31 mar 2016

Oriente-Occidente..la geo politica tra guerra di culture e stato sociale



di vincenzo cacopardo

Sono gran parte quei cittadini (soprattutto quelli più rigidi e pragmatici) a definire guerra di religione e di cultura ciò che sta avvenendo tra Oriente ed Occidente. Per molti di loro esiste il pericolo, non teorico, ma attuale.. che le aggressioni degli estremisti islamici provochino una svolta autoritaria e neofascista in tutta Europa. In questa loro considerazione il rischio è quello di azzerare decenni di paziente costruzione comunitaria e di consolidamento della democrazia. Infine.. per costoro oggi non è più accettabile ciò che altri continuano ad affermare.. dando la colpa all’Occidente ed agli alleati islamici (Arabia Saudita e Qatar) al punto di ritrovarsi in un indesiderato disagio sociale che li spinge ad armarsi o cingersi di cinture esplosive.

Per chi la pensa così.. si tratta di ben altro, di un modo di vivere e di organizzarsi socialmente per cui anche il rapporto di libertà tra uomo e donna viene di fatto compromesso.. poichè non fondato sulla parità. Per questa concezione orientale il modello occidentale si presenta quasi sconvolgente mettendo in discussione la concezione islamica della vita e le stesse prescrizioni volute dal Corano. Vi è quindi una irrecuperabile frattura tra società occidentale ed islamica, cui non può potrà mai porre rimedio quel multiculturalismo oggi tanto in voga nelle grandi metropoli europee. Per chi la pensa così..l'’unica via possibile è quella che l'Occidente imponga agli islamici che scelgono di venire a vivere nel loro territorio.. l’accettazione esplicita dei principi costituzionali del proprio Paese con particolare attenzione per i diritti della donna.

Questa analisi è abbastanza corretta, ma rimane fin troppo limitata.. forse scontata e persino fin troppo facile..poichè non tiene conto di altri presupposti ..cioè..non fa che definire con troppa freddezza quello che è solo il risultato..ovvero la conseguenza di una fase storica che ha visto lo scombussolamento sociale di tutta una fascia mediorientale meta di conflitti e conquiste..subito dopo il finire della seconda guerra mondiale. Credo sia più utile ed importante saper leggere nel suo complesso la storia.. poichè rimane altresì facile fare una critica sulle ripercussioni senza individuare altri motivi che hanno generato, oltre che un consistente flusso di immigrazione verso l'Occidente, anche e soprattutto, la difficoltà di poter costruire le fondamenta di una società islamica culturalmente uniforme al di là di ogni considerazione religiosa. Sappiamo bene che la sharia (cioè la legge religiosa), non è legge civile, ma dovremmo altresì comprendere che tutto il mondo islamico non è uguale.

Uno strano riordino di tutta quella fascia Orientale dove l'Occidente vi ha messo mano anche pesantemente. In sostanza quando si parla di cultura islamica non si può prescindere da una serie di avvenimenti che hanno influito sull'assetto socio-economico. E' inutile nasconderlo.. vi sono evidenti rapporti ambigui e delle "zone grigie" che Arabia Saudita, Qatar e Turchia avrebbero intrattenuto con al-Qaida, l'ISIS e con i terroristi che hanno colpito a Parigi. Nonostante ciò poco si continua ad approfondire in proposito. Vi sono riconosciuti rapporti tra l'America e i paesi in questione. Antiche e strette relazioni dell' Arabia Saudita... anche col Regno Unito, da cui acquistano attrezzature di difesa per miliardi di dollari. Tali accordi hanno permesso a questi Stati di garantirsi un approvvigionamento energetico duraturo in cambio della protezione nell'affrontare i comuni avversari nella regione, in particolare il nazionalismo arabo e l'Iran. Questo accordo, stabilito con la feudo-monarchia saudita, insieme al legame strategico intrattenuto con Israele soprattutto dal 1967 in avanti, è il nucleo attorno al quale ruotano tutte le politiche statunitensi nell'area mediorientale e dal quale discendono gli scombussolamenti odierni: I sauditi, forti dell'alleanza militare con gli USA e intenzionati a portare avanti la loro politica egemonica (anche dal punto di vista religioso) dentro il mondo islamico, hanno finanziato i mujahidin afghani contro l'URSS negli anni '80 e foraggiato Saddam nel conflitto contro l'Iran sciita.

