7 mar 2019

DI MAIO..IL MOVIMENTO .. IL CORAGGIO... ED I RISCHI



Adesso il vero nemico di Di Maio potrebbe diventare lo stesso Movimento da lui guidato, poiché quando si governa e soprattutto quando lo si fa in una coalizione con un Partito di principi fondamentalmente diversi, i percorsi da intraprendere risultano non facili e spesso in contraddizione con la sofisticata ed irriducibile politica indicata dal suo Movimento.

di vincenzo cacopardo

In sostanza Di Maio il quale, malgrado le continue offese ed i ripetuti oltraggi alla sua figura, dimostra una volontà ed un coraggio non comuni ( i rischi di un fallimento potrebbero essere enormi per la sua stessa immagine) è costretto ad ingoiare bocconi amari e nel contempo tenere a bada una organizzazione la cui politica trasversale lascia sempre scontento qualcuno.
E' più che evidente che in una condizione simile non è vantaggioso..e forse persino sconveniente.. mantenere i due ruoli: Quello di leader del Movimento politico e quello governativo che lo impegna in ben tre forti ministeri.

Probabilmente il problema sembrerebbe porsi per il fatto che non esiste attualmente una figura politica all'interno del Movimento con le capacità adatte per rimpiazzare Di Maio nella sua opera di leader politico.. lasciandolo in tal modo libero nella elaborazione del difficile programma governativo...o forse non lo si vuole trovare? Sta di fatto che questa condizione non potrà mai favorirlo!

Si è spesso criticata l'organizzazione politica di questo Movimento basata su figure costruite attraverso una piattaforma virtuale poco convincente e dove l'anima del dibattito interno appare inesistente. Quando questo Movimento si appresta a votare l'approvazione di un decreto o una qualsiasi legge in Parlamento ..la sensazione è quella di vederlo spesso impreparato e non compatto in ragione del fatto che manca proprio un fondamentale scambio preventivo. Una discussione che..in realtà.. rimane l'anima sana di qualsiasi organizzazione politica. Proprio questo rimane il punto debole di un Movimento che ha deciso di promuoversi nel Governo in alleanza con uno dei più ostici e furbi personaggi della politica attuale.

Queste condizioni potrebbero finire per fare implodere una organizzazione politica che pur proiettandosi con enfasi verso il desiderato cambiamento.. non pare usare i giusti principi di base per una politica di maggiore funzionamento... e forse proprio il migliore tra di loro... potrebbe finire col pagarne un alto prezzo.

5 mar 2019

ALLE PORTE UN ALTRO FUTURO POLITICO BIPOLARE



Con la sua aria pacata e bonacciona Zingaretti ha conquistato di certo la simpatia di molti aderenti al Pd. tuttavia sono certo che anche la figura di suo fratello (nel ruolo del commissario Montalbano) abbia in parte influito. Un partito che da tempo, dopo il regno di Renzi, aspettava un cambiamento al suo vertice.

di vincenzo cacopardo

Vedremo col tempo se Nicola Zingaretti riuscirà nel difficile compito di reindirizzare il Partito verso l'innovazione desiderata dai suoi aderenti..anche se..per certi versi.. sarebbe più utile riformarlo persino nel nome e nel simbolo.
Si vedrà nei prossimi giorni come si incanalerà il dialogo politico al suo interno con la imperitura figura di Renzi e quali effetti produrrà il riconoscimento di un personaggio politico più sobrio e dall'innata personalità rasserenante. Certo l'andata a Torino talmente tempestiva per dire si al TAV ..un po' stupisce.. tendendo a tradire la sua stessa immagine!

Oggi l'aria dei consensi sembra premiare l'avanzata del PD depauperando il consenso dei 5Stelle. I pentastellati pagano di certo una cattiva comunicazione..il modo di organizzare la loro struttura politica..il loro iper assoluto .. assomigliando ad una sorta di armata inquisitoria che finisce col non convincere e persino mettere paura. 
Vi è anche una incomprensibile esplicazione sul doppio ruolo del leader DiMaio in un movimento che si dichiara per il cambiamento..Tuttavia va detto a suo favore che..volendo tener fede ai suoi impegni (più o meno condivisibili) Di Maio pare mettervi un grande impegno rischiando non poco.. Qualora dovesse crollare ne pagherebbe un costo personale altissimo.

In questo quadro di piccoli.. e notevoli cambiamenti.. quello che più se ne ricava è una alta possibilità di ricostruire un nuovo bipolarismo. L'arrivo di un nuovo segretario nel partito a sinistra ..potrebbe dare maggiore forza a tutto ciò. La circostanza è anche supportata dall'odierno accordo governativo.. che pian piano si è costruito malgrado le tante differenze tra gli alleati..e che rimane il frutto di uno strano sistema elettorale proporzionale non esattamente definito nei ruoli. Quindi destinato nel futuro a tendere quasi meccanicamente a ricostruire un altro sistema bipolare attraverso la forza di un maggioritario a cui tanti aspirano.

