua innata attitudine forse intende giocare su due fronti..un dubbio nasce: La segreteria regionale o l'altra parte della barricata? Con due deputati all'interno dell'Assemblea con una precaria maggioranza.. la sua Sicilia Futura potrebbe far sentire il peso in seno alla giunta!


Quello che più risalta è il continuo processo mentale di questa subpolitica che nella nostra isola trova in Cardinale ed in qualche altro come Alfano.. indefessi estimatori.  

08 nov 2017

Analisi di un voto.. nel paese che non intende cambiare



I risultati della consultazione in Sicilia..evidenziano la lontananza da un vero cambiamento!...Poichè gli interessi dei pochi sembrano ancora soddisfare il numeroso gregge che li segue imperterrito.. compreso l'abbondante numero dei frustrati astensionisti.

di vincenzo cacopardo

In questa analisi non vorrei per nulla entrare in una esamina della figura del neo presidente Musumeci.. eletto da poco in Sicilia: Personaggio che poco conosco, ma che sembra essere una figura rispettabile, ricca di volontà e abbastanza audace nell'affrontare il difficile percorso. 
Tuttavia il problema.. come ormai è dato ripetere, rimane quello del sistema politico radicato in tutto il paese che continua a marciare su vecchi stereotipi e sulle tante figure poco raccomandabili inserite soprattutto nei Partiti tradizionali..oltre a quello della mancanza di una forma mentis in grado di generare vera innovazione.

Fino a poco tempo fa sembrava che vi fosse aria di vero cambiamento, con parecchio coinvolgimento anche nei social. Ma col voto in Sicilia ..penalizzato da una larghissima astensione... si è ricaduto in una sorta di disdicevole medioevo che.. oltre a lasciare l'amaro in bocca per i tanti che vi avevano sperato...ha segnato la conferma di come in questo Paese si persevera nel restare inerti di fronte alla possibilità di cancellare un passato politico di non funzionamento tutt'ora spinto da chiari personalissimi interessi.

Si era sperato in un vero cambiamento.. sia nelle figure che nella modalità.. e questo anche grazie ad una forza politica in grado di rompere definitivamente una cultura politica ormai stagnante. L'occasione era data dal Movimento 5Stelle... che pur nella evidenza delle incaute storture e negligenze.. oltre ad alla indubbia dose di confusione nell'organizzazione, rappresentavano e rappresentano ancora oggi (data la consistenza di voti che aggregano) l'unico grimaldello in grado di scardinare la robusta porta della politica delle anomalie e dei compromessi che ha reso il paese allo stato in cui è.
Certo poi si sarebbe dovuta trovare una strada utile per la ricomposizione di un sistema politico più funzionale ed utile, ma si sarebbero costruite nuove forze sulla ceneri di un sistema politico defunto... E forse chissà.. sarebbe potuto crescere più robusto, concreto e saggio lo stesso Movimento con la sua struttura.

Votare il Movimento 5Stelle, anche ritenendosi nel dubbio e reputandoli improvvisati, sarebbe voluto dire rompere il sussistente deleterio sistema. (Non erano forse improvvisati anche i personaggi alla nascita del partito di Berlusconi?)

I 5Stelle rimangono di sicuro un'incognita, ma anche l'unica speranza per un mutamento... Sbaglieranno?... andranno via anche loro! Al momento attuale loro restano comunque l'unica via di accesso per rompere col passato anche se non del tutto per la costruzione dell'innovazione. L'alternativa pare essere quella di restare aggrappati ad un sistema che ci mortifica ogni giorno, del quale poi, non facciamo che lamentarci.

Questa è una ragione per la quale il voto del momento non potrebbe che individuarsi come una circostanza..come una favorevole contingenza.. non un consenso, ma un'alternativa di smantellamento di un sistema dove perseverano interessi personali a danno di un bene collettivo. Come ho già avuto modo di scrivere : L'errore è proprio quello di leggere il voto odierno di “rottura” come un voto di “consenso”, ma un peccato ancora peggiore è quello di chi.. vergognosamente.. si è disinteressato al voto!



07 nov 2017

IL VOTO DEI SICILIANI NELL'INVEROSIMILE ASTENSIONE



Oltre il 53% ha deciso di non esprimere il consenso, in un'isola che ne avrebbe avuto bisogno.
di vincenzo cacopardo

Ha vinto Nello Musumeci con oltre il39%, persona decisamente migliore di tanti che lo hanno accompagnato in questa scalata alla presidenza di una Regione da tempo guasta e malata. Il candidato della destra è stato favorito dal turno unico. Assai buono il dato dei 5 Stelle che da soli si attestano con 4 punti di distacco dalla coalizione del centrodestra formata da quattro Partiti. 

