14 feb 2019

LA LOGICA DI UNA RICRESCITA ECONOMICA



di vincenzo cacopardo
Qualunque attività industriale o commerciale che sia ...quando è indebitata ed al collasso..ha solo due vie: il fallimento o l'investimento regolato da un piano fattibile di rientro. Così è per ogni Paese ed anche per la nostra Nazione. Ogni altra manovra sembra sortire un triste atteso epilogo!

Sappiamo ormai che la crisi economica si è generata per cause di un sistema finanziario e bancario mondiale entrato in crisi. Molti hanno sempre dato la colpa di tutto ciò al capitalismo e ad un certo liberismo guidato da potenti uomini d'affari, i quali, non si sono mai curati delle possibili ripercussioni sull'economia reale e quindi delle crisi che si sarebbero riversate nei vari settori produttivi, dimostrando solo di voler giungere all'accumulazione di ricchezze personali, mediante operazioni speculative di alta finanza.

Premessa

Nel recente passato, quando la crisi toccò il suo massimo, gli istituti bancari per evitare processi di svalutazione degli immobili si garantirono, cartolarizzando, detti crediti: Trasformando i prestiti concessi in obbligazioni, vendute, a loro volta, ad altre banche o istituti, tutelandosi nel futuro attraverso il pagamento degli interessi a garanzia. Nella realtà, poi, gli interessi non sono stati mai completamente pagati, per l’incapacità reale di poter estinguere un proprio mutuo. Le banche, al contrario, accumulando beni reali, come gli immobili confiscati, si sono rinforzate anche tramite una liquidità interna dovuta alla vendita delle obbligazioni, arricchendo gli influenti istituti bancari centrali.
Detto questo rimane il fatto che la politica non si è mai veramente interessata a regolamentare questo sistema!.. In teoria si può affermare che una delle principali cause della povertà sia dovuta alle banche: Non v’è dubbio che l’azione degli istituti bancari continua ad influenzare notevolmente determinati processi come l’inflazione...tuttavia ciò non sempre rispecchia la realtà, anche perché le motivazioni dei fenomeni come la povertà sono molteplici e molto più legate a cattive scelte politiche.


In ogni caso le banche, tramite quello che può essere definito il monopolio della massa monetaria, possiedono la capacità di indebitare interi Paesi sotto la morsa del debito pubblico. Se poi, i tassi sono troppo bassi, la quantità di moneta aumenta provocando l’inflazione. Ma anche nel caso contrario le banche riescono ad arricchirsi, in quanto, se la quantità di moneta è bassa, si ha la recessione e quindi la banca si appropria di beni reali confiscati, grazie alle ipoteche imposte come garanzie ai prestiti non estinti.
Nel sistema bancario europeo sembra essersi creato un grande conflitto di interessi: qualsiasi manovra finanziaria che favorisce l’euro, danneggia le altre monete ed allo stesso tempo il loro indebolimento.. danneggiando la maggior parte delle nostre banche che ultimamente hanno investito molto nei gruppi bancari esteri.
Un meccanismo perverso si verifica anche quando le banche prestano denaro virtuale ai Paesi del Terzo Mondo chiedendo in cambio della cancellazione del debito, che il Paese non sarà mai in grado di estinguere. Molto di questo denaro che viene prestato si può dire che sia virtuale, in quanto il sistema monetario si valuta in base alla fiducia che in un dato momento il mondo accorda a quella data moneta.
Qualcuno afferma che "La crisi finanziaria si origina e si sviluppa sempre per l'eccesso di indebitamento che per oltre due decenni è stato consentito a banche, imprese e famiglie: per evitare che l'eccesso di debito privato potesse avere effetti dirompenti sull'economia reale, si è dovuto far crescere il debito pubblico”. Paradossalmente manovre nate per ridurre l'indebitamento ed il rapporto debito/PIL hanno sortito l'effetto opposto. Quando un paese entra in questo vortice, il pessimismo si autoalimenta, l'aumento dello spread comporta un aumento del costo del debito e di conseguenza del deficit...
Il problema che stiamo vivendo e per il quale si potrebbero pagare le conseguenze nel prossimo futuro, è il rischio di una lunga recessione e quindi di una permanente diminuzione del livello di produttività del paese, senza crescita e con un conseguente calo del PIL. Per scongiurare questo rischio occorreva già da tempo, a livello europeo, applicare una regolamentazione più rigida sulla speculazione finanziaria. Una preoccupazione forte in seno ad un’Unione dove diversi Paesi hanno deciso di unire le loro sorti all’Euro che rappresenta sicuramente una credibile difesa, ma anche un motivo di ansia per i Governi e per la stessa Banca Centrale Europea, sia per gli alti costi..che per i continui attacchi speculativi che cercano di trarre profitto dalle recenti difficoltà contingenti.