Non avendo messo al centro dell'attività politica il fondamentale ruolo parlamentare e bay-passandolo di continuo..non si è potuto rendere forza allo stesso principio proporzionale. Tutti gli sforzi per ricostruire il nuovo sistema secondo le giuste logiche.. sembrerebbero perciò risultati vani e la politica continuerà a rincorrere il sistema bipolare contenendo le posizioni dei cittadini nell'ambito delle due monolitiche posizioni.

In un certo senso si è ormai persa l'occasione di quella efficacia del principio parlamentare al quale il proporzionale avrebbe potuto offrire la base per un maggior confronto e che.. per Costituzione renderebbe valore a tutto il nostro sistema politico.. e si ritornerà a governare con la forza di un assolutismo..poichè incapaci di immedesimarci in un contesto in cui i sacrosanti ruoli, sia per principio..che per intuizione.. dovrebbero restare separati per una loro migliore funzione.


2 mar 2019

ANALISI DI UN CAMBIAMENTO POLITICO ANCORA ATTESO



di vincenzo cacopardo

Vi sono alcuni aspetti da dover approfondire prima di fare una analisi accurata del momento politico che stiamo vivendo. Approfondimento senza il quale non sarà mai possibile comprendere le ragioni che stanno creando una certa apprensione tra i cittadini: Nella valutazione del quadro politico odierno...ogni cittadino non può che passare freneticamente da una posizione all'altra con infinite incomprensioni ed eccessivi cambi di rotta..Il tutto..come la storia ci insegna.. potrebbe generare l' ulteriore motivo di rifiuto al voto..

Il primo aspetto analitico, è quello di capire qual'è stata la ragione per la quale a Marzo dello scorso anno una gran moltitudine di cittadini abbiano diretto il loro voto a favore di un Movimento.. Una organizzazione politica nuova che si era proposta di rompere con quel sistema che continuava ad imporre le identiche figure politiche legate ai vecchi partiti tradizionali. Il secondo non può che essere l'evidente rilievo sulla stessa struttura politica organizzativa dei 5Stelle ..(resa ancora più incerta dall'azione di una stampa che persevera con la continua demolizione contro di loro) Qualcosa che aveva posto dubbi fin dall'inizio e che adesso... in fase governativa... si mette sempre più in evidenza.

Se per quanto riguarda il primo punto il risultato delle urne era già prevedibile e conclamato dalla forte affermazione.. (soprattutto per via dell' eccessiva iniquità che nel Paese si risentiva)... per quanto riguarda il secondo aspetto, quello attinente la sua organizzazione, continuano a venire a galla contraddizioni ed anomalie che pongono notevoli problematiche riflesse automaticamente in fase governativa.

Accorgendosi di questi difetti oggi Di Maio cerca in parte di rimediarvi (con l'apertura alle liste civiche e cercando di dare supporto ad una organizzazione da formare in modo più strutturato e capillare nel territorio). Ma potrebbe ormai essere tardi.. anche perchè restano da superare altri temi come quello di una piattaforma poco convincente e determinante ..sulla quale si continuano ad alimentare polemiche. Non si comprende anche perchè questo Movimento continui a fissarsi sulla limitazione dei mandati e trascuri l'importanza di limitare i ruoli: Occuparsi di governare e guidare insieme una organizzazione politica è sempre stata la tragica fine delle figure politiche..Oltre ad essere azzardato è anche di difficile cognizione per chi ha sempre pensato che “uno vale uno" ..quindi non due.

Vi è però un aspetto preponderante che riguarda il pensiero dei tanti che avevano votato un Movimento post ideologico e che... malgrado le critiche sull'organizzazione, vi restano ancora legati pensando di individuare nella loro affermazione una possibilità di rottura del sistema a beneficio di uno nuovo che potrebbe offrire maggiore innovazione. 
I più delusi restano ancora coloro i quali avrebbero sperato che non si sarebbero mai dovuti inserire in un governo con altri.

Sono errori di percorso di un Movimento che sapendo di essere trasversale (avendo ricevuto consensi da ambedue le parti dei vecchi partiti) non avrebbe dovuto fare... imponendosi con una più conforme strategia ed un preciso metodo..Il rischio oggi è quello di accorgersi che persino la rottura del vecchio sistema sembra essere lasciata nelle mani del leader della Lega e quindi non esattamente in favore di quella desiderata successiva edificazione a beneficio di un vero utile cambiamento.

27 feb 2019

L'ETERNO IRRISOLTO PROBLEMA DEL PAESE ITALIA



di vincenzo cacopardo

"Sarà sempre la solita battaglia politica dove il Nord ed il Sud finiranno col trovarsi in competizione. Un infinito annoso scontro dialettico che vede un Nord industrializzato non comprendere l'importanza del territorio meridionale.. ed un Sud cinico, fin troppo rilassato ed incapace di rimboccarsi le maniche per costruire una forte politica meridionale a vantaggio della propria ed utile economia."

Oggi...col governo definito “gialloverde” che vede due forze politiche diametralmente opposte nel loro pensiero unite da un insolito contratto... la sostanza politica sembra essere definita esclusivamente da compromessi che toccano le esigenze di un Paese che rimane dissimile nella sostanza: Le esigenze del Sud contrastano con quelle del territorio settentrionale ormai ricco di un tessuto industriale e geograficamente meglio collocato rispetto all'Europa. Le vere esigenze per il meridione rimangono..invece ..legate all'aspetto naturale, al turismo, all'agricoltura, alla pesca, all'artigianato ed alla necessità di contenere le distanze geogragiche. Questo ormai è un fatto certo!