Il contrasto generatosi non può non vedersi e valutarsi in un contesto sociale: Agli Stati dell'Occidente è importato assai poco di quanto l'Arabia Saudita fosse una teocrazia islamica..poichè è sempre risultato elemento completamente estraneo al concetto stesso di democrazia così come si è sviluppata in Occidente. Ed è per questo che tutte le guerre recenti sono state fatte non già per togliere di mezzo gli Stati teocratici ostili, quanto invece per eliminare quei paesi che, pur in mezzo a grandi difficoltà e contraddizioni interne, erano laici e tendenzialmente secolarizzati come Iraq, Libia e Siria. Vi sono indubbiamente una lunga serie di contraddizioni che hanno fatto perdere credibilità allo stesso Occidente".

Certe procedure, invece di stroncare il terrorismo internazionale nel nome del quale l'Occidente dice di essere in guerra dal settembre 2001, non hanno fatto altro che allargare a dismisura il bacino dei suoi potenziali aspiranti disseminandoli dovunque. Tutto ciò ha portato gli effetti di cui oggi tanto si parla e si discute e ci sembra davvero strano poter imporre principi nel nostro Paese, quando da un altro lato si pretende di esportare ipocritamente una democrazia. Quindi.. nel nostro Paese pretendiamo che essi siano fedeli ai principi costituzionali..mentre nella fascia orientale perseveriamo attraverso subdoli interessi rinfocolando l'integralismo. Se a questo aggiungiamo la mancata lungimiranza di non avere previsto l' enorme ondata di immigrazione verso l'Europa, generato dalle guerre operate in IRAQ e LIBIA..possiamo accorgerci di quanto questo interesse verso l'Oriente, non ha mai guardato verso una vera integrazione sociale, ma solo in direzione si interessi precisi.

Con ciò si devono prevedere e combattere le pericolose azioni terroristiche degli integralisti, ma non è nemmeno scontato metterle in relazione con la cultura ed il credo del popolo islamico. (Sarebbe come ammettere che il fenomeno mafioso sia legato alla cultura dell'intero popolo italiano, quando è di tutta evidenza che si sia formato nel contesto di alcuni spazi di un territorio sottosviluppato e poco attento ad infondere cultura).

Oggi si tende giustamente a difendersi attraverso i mezzi dell'intelligenze, (e meno intelligentemente con la forza delle bombe) ma non ci si spinge a comprendere alla base il vero problema che tocca le origini che hanno generato queste assurde reazioni. Se.. è più che giusto che gli islamici nel nostro Paese prestino fede ai nostri principi costituzionali, dovremmo contemporaneamente spingerci a comprendere lo stato sociale in cui queste stesse popolazioni hanno vissuto e vivono in questi anni e la lunga serie si ricatti e soprusi che hanno dovuto subire anche per le colpe e gli interessi di buona parte dell'Occidente .Se oggi si vuole provvedere ad una soluzione che aiuti tutti ..sarebbe più utile proporre e mettere in atto un'azione di considerazione e di maggior rispetto per tutti i popoli..ossia un intervento culturale, e di ri stabilità sociale oltre che economica, che possa meglio far comprendere ed appianare gli errori di ambedue...Solo il dialogo potrà aiutare..
Al contrario..come affermerebbe qualunque bravo cristiano ed ogni equilibrato islamico .. vi sarà solo altra violenza!




30 mar 2016

un commento all'analisi di Alberoni sul grande movimento islamico

ABBIAMO AGITO IN RITARDO E CON ESTREMA  IPOCRISIA

Se c'è una cosa che mi viene difficile comprendere è quella dell'assoluta sicurezza di ciò che oggi si ostenta ad affermare. Chiunque... professori o grandi sociologi..sembrano avere la verità in mano schierandosi da una parte o l'altra ed evitando di approcciarsi ad una analisi più profonda. Non esiste una verità assoluta e certa quando il tempo ormai trascorso non ha generato alcun impegno verso una visione più lungimirante. In questa storia le prese di posizioni non potranno mai appagare la ricerca di una verità assai difficile da stabilire ed ogni azione militare di bombardamento non potra' mai rimettere a posto alcunche'.
Questo articolo scritto da Alberoni è l'esempio di chi, pur affermando alcune verità, non si sforza di vedere in un'ottica più oggettiva che possa responsabilizzare un po' tutti: Una faccenda dove pare che.. sia l'Occidente ...come l'Oriente abbiano colpe ben distribuite. E' pur vero che gli uni si sono sentiti invincibili e superiori agli infedeli e che hanno considerato la loro sharia infinitamente superiore ad ogni forma di diritto europeo,.. ma è altrettanto vero che l'Occidente ce l'ha messa tutta per farsi odiare anche attraverso la forza dei mezzi d'informazione che hanno sempre e solo rivendicato gli eccidi e gli atti terroristici senza mai andare a fondo sul tema di base. Il circo mediatico ritiene sempre di svolgere il suo compito al meglio...mettendosi all'opera diverse volte attraverso una informazione politicamente comoda, ma non del tutto completa.