Ma decisamente quello che più impressiona è il dato dell'assenteismo.

Tra gli assenteisti si contano anche gli incoerenti.. i disgustati dalla odierna politica che, proprio perchè nauseati.. avrebbero dovuto votare optando contro un sistema che li ha ridotti in tal modo. Poi vi sono i tanti che, raccolti nel loro profondo cinismo, non andando al voto, perseverano nel contribuire a ridurre il nostro popolo nello stato di subordinazione in cui è: Una storica sudditanza di fronte ad una politica di abuso e prepotenza.

Da questa consultazione si sarebbe voluto un ripulisti delle vecchie figure ed una certa etica nel candidare personaggi nuovi più utili e non inquinati, ma soprattutto un programma di efficienza per lo sviluppo dell'isola. Invece è sembrata più una lotta per l'accaparramento delle poltrone..uno scontro basato su personaggi che mantengono ancora i famigerati “pacchetti di voti” e su quelli che conducono il carro a livello nazionale. Di sicuro una preparazione alla nuova sfida elettorale nazionale.

Dato l'alto numero di astensione..si potrebbe agevolmente esprimere biasimo contro un popolo che sembra ancora una volta non voler reagire astenendosi ed adagiandosi sulla tradizionale provvidenza. In questo atteggiamento.. per certi versi autolesionista..di cui la stessa letteratura nostrana si è spesso occupata.. si nasconde, in modo alquanto controverso, una illogica reazione di rivendicazione: Un desiderio di equità..una pretesa di ordine sociale..un rispetto dei valori del territorio ed una esigenza di funzionamento.. che mai e poi mai potrà avvenire!


Ancora oggi la maggioranza dei siciliani pretende rispetto per i propri valori territoriali, ma non onora il principio fondamentale di un proprio consenso..andando al voto!    

03 nov 2017

Renzi in fuga dalla Sicilia.. tira la volata alla Destra

Tra le continue promesse di Berlusconi e le fughe di Renzi..la Sicilia sembra voler ritornare al passato con una destra più forte..una Lega nordica in casa.. ed una politica che difficilmente potrà dare spazio ed innovazione alle figure ed alle idee.
di vincenzo cacopardo

Ieri sera in televisione su Piazzapulita Vittorio Sgarbi è apparso in preda al demone..urlando oltre il dovuto. Non aveva alcuna capacità di dominare il suo istinto verso chi non lo condivideva e deviava continuamente sulle domande del presentatore. L'argomento era quello delle elezioni regionali in Sicilia e dei tanti "impresentabili" portati dai Partiti tradizionali. Naturalmente non aveva convenienza a rispondere sul fatto che il Partito del suo “stimato” Berlusconi a cui si è legato nella campagna elettorale, non ha trovato improponibile candidare certi personaggi sottoposti dalla magistratura ad indagini per evidenti episodi legati alla mafia o al malaffare. Sgarbi, nonostante una riconosciuta preparazione in campo artistico, ha dimostrato pienamente tutto il suo opportunismo e una rabbia ben visibile nel non saper trovare risposte adeguate. Ma su questo argomento ..come lui sembrano in tanti a non trovarle!

Il dibattito della campagna politica siciliana è focalizzato sul fatto che vede ancora retaggi di vecchie figure che si accompagnano a personaggi sospetti che non riescono nemmeno a fornire risposte adeguate ai giornalisti rimanendo muti con la abituale aria biasimevole di orgoglio e di superiorità...Quasi a dimostrare la invincibilità di una dannosa mentalità che non si arrende e non si arrenderà mai.

Intanto Renzi vola in America infischiandosene di quella che valuta come una semplice competizione elettorale di scarso valore.
La scomparsa del leader della sinistra nel territorio della Sicilia..non indica solo il fatto che Renzi non sia più desiderato in un territorio che lo ha fortemente penalizzato nel referendum costituzionale, ma potrebbe persino essere un'altra strategia per lasciare campo libero al centrodestra di Berlusconi, giacchè le intenzioni di voto non lasciano più alcuna speranza al PD . Qualcosa che non può che far pensare che il nemico da battere sia solo il Movimento 5Stelle e che l'unico dialogo da tenere nel futuro a livello nazionale potrà solo essere quello che terrà uniti centrodestra e centrosinistra nella solita pantomima per la spartizione delle remunerative poltrone.