Un Leader di partito vicepremier cresciuto e formatosi nel territorio del Nord avrà sempre, oltre che una visione politica legata all'imprenditoria, un chiaro impedimento nella sua visione politica e sarà sempre spinto a ragionare per logiche di convenienza al fine di rendere alle sue regioni del Nord i necessari benefici economici ed infrastrutturali. Diversamente non potrà immedesimarsi alla stessa maniera in una politica di un Sud che necessiterebbe di uno studio programmatico più adatto per le proprie esigenze.

L'altro vicepremier cresciuto al Sud ed a capo del Movimento definito del cambiamento...sembra spingersi di più verso una politica meridionalista con espedienti che lasciano ancora pesanti dubbi (reddito di cittadinanza). La sua visione diretta più verso una politica di aiuto ad un meridione... lo distoglie naturalmente dalle esigenze di un Nord ormai formatosi industrialmente e manca comunque di un vero progetto approfondito e studiato.

La conseguenza è proprio quella che oggi ricaviamo.. quando temi importanti come il TAV e l'autonomia in contrasto con una vera mancanza di infrastrutture al Sud, non trovano una soluzione politica immediata riducendo il dialogo in una evidente contrapposizione tra chi in realtà difende gli interessi imprenditoriali del Nord e chi protegge le esigenze del Sud.

Abbiamo oggi un Premier nella palese difficoltà di non avere in mano una forza politica, che in qualche modo cerca di sanare le esigenze di tutti. Il Premier Conte potrebbe nel futuro acquisire maggiore rilevanza ed, al di là di ogni possibile avvenimento di questo governo, divenire a capo di una nuova forza politica più moderata. Sarà forse più consapevole del fatto che non vi potrà mai essere un equilibrio per il nostro Paese se non ci si pone di fronte ad una domanda sulla eterna questione meridionale.
Cioè, se ancora oggi nel terzo millennio, si possa parlare di una “questione meridionale” e se, con l’idea di un federalismo alle porte, si debba ritenere il Mezzogiorno come una faccenda ancora da risolvere. Poiché, se così fosse, non si potrebbe azzardare alcun progetto di vero federalismo che possa coinvolgere insieme la nostra Nazione.

In poche parole: non sarà facile costruire un sistema nazionale sano ed uniforme, se non si equilibra quel divario ancora esistente tra il Nord ed Sud del nostro Paese: Sarà una storia vecchia, ma rimane una più che valida ragione!
Ogni forma di progetto di federalismo potrà rimanere utile se nel contempo si opera un piano progettuale strategico che possa vedere un coinvolgimento pieno del Governo centrale e della Comunità Europea al fine di poter apprestare giuste ed indispensabili infrastrutture per il Sud.


26 feb 2019

LA STRATEGIA VINCENTE DI SALVINI CHE SMINUISCE L' OPERA DEI 5STELLE




Ormai appare chiara la strategia di Salvini che in questa coalizione governativa continua a succhiare linfa al Movimento del cambiamento portando contributo alla sua Lega (non altrettanto chiara pare manifestarsi agli occhi dello stesso Movimento5S).

di vincenzo cacopardo

Il leader della Lega.. con grande furbizia... intuisce quanto importante sia questo legame con i 5Stelle promotori di una immagine del cambiamento...
Un rapporto che non può che premiarlo poiché con esso sopperisce all'altro: quello che lo vincola con gli altri partiti della destra nelle regioni. La sua strategia.. all'occhio di tanti cittadini.. non può che essere vincente..al di là delle proposte governative della Lega..alcune delle quali in buona parte nascono da una idea del Movimento (come quota100): Salvini intendeva cancellare la Fornero e non lo ha fatto... condividendo ed appropriandosi successivamente della quota cento!

Se Salvini decidesse di staccare la spina con il Movimento e rientrare nei ranghi di una coalizione con il Cavaliere, agli occhi di tanti, cadrebbe la visione di una Lega rinnovata che ha inteso offrire un'immagine di cambiamento... e grazie a ciò.. una buona parte di consensi: Fino a che l'intesa con FI rimane racchiusa nell'orbita di qualche regione, i voti al Nord restano sicuri e buona parte dei voti al sud crescono!
Insomma... con questa strategia, nel silenzio di un Movimento che si è sempre mosso nella difficile orbita post ideologica in senso trasversale, Salvini riesce..purtroppo... a racimolare una buona quantità di consensi anche nel meridione!

Le elezioni in Sardegna:
Con una presenza di votanti appena al 50% le elezioni in Sardegna vedono la vittoria del centro destra... il PD come primo partito, seguito dalla Lega.. e poi il Movimento 5stelle ancora appaiato al Partito sardo d'azione (in attesa della conclusione del lento scrutinio). I dati parziali vedono il PD al 13%, la Lega al 12% ed i 5 stelle appena al 10...