Vi sono evidenti rapporti ambigui e delle "zone grigie" che Arabia Saudita, Qatar e Turchia avrebbero intrattenuto con al-Qaida, l'ISIS e con i terroristi che hanno colpito a Parigi. Nonostante ciò poco si continua ad approfondire in proposito. Vi sono riconosciuti rapporti tra l'America e i paesi in questione. Antiche e strette relazioni dell' Arabia Saudita... anche col Regno Unito, da cui acquistano attrezzature di difesa per miliardi di dollari. Tali accordi hanno permesso a questi Stati di garantirsi un approvvigionamento energetico duraturo in cambio della protezione nell'affrontare i comuni avversari nella regione, in particolare il nazionalismo arabo e l'Iran. Questo accordo stabilito con la feudo-monarchia saudita, insieme al legame strategico intrattenuto con Israele soprattutto dal 1967 in avanti, è il nucleo attorno al quale ruotano tutte le politiche statunitensi nell'area mediorientale e dal quale discendono gli scombussolamenti odierni: I sauditi, forti dell'alleanza militare con gli USA e intenzionati a portare avanti la loro politica egemonica (anche dal punto di vista religioso) dentro il mondo islamico, hanno finanziato i mujahidin afghani contro l'URSS negli anni '80 e foraggiato Saddam nel conflitto contro l'Iran sciita.

All'interno dell'area mediorientale vi sono diverse formazioni etniche e tribali con differenti confessioni religiose. Sappiamo che le più conosciute ed accese tra di loro sono quelle sunnite e sciite. Queste due.. spesso nel corso della storia orientale.. sono entrate in conflitto tra loro per questioni di predominio. Sembra quindi abbastanza chiaro che facendo leva su questa particolare debolezza..si sarebbe acceso di conseguenza un fuoco su tutto il Medio Oriente.

Le esaltazioni esecrabili e vili dei terroristi islamici nascondono quindi tante verità e non una sola. Oggi costoro vengono persino protetti dalle nostre leggi liberali, mentre l'Unione Europea è sempre rimasta a guardare senza mai aver creato un esercito ed una sicurezza per le deboli frontiere.
Tutto ciò non potrà mai giustificare ogni strage terroristica sia che essa avvenga in Europa o in Pakistan, ma accende sicuramente un faro sulle evidenti ipocrisie di un Occidente che si è sempre dichiarato in favore delle libertà democratiche, ma che in realtà.. tali libertà ha continuamente oltrepassato. 
vincenzo cacopardo




CI ODIANO DA UN SECOLO E NOI SIAMO RIMASTI A GUARDARE
di Francesco Alberoni
Ancora qualcuno non ha capito che i jihadisti che stanno colpendo l'Europa non sono terroristi isolati, ma fanno parte di unico grande movimento islamico che va dalle Filippine all'Africa.Cent'anni fa gli europei erano padroni di quasi tutto il mondo, in particolare dell'ex impero ottomano, tagliuzzato in protettorati o occupato direttamente come in Libia e Algeria. Parallelamente, per secoli i musulmani avevano dominato l'India, l'Indonesia, gran parte della Russia meridionale, tutto il Medio Oriente, un terzo dell'Africa e l'Europa fino a Vienna. La loro fede li aveva invitati a islamizzare l'Europa. Si sentivano invincibili, superiori ai cani infedeli e consideravano la loro sharia infinitamente superiore al diritto europeo. Per questo anche quando gli europei sono diventati i dominatori del mondo, loro non hanno mai accettato la civiltà occidentale: la subivano digrignando i denti. Poi un giorno si sono svegliati e, ricordando la loro gloria passata, è nato un movimento per tornare alle origini. Sono stati gli imam e gli intellettuali a mettere in moto il processo. L'integralista Arabia Saudita ha così riempito l' Europa di predicatori che hanno propagandato fra i giovani il compito di distruggere l'Occidente.