02 nov 2017

ELEZIONI IN SICILIA: La sommaria e retorica comunicazione del Cavaliere


Facendo riferimento alla polemica sugli «impresentabili» Berlusconi sottolinea: “Siamo in un sistema democratico, se non vi piacciono non votateli». Sbalorditivo! Per non dire fin troppo comodo e sommario!
di vincenzo cacopardo

E non poteva che essere così: Silvio Berlusconi ..si esprime con la solita retorica infondendo panico su chi è intenzionato a votare per il Movimento 5 Stelle: Chi vota il M5S è una persona che non ragiona, che non ha testa. Non riesco a immaginare che voi mettiate una Sicilia solida nelle loro mani. I 5 Stelle sono pauperisti e giustizialisti, odiano gli imprenditori, i risparmiatori, il ceto medio. È impossibile accettare una cosa del genere».... E poi ad incalzare con la vecchia storia che il centrodestra organico ha governato la Sicilia per appena 10 anni ed il centrosinistra per 45 anni: Come se ciò li assolvesse da un passato... Insomma la solita comunicazione politica contro..quella che si svolge nello sconfessare gli altri e distruggere ogni ideale opposto.

Nulla di nuovo se non infondere paura nei confronti di chi intenderà esprimere un consenso verso il nuovo Movimento pentastellato incapace, a suo dire, di convogliare investimenti adatti per la regione e la reale certezza di fare andare via ogni impresa proveniente da fuori che intendesse impegnarsi nell'ambito del territorio in Sicilia.

Il cavaliere prosegue il suo intervento a sostegno di Nello Musumeci puntualizzando che non ha mai avuto un avviso di garanzia..e facendo riferimento alla polemica sugli «impresentabili» sottolinea: “Siamo in un sistema democratico, se non vi piacciono non votateli»...Sbalorditivo! Per non dire comodo e sommario! Come se il tutto non appartenesse ad una decisione legata allo stesso candidato presidente e ad una selezione da parte dei Partiti e le liste che lo accompagnano. Se non fossimo in un territorio dove per decenni ha dominato la mafia, non ci sarebbe nemmeno di che sorprenderci!

Silvio Berlusconi insiste costantemente... nella qualità di “re degli imprenditori”... a dettare ogni principio di crescita nel territorio siciliano anche quando i suoi accoliti, nel passato, hanno dimostrato limitata competenza, la noncuranza ed una certa approssimazione nell'opera di sviluppo. Uno sviluppo che avrebbe dovuto prevedere opere pubbliche infrastrutturali più congenite ed adatte all'accrescimento: Una mancanza totale di piani strategici che ha visto, durante l'amministrazione del centrodestra, ogni logica basata prevalentemente su interventi a pioggia a beneficio di una imprenditoria privata che ha fatto scorpacciate di contributi a fondo perduto e finanziamenti che hanno reso ben poco alla comunità. ..Ma non sembra aver fatto meglio l'amministrazione Crocetta che in questi ultimi anni ha dimostrato altrettanta superficialità rispetto ad una produttiva opera di innovazione.

Ancora una volta il cavaliere.. dopo oltre vent'anni di errata politica di sviluppo per il Sud e la nostra Sicilia... si propone per incantare l'isola siciliana.. facendo forza sulla retorica dell'incompetenza di chi vorrebbe almeno frenare il dissanguamento di una amministrazione regionale a beneficio di un giusto sviluppo ed una equità sociale. La comunicazione politica di Berlusconi non trova altra strada che quella di deridere un Movimento infondendo paure ed inquietudini ad un popolo che attende da decenni il suo riscatto nei valori attraverso una legalità, il suo consono sviluppo e le funzionali infrastrutture.


Se questa è la stentata e faziosa comunicazione politica dell'odierno centrodestra..ogni altro loro possibile programma non dovrebbe per nulla prendersi in considerazione!     

31 ott 2017

REGIONALI SICILIA: candidati compromettenti e vecchie figure


In mezzo ci sta ancora il retaggio di una vecchia Democrazia Cristiana e molta ignoranza dei tanti che votano nei paesi dell'entroterra. 
di vincenzocacopardo




Risultato ancora incerto: Ma di sicuro possiamo asserire che se il sistema di elezione fosse avvenuto col doppio turno la vittoria dei Cinquestelle avrebbe avuto una maggiore possibilità di affermazione.

