3 apr 2025

QUALITA' ED ALTRI MERCATI CONTRO I DAZI DI TRUMP

 


Vi sono grandi temi di politica che non possono che essere valutati, controllati e guidati a livello internazionale, se non mondiale, uno di questi è il tema dell’economia, altri sono: il fenomeno ecologico ambientale, l’immigrazione e la criminalità organizzata. Per questi temi, qualunque scelta operata da ogni singolo Paese, non potrà mai sortire un utile risultato senza l’apporto e la condivisione di tutti gli altri  Paesi dell’area internazionale.

Oggi tutto prende una strada diversa, e sul piano dell'economia e l'uso dei dazi voluti dalla presidenza Trump, viene messo in discussione. La stessa Europa non può restare inerme. Una sorta di dichiarazione di guerra commerciale che non può che unire di più una Europa!Se per Trump questa decisione risulta necessaria per la sicurezza del mercato americano..rimane comunque un intervento che in un certo senso rovescia la teoria moderna del libero mercato aperto ed esteso nella concorrenza. Una decisione che potrebbe scorgersi come l'inizio di una nuova fase di de-globalizzazione e ripercuotersi in un effetto a catena su tutti i Paesi occidentali.Non è soltanto la tassa in sé, quanto il gesto che in una economia ampiamente estesa nella sua fase di globalizzazione potrebbe sortire effetti a domino che muterebbero il percorso di una economia mondiale ancora oggi non del tutto apprezzata da alcune Nazioni. Paesi.. che proprio per l'effetto dell'asettico mercato globalizzato.. hanno ceduto qualità e prerogative e scapito di alti interessi della finanza.

Non v'è dubbio che per scongiurare questo nuovo rischio occorreva da tempo, a livello europeo, applicare una regolamentazione più rigida sulla speculazione finanziaria, invece, anche il nostro Paese, ha finito col seguire modelli esterofili come quello dello stesso stato americano. Il problema che stiamo vivendo e per il quale si potrebbero pagare dannose conseguenze, è anche dovuto ad altri fattori esistenti: Al rischio di una recessione e quindi di una permanente diminuzione del livello di produttività del paese, senza crescita e con un conseguente calo del PIL.

Rimane il fatto che oggi la volontà del presidente americano tende chiaramente a voler spaccare L'Europa e dividere i suoi Paesi all'interno, creando panico ed incertezza sui mercati e sul lavoro. L'Europa deve rispondere!

Fatta questa doverosa premessa, non possiamo che affrontare oggi il problema mirando verso altri mercati: oltre allo stesso mercato interno, anche Cina, India, Giappone ed altri Paesi...Ma guardando anche ad una Europa più solidale ed opponendovi ciò che proprio nei nostri Paesi all'interno della comunità storicamente rappresenta: LA QUALITA'. Se l'America vuole la qualità non può che sottostare ai contro-dazi!

Non si può però affrontare un simile argomento senza cogliere l'innegabile dualismo territoriale esistente nel nostro Paese e nella stessa Europa. Questo argomento, dopo un'analisi attenta, propone di guardare allo sviluppo del territorio europeo attraverso una precisa ricerca diretta verso una economia reale compatta e meno concorrenziale, individuando le innate e molteplici capacità esistenti, evitando di creare competitività interne in una Comunità che ormai non può che intendersi compatta: Sotto la spinta dei dazi americani, l'Europa deve poter venir fuori dalla odierna sfida dei mercati mondiali attraverso una strada di coordinamento che la veda come una unica struttura economica e non in una dispersiva concorrenza tra i suoi stessi paesi.

Una lotta di contrasto ai dazi voluti dagli Stati Uniti si può contrastare attraverso con un percorso basato sulla “qualità”. Ma ciò che occorre, per poter potenziare questa dote naturale che ci appartiene, è certamente una innovazione profonda che possa operare a supporto con impegno di metodo, prospettiva e lungimiranza: Genialità, estro, tradizione e bellezza naturale dovrebbero, oggi, sposarsi con una moderna innovazione ed una logica politica al fine di raggiungere un riscontro positivo. Bisogna che i Paesi europei, per evitare di soccombere, vi contrappongano un sistema riorganizzato qualitativamente sia in campo economico che politico o sociale, attraverso la forza delle idee e della propria cultura.




vcacopardo

1 apr 2025

IL CASO MARINE LE PEN

 


Il caso apre un ulteriore conflitto tra i poteri:da un lato una politica che non ammette interferenze su conflitti e reati poiché supportata da una investitura popolare e dall'altra la giustizia che deve di competenza perseguire reati. Una certa giustizia “uguale per tutti” dovrebbe perdere le sue funzioni quando tocca un politico? Ma non è la politica che fornisce  procedure e leggi alla giurisprudenza?