Mancano poche centinaia di sezioni per l'elezione del Consiglio regionale e del governatore. Il candidato del centrodestra è in vantaggio con il 47,74%. Quello del PD al 33,18%, e quello del M5s) l' 11,07%.
Al di là del chiaro insuccesso del Movimento 5Stelle.. collocato al terzo posto ... quando si guardano con attenzione questi dati non possono non saltare agli occhi i giochi delle liste civetta che hanno accompagnato sia il centro destra che il centro sinistra e che hanno sicuramente collaborato al loro successo: Se la Lega con Forza Italia e Fratelli d'Italia insieme hanno racimolato meno del 25% ...il resto del 22% è stato dovuto alle liste locali che li hanno accompagnati nella vittoria del candidato (13 0 14 liste..tra cui il partito sardo d'azione). Stessa cosa per il Pd che con l'appoggio dei piccoli partiti arriva appena al 18%..il resto pari a circa il 15% grazie alle liste che lo hanno accompagnato (9 o 10 liste)..Cosa che in una elezione politica nazionale difficilmente potrebbe avvenire!

E' quindi illogico ed incongruente vedere questi risultati rapportati nell'ottica di un Parlamento nazionale. Ciononostante il Movimento 5Stelle, a causa delle sue regole poco costruttive e della sua stentata comunicazione, il suo arresto lo ha di certo subito..dovendosi costringere a cambiare il suo futuro percorso politico.



LE PROSSIME AMMINISTRATIVE A BAGHERIA


Arrivano ad Aprile le amministrative che potrebbero dare una svolta ad una cittadina come Bagheria riscattandola dall'inerzia di una politica amministrativa ancora non capace di approfondire e risolvere le sue prevalenti problematiche.




Qual'è la ragione per la quale Alessandra Iannì potrebbe essere la capace sindaca di una città piccola, ma nobile e prestigiosa come Bagheria? 
Non è tanto per la figura femminile (di cui oggi tanto si parla in difesa dei generi), ma per le sue idee, per la sua competenza e soprattutto per l'amore stesso che ha sempre dimostrato per la sua Bagheria.
Basterebbe questo sentimento... spinto fino ad aver creato insieme a chi vi ha creduto un Movimento civico in difesa del patrimonio artistico, della viabilità, del lavoro e della formazione, per comprenderne la volontà e l'impegno.

Movimentiamo Baaria..di Alessandra Iannì, fondatrice e candidata a primo cittadino, porta un verbo esplicito..”Movimentiamo”.. che la pone oltre ogni altra organizzazione politica locale comune.. Non è un Movimento statico..non è una struttura monolitica..ma si distingue come una organizzazione sempre in movimento: Una vera incitazione a muoversi in favore della propria città in senso positivo e dinamico attraverso un dialogo duraturo col cittadino..per i suoi bisogni ed al fine di poter costruire insieme alla cittadinanza un futuro migliore. Lo fa suggerendo ai propri cittadini di convogliare un consenso su chi è sempre presente nel territorio e di questo se ne deve prendere costantemente cura.

Per fare ciò non bisogna procedere con assolutismo, né con la presunzione..ma comprendere e dialogare ogni giorno insieme. Alessandra Iannì ed il suo Movimento partono da questi principi ed in favore dei più importanti valori già presenti nel territorio.



25 feb 2019

REGIONALI:senza liste è complicato!



di vincenzo cacopardo
"Il legame con le liste dei Partiti tradizionali è ormai storico e si è consolidato negli anni. Qualunque Movimento che si propone di cambiare.. se non colloca le opportune radici nel territorio, non potrà mai essere in grado di ottenere i medesimi risultati di un voto in ambito nazionale!"

Bisogna rendersi conto che le elezioni regionali non hanno nulla a che vedere con quelle nazionali che non comportano liste, ma solo unioni tra di loro in base ad un programma nella campagna elettorale.
E' inutile... quindi..da parte del popolo di votanti che hanno sempre creduto nei positivi risultati del Movimento 5stelle, pensare di poter ottenere prestazioni sorprendenti in questo tipo di elezioni come quelli espressi in ambito nazionale. Si sa bene che senza le liste territoriali il Movimento, nel contesto delle regionali e delle comunali, non potrà mai ottenere risultati soddisfacenti.

Il legame con le liste dei Partiti tradizionali è storico e si è ormai consolidato negli anni. Qualunque Movimento che si propone di cambiare.. se non colloca le opportune radici nel territorio, non potrà mai essere in grado di ottenere i medesimi risultati di un voto in ambito nazionale!

Fatta questa necessaria considerazione.. ed al di là della scarsissima affluenza del 50%, il Movimento 5 stelle..in queste ultime elezioni in Sardegna... (se non vi saranno stravolgimenti)..potrebbe essere la prima forza politica..e questo per qualcuno sembra essere già qualcosa, ma non è quello che in tanti degli assidui sostenitori del Movimento si sarebbero aspettato. Dietro al Movimento seguono un PD ed una Lega..quasi identici nel risultato...e poi..come da copione.. gli altri partiti FI e Fratelli d'Italia...tutti legati a liste civetta locali.