Il candidato presidente del centrodestra Musumeci è incappato in una serie di candidati poco affidabili e persino coinvolti in guai giudiziari di un certo peso. Malgrado tutto Musumeci continua a difendersi dichiarando che il candidato presidente è lui e bisogna fare affidamento alla sua onestà e non a quella dei candidati implicati..poichè sarà lui a guidare la politica in caso di una vittoria del centrodestra.
Detta così non è nemmeno da considerare ironica l'uscita del candidato presidente legato al partito FI di Berlusconi. Quel Berlusconi che ancora prima aveva espresso il desiderio di vedere in campo candidati nuovi e puliti: Quei famosi "volti nuovi" con cui il Cavaliere aveva aperto la campagna elettorale!

Oggi in Sicilia il Centrodestra avrebbe la pretesa di presentarsi come una organizzazione nuova prendendo in giro l'elettore su programmi e candidati puliti..il tutto condito dalla figura del candidato presidente che pare fingere di non vedere e che dichiara di poter governare su tutti e con tutti. Ma sappiamo bene che col fondato rischio di non ottenere una maggioranza.. subirà i ricatti provenienti dalle forze politiche del suo interno e costruirà profondi compromessi ai quali siamo già da tempo abituati.

Se per il PD, seppur con qualche candidato discutibile, vi potrà essere un minimo riscontro grazie alle liste ed il lavoro di Sicilia Futura di Salvatore Cardinale (figura della prima repubblica) che ancora muove le pedine di una navigata e discutibile politica di provincia..per la coalizione del centrodestra ci si muove senza imbarazzo attraverso la presentazione di alcuni candidati poco consigliabili ed una serie di volti sorpassati. In mezzo ci sta ancora il retaggio di una vecchia Democrazia Cristiana e tanta ignoranza dei tanti che votano nei paesi dell'entroterra. A quel modo di procedere attraverso l'uso di una certa politica ormai passata..senza alcuna innovazione...oggi necessaria per quel che occorre.

Il resto viene completato da un Movimento ritenuto retoricamente di “non competenti”...da ambedue le forze politiche tradizionali ..Come se ad oggi si fosse dimostrata ed affermata da parte di altri che ci governano da decenni..un'alta capacità di gestione ed una crescita dei valori della nostra Isola! 
Se vinceranno i Partiti tradizionali, in forza di quella loro declamata “competenza”.. cresceranno le ambiguità..i conflitti.. i compromessi e l'inettitudine fin oggi dimostrate nel reiterate figure interessate solo alla perseverante devastazione di una amministrazione regionale ormai al collasso..


30 ott 2017

CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA: IDENTICI NEL SISTEMA



Sull'onda del ventennio dell'inciucio
divincenzocacopardo

Come in Sicilia.. anche nella Nazione.. centrosinistra e centrodestra dimostrano di essere una identica cosa: Restano in posizione di comodo al servizio di un sistema ormai malato da parecchio tempo! Basta sentir parlare i loro leaders che ripetono costantemente le consuete cantilene e la retorica dell'antipopulismo contro coloro che danneggiano il loro intoccabile sistema.

Non c'è più alcuna differenza sostanziale sul loro percorso! 
Se in Sicilia i Partiti tradizionali continuano ad operare in favore di una politica diretta verso una gran massa di cittadini che ignorano...colmando ahimè.. un paniere ancora denso di consensi, nel resto del paese si continuano a promette bonus e regalie che durante ogni campagna elettorale rendono altri favorevoli consensi. In ambo i casi di tutto si parla tranne che di validi programmi per innovare il Paese..per colmare quella distanza con il Sud.. e nemmeno di quelle riforme essenziali per una politica di funzionamento delle istituzioni.

Tuttavia la situazione odierna dopo la nuova legge elettorale non favorisce altri, se non lo scontato legame a venire tra PD e FI..Al contrario non vi sarebbe stata alcuna ragione di portare avanti una simile legge elettorale..un papocchio che prossimamente sarà dichiarato di certo illegittimo dalla Consulta. Una legge elettorale che ha visto (dopo averla aspramente criticata).. un'uscita dall'Aula da parte dei Parlamentari di FI e Lega..regalando il risultato alla maggioranza.
Le critiche sulla nuova legge da parte di questi Partiti schierati nel centrodestra dimostrano tutta la loro ipocrisia a dimostrazione di come certi interessi hanno prevalso su ogni tentativo più sensato.