analisi conclusive
Oggi per superare questa situazione si dovrebbe rilanciare l’economia reale e di questo è proprio la politica che dovrebbe farsene carico. Sappiamo bene che senza crescita vi è maggiore disoccupazione...e l’aumento della disoccupazione può solo portare conseguenze peggiori.
Oltre che un ridimensionamento occorre di certo una regolamentazione! Occorre la ricerca di nuove metodologie anche in tema fiscale per spingere a far pagare le giuste tasse a chiunque... contrastando o, almeno, frenando una mentalità di chi oggi ritiene di subire ingiuste e spropositate richieste di tributi da parte di uno Stato che non aiuta. Insomma.. immedesimandosi con più attenzione nelle problematiche della loro crescita e creando, in tal modo, più equi rapporti ed utili metodologie fiscali di contribuzione.
Tuttavia è pressocchè inutile sperare che il nostro Paese possa crescere senza una politica più aperta verso il debito. Cioè.. impossibile risolvere attraverso quello che si è sempre dimostrato un modesto e difficile taglio delle spese.. quando la via necessaria appare proprio quella di allargare inizialmente il deficit in modo persino esagerato per rientrare poi negli anni.
L'esempio di coloro che fanno intrapresa appare emblematico. Chiunque, fortemente indebitato, possiede una attività commersiale o industriale che sia, ha solo due strade: il fallimento o una espansione attraverso il credito. Naturalmente necessita un progetto di innovazione che possa rendere garanzie alla sua crescita.
Solo le politiche di espansione (necessariamente studiate) che danno sfogo ad una economia più allargata ed alla creazione di infrastrutture pubbliche (soprattutto ad un Sud cui restano indispensabili) potranno riportare su il PIL facendo ricrescere il Paese ..Lo sforamento è necessario per costruire un futuro più sicuro, ed indiscutibilmente l'unico metodo per poter sostenere un rientro nell'avvenire. ..Ogni altra manovra resta fallimentare e sembra sortire un triste atteso epilogo!





13 feb 2019

UE: IL NOSTRO PREMIER VILIPESO E SCHERNITO.


OFFESE OLTRE MISURA ANCHE VERSO IL NOSTRO PAESE
di vincenzo cacopardo

Ancora una volta questa Europa pensa di poter processare un nostro premier! Conte è stato offeso oltre ogni misura consentita dall'Europarlamentare Guy Verhofstadt (leader dei liberali dell'Alde) e da Udo Bullmann (leader dei socialisti)...che hanno trasformato l'Aula parlamentare in una sorta di tribunale per un processo oltre misura..durante il discorso tenuto dal nostro capo del governo. Naturalmente sono le forze conservatrici di questa malandata Europa che continua a non percepire la gravità dello stato in cui versa..tuttavia quello che colpisce di più è la mancanza di rispetto e la irrisoria offesa di “burattino” rivolta al nostro premier ed altre contro il nostro Paese visto quasi come un pessimo alleato ( come lo fu nel passato con Berlusconi ridicolizzato dalla Merkel insieme a Sarkozy)

Non è la prima volta che il nostro Paese viene canzonato nelle figure dei nostri rappresentanti ..malgrado l'esposizione del premier Conte che si è permesso di mettere in vista le problematiche esistenti che ancora determinano una chiara incomprensione ed una difficile armonia nel contesto internazionale di questa Unione.

Conte ha chiesto uno sforzo comune per il rilancio di un nuovo progetto europeo..ritenendo che già da tempo si sia persa una fase essenziale di ripartenza.. e lo fa con queste parole:Non siamo riusciti ancora a diventare veramente e compiutamente un 'popolo', non abbiamo avuto il coraggio di costruire un modello inclusivo che, realisticamente, al di là di ogni retorica, favorisse la creazione di un demos europeo"... e poi incalza..."La politica europea, di fronte a una crisi economica senza precedenti.. si è ritratta impaurita al di qua della fredda grammatica delle procedure, finendo col perdere progressivamente il contatto con il suo popolo e rendendo sempre più incolmabile la distanza, che non è solo geografica, tra Bruxelles e le tante periferie del Continente".

Per il nostro presidente del Consiglio ..quindi ..non è in discussione una Europa..ma la sua funzione...il bisogno di interagire tra i popoli..quello di salvaguardarne i veri bisogni...di tutelarne insieme i confini territoriali... Parla di un demos europeo in riferimento ad una democrazia da coltivare unitamente e non ad esclusivo bisogno economico in favore dei più forti..

Da questi argomenti più che ragionevoli ..alle volgari offese di “burattinaio” che gli si sono rivolte ..vi passa ancora una volta tutto l'astio che certi Paesi alleati non riescono a contenere per la nostra Nazione che, seppur nella difficile ricerca di una politica utile e costruttiva, ha il merito di sostenere certi fondamentali valori nel rispetto di una Unione che in realtà appare disgregata ed a volte persino assente.

12 feb 2019

IL CASO "DICIOTTI" RAFFORZERA' SALVINI?