La nuova storia che coinvolge Marine Le Pen crea un terremoto tra la politica ed i giudici. Per i sostenitori del suo Partito e per i tanti politici che nutrono un certo astio per la magistratura, la sovranista Le Pen rimane pulita e vittima di un complotto da parte della Sinistra. Per il solo fatto che la leader ha un sostegno elettorale, ciò dovrebbe renderla scevra da ogni accusa!..La sua figura è troppo importante! A furor di popolo rimane innocente malgrado una sentenza la veda aver distratto fondi pubblici per milioni di euro: non sembra più contare il reato, ma solo lei in quanto volontà di un popolo! Quindi, ciò che conta il suffragio del popolo che la vota! Tutto ciò supportato anche da chi, come il presidente Russo Putin, inneggia oggi contro il sistema della democrazia, (quello occidentale naturalmente)...non certamente quello della sua idea di democrazia illiberale!

Anche in questo caso, l'idea che su ogni verdetto della giustizia si debba osservare un possibile complotto strumentale per annientare il nemico politico, rimane la conseguenza di un sistema bipolare che non tiene più conto dei toni grigi, che non tiene più conto dell'essenziale equilibrio occorrente per sostenere con rispetto un principio fondamentale di divisione dei poteri in una democrazia. Tutto ciò non può che essere la conseguenza dei tempi che cambiano e che stravolgono quelli che erano i principi cardine del sistema democratico fondato sui poteri distinti.

vcacopardo



24 mar 2025

QUEL MONDO MAL GLOBALIZZATO: Non poteva che finire così!

 

Non poteva che finire così....Dopo gli errori macroscopici di una globalizzazione senza regole che ha toccato rapporti tra interessi economici e la politica sociale di tutti i paesi del mondo! Viviamo adesso un tempo che mette in discussione l'ordine internazionale e persino l'uso della forza risulta decisivo sulle relazioni tra gli Stati. Le democrazie sempre più fragili vengono oscurate da democrature e regimi autoritari per i quali è persino difficile trarne una interpretazione. Tutto ciò non può che derivare da una reazione!

Già da tempo questo Blog si era spesso impegnato in analisi sul percorso di una globalizzazione sfrenata priva di equilibrio che ha finito col generare una reazione avversa, definita come una cotraria de-globalizzazione

Sul post del gennaio del 2017 : una naturale deglobalizzazione si imporrà all'odierno globalismo” si era già messo in luce il rischio approfondendo la tematica:

il post conteneva queste parole:

Ciò che ha portato la nostra società a tal punto da renderla iniqua ed insicura è stato certamente il nuovo sistema globalizzato che ha teso ad unire e legare tutto quello che in realtà avrebbe reso meglio e di più se fosse rimasto negli spazi di una più utile ed equilibrata competizione. Oggi un più diffuso “globalismo”, assume la deleteria ideologia secondo la quale questo “processo sociale” incontenuto..viene posto in un’ottica di valutazione prevalentemente economica e finanziaria. Il nuovo capitalismo globale, senza le necessarie regole, riesce ormai ad estremizzare i profitti occupando meno capitale umano. Si va perdendo il peso della contrattazione sul lavoro, cresce l’emarginazione di massa e si perde ogni riferimento qualitativo. Tutto ciò nel silenzio di una società internazionale che imperterrita segue la sua marcia disperata verso un futuro sempre più incerto. Alcuni sociologi teorizzano persino l’avvicinarsi di una “era globale” con la fine di ogni Stato nazione e quindi di ogni democrazia: Un certo cosmopolitismo nega il legame tra culture senza nemmeno provare a compierlo e con questo tipo di globalizzazione sembrano andate perse le speranze ed ogni ideale politico.

Oggi tutto sembra più chiaro! Dopo gli avvenimenti supportati dall'atteggiamento della nuova presidenza americana, quelli relativi all'Ucraina, quelli sulla Palestina ed una più decisa trattativa sui mercati sempre più carichi di dazi, oltre ad una particolare incalzante ideologia nazionalista che pone la forza e gli armamenti come principio rilevante o un pacifismo effimero in contrapposizione.... si mettono chiaramente in luce gli errori di quella che negli anni passati è stata identificata come la libertà sulle idee, sulla cultura, sui mercati e sullo stesso principio di democrazia. Un liberismo fin troppo sfrenato ha finito col danneggiare la vera essenza di un principio insito nel sistema mondiale. Un principio che indicava l’accentuarsi degli spazi e dei problemi che andavano oltre i propri confini nazionali facendoli diventare globali..Un processo che era sicuramente complementare e verificato in termini pratici. Il suo significato era inteso come quello di una società multidimensionale, multisociale, multiculturale e politica.