E poi hanno dato loro soldi e armi. Oggi costituiscono un vero e proprio esercito organizzato, del quale però gli europei e gli americani si sono accorti tardi, pensando in realtà di trovarsi di fronte a terroristi isolati. Ma quando Bin Laden ha fatto saltare le Torri gemelle, da tutto l'islam si è alzato un grido di esultanza, perché anche fra i musulmani moderati c'è ammirazione per i guerrieri di Allah. E quando gli americani, che non hanno mai capito cosa succedeva, hanno abbattuto i regimi laici, le bande jihadiste sono andate al potere con massacri paurosi. Poi si sono infiltrati dappertutto anche in Europa,


29 mar 2016

Incedere ristretto e provinciale di un sindaco d'Italia


La vecchia contrapposizione dialettica destra- sinistra..sembra oggi del tutto soppiantata da logiche primarie di maggiore importanza come quella nord-sud che continua ad incidere sullo sviluppo dell'intero nostro Paese
di vincenzo cacopardo

Se è vero che il premier Renzi si preoccupa in prima persona di intervenire per la formazione della giunta della sua amata Firenze..è anche vero che non si è mai davvero preoccupato di intervenire a favore di un Sud ridotto ormai al lumicino. Il suo pensare in modo continuo alla città di cui è stato sindaco prima dell'arrivo a palazzo Chigi è stato più volte sottolineato da questo Forum. Il passaggio della poltrona al fedele Nardella, nella qualità di nuovo primo cittadino, dimostra il particolare attaccamento alla sua città al punto di voler coordinare una super giunta con tutti i fedelissimi.

Dopo il vertice da lui voluto in presenza del sottosegretario Luca Lotti e Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti e fidatissimo consigliere di Renzi, sembra si sia stabilita l'entità delle opere da mettere presto in cantiere per la amata città di Firenze ..(oltre all'aeroporto con la nuova pista..la tav.. e la linea tranviaria) con costi che superano i 230 milioni di euro di cui il governo ne ha già stanziati 100...altre opere da studiare. Insomma..tutto si fa per la sua città mentre a sud il paese si spegne definitivamente...Sappiamo da tempo quali colpe ha avuto una certa politica locale nel territorio meridionale, ma rimane di tutta evidenza l'indifferenza di un governo tutto proiettato verso la Toscana ed il Nord.

Viene da domandarsi..come può ancora un Sud apprezzare la politica di un premier tanto distaccato!..D'altra parte ..come si può pensare che un toscano così saccente come il nostro sindaco d'Italia possa davvero interessarsi alle problematiche del Sud?. Come potrebbe mai capirle quando rimane rinchiuso nella ristretta visione della sua regione circondandosi dell'entourages dei suoi adepti conosciuti durante la permanenza nel palazzo comunale della sua amata Firenze? Per lui la Toscana rimane la vera regione sulla quale far crescere l'intero Paese..senza percepire l'importanza di un serio problema che investe una enorme parte della nostra penisola e che potrebbe farla sprofondare trascinandosi appresso le bellezze di tutte le altre regioni più stabili e forti...Ragione per la quale riesce davvero più comprensibile definirlo “sindaco d'Italia” e non un vero premier statista.

Le problematiche del mezzogiorno sono state appena sfiorate e mai poste con cura sul tavolo di lavoro del Capo del governo..sia per la totale mancanza di idee in proposito ..sia perchè sono state viste come un pesante fardello che era meglio mettere da parte privilegiando il vari bonus che avrebbero portato molti più consensi. Sarebbe.. al contrario.. indispensabile un progetto Nazionale, anche con il coinvolgimento di una Comunità europea che guardi con lungimiranza e con logica.. nella sostanziale congruenza delle infrastrutture inerenti per un progetto di sviluppo diversificato nelle aree del Sud.

L'italia non è Firenze!..E questi fatti restano una prova provata del forte provincialismo che avvolge una figura politica arrivista ed arrampicatrice come Renzi.. tanto acclamata per la sua loquace parlantina.


25 mar 2016

Virginia Raggi difende il bene primario


Dal PD risuonano i tamburi dell'incompetenza
di vincenzo cacopardo
E ti pareva non potesse essere così!!
E' bastato che la candidata del Movimento 5Stelle Raggi accennasse ai microfoni di SkyTg24 sui provvedimenti che avrebbe preso attraverso il possibile ricambio ai vertici dell'Acea ed il metodo secondo il quale una tale azienda possa trarre utili, per scatenare un autentica bagarre! Non è mancata la reazione da parte degli altri partiti sulla possibilità di andare a toccare la società ( la municipalizzata che gestisce a Roma acqua, energia e gas che chiude un bilancio con 50 ml di utili) scatenando un autentica bufera contro la neo candidata....Come se una candidata di qualsiasi Partito non fosse in grado si esprimere una propria idea in proposito ad una azienda sotto l'amministrazione capitolina che lei stessa avrebbe diritto di controllare...