Questi i fatti riguardanti il caso Diciotti

di vincenzo cacopardo

Non e' possibile fare un' analisi su questa faccenda esulando da una considerazione nel merito 
"15 agosto. I migranti, inizialmente 190, vengono soccorsi dalla Guardia Costiera in acque territoriali maltesi. L’Italia chiede un “Pos”, un porto sicuro di approdo, a La Valletta."
"17 agosto. La controversia fra Italia e Malta prosegue per tutto il giorno, poi il Comando generale delle capitanerie di porto chiede al nostro ministero dell'Interno un porto di approdo per i migranti."
"19 agosto. Dal ministero dell’Interno non arriva alcuna risposta, nave Diciotti resta al largo di Lampedusa in attesa di poter sbarcare i migranti stremati dal viaggio."
"20 agosto. Alla Diciotti viene ordinato di fare rotta verso Catania, ma permane il divieto del ministro dell’Interno di fare sbarcare i migranti."
"25 agosto. La situazione si sblocca, 177 migranti vengono accolti dalla Conferenza episcopale italiana, dall’Albania e dall’Irlanda."
Nei giorni della crisi, l’inchiesta viene aperta dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che dopo aver ascoltato alcuni funzionari del Viminale, invia gli atti alla procura di Palermo, per l’esercizio dell’azione penale. La procura contesta il reato di sequestro, il tribunale dei ministri di Palermo archivia per le “condotte” fino al 19 agosto, per il restante periodo si dichiara incompetente, rinviando gli atti a Catania. La procura diretta da Carmelo Zuccaro chiede l’archiviazione, ritenendo la decisione di Salvini un “atto politico”, ma il tribunale è di diverso avviso.
I giudici di Catania non usano mezzi termini sul caso Diciotti: “E’ convincimento di questo tribunale che la condotta in esame abbia determinato plurime violazioni di norme internazionali e nazionali, connotandosi per ciò solo di quella indubbia illegittimità integrante il reato ipotizzato”. Secondo il Tribunale dei ministri "Va sgomberato il campo da un possibile equivoco - scrive ancora il collegio - va ribadito come questo tribunale intenda censurare non già un 'atto politico' dell'Esecutivo, bensì lo strumentale ed illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa".
Nei fatti..la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato dovrà esprimere un primo voto sul caso Salvini prima di affidare il caso all'assemblea. Tuttavia quello che salta agli occhi è proprio questa citazione del Tribunale: intenda censurare non già un 'atto politico' dell'Esecutivo, bensì lo strumentale ed illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa".
Quello che in realtà appare più strumentale è proprio l'intervento inopportuno dello stesso Tribunale! Anzi assai poco convincente, ma non essendo io un giurista posso solo far uso dell'intuito..avvertendo come una misura del genere possa destare dubbi e contestazioni.. poiché non risulta proprio trasparente dove potrebbe finire un potere politico amministrativo di un esecutivo.. e dove iniziare quello invasivo di una magistratura.
Sottolineamo che.. nel caso in specie.. la procura aveva archiviato.. Lo stesso Governo non sembra aver sequestrato alcuno: Gli esseri umani trattenuti su quella nave, non avevano nessuna provenienza attestata da documenti legali di origine del paese dal quale sono fuggiti, quindi sotto il profilo giuridico persino non esistenti..(mancherebbe persino il corpo del reato) Ma al di là di questo dettaglio..è più che comprensibile che se un reato vi è.. potrebbe essere solo di matrice politica!
Ciò detto.. è indubbio che il potere di scegliere una determinata linea politica sull'immigrazione(più o meno condivisibile) resta all'Esecutivo... senza che questa comprometta il rispetto della vita umana. Vita che non sembra per nulla essere stata compromessa.... difatti la nave bloccata ha sempre avuto l'appoggio e l'attenzione per il soccorso a salvaguardia della salute delle persone a bordo. Dobbiamo forse ritenere sequestrati tutti gli immigrati che restano bloccati nei centri Care in attesa di una loro collocazione nell'ambito della propria libertà e del lavoro? Non erano forse predisposti controlli per la salute e la loro vita anche in quella nave?
In questa faccenda si riscontrano tra l'altro motivi costituzionali che nel merito potrebbero persino confliggere: da un lato l'articlo 10 e dall'altro il riferimento all'artico 52
L’asilo politico è regolato dall’articolo 10 della Costituzione. Un articolo fondamentale «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge».
E quali sono le condizioni stabilite dalla legge anche in base al fatto che questo fenomeno si è notevolmente allargato? Quali sono se non li delimita, li controlla e li definisce proprio un esecutivo?
Nondimeno da una ricerca e dalla lettura di qualche testo si mette in evidenza come nell’articolo 52, I comma:  “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Un valore prezioso che richiama la Patria proprio per associarla al territorio del nostro Paese. Il valore della difesa da parte da parte del Costituente rimane sempre elevato, richiamando quei sentimenti  di unità  nazionale. Un valore di assoluta sacralità all’interno del testo costituzionale con un evidente riferimento alla difesa del territorio.
Nella fattispecie risulta comunque errato fare riferimento a profili unicamente militari: In realtà questo termine “Patria”, che potrebbe apparire fin troppo ottocentesco, non può oggi intendersi come una mera delimitazione dello spazio...ma come ambiente naturale.. patrimonio culturale, storico, artistico inserito nel contesto delle istituzioni democratiche, dell' ordinamento, nonché dei valori e principi costituzionali di solidarietà sociale.
Insomma... se l'art 10 ha la sua fondatezza proprio per il fatto che l'accoglienza deve riguardare la garanzia fondamentale delle sue libertà, l'articolo 52 intende preservare la patria intendendo per essa il territorio con il suo patrimonio che oggi l'attuale governo (a cui, si voglia o no, appartiene il diritto di provvedervi) ritiene invaso in modo selvaggio e senza una logica democratica sicura.
La strategia politica del governo attuale potrebbe essere quella di preservare ambedue i valori costituzionali attraverso un piano che possa porre l'attenzione di tutta l'Europa e risvegliare l'interesse generale. Tuttavia un'accoglienza non è mai stata negata e l'azione di richieta del Tribunale potrebbe risultare perciò risibile e politicamente strumentalizzata.
Sembrerebbe un classico caso dove un certo buonismo si ostini a sovrastare il raziocinio e dove la magistratura trova modo di inserirsi... Pur di andare contro Salvini... non ci si accorge che tutto ciò lo potrebbe rendere sempre più forte all'occhio del Paese.