Tuttavia questo principio si sarebbe dovuto fornire di regole di contenimento ed equilibrio, frenando l'andamento di un liberismo estremo e senza regole.... non considerato il quale, si è finito col perdere ogni positivo risultato. La reazione non si è fatta attendere!

vcacopardo

20 mar 2025

RIFERIMENTI INOPPORTUNI E CONTINUE CONTRADDIZIONI



Quantomeno inopportuno, se non addirittura fuori luogo... questo riferimento estrapolato da un manifesto contro un regime. Qualunque critica possa farsi sul documento menzionato, è più che chiaro che questo manifesto è stato scritto per la definizione di una Europa unita e solidale da chi ha sofferto per un regime. Un documento che prefigurava la necessità di istituire una federazione europea democratica. Uno dei testi fondanti per l'attuazione di una Europa compatta con poteri reali. Un testo che intendeva comunque spronare all'unione come difesa comune contro il nazismo!

Adesso, dopo ottantanni dalla guerra e con i cambiamenti avvenuti dopo il voltafaccia degli alleati americani, mai e poi mai si può procedere attraverso questa critica estrapolando la parte di un testo di un documento che in se ha sempre avuto il fine di unire i paesi per una vera Europa che qualcuno voleva distruggere. Oltre a ciò la Premier non si è nemmeno degnata di fare un minimo riferimento alla carnaficina compiuta il giorno passato dal raid israeliano in palestina (col consenso di Trump) che ha visto la morte di quattrocento civili tra cui centocinquanta bambini! Quindi qualunque giustificazione portata dai suoi alleati per difendere la Premier appare fuoriluogo e non fa che peggiorare lo stato dell'arte.

Si notano sempre maggiori incongruenze da ciò che i componenti del governo declamano e quello che poi votano: si scompattano nel pensiero e si ricompattano per un beneficio comune nel voto, lasciando i cittadini come sospesi, contraddetti e più spesso stupefatti! In questo percorso trionfa spesso l'ignoranza! Di sicuro questa non è una solida politica e ciò si evidenzia nei tantissimi vuoti su pressanti argomenti a favore dei veri interessi del nostro paese.

L'importanza dei ruoli, ormai fuori controllo tra chi dovrebbe occuparsi di politica del paese e la politica amministrativa di un governo, appare sempre più chiara e mette in evidenza i limiti delle competenze da riformare: E' ancora possibile sostenere che un permier o un vice premier possano restare leader di un Partito, continuando a fare propaganda partitica?

vcacopardo

16 mar 2025

L'INNOVAZIONE MONOPOLISTICA DEL NUOVO CAPITALISMO



“Ogni retorica sulla pace lascia il tempo che trova”.

Tratto dal Blog
analisi di vincenzo cacopardo

Un capitalismo che non sopporta più la democrazia e che intende procedere senza regole, un capitalismo di sfrontata innovazione che non tiene più conto di ogni principio sociale: -In un certo senso anti progressita e persino anacronistico!
Sembra che qualcuno non sopporti più un sistema democratico in rapporto con le regole di un capitalismo che miri ad un preciso bene sociale. Un sistema che ha tenuto in tutti questi anni dopo l'ultima guerra.
Qualcuno crede che una democrazia possa trasformarsi da liberale ad illiberale...come già proposto dallo zar Putin al G-20 ad Osaka 28-29 giugno del 2019:- Per il presidente russo in carica da più di vent'anni la democrazia liberale prevalente nell'occidente si è ormai esaurita nel suo scopo, non garantendo più una libertà sociale anteponendone un'altra che lui ha sempre definito “illiberale” …Per lui si è ormai esaurito il compito, quello di garantire a tutti le libertà personali e sociali ed il mondo richiede regole più rigide a garanzia delle esigenze primarie dei popoli.
Al di là dell'ossimoro sulla parola democrazia illiberale, sembra improponibile continuare a sostenere ogni altro dialogo sul tema, in quanto la democrazia rimarrà sempre un sistema politico che si fonda sul principio della sovranità popolare, e cioè quello di garantire a tutti libertà personali e sociali.
Oggi, proprio per l'esagerato rapporto concorrenziale di una Cina che opera nella produzione attraverso costi della mano d'opera estremamente bassi, provocando sfrenata competizione, il mondo sembra essersi scatenato ed anche l'America (da sempre baluardo della democrazia liberale) ne risente, non cercando nuove forme di contrasto relative al lavoro ed all'ingegno, ma solo quelle legate ai principi di una conquista dei territori.... come la Greonlandia, il canale di Panama, il Canada e la stessa Ucraina, non più protetta, ma spogliata delle sue terre più feconde.
Se questa è l'innovazione, siamo messi proprio bene! Si torna indietro: Prevale la forza, l'arroganza, la supremazia, si prospetta persino il futuro comando di forze militari e non più di una politica civile...Ogni retorica sulla pace lascia il tempo che trova.

