20 dic 2019

DESTRA E SINISTRA NEL QUADRO DI UNA MODERNA SOCIETA'



Quando si dice che Destra e Sinistra non esistono più si commette un errore banale! In realtà questi concetti guidati da ideologie vecchie esistono.. eccome! Anzi sono spesso posizioni sfruttate da qualcuno per formarsi in una carriera politica in modo persino fittizio..

di vincenzo cacopardo

Il problema è che oggi... nel rinnovato bisogno di una politica di funzionamento, queste contrapposizioni tendono ad estremizzare fin troppo il dialogo generando contrasti e caos. Insomma..pur restando sempre vive le differenti posizioni (sarebbe sciocco non ammeterlo), queste non possono pretendere di dividere il pensiero politico di una società in modo netto come fossero le due parti separate di una mela: vi sono concetti di una destra liberale buoni ed altri pessimi... poiché contrastanti con ogni criterio di equità..come a sinistra vi possono essere posizioni sociali migliori o anche fortemente restrittive non adatte ad una moderna crescita in libertà. La posizione politica di oggi dovrebbe essere quella di raggiungere un equilibrio e non propriamente di ricercarlo in un ambiguo, comodo e sfruttato centrismo carico di compromessi: Piu' che partire dalle ideologie.. sarebbe necessario dedicarsi ai “valori” di una società moderna occorrenti per determinare quei “principi” necessari attraverso le idee... poiché solo le buone idee in proposito potranno aiutare il percorso di una nuova politica di funzionamento.

Essere contro un vecchio sistema non vuol dire essere estremisti ed eversivi! Ogni ideologica cognizione a riguardo nel percorso della politica si e ormai formata in ognuno di noi, tuttavia quello che conta oggi sono soprattutto le idee ed il metodo con cui si dovrebbero mettere in atto.
Nel mio percorso di vita, per rendere valido ogni progetto, ho colto l'importanza che può assumere la separazione delle differenti problematiche, accorgendomi di quanto necessario può essere il metodo. Un costante lavoro di ricerca di divisione che mi ha indotto a scorporare le varie esigenze ed i diversi compiti, per poter meglio raggiungere un risultato costruttivo: Un criterio di ricerca per rendere maggior efficacia ed innovazione ad ogni progetto, ma anche un metodo..alla base del quale, la separazione dei singoli elementi del problema, potrebbe portare ad un riscontro positivo del risultato.

In base a ciò credo che... uno schema Istituzionale moderno per funzionare in modo corretto in politica.. potrebbe esistere se solo lo si volesse ricercare senza restare chiusi nel ristretto campo o nel solco già scavato dal vecchio sistema: Nuove concezioni che potrebbero ottenere l'attenzione ed il consenso di tanti .. ed in cui pochi avrebbero da ridire se nella ricerca si potessero riscontrare meno compromessi ed inciuci in relazione ai ruoli istituzionali.

Per quanto riguarda la politica ed i suoi sistemi elettorali, sono sempre stato propenso in direzione dei sistemi proporzionali e cioè quelli che riescono ad offrire una maggiore partecipazione e più voce ai cittadini e non può che meravigliarmi la grande percentuale di forze politiche portata verso sistemi maggioritari e collegi chiusi che, di norma, tendono a restringere i contorni e porre un argine al consenso.. costringendolo di forza. Se il desiderio di chi la pensa così è quello di voler ingabbiare una libera democrazia in un sistema ristretto, la reazione sarà, sempre la crescita di altri Movimenti: Movimenti supportati da un popolo che ha già dato una secca risposta a questi improvvisati sistemi ristretti costruiti senza una base ed alle figure dei leader che li guidano: Nei casi già avvenuti... proprio le contrapposizioni (destra-Sinistra), non hanno tenuto in considerazione alcune logiche culturali ormai da tempo innovate.

Al di là dell'esistenza di queste vecchie ideologie che oggi ci condizionano e che spesso ci penalizzano nella ricerca di un persorso più equilibrato, esistono delle esigenze precise che non si possono sottacere in riferimento ai metodi con i quali si continua a procedere. Per un vero politico la voce dei cittadini dovrebbe rendersi libera potendo sostenere le posizioni più varie e disparate, tuttavia questo oggettivamente, pone la conseguenza di una difficoltà nella costruzione di una governabilità sicura.

Possiamo essere tutti convinti che una governabilità debba essere utile al fine di rendere sicurezza e stabilità al Paese, ma non possiamo non esserlo anche nella visione di una interpretazione della politica che si vorrebbe più libera e dinamica: Purtroppo qualunque sistema odierno che pretendesse di assumere in sé il pluralismo di una politica di base e di dialogo ed una governabilità stabile, non potrà che trovare enormi difficoltà per il contrastante aspetto derivante dalla diversa funzione di queste due azioni che, al contrario, possono favorire i soliti penalizzanti compromessi. Ed ecco la ragione più che evidente delle dovute esigenze che necessitano per poter lavorare in modo costruttivo senza porre ostacoli : I due poteri (parlamentare e governativo..che in realtà rappresentano due compiti e due esigenze) non riescono più a lavorare in sinergia. La logica dovrebbe quindi richiamarci ad una attenta riflessione...verso un'ottica diversa...ed una ricerca più consona in direzione di un percorso innovativo di maggior funzionamento sui ruoli.