11 feb 2019

SANREMO ...E LA POLITICA



di vincenzo cacopardo

Al di fuori di ogni capacità canora ed artistica di Baglioni e dei conduttori a lui affiancati tra cui la bravissima Virginia Raffaele, non si può negare che quest'anno il Festival abbia incanalato una sorta di percorso politico che ha svilito alquanto un palco storico dove la prevalenza dovrebbe essere affidata alla bella
musica esaltata dal profilo unico della città dei fiori. Un palco che in realtà di fiori ne ha visti pochi..con scenografia fredda ed una glaciale preponderante illuminazione .

Non c'entra nulla prendersela con il vincitore Mahmood, ma di sicuro non si può trascurare il testo della sua canzone... come nemmeno la impropria dissertazione sull'immigrazione intrapresa in fase di presentazione dallo stesso direttore artistico Baglioni.
Il fatto è... che tra le scarse canzoni in gara (rappresentate come fossero capolavori) ..casualmente è riuscita a vincere una canzone che nel voto popolare aveva accumulato meno del 20% e che è salita in testa grazie ad una giuria tecnica ( che in realtà di tecnica musicale aveva ben poco) stravolgendo la graduatoria in favore di un testo che, guarda caso, parla proprio di immigrazione.
In questa logica non è nemmeno difficile considerare quantomeno insensato il fatto che il voto popolare aveva un costo ...quando quello della giuria sembra essere stato remunerato...ai limiti di un raggiro!

E' difficile quindi non poter pensare male.. proprio per la serie di circostanze cominciate col discorso fuori luogo di Baglioni all'inizio ..per finire con la vittoria di un testo particolare che (casualmente) è riuscito a ribaltare il giudizio reso da un voto popolare.