11 mar 2025

PACE EFFIMERA E PACE SALVAGUARDATA




L'errore ingenuo della Von der Leyen è stato quello di aver usato il verbo “riarmare” che ha dato stura alle proteste dei tanti puristi della retorica per la pace: I sostenitori di quella pace astratta assai più effimera che salvaguardata!Bisognerebbe anche spiegare a costoro che, quando si vuole proteggere il proprio territorio, una forma di difesa non può che essere necessaria... e questa, al contrario di quello che si vuol far credere, non è fatta solo di fucili, mitragliatori, carri armati e bombe, ma prettamente di moderni sistemi tecnologici, logistica e satellitare ed altre tecnologie di deterrenza che servono a bloccare ogni possibile attacco di un paese che volesse invadere il nostro territorio: in questo caso quello Europeo.

Giusto per l'Europa, trattandosi ancora di una unione di Paesi, questo sarà possibile, se si procede verso un necessario coordinamento di difesa che possa individuare meglio la distribuzione di queste logistiche di difesa onde evitare inutili spese, sovrapposizioni e maggior controllo degli spazi strategici. Senza questo coordinamento non si otterrà mai una difesa forte e sicura e si disperderanno le risorse!

Tuttavia, in questo contesto, quello che più impressiona, sono queste continue manifestazioni sul concetto generico di “pace” che solo attraverso una adeguata difesa si può veramente salvaguardare. Non fanno bene alla nostra società i deleteri sproloqui di Salvini e Conte che, senza responsabilità nei confronti dell'Europa, ma solo per un assurdo principio di propaganda, spingono pericolosamente un popolo, ancora poco convinto, alla ribellione.

Un dato di fatto è certo: sull'Ucraina si continua a parlare di "guerra" e non di difesa del territorio...Può sembrare la stessa cosa, ma in realtà il termine cambia lo stato delle cose.

Per l'attuale amministrazione Americana non si può non avere disprezzo. L'atteggiamento di Trump ha favorito l'azione dell'autocrate Putin che procede con maggior lena e ferocia nella conquista di un territorio sovrano fregandosene delle trattative. È stupefacente accorgersi come in tanti considerino questa azione di Trump come favorevole ad una pace...parlando sempre di guerra impossibile da vincere. Per questi nuovo pacifisti, come anche per Trump, quello che conta è solo l'azione pragmatica di una qualunque pace, distogliendo l'attenzione su ogni altro principio di libertà, di giustizia, di sovranità territoriale e quindi di vera pace!!

"Ci sono i sogni e c' è la realtà" .così ha esordito in un programma telavisivo un deputato della Lega (i peggiori sostenitori di questo Governo) in riferimento alla questione dell'Ucraina e della pace a tutti i costi...Come dire che ogni principio di sovranità e di libertà dei popoli è solo identificabile in un sogno...Credo insopportabile una simile esternazione in generale...ma, ancora di più, verso un popolo che ha sofferto e soffre tutt'ora...

Mi domando quindi come non ci si renda conto di come questo freddo incedere pragmatico, che calpesta ogni principio umano, possa oggi incidere sopra ogni altra ragione. Una chiara sconfitta dell'uomo e dell'umanesimo costruito attraverso la storia: Un'assurda vittoria di quel glaciale assolutismo che sovverte e riduce ogni valore conquistato a fatica nei millenni...