La Raggi non è d'accordo con alcuni principi che stabiliscono i profitti sull'acqua ritenendo, al di là dell' utile riportato dall'Azienda, che la tipologia di gestione è in netto contrasto con il risultato del referendum del 2011..Per la candidata dei 5 Stelle...insomma ..è davvero improprio che con un bene essenziale come l'acqua si debbano trarre profitti! E' inopportuno trarre utili a spese dei cittadini quando il bilancio potrebbe chiudersi con meno utili..non mancando però di proporre investimenti sulle reti. Tutto ciò anche a conoscenza che la società, pur avendo una maggioranza capitolina, ha una buona percentuale di azionariato pubblico..

Sembra che le sue parole abbiano sconvolto gli altri candidati ed una certa politica sussistente nel territorio..arrecando anche pesanti conseguenze sul titolo in Borsa e conducendo la candidata Raggi nel mirino del maggior Partito del Paese: il PD, infatti, non ha mancato di denunciarla come una sprovveduta.. Queste le parole del senatore Esposito..che in proposito ha chiesto persino l'intervento della Consob: "Le dichiarazioni di Virginia Raggi su Acea sono una strabiliante dimostrazione, nel migliore dei casi, di incapacità personale e della maniera pressapochista con cui i 5Stelle pensano di gestire il bene pubblico”. Si è successivamente ripetuta una reazione a catena di interventi tra cui Orfini e Ranucci che ha persino chiesto l'intervento dell'Antitrust. Infine il candidato Giachetti che definisce i 5Stelle dilettanti allo sbaraglio.

Virginia Raggi si difende assicurando che sarà difficile fare passi indietro in proposito a ciò che si vuole proporre e sottolineando come gli attacchi inferti su ogni proposta operata dal suo Movimento viene costantemente presa di mira attraverso reazioni pretestuose che manifestano l'evidenza di aver ricevuto un duro colpo, ma sono sicuramente la dimostrazione chiara di come i 5 Stelle stiano orgogliosamente dalla parte dei cittadini romani.

Ora... se la visione sistemica attuale potrebbe dare ragione ai Giachetti ed Orfini di turno (che parlano di possibile pericolo pubblico, ma che non si preoccupano di speculare sul bene pubblico) bisogna anche capire che l'azione di rinnovamento portata dai 5Stelle si fonda proprio sul contrasto alla base di tale sistema che pretende di premiare persino gli interessi ed il guadagno in borsa su titoli che includono beni particolari e specifici per la società (che già si è espressa attraverso un referendum) e sui quali non si dovrebbe contemplare alcuna speculazione.

Una lettura più profonda dovrebbe lasciare intravvedere due posizioni politiche al di là di ogni interesse o speculazione.. tra quello che fino ad oggi ha rappresentato un sistema..e quello che vorrebbe rappresentare un diverso sistema futuro. Ma non v'è dubbio che in questa lotta di posizioni la Raggi esprime il suo progetto a difesa di un bene supremo.   


Integralismo islamico :Quando tra il vivere ed il morire non esiste differenza


di vincenzo cacopardo

Berlusconi ritiene che siamo in guerra, e non è il solo ad affermarlo. Secondo il Cavaliere l'Italia e l'Europa devono fare la propria parte intervenendo militarmente. Il leader di Forza Italia scorge nell'atteggiamento del premier Renzi ingiustificati motivi, affermando che quello di non prendere iniziative in proposito è sbagliato..ma giustificato solo dal fatto che Renzi non sembra avere influenza alcuna sulle decisioni in seno all'Europa. Berlusconi teme che lo Stato islamico possa arrivare a colpirci in ogni luogo e la necessità di difendersi con decisione resta, oltre che doverosa, sicuramente legittima.

Se da tempo non si è riusciti a costituire una organizzazione sotto la guida dell'Onu su ciò che riguarda l'esodo verso i nostri Paesi(istituzione che da tempo avrebbe dovuto sostenere direttamente tali problematiche) appare più difficoltosa la possibilità di costituire insieme agli altri Paesi dell'unione, con l'impegno degli Stati Uniti, la Russia e l'Arabia Saudita", una coalizione capace di organizzare un intervento militare serio, risolutivo e senza conseguenze. Tuttavia se con un'azione militare deve essere necessario estirpare l'azione dell'isis alla sua base, può anche essere vero il contrario. Se l'Italia oggi ha rischiato poco è proprio perchè si è mossa meno degli altri su azioni di bombardamento verso i paesi dell'oriente più caldi. Un'azione militare contro l'Isis, non pare per nulla possibile con la sola forza delle armi. Occorreva già da tempo una particolare diplomazia coordinata con i Paesi e le massime istituzioni mondiali. Oggi questo è il messaggio e la strada che indica lo stesso Putin rivolto alle Nazioni Unite che definisce miopi le scelte dell'Occidente.