9 feb 2019

DEFINIAMO PROGETTO, CONFINI ED IMPORTANZA DEL TAV


In molti oggi sembrano non avere una corretta spiegazione ed i motivi che spingono alla definizione dell'opera di cui tanto si discute. Proviamo a farlo con l'aiuto di una ricerca più profonda che grazie ad internet possiamo esplicare sintetizzando col dovuto equilibrio.
di vincenzo cacopardo
La sigla Tav sta per “Treno ad alta velocità”. Secondo un parere linguistico pubblicato nel 2015 dall’Accademia della Crusca, sarebbe corretto utilizzare l’articolo maschile, visto che la prima lettera della sigla sta per “treno”. L’articolo femminile fa riferimento alla linea ad alta velocità (“la linea del Tav”).”
L'argomento sul “Tav” – maschile o femminile che sia – è entrato oggi seriamente nel dibattito politico e nella stampa quotidiana. Questa linea ferrata tra Torino-Lione non pare essere proprio una linea ad alta velocità: Un'opera definita come linea composta che permette sia l'alta velocità dei treni passeggeri a poco più di 200 chilometri ora, ma anche quella dei treni merci a poco più di 100. Quindi si ha ragione quando si afferma che non è solo alta velocità passeggeri e si ha la medesima reagione quando si dichiara che è anche una linea merci.
Questa linea di valico in progetto al confine tra Francia e Italia pare essere un misto tra linea merci e treno passeggeri a velocità sostenuta seppur non “alta” (che è di 250 km/h, secondo le definizioni contenute nella normativa UE.) Ciò detto rimane una velocità sostenuta anche come linea passeggeri.
Uno dei vantaggi principali per chi sostiene il progetto è il fatto che tale opera in qualunque modo voglia vedersi rimane comunque più conveniente del trasporto su gomma per ciò che riguarda le merci ed è giustificato dal fatto che oggi il traffico merci ferroviario non ha proprio bisogno di elevate velocità..in più ...nella fattispecie.. rafforzaro dal fatto della breve corsa che dovrebbe sostenere (treni più lunghi ed oltre 750 metri e pesanti almeno 2 mila tonnellate)...Per cui per tutti coloro che promuovono la Torino-Lione il progetto finirebbe col garantire le giuste caratteristiche, oggi non soddisfatte dalle infrastrutture attuali.
Al contrario i critici che ostano l'esecuzione del progetto pongono seri dubbi sulla congruenza di tali treni rispetto ad un percorso già esistente sostenendo incertezze al di là di ogni argomento sulla velocità e la capacità della linea ferrata. Inoltre non sostengono il progetto anche per i suoi costi che appaiono ormai non più conformi allo stato di gravità economica in cui si trova oggi la nostra nazione.
Esistono comunque già percorsi che comunicano Torino con Lione, attraversando il confine alpino tra Francia e Italia. Se i promotori sostengono che i collegamenti attuali sono insufficienti ed antiquati anche sul piano ambientale; i contrari ritengono che le linee presenti siano abbastanza adeguate per gli obiettivi e per i volumi del traffico passante..inoltre ritengono la possibilità di potenziarle attraverso lo stanzialmento di cifre ben inferiori di quelle prospettate per il TAV. (Per quanto riguarda i treni, Torino è collegata al confine con la Francia dalla ferrovia del Frejus – o linea Torino-Modane-Chambéry-Culoz. Da quest’ultimo comune transalpino è possibile raggiungere Lione con una linea gestita dalle ferrovie francesi)
Ma qual'è il tracciato della linea TAV di cui tanto si parla? Possiamo trovarne copia su un sito di internet con una dettagliata spiegazione
Nella sua versione attuale il progetto parte dal nodo di Lione e arriva al nodo ferroviario di Torino in Piemonte. La tratta è suddivisa in tre parti: quella italiana – tra Susa/Bussoleno e Torino – è di competenza della società Rete Ferroviaria Italiana (Rfi); quella francese – tra Lione e Saint-Jean-de-Maurienne - è di competenza della società che gestisce la rete ferroviaria francese (Société Nationale des Chemins de fer Français, Sncf); quella transfrontaliera – tra Saint-Jean-de-Maurienne e Susa/Bussoleno – è di competenza di Telt (Tunnel Euralpin Lyon-Turin). “
La parte di tracciato in comune – quella gestita da Telt, appunto – è lunga circa 65 chilometri e per l’89 per cento passa sotto terra.Comprende la relazione di sei opere: quella più imponente e discussa è un tunnel a due canne – ossia con due fori separati per i binari – lungo 57,5 chilometri, tra le stazioni internazionali di Saint-Jean de Maurienne in Francia e Susa/Bussoleno in Italia.
L’imbocco del tunnel si trova al termine della Val Susa: dal punto di vista industriale, si tratta di una delle valli più sviluppate dell’intero arco alpino, già attraversata dall’autostrada A32 e da due strade principali che conducono ai valichi del Monginevro e del Moncenisio.
Rispetto alla tratta ferroviaria già esistente, il nuovo percorso della sezione transfrontaliera si presenta come più breve (circa 60 chilometri rispetto a 90), pianeggiante (con un risparmio di oltre 500 metri di dislivello) e rettilineo.La linea ferroviaria attuale compie infatti un’ampia curva verso Oulx, per poi risalire verso nord e il traforo del Frejus. Questa curva verrebbe “tagliata” dal nuovo percorso, che a partire da Susa punterebbe direttamente verso il Moncenisio.Se venisse realizzato, il traforo – noto con il nome di “Tunnel di base del Moncenisio”, perché passa appunto alla base del colle – sarebbe uno dei tunnel ferroviari più lunghi al mondo, insieme a quello del Gottardo, per una curiosa coincidenza lungo anch’esso circa 57 km e inaugurato nel 2016 in Svizzera.” Scavato interamente sotto le Alpi e alla quota di pianura, il progetto del tunnel di base del Moncenisio – diviso tra 45 km in Francia e 12,5 km in Italia – comprende anche tre aree di sicurezza a La Praz, Modane e Clarea.”
Ricordiamo che il primo accordo per l'esecuzione della nuova linea fu firmato il 15 gennaio 1996, a Parigi, durante il governo tecnico Dini ..Successivamente..cinque anni più tardi, il 29 gennaio 2001, con la firma del ministro dei Trasporti Pier Luigi Bersani, attraverso un vertice italo-francese viene proposta la prima idea sul tracciato.
Tuttavia quando la notizia arriva sui giornali non potevano non nascere i primi movimenti di protesta nelle zone coinvolte.
Il 24 febbraio 2015 venne firmato a Parigi l’accordo per «l’avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione», integrato con un protocollo addizionale – per l’aggiornamento del piano finanziario, la certificazione dei costi e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata –, fatto a Venezia l’8 marzo 2016 tra l’allora presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e l’allora presidente della Repubblica francese François Hollande.”
In totale, le tre parti della linea ferroviaria Torino-Lione compongono un tracciato lungo circa 270 km – di cui il 70 per cento (189 km) in territorio francese e il 30 per cento (81 km) in territorio italiano – che interessa complessivamente 112 comuni. Come abbiamo visto, quest’opera comporta molti interventi, sia sulle ferrovie nazionali sia in scavi geognostici, quest’ultimi fatti per analizzare il terreno e preparare i tunnel utilizzati per la manutenzione e la sicurezza a opera ultimata.
Secondo i dati ufficiali – aggiornati al 31 ottobre 2017 e pubblicati a marzo 2018 nel Quaderno 10 dell’Osservatorio – sono stati scavati oltre 21 chilometri di gallerie, ma nessuno nelle due canne del tunnel.  In realtà i 6 km tunnel geognostico di Saint-Martin-la-Porte sono già scavati nell’asse e nel diametro del tunnel di base e quindi ne costituiranno di fatto il primo tratto, già in fase di realizzazione. I chilometri totali di galleria scavati ad oggi (considerando il totale dei lavori geognostici) sono 25. “
Tra i cantieri ancora in corso tra Francia ed Italia, risulta ancora in costruzione il tunnel geognostico di Saint-Martin-La-Porte – in asse e nel diametro del tunnel di base –, una fase esplorativa iniziata nel 2015, dopo che nel 2010 erano finiti i lavori per la discenderia. Qui, ad agosto 2018, sono stati scavati quasi 5 km sui 9 km complessivi. “Se guardiamo ai lavori di scavo nel loro complesso,  come riportato dal Quaderno dell’Osservatorio, nella sezione transfrontaliera al 31 ottobre 2017 «gli scavi ultimati costituiscono quasi il 13% del totale dell’intera opera; il 73,2% rispetto ai lavori già appaltati e attualmente in corso». I lavori per le due canne del tunnel di base –inizialmente previsti da Telt per il 2018 , ma ancora da avviare se non si conta il tunnel di Saint-Martin-La-Porte  – dovrebbero finire entro il 2029, con la messa in servizio pianificata per il 2030.
Di fatto sono passati oltre vent'anni dal primo accordo e come ormai sappiamo quando per una infrastruttura di tale genere e portata.. passano decenni... indiscutibilmente si aprono questioni ed ulteriori intoppi. Ad agosto 2018, Danilo Toninelli (M5S), ministo delle infrastrutture del nuovo governo del premier Conte ha dichiarato «atto ostile» ogni avanzamento dei lavori prima delle decisioni del governo italiano sul progetto.
Ad ognuno di noi una personale valutazione, non trascurando comunque quello che ha generato il progetto Mose per Venezia ancora dopo decenni non terminato e costato parecchi miliardi... in contrapposizione ad una mancanza di vere infrastrutture che per il Sud non si scorgono.