19 dic 2019

DI CHE SI SORPRENDE PARAGONE?


di vincenzo cacopardo

Strano che una persona intelligente e preparata come Paragone si sia accorto solo in ritardo delle storture esistenti in seno al Movimento 5stelle: Un giornalista entrato come senatore nel Parlamento in questa legislatura.. non certo per bisogno...poiché non gli è mai mancata ogni possibilità di esprimersi nel suo lavoro!

Oggi Paragone sostiene di restare nel Movimento e libero di portare avanti un programma insito nello statuto di questa organizzazione politica ritenendosi coerente all'elettorato che rappresenta..tuttavia appare veramente inspiegabile il fatto che si accorga solo adesso della incoerenza di un Movimento che si è sempre mosso costantemente senza una struttura capace e priva di un essenziale scambio costruttivo al suo interno.. Una organizzazione incapace di trovare un'unica strada identitaria tra i componenti!..
Insomma... era chiaro che finisse così: Un unico leader incontrastato promosso da Grillo..che si inserisce in tutti i ruoli e che indica la strada al di sopra di tutti... Totale assenza di dialogo e di una efficiente organizzazione territoriale in scambio con i cittadini capace di far venir fuori una classe dirigente meritevole.. Assenza di indirizzo chiaro che potesse identificare una politica di crescita.. ma tagli lineari poco costruttivi ed un costante iper-moralismo che finiranno col portare un Movimento, (oggi di esclusiva proprietà di pochi), verso una frantumazione progressiva dei consensi...Inoltre la via di questi giorni del Movimento appare proprio in contrasto con gli scopi prefissati del passato di voler abbattere il muro di un bipolarismo che, al contrario, sembra rinascere ancora più forte di prima!

In molti abbiamo creduto ad un cambiamento e lo abbiamo aspettato a lungo..abbiamo pensato che la rottura di un vecchio sistema potesse apportare idee nuove e proposte soddisfacenti anche attraverso un ricambio delle figure..Proposte soprattutto relative a riforme adatte per far procedere correttamente un ordine politico di funzionamento..tuttavia bisogna ammettere che non è stato così! Il Movimento ha preteso di governare senza una base solida da doversi consolidare prima attraverso una identità politica di innovazione.. e adesso è costretto a giravolte e compromessi inauditi nel vuoto della sua organizzazione.. pretendendo persino di sconvolgere l'articolo 67 della Costituzione sul vincolo di mandato: Cosa vorrebbero? Forse una mandria di pecore da comandare e dirigere a loro piacimento? ...Doveva essere intuibile anche per Paragone ..e se oggi se ne sorprende non può che farsene una ragione!

Forse il giornalista potrebbe adesso intuire che questo Movimento non era legato coerentemente in una alleanza con la Lega... come non lo risulta oggi col PD.. e non per effetto delle inconsuete antitetiche unioni, ma per un problema endogeno che riguarda soprattutto la sua reale mancanza di identità!

Malgrado tutto ciò rimane innegabile che se questo Movimento oggi resta a galla è soprattutto per la figura di Conte che col suo equilibrio ha reso maggiore fiducia allo stesso governo. Come rimane evidente che i compromessi non potranno mai finire.. poichè alla base manca una corrispondenza, o meglio, un'equivalenza...con ciò che questa organizzazione, ormai politica a tutti gli effetti, vorrebbe davvero rappresentare.



13 dic 2019

LE ELEZIONI DEL REGNO UNITO PORTANO IN TRIONFO I CONSERVATORI E CASTIGANO L'UNIONE.



di vincenzo cacopardo


Trionfano, almeno di piccoli ribaltamenti che non potranno comunque mai sovvertirne l'esito. Con questo risultato la Gran Bretagna rimane certamente fuori dalla Comunità!. Boris johnson trionfante nel Paese dichiara che lascerà l'Europa.. e trascina nel tracollo i lauboristi.

Mentre Corbyn sconfitto..promette di lasciare la guida del Partito per rinnovarlo dopo il cambio di rotta del Paese...il nazionalista Boris, tanto simile persino nel fisico e nel suo biondo capelluto al presidente Trump, conquista una fortissima maggioranza dei seggi nella Camera dei Comuni con oltre 360 seggi rispetto la soglia dei 326 indispensabili per governare senza alcun bisogno di alleanze! Di certo una gran vittoria, ma anche una scossa per l'intera Comunità Europea che da questo evento non potrebbe mai non porsi domande lecite circa il proprio futuro.
Sicuramente con questo risultato si mette fine ad un lungo ed estenuante percorso della vita politica del regno che ha visto...dopo il primo referendum.. il popolo britannico persino quasi costretto nella minaccia di un secondo referendum. Questa consultazione mette fine a tutti i tentennamenti degli ultimi mesi intercalatisi nella politica inglese..prevedendo la realizzazione della brexit entro gennaio prossimo.