vcacopardo

10 mar 2025

CASO DICIOTTI: UNA SENTENZA CHE FA DISCUTERE



Sono in tanti che restano quasi scandalizzati da una sentenza sezioni unite della Cassazione per quella che sottolineano come “sentenza incoerente”. Tuttavia sembra che la stessa Cassazione faccia un chiaro riferimento tra le funzioni amministrative e le motivazioni di indirizzo politico.
In verità ogni sentenza deve sapersi leggere ed interpretare in modo corretto, evitando di trarre giudizi affrettati:La suprema Corte sottolinea “si è in presenza di un atto che esprime una funzione amministrativa da svolgere, sia pure in attuazione di un indirizzo politico, al fine di contemperare gli interessi in gioco... e che proprio per questo si innesta su una regolamentazione che a vari livelli, internazionale e nazionale, ne segna i confini.”
Per cui..si può pensare che le motivazioni politiche non possono snaturare la qualificazione di un atto che concerne un aspetto amministrativo per un danno subito! Per la Cassazione non può mai trattarsi di un difetto di giurisdizione, ma di saper collocare giustamente un atto amministrativo al di là di un atto politico: Rifiuto dell’autorizzazione allo sbarco dei migranti soccorsi in mare in zona SAR – Atto politico sottratto al controllo giurisdizionale”
Una sentenza che fa storia e principio...
Se qualcuno la contesta è solo perché ignora alcuni principi fondamentali sui diritti umani e costituzionali.
vcacopardo

2 mar 2025

LA “GUERRA” ED I PURISTI DEL PENSIERO ASTRATTO




Il voltafaccia politico del governo americano sottomette il predato e favorisce il predatore per i dominanti interessi economici. Vince chi ha le armi... soccombe chi vuole proteggersi. Tutto cambia! Col senno di poi tutto è più facilmente criticabile!

Quello che riesce difficile comprendere oggi è quel dilungarsi sul tema del paese Ucraino, invaso dalla Russia da ormai tre anni, dove c'è ancora chi persevera a ricercare opinioni alternative alla difesa del proprio terrirorio, continuando con spettacolari prese di posizioni in modo arzigogolato e pernicioso. Opinioni divergenti dove ci si arrampica in tutti i modi per dimostrare un qualsiasi errore del presidente Zelensky o addirittura additando la sua figura come uno spericolato rivoluzionario nazista. Un uomo che, al contrario, volendo in tutti i modi dimostrare di amare il suo popolo, sacrifica se stesso. Tuttavia ci si ostina sempre a trovargli un errore qualunque pur di mettere in cattiva luce certi valori democratici che dovrebbero guidare la società mondiale: Si insiste persino nel prenderlo in giro sull'inopportunità di essere andato alla Casa Bianca ed esser stato trattato a calci in faccia e sbeffegiato con volgarità, omettendo quanto invece potrebbe essergli costato andarvi dopo le parole sconvenienti e persino minacciose del bullo Trump dei giorni precedenti: Avrà anche fatto qualche errore sottovalutando i personaggi e la loro mancanza di rispetto di fronte ad un ospite, ma sicuramente altrettanto non ha fatto lui che si è sempre mosso con una certa umiltà davanti ai Paesi del mondo per difendere gli interessi del proprio Paese! Bisognerebbe anche comprendere quanto rischia lui e la sua famiglia per aver difeso i confini del suo Paese, poiché oggi anche l'America lo ricatta in modo indegno!
Malgrado queste prese di posizioni del governo americano stupiscano tutto l'Occidente... (gran parte del quale si è schierato in difesa del presidente ucraino), vi sono ancora alcuni che insistono sulla inopportunità di una “guerra”, evitando di parlare di “difesa” non voluta, ma solo imposta da un dittatore: Se guerra è sempre stata ...è stata una guerra di difesa giustificata, mentre quella ingiustificata è ancora oggi quella dell'aggressore che attacca ed è inaspettatamente protetto dal presidente americano per motivazioni personali e di interesse economico che mirano a sacrificare gli stessi interessi dell'Ucraina.
E'assai triste constatare la paura dei tanti, lontani mille miglia, che temendo di subire problemi dovuti a scambi commerciali o maggiori costi sull'energia, dimenticano ogni sacrificio di un Paese che non ha colpe e che subisce gravissime perdite umane, oltre ad avere il proprio terrirorio distrutto. Tutto ciò non può nemmeno appartenere ai principi cristiani, tuttavia tanti di costoro che continuano a considerarsi cristiani “pacifisti” ritengono l'occidente responsabile e colpevole di voler continuare la difesa del paese aggredito
Costoro, che si credono capaci di conocere le verità su ciò che sta accadendo, ritengono anche che con la diplomazia europea tutto si sarebbe potuto risolvere. I cosidetti puristi del pensiero astratto come Di battista o Santoro ed altri come loro, dimenticano quanto i leader Europei hanno cercato diplomaticamente un accordo con Putin il quale imponendo la sua autocrazia ricercava solo accordi con chi aveva l'assoluto comando della Nato ossia la Casa Bianca.: Inoltre il loro enfatico pragmatismo si muove con caparbietà ed ostinazione non privo di una particolare presunzione.
Queste “anime belle” pur non volendole ritenere putiniane, finiscono in un certo modo col sostenere il pensiero di Putin, aggravando certe posizioni e le opinioni di chi ancora oggi non percepisce o si ritiene confuso, temendo che il nostro Paese possa restare compromesso in una guerra.
vcacopardo