Per cui..oltre agli accorpamenti (centro-destra e centro-sinistra)... è indubbio che una differenza sostanziale in questo tipo di elezioni la fanno proprio le liste locali che accompagnano nella scalata i Partiti presenti in ambito nazionale. Non si comprende.. come un Movimento (che ha già rotto le proprie regole legandosi in un governo nazionale con un altro partito) non abbia..già da prima.. provveduto ad affrontare queste elezioni, ricercando liste locali congenite alla propria attività politica che potessero accompagnarlo nella sua sclalata nelle elezioni.

23 feb 2019

IN ARRIVO LE EUROPEE: COSA ASPETTARSI?



Una Europa che negli anni si è allargata ad est in modo spropositato non preoccupandosi prevalentemente dei suoi preziosi territori a sud molto più inerenti al suo contesto. La sensazione è che un'Europa occorra..ma la realtà è che questa Europa non funzioni!
di vincenzo cacopardo

Cosa possiamo ormai aspettarci dalle prossime europee?
Con la crescita internazionale di un certo sovranismo che si alimenta di giorno in giorno..potremmo persino anche vedere i partiti tradizionali (Ppe e Pse.. oggi separati)...accordarsi in una operazione di contrasto alla forte politica (definita populista) di rottura al sistema.
Le domande di oggi non trovano una risolutiva risposta nell'imminenza di un domani che potrebbe vedere una totale trasformazione delle forze politiche nel parlamaneto europeo. ..Ma una cosa è certa: Il quadro politico internazionale sarà molto cambiato e per l'Europa potrebbero intravedersi trasformazioni sostanziose.
Tuttavia l'Europa rimane ormai una realtà evidente.. i cui frutti fin'ora ricavati... nel buono e nel cattivo...dovranno poter trovare posto nel dialogo futuro: Se nuove forze politiche (come tutto fa pensare) dovessero affermarsi, non potranno che imporsi un equilibrio necessario..e, nella ricerca di una governabilità internazionale, dovranno saper leggere in lungimiranza la concreta e definitiva edificazione di un popolo europeo nel contesto di un'area mondiale sia per il mercato... che per la sicurezza dei propri territori.

Oggi l'Europa non appare di certo quella Unione i cui padri fondatori aspiravano. Nel recente passato nel cammino della sua formazione non si è tenuto conto di diversi principi fondamentali e la finanza internazionale ne ha compromesso la crescita indebolendo il coefficiente sociale: Una unione Europea costruita prevalentemente su parametri e finanza di comodo che ha fatto la fortuna di alcuni Stati ed il depauperamento di altri!

E' da tempo che si parla della mancanza di una politica internazionale che possa vedere in lungimiranza.. attuando meno vincoli e misure restrittive. Ci si è accorti in gran ritardo di quanto sia in pericolo la sua economia e quanto inevitabili le molteplici reazioni populiste messe in evidenza.. giorno dopo giorno.. nei vari Paesi.


La sensazione di oggi è che un'Europa occorra..ma la realtà è che questa Europa non funzioni!
Per parecchi anni l'accento sull'importanza di una Europa è suonato come un monito verso tutti coloro che fin da principio non vi avevano creduto.. poi..successivamente, anche in considerazione di un sistema globalizzato che ha determinare alcune scelte disastrose..vi si è creduto ancora meno. Questa Europa appare come la inspiegabile dimora di Paesi che non trovano una solidale politica a beneficio della sua stessa Unione..sia in tema economico.. che politico e sociale.Giorno dopo giorno si dimostra quanto stia portando alterazioni ad un sistema internazionale che non riesce a premiare la sua crescita in un contesto globalizzato: Una Europa che si è allargata ad est in modo spropositato non preoccupandosi prevalentemente dei suoi preziosi territori a sud molto più inerenti al suo contesto.

Il vero bisogno rimane quello di un'Europa diversa..che favorisca una crescita mai priva di un benessere sociale.. Una Unione che non promuova le strade della deflazione e di una conseguente disoccupazione. Un'Europa che sia capace di interagire con i paesi orientali, che guardi con impegno all'economia reale e meno agli interessi geo-politici e commerciali e della grande finanza mondiale.





20 feb 2019

LA DIFFICILE STRADA DEL MOVIMENTO POST-IDEOLOGICO




La loro apparizione dovrebbe vedersi come la naturale esegesi di un passato politico che ha abusato del sistema...Si possono contestare le loro scelte, ma non si può estremizzare una polemica su quella che è stata l'indispensabile necessità di smuovere un passato in favore di un futuro diverso. Era logico che se ne sarebbe dovuto pagare un prezzo! Solo e soltanto in questa ottica è possibile discutere ed intavolare ogni discorso in proposito."

di vincenzo cacopardo

Quando si parla del Movimento 5Stelle nei social .. lo si difende a spada tratta o lo si castiga ripetutamente fino alle più spregevoli offese. D'altronde i Social..spesso mal usati.. comportano una forma eccessiva di esternazione spinta fino all'ossessione dove si tende a etichettare chiunque con pregiudizio...da un lato e dall'altro...Nessuno sembra salvarsi!