Ma quali potrebbero essere le conseguenze di questo risultato non del tutto atteso? Ciò potrebbe dipendere molto dalla modalità con cui avverrà. Cioè se si raggiunge un accordo o se vi sarà un divorzio senza altre intese. Prima di tutto l’eliminazione di tariffe vantaggiose e previste tra gli Stati membri...Ma un punto sul quale sarà opportuno focalizzare l'attenzione sarà il ripristino di dazi e dogane che renderà più complicato e oneroso il commercio di merci da e verso la Gran Bretagna. Difficile fare previsioni tuttavia le conseguenze economiche diverse da un divorzio consensuale sarebbero significativamente superiori. Vi è poi di certo l’incertezza dei tanti italiani che vivono in Gran Bretagna che si ritroverebbero all’improvviso in un Paese extra-comunitario, perdendo l’attuale status giuridico. Lo stesso vale per i britannici che vivono nell’Unione che diverrebbero extracomunitari.

Intanto il premier Boris pare essere in grande sintonia col presidente degli Stati Uniti unendosi in un programma di economia che li vede sempre più strettamente insieme a danno di una Europa sempre più fragile che ha puntato fin troppo sui Paesi dell'est ..trascurando forse l'importanza di potenziare quelli più compatibili alla sua naturale realtà storica.




9 dic 2019

LA POLITICA TRA FINANZIAMENTO PRIVATO ED EQUITA' SOCIALE


L'IPOCRISIA DI CHI ANCORA PROFITTA”

C'è veramente tanto da pensare quando si affronta un tema  come quello del finanziamento alla politica: Non vi è mai una riflessione equilibrata che metta in luce le vere divergenze e la natura di un processo imparziale che dovrebbe guardare alla definizione di una democrazia suggerita dai consensi per il fine di un benessere pubblico.

"Malgrado ogni difesa in favore del finanziamento privato rimane indiscutibile il fatto che... anche qualora potesse essere controllato ritenendosi legale.. finirebbe col favorire solo chi possiede una ricchezza e quindi in conseguenza solo coloro che posseggono forti risorse finanziarie."

di vincenzo cacopardo

Quindi se deve perseguire un benessere pubblico non dovrebbe mai offrire vantaggi al privato!
Quando spesso si afferma che il finanziamento privato ai Partiti è oramai una consuetudine affermata negli altri Paesi come ad esempio gli Stati Uniti..si dimentica principalmente di sottolineare che proprio quel Paese, del quale spesso ed immotivatamente, si declama la democrazia.. è una confederazione di Stati soggetta ad un principio di presidenzialismo. Per certi versi costruita sulla ipocrisia di una democrazia dove solo la ricchezza primeggia, dove ogni candidato viene sostenuto esclusivamente dalla imponente e straordinaria forza del denaro e dove la propria salute ogni cittadino la paga a caro prezzo.

Nel nostro ordinamento democratico.. costruito ancora sulla forza di una democrazia parlamentare... non esiste il sistema presidenziale che dia poteri tali da determinare deliberazioni poiché il Parlamento resta sovrano: E' la nostra democrazia parlamentare che potrà di certo sembrare meno efficiente per altri motivi, ma di fatto resa più sicura! Tuttavia i membri che ne fanno parte vengono eletti dal popolo secondo campagne elettorali che, a differenza che nel passato, vengono sostenute da sistemi privatistici seppur soggetti a controlli non sempre facili da riscontrare.

Il recente caso delle Onlus ha messo in risalto un problema che non era difficile intuire già da prima: Non è tanto il modo con cui si finanzia un Partito anche se questi può restare immune da qualunque irregolarità..quanto il fatto che volente o nolente ogni finanziamento non potrebbe mai nascondere un qualsiasi tornaconto..Insomma la politica finanziata privatamente non potrà mai avere un qualsiasi riscontro con i principi di una sana democrazia poichè solo chi ha più risorse può trarre maggiori benefici.
Per questo questo determinante principio si perde quasi naturalmente ogni altro principio di equità che proprio nel nostro Paese difetta pretendendo poi di ricercarlo con la ipocrisia.. senza alcuna possibilità di riscontro: Impensabile che solo la ricchezza privata, contribuendo ad influire tramite un flusso di denaro, possa non trarne chiari benefici! 

Lo sappiamo ed è facile da comprendere!..La politica ha i suoi costi! Ciononostante questi dovrebbero essere equamente distribuiti attraverso la mano pubblica.. chiaramente controllati con metodo e scrupolo e solo attraverso precisi riscontri: Se nel passato si è finito con l'abusare... non è stato per errore del suo principio, ma a causa di chi non ha voluto controllare con metodo e scrupolo lasciando la politica profittare nell'uso di queste risorse. 
Persino il popolo non ha compreso votando per stravolgere il meccanismo del finanziamento pubblico..poichè il messaggio è stato travisato e non del tutto spiegato in modo corretto.

Malgrado ogni difesa in favore del finanziamento privato rimane indiscutibile il fatto che... anche qualora potesse essere controllato ritenendosi legale.. finirebbe col favorire solo chi possiede una ricchezza e quindi in conseguenza solo coloro che posseggono forti risorse finanziarie.