7 feb 2019

MOVIMENTIAMO BAARIA DI ALESSANDRA IANNI': INTUITO POLITICO E PASSIONE



CHI MEGLIO DI UN MOVIMENTO CHE SI IMPEGNA CON LUNGIMIRANZA VERSO L'INNOVAZIONE?
di vincenzo cacopardo
Nel disastro di un'isola la cui politica non riesce a mettere in atto le formule adeguate per la sua crescita..qualcuno si muove. Sono ormai tanti i Movimenti civici a cui si dovrebbe prestare più attenzione...Ho già scritto abbondantemente su queste organizzazioni politiche locali che guardano con maggiore interesse al sociale e continuerò a farlo poiché proprio da questi può nascere una rivoluzione positiva in favore del Sud che potrebbe far crescere una nuova e fattiva politica.
C'è qualcosa che mi ha subito interessato quando ho visitato la pagina della fondatrice di Movimentiamo Baaria nei social..Non è stato solo il sentito e profondo interesse per la propria città, ma quel suo saper “guardare oltre” di cui lei parla e spesso scrivo in questo mio Blog. Il saper guardare in lungimiranza avendo una visione più ampia e non solo ristretta ad un interesse locale: Se rimane fondamentale partire da un coinvolgimento locale..è ancora meglio poter immaginare in prospettiva un futuro per il bene di tutta la nostra isola.
Attraverso il Movimento..Alessandra Iannì...commercialista ormai affermata... pare voglia immedesimarsi con costanza e passione per far crescere la sua Bagheria e portarla come esempio in tutto il territorio. A tal fine ha tentato di risvegliare tutti quei fattori economici bloccati dalle risibili difficoltà burocratiche o da ostacoli di carattere culturale. Lo ha fatto assieme ai collaboratori del Movimento che ha fondato.. analizzando alcuni principali settori come quello dell' agricoltura, quello delle start up, quello della viabilità esterna ed lo sviluppo urbanistico sostenibile , i social media, e quello della fondamentale "inclusione sociale" che li comprende tutti.
Ecco le sue parole in proposito che sottolineano l'importanza degli studi ed il sostentamento delle proposte dimostrano validità atto: “Noi del Movimento sappiamo bene che nessuno sviluppo economico sarà mai possibile se il territorio non è garantito da una efficiente viabilità esterna...e perciò in riferimento allo studio sulle periferie e la rivalutazione dei quartieri degradati abbiamo contattato ed avuto il supporto della scuola politecnica dell'università di Palermo....Uno dei nostri obiettivi è l'ampliamento dello svincolo autostradale e per questo abbiamo già intrapreso contatti con l'Anas. Abbiamo anche appreso che l'ultimo treno a Bagheria arriva alle ore 21, ed i nostri giovani per spostarsi a Palermo sono costretti ad andare con le loro auto con tutti i rischi connessi che ciò comporta. Inoltre la stazione ferroviaria deve essere movimentata con almeno altre due corse per consentire il flusso in entrata e in uscita abbiamo già intrapreso contatti con le ferrovie dello Stato.. e poi grazie al Movimento... abbiamo sostenuto le nostre campagne bonus 18enni, servizio civile, campagna contro l'obesità in tutte le scuole primarie di Bagheria con la collaborazione di pediatri dietisti nutrizionisti”
Alessandra ed il suo Movimento ritengono che per quanto riguarda l'agricoltura..attraverso lo studio e le imprese partecipanti.. si è dimostrato che esistono prezzi che possono sostenere un mercato e che.. proprio questo.. debba essere agevolato attraverso l'uso di sistemi irrigui innovativi che possano offrire nuove opportunità di lavoro. Questa la sua interpretazione che viene sostenuta in tutti i punti di Movimentiamo Baaria: “Abbiamo coinvolto le 10 realtà imprenditoriali e start up siciliane di successo che grazie alle loro idee innovative e geniali hanno superato le difficoltà che spesso il nostro territorio pone”
Questa è una delle ragioni per le quali l'impegno di Alessandra Ianni' sembra andare oltre e guardare in prospettiva. Quale altro compito potrebbe chiedersi di più ad un Movimento civico che lotta costantemente per la propria comunità?..E quale ragione potrebbe esistere per non sostenere la sua candidatura in ragione dell'innata passione per la sua Bagheria? La visione della Iannì che si propone a capo della giunta nelle prossime elezioni comunali di Maggio..guarda verso l'innovazione con avvedutezza ed un particolare intuito politico..poichè non priva di una particolare sensibilità ed un profondo amore per la propria terra.. sarà sostenuta interamente dal suo Movimento in favore della città.