Il movimento 5Stelle..di cui con animo tanto si discute... è nato prevalentemente per rompere con un passato ..possiamo dire che ha aperto una porta verso il cambiamento ..tuttavia come tutti evidenziamo e come era prevedibile ..la capacità di ricostruire rimane per loro di grandissima difficoltà. In questa porta da loro aperta pare oggi esservi entrato solo Salvini... proprio per la grande difficoltà dei pentastellati che difettano nella comunicazione e si nutrono di troppi ideali. E' anche evidente come... non avendo una organizzazione adatta per raggiungere il loro obiettivo.. finiscono sempre col contraddirsi!

Ma non si può apprestarsi ad una analisi obiettiva di questo Movimento senza comprendere la sua comparsa in un momento storico dove già da tempo occorreva un cambiamento nei confronti di una classe che abusava del sistema. Inoltre questo Movimento nasce trasversale rispetto ai due Poli ideologici...e quindi molto combattuto al suo interno e spesso contradditorio.. Era logico che se ne sarebbe dovuto pagare un prezzo! Solo e soltanto in questa ottica è possibile discutere ed intavolare ogni discorso in proposito.

La loro apparizione è il naturale frutto di un passato politico che ha abusato del sistema..Come ho già scritto numerose volte : Ogni cambiamento ha il suo prezzo..più o meno doloroso.. e necessita del tempo dovuto. Si possono contestare i loro eccessi sul moralismo... una certa prosopopea sulla loro virtuale democrazia diretta..e le incogruenza su certi temi costituzionali come il vincolo di mandato..Si possono contestare le loro scelte, ma non si può estremizzare una polemica sulla indispensabile necessità di smuovere un passato in favore di un futuro diverso.

Tanti di quelli che hanno votato in loro favore non è per nulla detto che ne fossero davvero convinti!..Tuttavia necessitava una sorta di rivoluzione per cambiare l'immagine di una politica che non aveva di certo operato in favore di un'equità sociale e che usava un sistema ormai incancrenito a beneficio della loro classe operando per favoritismo di Partito: Con queste premesse... a chi si sarebbe potuto offrire un consenso se non a chi si apprestava ad una vera rivoluzione politica verso un cambiamento sia delle figure che delle proposte?

Se oggi si prova a fare una analisi sull'operato di DiMaio..la si dovrebbe fare usando il massimo dell'equilibrio.. scoprendo che.. pur nei suoi evidenti errori.. dovuti soprattutto alla mancanza di una esperienza amministrativa con la politica.. si riscopre una forza di carattere ed una volontà non comune nell'affrontare certi temi sociali..Vi si riscontrano quindi, come in ogni altra figura politica, cose buone ed altre meno buone... Sappiamo da tempo che l'organizzazione di questo Movimento lascia tanto da pensare..non sembra per nulla libera per far crescere una classe dirigente più adatta e capace...ed infine..una imbarazzante Piattaforma guidata privatamente sulla quale si opera senza sani dibattiti ed incontri.

Per questo Movimento... che ha cercato di porre fine ad un passato politico e che ha bloccato l'ambiguità di un sistema bipolare di comodo... si intravedono solo due strade: Un vero rinnovamento che lo porterebbe ad essere un nuovo Partito..o un declino lento...
Con le novità dell'apertura alle liste per le elezioni teritoriali..il Movimento sembra aprirsi a nuove strade più concrete..ma di rinnovamenti ne occorrono altri..


19 feb 2019

POLITICA E MAGISTRATURA: una questione vecchia...



di vincenzo cacopardo

Dopo il caso della famiglia Renzi ed il caso Diciotti si ritiene oggi la magistratura al comando del popolo e la si addita come una potente corporazione capace di determinare le sorti della politica del Paese.

Se può sembrare vero sul piano delle procure ..ciò non lo appare alla stessa maniera nei collegi giudicanti. Tuttavia anche se si intravvedono storture capaci di far pensare ad una vera politicizzazione dell'Ordine non è solo questo che deve essere messo in discussione.. quando nella sostanza.. vi è una politica che continua a non dettare le norme più utili e meno farraginose per far sì che tali storture non vengano a galla.

E' già da tempo che questa discussione viene posta...fin dagli scontri tra il presidente Cossiga e il Csm..Questioni che con l'andar del tempo si sono moltiplicate. Oggi qualcuno parla addirittura di un piano per sottomettere la politica al potere giudiziario e persino per ostacolare una riforma politica che potrebbe spazzare via la loro autorità.

Comunque voglia vedersi questa “potenza” della magistratura altro non è che il risultato di una politica che non ha mai dimostrato capacità nel riassettare i poteri e ricomporli nel loro ordine prestabilito.

Il potere giudiziario è, nella sua struttura, radicalmente diverso dagli altri poteri..E' un Ordine che non viene esercitato dal complesso dei giudici, ma da ciascuno di essi...e ognuno di essi..(seppur terzo)..come ben sappiamo.. è sempre un uomo! Creare un potere comporta inevitabilmente il sorgere di molti desideri per la sua conquista...e se oggi paiono infrangersi i confini degli uni.. a beneficio o in disprezzo.. degli altri.. le colpe principali appartengono sempre ai legislatori che hanno in mano la leva delle direttive al fine di legittimare e riformarne ogni condotta poco lecita.