Quindi... a chiusura di questa disamina... sembra piuttosto ipocrita ritenere il finanziamento privato migliore di quello pubblico, non solo per l'aspetto di possibili conflitti personali e compromessi che potrebbero mettersi in evidenza anche per un finanziamento a controllo pubblico, ma soprattutto perchè tale principio non potrebbe che rimanere il fondamentale ostacolo della politica per un futuro riscontro di una equità sociale di cui tanto si chiacchiera e che tanto si finge di desiderare.



7 dic 2019

SARDINE: PROTESTE SENZA PROPOSTE..




COSA IMPEDISCE ALLA CRITICA DEFINIRE LE SARDINE UNA FORZA POPULISTA?...FORSE IL FATTO CHE NON SI TRASFORMINO IN UNA ORGANIZZAZIONE POLITICA?

di vincenzo cacopardo


Non sappiamo ancora se questo gruppo di persone di varia età si muova principalmente in senso anti-salvinista o per ampliare il raggio politico e trasformarsi in un vero e proprio partito. Le “sardine” starebbero ancora riflettendo...ma per adesso sembrano essere pronte solo ad una protesta senza alcuna proposta. Si può di certo ammirare la volontà di rispondere con una moderata protesta di piazza alle quali siamo ormai abituati..ma poi? Certo l'appellativo di sardina non convince del tutto! L'idea di una sardina che riempie le piazze fa pensare ad un grande acquario dove i pesci in movimento ripetono costantemente lo stesso percorso senza uno scopo preciso.. Ma al di là di questi divertenti accostamenti.. bisogna dare atto che ancora una volta si sta dando sempre più conoscenza al popolo di come la politica si muove.

Mattia Santoni, 32 anni, laureato in scienze politiche e collaboratore per una rivista legata a Romano Prodi, uno degli ideatori del cosiddetto movimento delle sardine, asserisce di non avere intenzione di creare partiti..Per lui vi era un necessario bisogno di unità"...una sorta di pressione per risvegliare l'animo politico di tanta gente e riavvicinarle alla politica. Sembrerebbe perciò più facile pensare ad una sorta di risveglio in preparazione delle prossime elezioni regionali in Emilia ed in Calabria.

Appare un po' l'inizio di quello che avvenne con i 5stelle nelle piazze prima che sorgessero e si impegnassero in un Movimento: Cominciarono con le piazze ..nè di destra..nè di sinistra.. piano piano si spinsero verso i vaffa..ed infine si sedettero in Parlamento.
La domanda che più si pone a loro è quella di comprendere lo scopo..cioè se questo movimento rimane fermo nel constatare che il paese e la sua politica così non può andare avanti..o se si propongano per le basi di un cambiamento da costruire attraverso proposte chiare. Se la risposta rimane ferma alla prima parte appare logico che nulla di nuovo si intravede all'orizzonte..Rimane una strada bloccata in mezzo..un percorso che non trova sbocchi ..o forse, data la vera natura delle sardine..destinato a rimanere in acqua.

E' più che lecito accettare silenziose e pacifiche proteste di piazza.. anche per il fatto che non si esprime già da tempo una politica funzionante che riporti più equità sociale. Tuttavia nella fase odierna ..non vi è più tempo per le proteste, ma occorrono proposte più che mai chiare! Protestare è facile costruire molto meno!





4 dic 2019

DI MAIO: AMBIGUITA'...TRA I MERCATI IN ALLARME



Quando si appoggia.. o meglio si entra..in un governo la prima regola è quella di difenderlo a spada tratta! L'ambigua scelta di Di Maio che penalizza di certo sia l'immagine che il lavoro stesso del Premier, arreca danno alla stessa immagine del Paese nella Comunità...ma fa di peggio! Mette in allarmi i mercati!
di vincenzo cacopardo
E' vero!... I mercati non piacciono a tutti, anzi per la verità non possono mai piacere ad un popolo che vive nelle difficoltà! Tuttavia l'atteggiamento di un alleato di governo che.. tra l'altro possiede la maggioranza dei gruppi in parlamento, provoca di fatto allarmi in Europa per un Paese come il nostro che ha un debito pubblico alto.
Di Maio è quasi intestardito nel tenere i piedi nel governo, dovendo contenere il dissenso di chi in seno al Movimento mantiene i suoi principi in riferimento al MES. Per far questo, in un equilibrio quasi precario, assume una posizione equivoca che provoca difficoltà al premier Conte nei confronti del suo ruolo presso l'Europa.. finendo anche col creare allarmi tra i mercati.
Siamo sempre lì..in questo Blog lo mettiamo in rilievo da diversi anni: Quando si è leader di Partito o movimento che sia, e si assume nel contempo un ruolo governativo, si finisce col creare contraddizioni e persino pericolosi conflitti tra le stesse funzioni. In certi casi la contraddizione evidente potrebbe persino sfociare provocando speculazioni sul debito. Sono conflitti evidenti dei quali si finge di non accorgersi e per i quali è inutile aggiungere altro!
Malgrado sia Conte che Di Maio fingono pubblicamente di ammorbidire i toni, non può sfuggire a nessuno lo stato di difficoltà in cui grava lo stesso governo..reso ancora più aggravato dalle dichiarazioni dello stesso leader del Movimento che dichiara audacemente come il suo M5s continua ad essere l'ago della bilancia di questa formazione governativa: Parole di certo non appropriate al difficile momento che.. oltre a toccare la personalità del premier... non dovrebbero far tanto piacere all'alleato PD..