22 feb 2025

TRUMP E PUTIN ALLA CONQUISTA DEI TERRITORI

 


Abbiamo scritto parecchio su questo Blog riguardo al conflitto iniziato con una aggressione da parte del dittatore russo nei confronti di un territorio sovrano, abbiamo fatto riferimento alla Nato, al possibile intervento degli americani, all'invio delle armi, alla democrazia illiberale proposta da Putin, alla possibilità di una resa incondizionata... etc..Tutte motivazioni che si inseriscono nel contesto di una aggressione talmente violenta da non riuscire a determinarne una più precisa! Tuttavia, all'occhio odierno, è anche possibile che, al di là di tutte le precedenti considerazioni di cui tanto si è discusso nei social e nelle TV, lo scopo del dittatore possa essere stato soprattutto quello di appropriarsi di una terra decisamente più florida. Un capo supremo di un impero che in questi ultimi anni sembra aver lavorato per dividere l' Europa: Lo ha fatto incidendo sugli Stati meno forti e spostati ad est, ma anche su alcuni partiti come quello italiano della Lega che col suo nazionalismo ha compromesso la logica di una Unione che si sarebbe resa più forte. Questa circostanza comprende oggi anche il pensiero, alquanto mediocre del partito di Conte che, in nome di una retorica pacifista, insiste nel non inoltrarsi in altri pensieri ed analisi più pragmatiche e di concreto interesse, finendo col definire "guerra" quella che è stata una vile aggressione contro chi ha avuto tutto il diritto di difendersi.

Oggi sembrano esservi interessanti rapporti commerciali tra la Repubblica popolare Cinese e l'Europa..soprattutto con la Germania. Una Cina oggi  vicina alla Russia che distribuisce energia. Ma altri interessi cinesi potrebbero riguardare l'Ucraina, la Groenlandia ed il canale di Panama. Questa pare essere la possibile ragione in più per la quale, l'ormai autocrate Trump, si accanisce contro la stessa Europa e Zelensky in barba ad un ordine mondiale che ha visto l'America sempre grande alleata dell'occidente europeo ed a protezione dei suoi confini: Frenare gli interessi di una Cina che oggi sta a guardare, ma sempre pronta ad intervenire sui territori e' sicuramente un motivo in più. Secondo il presidente americano questo interesse potrebbe sortire risvolti e la stessa Cina potrebbe farla da padrona. L'accanimento verso l'Ucraina e l'Europa che fin oggi ha protetto il territorio dall'invasione potrebbe essere anche questo! Inoltre come tutti sappiamo lo stesso territorio ucraino e ricco di minerali che fanno gola.

Nulla esclude che, oggi, il rapporto rinforzato tra Putin e Trump, avendo ambedue un piglio autarchico, li abbia portati ad una sotterranea allenza per la spartizione di queste terre senza alcuna altra considerazione da parte di un presidente USA sulle vecchie alleanze ed i valori principali dell'occidente ....Una alleanza, la loro, che dovrà  sicuramente non essere sottovaluta  dalla stessa Cina.

vcacopardo


14 feb 2025

IL "MITO" CONTRAPPOSTO AL "POPULISMO"

 




La politica costretta a creare miti per contrastare  una naturale reazione popolare 


Se davvero l'avanzata dei valori del popolo... indicata in modo dispregiativo come “populismo”... rappresenta una minaccia per il sistema, è anche vero che a questo..oggi.. vi si oppone la forza delle figure. In realtà il popolarismo odierno è caratterizzato da una particolare attenzione verso i valori e la qualità di vita delle classi popolari.

di vincenzo cacopardo

Si tende a costruire ed esaltare figure nuove per distogliere l'attenzione e smontare le richieste di un popolo che vorrebbe maggior equità e senso sociale da parte della politica. Già da tempo la studiata ricerca delle figure viene messa il luce al di là di ogni programma ed ogni idea.. persino al di fuori dal contesto dei consolidati vecchi Partiti! Ciò proprio per confondere i tanti cittadini imprimendo loro una sensazione di novità tesa a soffocare ogni possibile reazione popolare provocata dallo squallore di una odierna politica costruita per lo più sugli interessi personali e la corruzione.