La politica avrebbe dovuto farsene carico da tempo: Quando oggi alcune procure e qualche Tribunale paiono sforare dal loro compito molte delle loro colpe ricadono nella mancanza da parte di una politica che, attraverso un doveroso ed attento compito, ne dovrebbe equilibrare e delimitare i confini..Ma non solo quelli! ...Anche quelli della politica stessa che legano gli altri due poteri: Al di là del fatto che si tratta di specifici poteri, diversi dall’Ordine autonomo giudiziario, si potrebbe azzardare che un conflitto permane costantemente allorquando, gli stessi, eletti in Parlamento, assurgono alla carica di ministri o sottosegretari, attribuendosi di fatto un ruolo esecutivo che influenza in modo definitivo il lavoro dello stesso gruppo parlamentare di loro riferimento...Anche qui, una certa consociazione trova forza e si alimenta giacché gli interessi sono estremamente forti ed i ruoli politici vengono espressi nella comune casa dei Partiti (mai necessariamente ridisciplinati) .



16 feb 2019

ANCORA LUI!!...ma non dovevamo vederlo piu'..

(parafrasando il titolo di una canzone)

Dopo 25 anni Berlusconi...si autoproclama ancora l'”homo novus” della politica odierna..e offende il popolo perche' non lo ha votato.

di vincenzo cacopardo

Sembra che a Berlusconi non sia bastato il burlesco patto di S.Valentino dello scorso anno..dove..per la seconda volta.. attraverso un contratto con i cittadini nell'enfasi dello studio di Porta a Porta dell'amico Vespa..si espone in una scenografia a dir poco triste.

Ancora lui! Si ..il Cavaliere, col solito ed inutile foglio che svolazza sulla mano destra, malgrado i suoi 82 anni, persevera nel volersi impegnare in una sorta di “opera buona” in favore dei cittadini che.. a detta sua.. hanno perso il senno. Un popolo che secondo Berlusconi è invaso dalla pazzia avendo dato in modo sconsiderato il voto agli incompetenti.

Non è tanto per l'età che già di per sé ne compromette l'impegno e non ne garantisce la sicurezza..e nemmeno per soffermarsi sulle sue avventure con la giustizia ...ma per il fatto che Berlusconi.. da oltre venticinque anni.. ha già dimostrato tutto quello che doveva: Che si voglia o no considerare la sua politica buona o cattiva..quello che non si può sopportare è la permanenza di figure come lui che per un quarto di secolo nel quale hanno potuto esprimere la loro politica dall'alto delle posizioni assunte, pretendono ancora di poter offrire innovazione ed affidabilità.

Questa figura imprenditoriale...che oggi si permette di rimproverare un popolo che ha espresso un voto... malgrado abbia già manifestato il suo modo di far politica attraverso un suo Partito dove in tanti si sono rifugiati dopo i pesanti anni di mani pulite che avevano oscurato del tutto la vecchia DC, ha già avuto modo di affermarsi e di dimostrare la sua misura politica e di governabilità. Molto di quello che Berlusconi ha fatto gli è tornato indietro in modo inverso...alcune delle figure delle quali si è servito..persino inadatte. Tuttavia.. al di là di questo... oggi la politica necessita di altro. Di una innovazione ben diversa che proprio figure perseveranti di un vecchio sistema come la sua.. continuano a costringere e reprimere. Con tutto il rispetto che si deve..non ci si può esimere da una considerazione: Figure come la sua.. ed altre ancora legate ai partiti tradizionali. rappresentano oggi una zavorra per la crescita di una politica verso l' innovazione.

14 feb 2019

LA LOGICA DI OGNI RICRESCITA ECONOMICA



di vincenzo cacopardo
Qualunque attività industriale o commerciale che sia ...quando è indebitata ed al collasso..ha solo due vie: il fallimento o l'investimento regolato da un piano fattibile di rientro. Così è per ogni Paese ed anche per la nostra Nazione. Ogni altra manovra sembra sortire un triste atteso epilogo!

Sappiamo ormai che la crisi economica si è generata per cause di un sistema finanziario e bancario mondiale entrato in crisi. Molti hanno sempre dato la colpa di tutto ciò al capitalismo e ad un certo liberismo guidato da potenti uomini d'affari, i quali, non si sono mai curati delle possibili ripercussioni sull'economia reale e quindi delle crisi che si sarebbero riversate nei vari settori produttivi, dimostrando solo di voler giungere all'accumulazione di ricchezze personali, mediante operazioni speculative di alta finanza.

Premessa

Nel recente passato, quando la crisi toccò il suo massimo, gli istituti bancari per evitare processi di svalutazione degli immobili si garantirono, cartolarizzando, detti crediti: Trasformando i prestiti concessi in obbligazioni, vendute, a loro volta, ad altre banche o istituti, tutelandosi nel futuro attraverso il pagamento degli interessi a garanzia. Nella realtà, poi, gli interessi non sono stati mai completamente pagati, per l’incapacità reale di poter estinguere un proprio mutuo. Le banche, al contrario, accumulando beni reali, come gli immobili confiscati, si sono rinforzate anche tramite una liquidità interna dovuta alla vendita delle obbligazioni, arricchendo gli influenti istituti bancari centrali.
Detto questo rimane il fatto che la politica non si è mai veramente interessata a regolamentare questo sistema!.. In teoria si può affermare che una delle principali cause della povertà sia dovuta alle banche: Non v’è dubbio che l’azione degli istituti bancari continua ad influenzare notevolmente determinati processi come l’inflazione...tuttavia ciò non sempre rispecchia la realtà, anche perché le motivazioni dei fenomeni come la povertà sono molteplici e molto più legate a cattive scelte politiche.