3 dic 2019

MES: strumento di lite per le opposizioni sovraniste


di vincenzo cacopardo

Sia alla Camera che al Senato, dopo le dichiarazioni del premier Conte, si è assistito ai soliti tumulti ed al consueto esagerato sproloquio privo di decenza.. mancando di entrare con maggiore interesse nel merito. Si intuisce come alcune figure dell'opposizione si siano accanite con forza contro il Premier facendo gioco sul tifo di una parte del popolo che assai poco conosce la questione e che soggiace al monito di chi vorrebbe incutere loro paure!

Il MES è un meccanismo istituito nel passato: Già da tempo.. il Fondo europeo di stabilità finanziaria (società di diritto che poteva prestare denaro ai Paesi membri o acquistare i loro titoli di Stato a interessi più bassi rispetto a quelli praticati dal mercato finanziario) col perdurare della crisi, si è evoluto nel Mes.

Nel passato il timore dei Paesi economicamente più solidi era quello che intravvedeva la possibilità che quelli più deboli scaricassero i loro debiti sugli altri cittadini della Comunità. Quando, però, nel 2010-2011 la crisi mise in ginocchio questi Paesi più deboli, l’Ue ed euro rischiavano di saltare ...Ed ecco la ragione per la quale venne istituito il fondo salva Stati. Il primo contributore del fondo è la Germania con il 27% del capitale...poi la Francia con poco meno.. ed il nostro Paese che partecipa con meno del 18%. Sarebbe superfluo aggiungere che il Paese che chiede l’intervento del Mes deve di contro accettare alcune condizioni: Tagli al deficit e al debito e le importanti riforme strutturali.

Quindi il tanto discusso Mes decide se aiutare o meno il Paese in difficoltà... con una super maggioranza di voti dei Paesi membri ed opera in coordinamento con la Commissione europea cui spetta la negoziazione con il Paese coinvolto nel salvataggio.
Oggi le opposizioni gridano pretestuosamente perchè tali fondi possono servire per aiutare prevalentemente le banche dei Paesi più forti in crisi. Tuttavia per logica risulta difficile eliminare tale istituzione oggi..senza aver mai posto delle condizioni nel passato!..Sarebbe come cambiare certe regole in corsa.. simile a quella di voler uscire dalla moneta unica. Che poi vi possano essere alcune evidenti criticità non v'è dubbio! Ma si può di certo lavorare con la stessa Unione con metodo ed equilibrio per correggerle al fine di aiutare veramente e non specularvi.

Al di là di come si voglia o meno criticare questo meccanismo già istituito da tempo, quello su cui si è accanita l'opposizione..(nelle figure di Salvini e Meloni) ha fatto forza soprattutto sul metodo: E' stato un attacco contro il Premier definito dagli stessi come un bugiardo. In sostanza.. il premier avrebbe asserito che il governo non ha firmato nulla, ribadendo che la riforma del Mes possa ancora essere modificabile.. dimenticando le parole del ministro del suo governo Gualtieri, che in commissione aveva spiegato che non si sarebbe potuto emendare nulla in proposito per quanto già deciso dall'Euro gruppo.

L'opposizione sembra essersi fissata fin troppo sulla questione del metodo dimenticando di entrare meglio in una discussione di merito. Usando in modo quasi propagandistico l'argomento a proprio beneficio elettorale per le prossime eventuali consultazioni. Sia alla Camera che al Senato, dopo le dichiarazioni del premier Conte, si è assistito ai soliti tumulti ed al consueto esagerato sproloquio privo di decenza: Si intuiva come alcune figure dell'opposizione si siano accanite con forza facendo gioco sul tifo di una parte del popolo che assai poco conosce la questione e che soggiace al monito di chi vorrebbe incutere loro paure!

Una nuova discussione sul MES avverrà quanto prima ..Ma rimane alta la tensione che di sicuro non potrà aiutare i mercati! Rimangono i dubbi, le incertezze, tuttavia resta indiscusso il fatto che argomenti di questa importanza non potranno mai essere slegati da un concetto di unione con gli altri Stati della Comunità che, malgrado le differenze, non potrebbero mai tollerare la mancata osservazione di regole già innestate nel passato.

Indubbiamente questo è uno di quei nodi che sono venuti al pettine per via dell'improvvisazione con la quale si è proceduto nel passato a creare l'unione non definendo bene i contorni di alcune logiche economiche sociali dei Paesi aderenti: Nella fase di costruzione per l’unificazione è venuta a mancare quella azione preventiva e di studio che doveva mirare a salvaguardare le comunità meno progredite e meno pronte: Più che pensare ad un Fondo Salva Stati sarebbe stato più avveduto pensare a qualche azione preventiva.