Pensare che si possa cambiare il percorso politico attraverso una figura, equivale a non aver ancora intuito il pericolo di quel meccanismo che ci imprigiona e che condiziona una strada politica più logica e funzionale...(Costoro possono essere identificati come gli abili sostenitori di una politica ipocrita e di manipolazione, ma le speranze di una vera crescita restano solo una favola!)... Al di là di ogni tentativo di voler far credere ad uno sviluppo attraverso formule e formulette dettate dal singolo, questa rimane in se una delle ragioni per la quale i Paesi mettono in crisi ogni modello di vera democrazia.

I valori del Popolarismo rimangono quelli legati ad una dottrina politica democratica che non può essere confusa con un disprezzo verso il Populismo. Le espressioni "Popolare" o "del popolo" in questo contesto hanno due significati distinti: il primo è l'idea che i Partiti dovrebbero cercare di promuovere il bene di tutti i membri della società, al contrario di soggetti che promuovono il bene di un gruppo specifico, cioè di una classe; il secondo si riferisce ad una società in cui le persone vivono in armonia e dove le persone ed i gruppi sono interessati alla cura gli uni degli altri.

Da qui si evidenzia la responsabilità di un sistema che deve potersi cambiare a favore ed a sostegno di una vera economia e delle esigenze di una società più equa. Pensare di poter cambiare ciò solo attraverso la rigenerazione di nuove figure non è sufficiente..ma solo forviante!. 

L’esaltazione dei personaggi sembra ormai far parte integrante della nostra società che assume inconsapevolmente un valore, diventando una guida che genera motivo di ostacolo per il cammino di una società verso il futuro. Da tempo la politica non rimane esclusa dal fascino della mitizzazione. Prova ne sono, non soltanto le idealizzazioni rivolte verso chi ostenta una tipica politica di clamore e di immagine, ma gli stessi archetipi sui quali si continuano a fondare le basi della cultura politica: Mentalità che…generando circoli viziosi, finiscono col trascurare le vere capacità dei tanti che potrebbero essere utili per la costruzione di una politica attiva soprattutto nei fatti.

Le dimensioni amplificate dell’attuale modo di rappresentarsi in politica si riflettono con evidenza su una costante incapacità di saper far funzionare lo stesso sistema. I comportamenti che portano ad una mitizzazione si potrebbero facilmente percepire nella mancata conferma dell'individuo in un generale contesto sociale e sono facilmente riscontrabili anche nell'insicurezza dei tanti individui non capaci di sapersi imporre col la forza delle proprie idee: Si tende ancora ad idealizzare in modo esasperato l’immagine, creando attorno a questa un alone di sublimazione che finisce col mettere in evidenza l’assolutismo del personaggio e dogmatizzare ogni suo pensiero

Trump, come altri, pare venuto fuori all'improvviso in forza di un sistema economico finanziario che in quel Paese detta la politica. Viene fuori con estremo clamore...E' stato proposto e messo alla ribalta quasi come un mito...un mostro sacro di una moderna politica che fa presa e che comunica sulla base della presunzione e della spettacolarità! (Basterebbe osservare come firma i suoi decreti con l'uso di un pennarello che mette fortemente in mostra la firma).

Tutto ciò rimane il prodotto di una mentalità arcaica dominata da un pensiero ormai incantato che finisce col determinare l'irrazionale concetto che, attraverso una immagine forte e decisa, tutto possa essere possibile.. persino con i rischi di ulteriori guerre . Il risultato è davanti ai nostri occhi: Partiti falliti nella loro opera di costruzione, che si sgretolano nel quadro di una società sopraffatta da un assolutismo e da singole figure pompate ed idolatrate che non potranno mai definire una vera democrazia in favore del popolo e dei suoi cittadini: Difficile che un vero concetto di democrazia possa svilupparsi sposando la edificazione dei nuovi “miti” di questa politica odierna!

vcacopardo





13 feb 2025

LE NUOVE POLITICHE PLUTOCRATICHE E CONSERVATRICI

 




Un impero americano alla ricerca del suo isolamento ed una Unione disunita determinano una pericolosa rottura: Tutto pare cambiare....


Sembra un dato di fatto che questa nuova politica Americana, ormai quasi irriconoscibile, cammini verso un proprio isolamento rispetto alle altre democrazie mondiali ed i loro sistemi economici.