6 feb 2019

CASO DICIOTTI: UNA QUESTIONE PRETTAMENTE POLITICA


Una determinazione politica dove l'intervento della Magistratura continua ad  apparire poco pertinente!
di vincenzo cacopardo
Qualunque altra intemperanza, persino condivisibile, nei confronti di Salvini non ha nulla a che vedere col caso specifico. Lo si potrà pure detestare per il tono e per la sua durezza ed altre scelte, ma nella fattispecie è proprio impossibile non difenderne l'operato di matrice prettamente politica!
Possiamo ripeterlo mille volte: Sul caso della Diciotti.. la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri di Catania.. dopo che la procura aveva chiesto l'archiviazione..è apparsa più che altro ingiustificata..e..forse..volutamente spinta..quasi per mettere in difficoltà la composizione governativa. Il Tribunale speciale pare aver deciso di mettere in difficoltà il ministro dell'Interno per un'azione relativa a scelte che appaiono prettamente politiche e che..tra l'altro.. sono di pertinenza esclusiva dell'intero Governo (e non di un unico ministro). Si continua ad accusare un ministro di un Governo per un inesistente reato dopo che la procura aveva archiviato il caso.. in quanto lo stesso Governo non ha sequestrato alcunchè: Gli esseri umani trattenuti su quella nave, non avevano nessuna provenienza attestata da documenti legali di origine del paese dal quale sono fuggiti, quindi sotto il profilo giuridico persino non esistenti..
Ma al di là di questo dettaglio..è più che comprensibile che se un reato vi è.. potrebbe essere solo politico! Ciò detto.. è indubbio il fatto che è solo l'Esecutivo che ha il potere di scegliere una determinata linea politica sull'immigrazione...(più o meno condivisibile) senza che questa comprometta il rispetto della vita umana. Vita che non sembra per nulla essere stata compromessa.... difatti ogni nave bloccata ha sempre avuto l'appoggio di altre navi di soccorso a salvaguardia della salute delle persone a bordo.

Si parla più spesso di sequestro..facendone un enfasi spropositata e si continua a sottovalutare chi abusa del traffico degli immigrati per sostanziosi remunerati interessi.. finendo col far morire vite umane nel mare.
Al di là di come si voterà in Aula sul rinvio a giudizio..questa mia precisazione non vuole essere una difesa a Salvini od all'intero Governo, ma solo una chiarimento di come spesso in questo nostro Paese si valutano certi fatti ignorando fondamentali regole ed agendo con smisurato pregiudizio spinti solo da false convinzioni.

4 feb 2019

UN COMMENTO ALL'ARTICOLO DI SEVERGNINI SUL 7 DEL CORRIRE DELLA SERA


LA CANDELA DI SEVERGNINI


di vincenzo cacopardo

Vero che “Se la classe media si scioglie, la candela sociale si spegne” ma è senz'altro sicuro che “Senza un riequilibrio delle disuguaglianze, la candela sociale non potrà mai restare accesa”



 

In un articolo del 7 del Corriere della Sera il giornalista Severgnini avanza una analisi sullo stato attuale del nostro Paese in cui una certa inflazione clandestina.. da lui stesso meglio definita come “un’inflazione invisibile” è riuscita a minare il potere d’acquisto riducendo la forza di una indispensabile classe sociale. Severgnini scrive di una colpa da attribuirsi ad “un’astuta scuola politica” sollevando le responsabilità dovute all'entrata dell'euro. Il giornalista pur riconoscendo “una conversione dei prezzi che, in qualche caso, è apparsa scandalosa” da parte di chi lo ha permesso, si prodiga nel rimarcare e mettere in evidenza come gli altri Paesi dell'Europa a differenza del nostro.. hanno reagito in modo più controllato: Fa riferimento alla Francia, alla Spagna ed alla Germania..paesi in cui si è reagito meglio e che oggi non si trovano nelle stesse difficoltà economiche.