29 nov 2019

PARTITI E FONDAZIONI TRA CONFLITTI E ANOMALIE


La faccenda Renzi e sui conflitti insiste su due strade: Quella pubblica relativa alle regole delle Fondazioni e quella privata inerente all'acquisto della nuova villa sopra Piazzale Michelangelo a Firenze. Alcuni giornali hanno abbondantemente scritto in proposito forse anche superando certi limiti circa l'informazione su inchieste ancora in mano alla procura, tuttavia il nodo rimane.. e la politica sembra non aver affrontato con la giusta attenzione temi che riguardano i Partiti, le Fondazioni ed finanziamento privato a chi prevalentemente deve operare per un bene sociale.

di vincenzo cacopardo

Sappiamo che una Fondazione è un’organizzazione stabile che possiede un patrimonio, ma persegue uno scopo non economico. E si sa anche che i beni destinati ad una Fondazione devono essere tutelati con il vincolo di destinazione per il perseguimento dello scopo prefissato. E' importante quindi che queste regole abbiano una certa corrispondenza con quella dei Partiti al fine di non creare anomalie e conflitti.

E' qui importante specificare quanta mancanza di riflessione sia stata fatta nel momento in cui si sono intraprese le regole dei finanziamenti privati ai Partiti: Cioè.. verso le organizzazioni che guidano le proposte politiche e quindi non a chi dirige un governo!
In breve: Queste donazioni devono servire alle organizzazioni politiche dei Partiti per attività di comunicazione relative alle loro proposte..Quindi se viene fatta una legittima donazione ai Partiti, rimane meno legittimo e assai più discutibile che un leader di questi Partiti possa avere l'opportunità di usarli nel momento in cui assume il ruolo di premier e quindi una carica oltre che di partito, anche amministrativa di governo, potendo..attraverso questo potere esecutivo.. accingersi a rendere favori a chi abbia partecipato a destinare fondi per la stessa fondazione che lo ha promosso.
Siamo sempre lì: Ruoli partitici di politica parlamentare.. senza limiti e perennemente amalgamati e confusi con ruoli amministrativi di governo!

Ricordiamoci che ad un Presidente del Consiglio, in quanto capo dell'Esecutivo, la Carta costituzionale conferisce un'autonoma rilevanza, facendone il centro nevralgico dell'intera attività del Governo: Egli dirige la politica generale e ne è il responsabile, mantenendo l'unità di indirizzo politico ed amministrativo. Tutto lecito quindi? Può darsi, tuttavia se per quanto riguarda l'ordinamento giudiziario vi sono i magistrati ad indagare.. si pone di certo un quesito etico politico grande come una casa!

Sull'acquisto dell'immobile da parte di Renzi sappiamo che sarebbe stato comprato grazie ad un prestito di 700mila euro da parte di una famiglia attraverso la sottoscrizione di una scrittura privata: Una famiglia che aveva partecipato a quella fondazione Open che aveva permesso l'ascesa politica del leader toscano. Prestito restituito in meno di cinque mesi... Per certi versi una cosa del tutto legittima e ineccepibile, ma di certo inopportuna e potenzialmente anche destinata a creare compromessi per chi esercita ruoli politici.

Al di là dell'inchiesta in mano ai magistrati che verificheranno carte e documenti di riscontro, la faccenda non potrebbe mai sottrarsi al primo punto relativo ad un conflitto in quanto Renzi è stato si Leader del Partito... ma per lungo tempo anche Premier.
Si potrebbe perciò porre quasi naturalmente da parte dei magistrati il legittimo dubbio che Renzi abbia potuto gestire la carica di primo ministro beneficando qualche membro della fondazione Open, dubbi che non possiamo che lasciare in mano a chi le carte le conosce.

Quello che a noi importa è capire per quale ragione la politica non si sottrae a questi continui conflitti ponendo regole più affidabili e funzionali nel rispetto dei ruoli e delle competenze: Se da un lato non possiamo meravigliarci di questo.. rimaniamo fermi e dubbiosi sull'aspetto etico relativo ad un'opportunità da parte di un politico che tende a muoversi con tale disinvoltura nei meandri di un quadro confuso che genera perpetui conflitti.






27 nov 2019

RENZI E L'ARTICOLO 49


Sull'onda dell'inchiesta Open, Renzi si domanda "Chi decide oggi cosa è un Partito? La politica o la magistratura?..Questo per lui è un punto sul quale si gioca una sfida decisiva per la democrazia. Renzi chiede quindi di sapere se i Partiti sono quelli previsti dall'articolo 49 della Costituzione o quelli decisi dai magistrati che oggi lo indagano.
di vincenzo cacopardo

La domanda potrebbe essere lecita.. soprattutto quando si viene indagati, tuttavia il quesito è mal posto..cioè la responsabilità non è proprio quella dei giudici inquirenti sottoposti ad un lavoro di indagine..quanto quella dei politici che ancora non esercitano la loro giusta funzione sulle riforme e che quindi fanno ricadere su loro stessi ogni forma di garanzia: Proprio la riforma dell'articolo 49..cui fa cenno Renzi... già da tempo si sarebbe dovuta prendere in seria considerazione. Quindi ne Renzi ..ne altri leader politici potranno mai lamentarsi di ciò che oggi ci da' spunto per intraprendere una breve analisi su quello che  in realtà esprime l'articolo 49 della Costituzione e che non sembrerebbe del tutto completo nel suo disciplinamento.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” In sostanza il costituente afferma il diritto di ciascuno di costituire partiti come espressione di un diritto di libertà dei singoli. La manifestazione del pluralismo, dovrebbe rappresentare una delle basi dell'ordinamento democratico. 
La disposizione sottolinea che una delle principali funzioni dei Partiti e quella di partecipare alla politica della Nazione attraverso un confronto reciproco basato sui principi di una democrazia. Nei fatti, stabilito un proprio programma, procedono poi ad individuare coloro che intendono proporre come candidati e diffondendo il proprio pensiero tra i cittadini attraverso le campagne elettorali, al fine di attirare consensi.