Non so se si ha la percezione esatta di ciò che oggi sta accadendo e non so nemmeno se in tanti si rendano conto di come questi ultimi avvenimenti in Medio oriente stiano di conseguenza cambiando il ritmo e la cadenza della stessa società occidentale. Sta di fatto che siamo tutti a rischio e dentro ad un pericolosissimo momento storico dove ogni integrazione sociale sembra rimanere assai lontana o quasi inverosimile.

Le azioni dei terroristi invitano ad una riflessione scorgendo la totale differenza che costoro hanno della vita e della morte rispetto a noi: Per gran parte degli integralisti islamici che propugnano la jihâd, non esiste un confine tra morte e vita. Un principio insito in loro e che li rende, oltre che più forti e meno interessati alla vita terrena, del tutto insensibili al dolore altrui. Quello che scaturisce è quindi una sorta di lotta impari contro la quale ogni guerra rimane inutile! Se a questo aggiungiamo che in tanti terroristi ormai sembrano nascosti ed inseriti nei paesi europei, le parole di Berlusconi verso la guerra risultano futili..poichè ogni azione di forza non farebbe che ingigantire reazioni terroristiche a catena.

Quale potrà quindi essere la strada più costruttiva, malgrado ogni difficoltà nel percorrerla? Difficile operarla.. ma meno ardua ricercarla attraverso l'immedesimazione più profonda di un impegno verso la diplomazia che guardi al riassetto di tutta l'area infuocata del medio oriente con la collaborazione di ognuno.. anche per l'aspetto riguardante il fenomeno dell'immigrazione. Nel passato le comunità orientali hanno alternato momenti di convivenza più o meno stabili a periodi di forte contrapposizione e questo è avvenuto persino in funzione del mutare delle differenti condizioni politiche.

Mi domando quindi se per disarmare il conflitto religioso tra sunniti e sciiti sia necessario privarlo della sua componente politica..e quanto in realtà possa influire questa componente politica! Se.. in tal modo..si possa rinunciare a quell’identificazione tra la sfera secolare religiosa e quella dell’Islam politico. Bisogna forse partire da qui per comprendere più a fondo al di là di ogni operazione a difesa di uno stato islamico efferato e sanguinario che interpreta il Corano nel modo peggiore ..come per noi alcuni riferimenti della Bibbia poco edificanti e non rispettosi della vita umana differenti da quelli dell'evangelizzazione promossa da Cristo.






23 mar 2016

Dolore per tutti!..


...nell'icapacità di interpretare una costruttiva politica estera

di vincenzo cacopardo

Non si può e non si deve in questo momento poter giustificare qualsiasi atto terroristico, tuttavia resta evidente l'ansia che pervade il mondo intero per l' illogica incapacità di saper interpretare una politica estera che possa offrire maggiore sicurezza alla convivenza tra i popoli. Gli atti terroristici all'aeroporto e in metro nella città di Bruxelles, con urla in arabo raffiche di mitra ed esplosioni.. era nell'aria dopo la cattura di Salah Abdeslam,( il terrorista belga di origini marocchine che aveva condotto gli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi ) non è difficile poter pensare che, per paura che Salah potesse rilevare le mosse eversive, i terroristi si siano mossi prima del tempo.