Poi un fondamentale riferimento all'avvento dei cellulari degli smartphone e l'inflazione dei social che hanno.. in qualche modo... aumentato ogni tentazione di spesa, per finire con la rete che ha ampliato di più le lamentele. Severgnini spiega così come è' cresciuta la frustrazione sociale.. poi sfociata una certa rabbia politica. 

In questa sua analisi esprime la particolare delicatezza del momento storico in cui il paese Italia, non reagendo nel dovuto modo ed in mancanza di una maggiore attenzione per la classe media.. tenderà a sciogliersi come una candela....(Rimane di non chiara spiegazione il riferimento al governo gialloverde che abbiamo solo noi) inserito nel contesto del suo articolo..Quasi a voler indicare che certe responsabilità odierne appartengano a loro.

La sua analisi sul ceto medio è da prendere in grande considerazione. Tuttavia si sottrae dalla visione d'insieme di un Paese come il nostro dove non potrà mai risolversi il problema del ceto medio senza prima equilibrare gli scompensi con certe aree territoriali tra il Nord ed il Sud e l'annoso problema delle disuguaglianze.

E' di tutta evidenza come i governi precedenti abbiano contribuito ad aumentare le disuguaglianze, come è sicuro che abbiano ancor di più aumentato il divario con il Mezzogiorno del paese. La responsabilità dell'oggi rimane colpa delle scelte di ieri. Per riequilibrare occorre molto tempo e grande capacità politica.

In questo quadro è quasi impossibile far crescere un ceto Medio.

vincenzo cacopardo




Se la classe media si scioglie, la candela sociale si spegne

VENERDÌ 25 GENNAIO 2019
LA CLASSE MEDIA ITALIANA non è sparita.
La classe media esiste ancora, ma si sta liquefacendo: lentamente, senza lasciare tracce. Una borghesia stearica, come certe candele. Cos’è successo? Questo: il clima economico è cambiato, il costo della vita è aumentato, i salari sono rimasti gli stessi. Chi ha un reddito fisso è impotente: ha visto crescere i prezzi, dopo l’entrata dell’euro, e non ha potuto reagire. Stealth inflation, la chiamano: un’inflazione invisibile che ha minato il potere d’acquisto. Ma la colpa non è dell’euro, come vuole un’astuta scuola politica. La colpa è di chi non ha saputo far crescere l’economia (tutti i Paesi della zona euro sono andati meglio di noi); e ha permesso, nei primi anni Duemila, una conversione dei prezzi che, in qualche caso, è apparsa scandalosa (quello che costava diecimila lire presto è venuto a costare dieci euro). È accaduto anche in Francia, in Spagna o in Germania, ma in misura molto minore. SUBITO DOPO è esploso internet (3G, smartphone, social). Uno strumento per pochi è diventato un’abitudine di massa. La Rete ha aumentato, da un lato, le occasioni e le tentazioni di spesa (online e offline); dall’altro, ha fornito gli strumenti per informarsi e – cosa fondamentale – per lamentarsi. La delusione economica è diventata frustrazione sociale, poi rabbia politica. È accaduto in diversi Paesi, certo, e alcuni hanno reagito in maniera scomposta; ma il governo gialloverde ce l’abbiamo solo noi. Un insegnante, un impiegato e un infermiere italiano non possono più permettersi la vita di prima. Ma non tutti hanno rinunciato a condurla; molti hanno semplicemente smesso di risparmiare e hanno rimandato gli acquisti di beni durevoli, dall’automobile alla casa d’abitazione.   E I RISTORANTI AFFOLLATI, come si spiegano? Silvio Berlusconi, anni fa, avrebbe risposto: sono la prova che il Paese è in salute! Non è così. Sono la dimostrazione che diversi italiani continuano a guadagnare bene; e gli altri spendono tutto quello che prendono. Con 1.500 euro in bustapaga si può vivere, certo; ma è difficile costruirsi un futuro. Leggete da pagina 16 a pagina 23 l’inchiesta di Micol Sarfatti, che ha passato diversi giorni confrontando numeri e ascoltando testimonianze. Un insegnante di scuola media, in Italia, porta a casa 1.300 euro al mese; in Germania, più del doppio (circa 3.000 euro al mese). Un medico? Stipendio d’ingresso a Milano, 1.500 euro; a Monaco di Baviera, 2.500 euro. E il costo della vita non è così diverso. RIPETIAMOLO: si tratta un fenomeno europeo, anzi occidentale; infatti le conseguenze politiche si vedono nella UE come negli USA. Ma in Italia la situazione appare particolarmente delicata. Non solo perché gli stipendi sono più bassi; non solo perché i governi mettono le risorse altrove, e non possono aumentarli; non solo perché rischiamo la recessione. La situazione è delicata anche perché le aspettative sono più alte. Siamo una nazione socievole, abituata a condividere molte cose (dal calcio alle spiagge, dalle piazze ai bar, dai treni a Sanremo). Perché il nostro modello di convivenza resista, la tenuta della classe di mezzo è fondamentale. Se si scioglie, la candela sociale si spegne. E allora, davvero, buonanotte.     (da 7-Corriere della Sera)