In ogni caso le banche, tramite quello che può essere definito il monopolio della massa monetaria, possiedono la capacità di indebitare interi Paesi sotto la morsa del debito pubblico. Se poi, i tassi sono troppo bassi, la quantità di moneta aumenta provocando l’inflazione. Ma anche nel caso contrario le banche riescono ad arricchirsi, in quanto, se la quantità di moneta è bassa, si ha la recessione e quindi la banca si appropria di beni reali confiscati, grazie alle ipoteche imposte come garanzie ai prestiti non estinti.
Nel sistema bancario europeo sembra essersi creato un grande conflitto di interessi: qualsiasi manovra finanziaria che favorisce l’euro, danneggia le altre monete ed allo stesso tempo il loro indebolimento.. danneggiando la maggior parte delle nostre banche che ultimamente hanno investito molto nei gruppi bancari esteri.
Un meccanismo perverso si verifica anche quando le banche prestano denaro virtuale ai Paesi del Terzo Mondo chiedendo in cambio della cancellazione del debito, che il Paese non sarà mai in grado di estinguere. Molto di questo denaro che viene prestato si può dire che sia virtuale, in quanto il sistema monetario si valuta in base alla fiducia che in un dato momento il mondo accorda a quella data moneta.
Qualcuno afferma che "La crisi finanziaria si origina e si sviluppa sempre per l'eccesso di indebitamento che per oltre due decenni è stato consentito a banche, imprese e famiglie: per evitare che l'eccesso di debito privato potesse avere effetti dirompenti sull'economia reale, si è dovuto far crescere il debito pubblico”. Paradossalmente manovre nate per ridurre l'indebitamento ed il rapporto debito/PIL hanno sortito l'effetto opposto. Quando un paese entra in questo vortice, il pessimismo si autoalimenta, l'aumento dello spread comporta un aumento del costo del debito e di conseguenza del deficit...
Il problema che stiamo vivendo e per il quale si potrebbero pagare le conseguenze nel prossimo futuro, è il rischio di una lunga recessione e quindi di una permanente diminuzione del livello di produttività del paese, senza crescita e con un conseguente calo del PIL. Per scongiurare questo rischio occorreva già da tempo, a livello europeo, applicare una regolamentazione più rigida sulla speculazione finanziaria. Una preoccupazione forte in seno ad un’Unione dove diversi Paesi hanno deciso di unire le loro sorti all’Euro che rappresenta sicuramente una credibile difesa, ma anche un motivo di ansia per i Governi e per la stessa Banca Centrale Europea, sia per gli alti costi..che per i continui attacchi speculativi che cercano di trarre profitto dalle recenti difficoltà contingenti.

analisi conclusive
Oggi per superare questa situazione si dovrebbe rilanciare l’economia reale e di questo è proprio la politica che dovrebbe farsene carico. Sappiamo bene che senza crescita vi è maggiore disoccupazione...e l’aumento della disoccupazione può solo portare conseguenze peggiori.
Oltre che un ridimensionamento occorre di certo una regolamentazione! Occorre la ricerca di nuove metodologie anche in tema fiscale per spingere a far pagare le giuste tasse a chiunque... contrastando o, almeno, frenando una mentalità di chi oggi ritiene di subire ingiuste e spropositate richieste di tributi da parte di uno Stato che non aiuta. Insomma.. immedesimandosi con più attenzione nelle problematiche della loro crescita e creando, in tal modo, più equi rapporti ed utili metodologie fiscali di contribuzione.
Tuttavia è pressocchè inutile sperare che il nostro Paese possa crescere senza una politica più aperta verso il debito. Cioè.. impossibile risolvere attraverso quello che si è sempre dimostrato un modesto e difficile taglio delle spese.. quando la via necessaria appare proprio quella di allargare inizialmente il deficit in modo persino esagerato per rientrare poi negli anni.
L'esempio di coloro che fanno intrapresa appare emblematico. Chiunque, fortemente indebitato, possiede una attività commersiale o industriale che sia, ha solo due strade: il fallimento o una espansione attraverso il credito. Naturalmente necessita un progetto di innovazione che possa rendere garanzie alla sua crescita.
Solo le politiche di espansione (necessariamente studiate) che danno sfogo ad una economia più allargata ed alla creazione di infrastrutture pubbliche (soprattutto ad un Sud cui restano indispensabili) potranno riportare su il PIL facendo ricrescere il Paese ..Lo sforamento è necessario per costruire un futuro più sicuro, ed indiscutibilmente l'unico metodo per poter sostenere un rientro nell'avvenire. ..Ogni altra manovra resta fallimentare e sembra sortire un triste atteso epilogo!