Ma al di là delle strategie,cui noi non possiamo fornire alcun pensiero, un dato di fatto rimane evidente: Questi terroristi sembrano potersi muovere con assoluta libertà! Se oltre a colpire la stazione metropolitana di Maelbeek hanno.. allo stesso modo.. preso di mira quella che porta il nome di Schuman...il messaggio appare chiaro: Sappiamo che Schuman fu un padre fondatore e parte attiva di quella prima Europa dei 5 dell'acciaio e del carbone..Un messaggio che sembrerebbe rivolto verso quell'Europa che negli ultimi anni non si è mossa in modo appropriato verso un oriente disagiato affrontando le questioni col solo uso delle bombe.Ma dopo quest'ultimo infido attentato che ha coinvolto cittadini innocenti viene da domandarsi se vi siano colpe e responsabilità da imputare all'uno o all'altro.. tali da escludere a priori il bisogno di mettere un punto fermo su ciò che sta investendo l'intero mondo.
C'è chi pensa che l'attacco dello stato islamico non può avere alcun motivo di essere giustificato, ma c'è anche chi afferma che una certa Europa se la sia cercata. Un pensiero che spacca in due l'opinione internazionale. Ma sarebbe oltremodo inutile porsi nell'una o nell'altra posizione ...poichè in tutto ciò non potrà mai esservi una certezza assoluta, ma sempre tanti errori. Le scene a cui si è assistito in questo gravissimo atto di terrore non paiono tanto dissimili da quelle che di continuo ci arrivano dalla Siria o dall'Iraq o dalla Libia: L'Isis intende combattere in Europa con la stessa crudeltà con cui combatte in Medioriente ...e questa Europa assai fragile ed insicura non sembra averlo capito. Sono..infatti.. in tanti che oggi si chiedono come sia possibile che in un momento in cui l'attenzione avrebbe dovuto essere alta... possa essere stato colpito uno scalo internazionale e la metropolitana di una città.. patria della politica Europea. 
Tutto l'Oriente appare infiammato e persino il continente asiatico. Alle problematiche della Libia e l'Iraq..si aggiungono i possibili conflitti fra le due Coree..quella del Pakistan..quella della Siria..quella perenne di Israele contro i palestinesi.. etc. Resta di sicuro un quadro inquietante che pare aspettare solo la scintilla per esplodere in una serie di conflitti che insieme potrebbero divenire apocalittici. Possiamo di sicuro affermare che la politica europea assieme a quella americana non hanno saputo per niente affrontare preventivamente questa lunga serie di problematiche, mostrandosi solo capaci di fomentarle.
Le primavere arabe hanno generato una spinta in più sulla nascita di altri guerriglieri e sappiamo anche che gli Stati Uniti hanno commesso molti errori su questi delicati argomenti di carattere bellico..come il fatto che abbiano armato i ribelli al “regime” di Assad. Sembrerebbe che lo stesso “califfato”, ossia lo “Stato Islamico” – continui a combattere con armi e mezzi forniti dagli stessi Stati Uniti. Come siano arrivate queste armi in mano ai terroristi sembrerebbe restare ancora poco chiaro!
La questione Siria, (con Assad che sembrerebbe reprimere con forza e col sangue ogni ribellione al suo regime)... pare sia sempre stata proposta come motivazione da parte di Washington per poter agire anche in forza dei finanziamenti forniti dai regni sauditi. Ma l'idea di rovesciare in tal modo regimi.. (per nulla limitrofi e di pertinenza americana).. ha generato solo un odio perpetuo ormai quasi difficile da coprire. In più sia l'Europa che l'America non hanno mai dato conto al richiamo della Russia contro la condanna del regime siriano...ed oggi anche la Turchia provoca i suoi problemi al confine.

Dopo le stragi di Parigi sembrava essersi risvegliata l'accortezza di tener conto dell'importanza di una strategia comune condivisa con Putin anche attraverso i servizi segreti di tutte le forze in campo. Una strategia che avrebbe permesso all'intelligence di operare con più efficacia e consapevolezza contro gli efferati terroristi dell'ISIS. Tutto rimaneva prevedibile e scontato ed è talmente impensabile rendersi conto di come la politica estera europea.. unita a quella americana.. abbiano potuto commettere simili errori non avendo saputo leggere in lungimiranza ciò che qualunque singolo cittadino avrebbe potuto intuire ed il cui conto salato tutti stiamo pagando...Solo oggi dopo tanto sangue versato ..si parla di una intelligence europea!

La lunga serie di attacchi aerei susseguitesi nelle aree conquistate dai guerriglieri dell'Isis sembrano..poi.. continuare a generare tanta morte di innocenti..poichè le forze francesi.. con l'intervento anche della Russia.. si sono viste condizionate con reazioni ed attacchi poco produttivi. In questo quadro la posizione del governo Italiano rimane ancora la migliore. Oggi si continua a bombardare..quasi condizionati.. senza risolvere il nodo del problema e coinvolgendo tanti innocenti che hanno la sventura di vivere in quei Paesi martoriati. Ma se un vero condizionamento vi è... questo si ravvisa tristemente sull'imposizione di una forza distruttiva che sembra quasi aver lasciato campo libero alla prova di nuovi armamenti sofisticati da dover collaudare per un futuro nuovo mercato.

Tutto ciò non potrà mai vedersi separato da un coinvolgimento che vede guerre e bombardamenti continui in gran parte del medio oriente e sembianze di serenità in buona parte dell'occidente.. tali da far apparire ciò in una particolare dicotomia con il risultato di non percepire a fondo che nel mondo intero (come anche in una più piccola realtà di una nazionale), non sia mai possibile poter star bene quando l'altra metà vive nella povertà e sotto il fuoco ed il terrore dei bombardamenti.  

21 mar 2016

PD..un Partito divorato al suo interno

di vincenzo cacopardo
Già da tempo vi è una forte polemica all'interno della maggioranza e minoranza del Pd, qualcuno pensa al periodo d’oro dell'Ulivo..qualche altro dimentica di pensare..ma sembra chiaro che una sinistra italiana non esiste più..E' stata divorata dalla corrente della ex Margherita che l'ha ingoiata quasi del tutto..producendosi in un centrismo oltre misura che lo vede ormai sulle linee di una vecchia corrente DC. 