Una “falsa democrazia” che continua a sostenere una politica come governo di un popolo solo attraverso la forza del denaro e di chi mitizza in modo assoluto certi personaggi. Una democrazia che non è mai apparsa equilibrata e che oggi riesce a far eleggere un magnate ostinato che basa la sua capacità politica solo sull'arroganza e la forza dei capitali...una figura Tycoon accentratrice ed ostinata che pare non conoscere alcuna etica sociale.

Con l'insediamento di Trump, a capo del governo americano, molte cose sembrano cambiare nei rapporti con l'Europa...sicuramente questa Unione europea non appare per nulla un interlocutore valido per il presidente americano che oggi guarda e si scambia con Putin.

Al di là di ciò... questa Europa non è priva di responsabilità! Nel passato non ha lavorato per unire se non quando si è impegnata per contrastare il Covid. Col tempo il suo impegno si è dilungato in una serie di normative alquanto sofisticate che non hanno per niente aiutato la sua economia. Al contrario... ci si sarebbe dovuto dedicare con maggiore attenzione alla ricerca di normative più utili e meno cavillose che hanno finito con l'ostacolare uno sviluppo concreto. Non ha lavorato intensamente per unire, per creare una propria sicurezza, per equilibrare meglio le forze produttrici evitando concorrenza, per aiutare in modo convincente le industrie, per comprendere meglio le esigenze dei vari Paesi che ne fanno parte, etc...

E' anche vero che essa rimane ostacolata dai Paesi che non risultano avere una politica comune, tuttavia oggi per l'Europa non c'è che una strada: quella di lavorare per unirsi e per contrastare questo nuovo vento autoritario dell'autonomia mondiale, poiché ogni Paese della comunità non può che aver bisogno dell'altro. Senza buttar via il lavoro positivo fin oggi fatto ed impegnadosi nel sollecitare migliori soluzioni per costruire un futuro. L'Europa deve stringersi per ostacolare l'avvento di certe mentalità politiche tendenti a volerla disunire a proprio vantaggio.

Equilibrio e cooperazione necessarie per crescere e svilupparsi

vcacopardo


31 gen 2025

RAGIONI DI STATO, COMUNICAZIONI, PRASSI ED INDAGINI





Il caso del generale libico sta diventando pieno di contraddizioni e valutazioni personali che non possono che dettare per logica una indagine seppur da parte di un tribunale speciale! Tra atti dovuti o voluti si dimenticano prassi, principi morali e costituzionali.


Ma chi lo ha enfatizzato se non la stessa Premier?
A volte succede! Questa la risposta al braccio destro della Meloni, Donzelli che, intervistato dell'accaduto, risponde che non si è mai vista una cosa simile di una indagine che coinvolge alti Ministri del Governo. Eppure è così! Quando poi si dimentica di specificare che la legge dell'89 stabilisce la prassi da parte della Procura. Tuttavia al di là di come diverse volte si è già proceduto con altri Premier, si può sottolineare che tale documento non è un avviso di garanzia, ma più specificatamente una comunicazione “omessa ogni indagine”che quindi non permette indagini da parte della Procura proprio a garanzia e nel rispetto delle istituzioni e che andrà solo al vaglio del tribunale dei ministri. Perciò quello che si ravvisa in queste risposte del Governo è l'eccessivo vittimismo per nascondere altre problematiche esistenti.
Nella fattispecie riguardante l'episodio, ho espresso ampiamente il mio punto di vista ed è inutile ritornarci. Ma risalta con ogni evidenza e sotto gli occhi di tutti, il piaguisteo da parte della presidente del Consiglio che si rifugia costantemente in uno sfrenato attacco per nascondere altre problematiche che oggi vedono un Paese privo di crescita. Un approccio costante tipico verso un popolo che sembra ancora stravedere per una Premier che copre conflitti in seno al suo stesso esecutivo apparendo esposta a ricatti politici di ogni genere.
Non possismo nemmeno non ravvisare che ogni “ragione di Stato”per scelte prettamente politiche non dovrebbe superare le soglie di una decenza morale e se proprio si deve, per logica dovrebbe essere discussa nella sede opportuna del Parlamento sovrano.
Ora...è chiaro che la Premier Meloni usi ogni mezzo per giustificarsi e per non perdere un consenso affermando oggi cose che nel passato dichiarava in senso contrario. Una patata bollente su un caso cui gli altri ministri del suo Governo, ai quali è stata inviata la stessa comunicazione, sembrano essere rimasti assenti. Il vittimismo strategico della Premier persevererà egualmente per ovvie ragioni poiché le sue dichiarazioni, senza alcun contraddittorio, la favoriscono agli occhi di chi stravede per la sua determinazione... facendola apparire una sorta di moderna Giovanna d'Arco.
v.cacopardo