Dal punto di vista della struttura organizzativa, essi sono associazioni private non riconosciute e ordinate stabilmente. Non vi è però dubbio che, nella Costituzione, manca una normativa più specifica sollevando dubbi circa la libertà di cui godono gli aderenti. Mancano i confini, ma anche una più articolata funzione di ruolo, manca una maggiore disciplina...nel senso di fornirgli limiti alla loro azione..ed alle garanzie.

Insomma..soprattutto nella fase odierna in cui la perdita dei "valori" è stata già da tempo travisata..o persino alterata.. con quella del "potere", occorre mettere mano ad una riforma dei Partiti che possano garantire ai cittadini una maggiore conoscenza ed un più corretto modo di giudicarli per un consenso.

26 nov 2019

DOPPI RUOLI E CONFLITTI: la politica non comprende



di vincenzo cacopardo

Continuano facendo finta di non capire...o forse non comprendono veramente? 
Ma sulla questione del doppio ruolo non si può far finta di non vedere! Di Maio..come Salvini..Salvini come Renzi..Renzi come Berlusconi..e così via..insistono nel loro percorso dedito soprattutto alla loro immagine..facendosi scudo di un legittimo principio dei due ruoli!

Oggi il ministro degli esteri Di Maio rimane bloccato nel territorio Nazionale per affrontare e seguire una campagna elettorale il Calabria ed in Emilia...Gira in Sicilia per le aree che hanno subito danni per il maltempo..promettendo..quando non sarebbe compito suo, ma del ministro per l'ambiente o forse anche per il mezzogiorno e finanche compito di un premier...Sottrae così il giusto spazio ad un compito istituzionale per il Paese che gli è stato conferito....Insomma.. perchè abbiamo un ministro degli esteri impedito nello svolgere il suo preciso lavoro e di contro.. così dedito a questioni che dovrebbero riguardare altri? Alla stregua di un Salvini quando era al ministero degli interni tanto dedito a girare l'Italia per una propria propaganda?
La risposta è chiara: Perchè sono leader di Partiti! ..Ed ecco il perenne conflitto del quale non si vuole tenere conto!

La inquietante questione è anche semplice da intuire: Ormai la politica procede senza più principi ...libera in un percorso dove proprio i doppi ruoli creano quel caos iniziale dove tutto il resto appare come una logica devastante conseguenza in seno alle istituzioni: E fin troppo evidente che chiunque assuma un ruolo di leader di Partito finisce con l'incidere sul ruolo amministrativo..come è vero anche il contrario! Tutto questo genera... oltre che perdita di tempo utile a far funzionare..conflitti grandi come una casa!

Tanti cittadini non riescono ancora percepire i condizionamenti e le storture di tale percorso... considerando del tutto naturale che un leader di Partito possa esercitare il ruolo di Premier o ministro! Reputano ciò come naturale in un percorso istituzionale, non accorgendosi di come un tale conflitto possa determinare gravi storture per l'efficienza della stessa amministrazione dello Stato e relativi compromessi: E' perfettamente inutile occuparsi del tema sui conflitti dirigendo l'attenzione solo verso la categoria imprenditoriale se non ci si rende conto che il principale conflitto è già esistente in seno alla stessa classe politica!

Il virus del doppio volto in democrazia (art di Paolo Speciale)




DI PAOLO SPECIALE
E' il virus dei due volti, di costituzione squisitamente politica, riguarda le formazioni partitiche in campo ed è – di fatto – la perenne mancata interdipendenza tra i programmi – spesso meramente elettorali e finalizzati ad una emozionale ed irrazionale cattura del consenso – e la produzione ed esecutività di atti di governo ad essi collegati e conseguenti.
Rimanendo nell'ambito politico/amministrativo che qui trattiamo, proviamo ad identificare, con una semplice traslazione, i due elementi fondanti della filosofia aristotelica, con i due elementi prima citati; associamo cioè i programmi alla potenza, mentre identifichiamo l'effettiva azione di indirizzo politico e/o di legiferazione con l'atto.