Renzi, dopo le sconfitte del referendum, persevera col suo ridicolo trenino.. ed il Cavaliere prosegue la sua marcia malgrado la legge lo osteggi su una possibile scalata al governo..mentre Salvini..che beneficia del sistema elettorale per la rinomata forza della Lega al Nord.. sintetizza il tutto dichiarando che il Paese aveva bisogno di una qualsiasi legge elettorale. Nel paese delle anomalie il tutto si chiuderà con la firma del Presidente Mattarella il quale si limita a dichiarare che il suo compito è quello di firmare e non di dare un giudizio in proposito. Qualcuno ritiene che il compito del garante potrebbe anche essere quello di garantire il percorso democratico di una legge elettorale dalla quale dipende un po' tutto..ma sembra che chi la pensi in tal modo si sbagli o possa anche essere paragonato ad un populista della peggiore risma!     

26 ott 2017

Lo scopo del ROSATELLUM.. e quello di Renzi


..meglio definito ANTIPENTASTELLUM...
Quando ancora una volta lo scopo di una governabilità è quello di restare ancorati ad interessi partitici e non ad un fine politico di logica funzione.
di vincenzo cacopardo

La domanda alla quale dovrebbe trovarsi una risposta è quella del perchè Renzi.. lo scaltro segretario del PD... abbia voluto questo sistema elettorale malgrado lo stesso non risolva il problema di una governabilità certa. E la risposta non può che essere una sola: Perchè questa legge gli serviva per salvare la sua immagine e la sua forza in politica.
D'altronde chi poteva più fare affidamento su un ex premier che dopo il disastroso risultato al referendum costituzionale non avrebbe potuto trovare altra possibilità di percorso politico in una prossima legislatura senza la forza dei suoi fedeli parlamentari rieletti? E chi.. se non lui..con questa legge.. deciderà i futuri candidati? ..E quanti di questi faranno opportuno uso del paracadute sul proporzionale?

E' indubitabile che Renzi potrebbe non avere il posto di comando nel prossimo Governo, ma in tal modo.. avrà di certo la possibilità di sostenere una propria forza politica più che una sicurezza sulla sua stessa candidatura. 

Per l'occasione prendo spunto da un articolo dell'amico Enzo Coniglio Dopo quattro anni, Renzi fa votare una legge elettorale che ci consegnerà un Parlamento in cui i due terzi (2/3) saranno scelti dai capi dei partiti come ai vecchi tempi! Si tratta di un cambiamento radicale che è stato imposto ai membri del Parlamento attraverso un voto di fiducia per non correre rischi e mettere in riga i deputati recalcitranti che sono tanti e che, se non avessero aderito, avrebbero rischiato di non essere ricandidati. La più importante e inquietante conseguenza, è che la nuova legge elettorale rende difficile per il M5S, avere degli eletti nei Consigli uninominali non facendo ricorso alle alleanze. Chi veramente esulta sono i capi dei partiti che scelgono i candidati nei consigli uninominali e decidono la composizione delle liste per il proporzionale.”

Al di là del comodo uso della fiducia che si tende di continuo a giustificare con la sfrontata retorica de ” il meno peggio”, quello che dovrebbe inquietare e non deve lasciare sereni.. è il fatto che Renzi.. con questo sistema elettorale.. potrà usare (per non dire abusare) della posizione di forza in seno al suo Partito di maggioranza per manovrare i Parlamentari(di già eletti in modo illegittimo) garantendogli di fatto la possibilità di un nuovo seggio. Infatti sul sistema elettorale ormai approvato..i collegi sono decisi dal governo. In questo modo è abbastanza facile credere che l'altezzoso leader fiorentino abbia ogni possibilità di costruirsi una personale forza politica anche al di fuori di ogni suo impossibile premierato..

In questo modo.. il desiderato ricambio all'interno delle Aule Parlamentari non potrà avvenire! Rimarranno seduti gli stessi..i quali..ancora volta per effetto di una nuova sentenza della Consulta (di là da venire) saranno dichiarati ancora una volta illegittimi. Ma che importa?..Quando questa politica si sostiene per anni sulla forza di un principio detto “di continuità” che potremmo meglio definire “di comodo”
Si usa e si abusa della politica in forza di principi che dovrebbero essere considerati di “limite” o di “confine” e non certo una consuetudine!

Se anche altri Partiti si sono accodati a questo sistema..persino con una ridicola uscita dall'Aula..è facile pensare che lo scopo di questa governabilità non esula per nulla dal voler ricostruire il consueto compromesso di una coalizione tra i Partiti contrapposti. Sono passati anni ed anni..ed ancora si gioca con la politica dei sotterfugi e delle subdole manovre..per finire con i soliti risultati illogici e discordanti

Una sorta di eterogenesi dei fini di una politica decadente dove un furbo ex premier fiorentino opera per puro opportunismo con le personali condizioni che modificano gli utili obiettivi di una buona politica di innovazione.