Quando e perché si verifica l'interruzione di un processo, influendo negativamente sulla stabilità delle maggioranze e mettendo in crisi anche il sistema normativo elettorale di cui spesso si predica la necessità di cambiamento?
Negli ultimi decenni, trascurando il qui irrilevante elemento di distinzione tra prima repubblica e seguenti, vari soggetti istituzionali, e soprattutto i Presidenti del Consiglio dei Ministri, hanno avvertito la necessità – anch'essa di mera ma cogente opportunità elettorale – di giustificare la mancata realizzazione dei programmi annunciati, ora attribuendo la responsabilità al Parlamento, spesso in ritardo per le procedure d'Aula inadeguate ed anacronistiche, ora coinvolgendo l'azione, suo malgrado sovente rilevante in ambito politico, della Magistratura laddove sia stata ravvisata qualche irregolarità, di varia natura.
Ora, quando potenza ed atto in un ordinamento come il nostro non possono essere conseguenziali e correlati, si determina una crisi di sistema ingravescente, con effetti pratici tutt'altro che lontani dalla disquisizione filosofica sin qui proposta. Vediamo quali proprio nella cronaca di questi giorni.
Un movimento politico qualsiasi, dopo una tragedia sociale di grande rilievo come il crollo del Ponte Morandi chiede di “rivedere” le concessioni statali riguardo alle manutenzioni periodiche ed in seguito, dopo un secondo crollo di un altro ponte nella stessa zona, si è costretti a constatare che ancora nessuna revisione, sia di atti ufficiali che tecnica, è stata ancora effettuata e, quel che è peggio, che non esiste nemmeno una attendibile mappatura delle strutture a rischio.
Gian Antonio Stella, autorevole editorialista del Corriere della Sera, parla (con ragione) di un Paese che interviene sempre “dopo”; evidenziando così il trionfo dell'incompiuto, della potenza che rimane tale, del volto dei buoni propositi e del successivo volto di chi cerca di giustificarsi, senza con ciò riuscire a togliersi alcuna colpa.
Ecco il virus di cui parliamo, l'emergenza madre, quella prioritaria, da affrontare subito.



23 nov 2019

M5S: EMERGONO LE EVIDENTI CONTRADDIZIONI




nihil sub sole novi”

di vincenzo cacopardo

Nulla di nuovo sotto il sole”..Da quando questo Movimento è venuto alla ribalta..portando un vento di speranza di innovazione e cambiamento..si è sempre sperato che avrebbe lavorato per una sua organizzazione attraverso un dialogo interno in realtà mai costruitosi: Occorreva una intensa riflessione sulle idee nuove! Molti avevano creduto nella rottura del sistema, ma hanno atteso nella speranza indispensabile di una ricostruzione del nuovo attraverso appropriate riforme. Tuttavia ciò non è per nulla avvenuto ed oggi il Movimento sconta pesantemente questo svantaggio per non aver fatto nulla in proposito.

Oggi si discute del doppio incarico di Di Maio ..quando si è avanzato costantemente (soprattutto in questo Blog) tale problema che avrebbe generato controsensi. Come del resto ha dimostrato la procedura negli ultimi governi voluti dal sistema che oggi lo stesso Movimento vorrebbe contrastare.

Sono confluiti in massa verso le Aule Parlamentari con un abbondante suffragio e con la pretesa che ci si potesse sedere negli scranni o nelle poltrone dell'esecutivo senza una base forte di dialogo all'interno della loro organizzazione..Un dialogo che potesse rendere loro capacità di confronto utile per dare una forte identità alla loro politica togliendo conflitti di ogni genere. Oggi il quadro appare diverso: Sembrano tutti parlamentari a disposizione di una organizzazione che pretende di vederli asserviti. ..ed in caso contrario sottoposti ad una piattaforma ambigua che formula persino domande comodamente predisposte..
  
Non poteva che finire così! Oggi proprio Di Maio.. il “factotum” di un Movimento politico.. che si dichiarava per il rinnovamento.. resta invischiato tra la sua presunzione ed una piattaforma poco convincente che ha messo il Ministro degli esteri in forte imbarazzo circa i compromessi ed i possibili conflitti: Il leader del Movimento voluto da Grillo rimane sotto processo all'interno della sua Organizzazione politica ed in molti gli hanno presumibilmente voltato le spalle..

In uno sfogo Di Maio...sembrerebbe non farcela più a stare in prima linea ed occuparsi di tutto.. e Grillo correrà a consolarlo...
Ci voleva forse una grande maestria nel non accorgersi che un simile percorso sarebbe stato infruttuoso per chi avrebbe dovuto operare un cambiamento attraverso le primarie riforme? ..Un riordino fondamentale mai più preso in considerazione! Quando si è speso tanto tempo ed energie per portare avanti reddito di cittadinanza (senza ben valutare i problemi sulla ricerca di un lavoro che manca) e tagli lineari sulla politica..col solo scopo di dimostrare un pedestre iper-moralismo quasi come unico percorso di una ottusa vendetta contro il vecchio sistema.

Il primo compito di chi ricerca un sano cambiamento si costruisce sulle riforme più importanti che creano continui conflitti arrecando disfunzionamento al sistema ed alle stesse istituzioni!

Oggi lo stesso Di Maio, malgrado una evidente volontà di voler fare, ha dimostrato soprattutto una pervicace presunzione nel non avere intuito l'importanza di differenziare i ruoli e rimane reo e..per certi versi.. la principale vittima in un contesto di una organizzazione che continua a perdere consensi e che di certo non gli darà scampo addebitandogli ogni responsabilità.