Domenico Cacopardo in un recente articolo ci spiega che nella realtà i governi dell'Ulivo sono stati due: il Prodi 1 (1996-1998) e il Prodi 2 (2006-2008). “Ma cos’era l’Ulivo? Era la coalizione di excomunisti (DS) ed exdemocristiani (Margherita) cui si associavano tutte le altre sigle che popolavano la galassia della sinistra nazionale. La cifra più significativa di questa formula era la rissosità, visto che ogni questione interna e internazionale provocava una serie interminabile di distinguo e di dissociazioni, sino a quella di Bertinotti, nel 1998, che determinò la caduta del governo, e a quella di Mastella che, colpito per via giudiziaria dall’iniziativa del sostituto procuratore Luigi De Magistris e non sostenuto dal primo ministro, si dimise provocando la dissoluzione della formula politica e nuove elezioni che dettero la vittoria a Berlusconi.”

Dopo la stentata vittoria di Bersani (politico onesto, ma senza un forte carattere) che ha visto poi cedere il premierato a Letta per poi passarlo a Renzi, la politica all'interno del Partito ha visto un andamento in direzione della vecchia Margherita (dove risiedevano figure e progetti di matrice democrisitana).. inchinando il Partito in favore di un renzismo sempre più esasperato.

Riguardo a Bersani quindi... credo che il suo vero problema sia l'incoerenza con le proprie idee: Bisogna saper essere coerenti con se stessi prima che col prossimo o con un partito... soprattutto quando si è un esponente politico.. Quello che più conta è la fedeltà col proprio pensiero! A che vale esprimere il proprio modo di pensare per poi seguire gli ordini di una maggioranza di un partito che impone di pensarla in tutt'altro modo? Quindi ci si dovrebbe allontanare definitivamente da quei principi che non si condividono combattendo per contrastarli. Questa regole è fondamentale e resta legata ad un altro principio che regola i rapporti col proprio elettorato: E' sbagliato dire che non vi è un vincolo di mandato per poi restare soggiogati al volere di un Partito, ma è ancora più sbagliato non pensare che...quel che maggiormente conta... è mantenere fede ai proprio modo di pensare. Questo rimane il vero vincolo per un politico che ama le proprie idee ed i propri principi per i quali è stato promosso da un elettorato. 

Per quanto riguarda il PD ..infine..con l'odierna politica di marcata ed assoluta determinazione accompagnata dalla sovrabbondante comunicazione messa su da Renzi..sarà difficile non possa frantumarsi nel tempo breve. L'attuale crisi politica tocca da vicino questo grande contenitore di consensi che appare ormai come la rifondazione di una logora DC che tanto piaceva nel dopoguerra e negli anni del boom, ma che oggi pare interpretarsi come un blocco verso l'idea di innovazione per un vero cambiamento funzionale.














Raggi.. potenziale vincitrice..nel difficile compito


vincenzo cacopardo

Secondo Berlusconi.. che ancora pensa di poter dire la sua in politica.. il movimento 5 Stelle è un partito "pauperista e giustizialista" e per quanto riguarda le amministrative di Roma un ballottaggio a livello nazionale tra Pd e M5S vedrebbe vincente i secondi e sarebbe quindi una catastrofe"

Questa storia di dover guardare alla vittoria del Movimento 5 Stelle come una catastrofe ha un po' annoiato.. non soltanto per il fatto che è di tutta evidenza la difficoltà che avrebbe un qualsiasi possibile amministratore sindaco nella città capitolina, ma perchè il continuo denigrare la gestione da parte dei candidati del nuovo Movimento pentastellato, non può perdurare nel focus di una discussione politica di chi ritiene di essere l'unica forza in grado di saper far bene. L'auto esaltazione è sempre rimasta accesa nel percorso politico condotto dal Cavaliere..

Virginia Raggi..al di là della sua matrice politica nel Movimento di Grillo, appare come una donna determinata e sensibile ai temi della città romana. Il suo percorso professionale nel passato l'ha vista lavorare in campo legale. E' un avvocato 37enne, già consigliera capitolina con l'amministrazione Marino. La Raggi afferma di essere una candidata pronta al confronto con la città..queste le sue parole: "Da quando sono entrata in politica ho avuto modo di confrontarmi con la città e di vedere anche attraverso piccole cose come si possa riuscire a far stare bene i cittadini, cosa per noi fondamentale". "La sconfitta è un'ipotesi remota, i cittadini sanno quanto è importante ripulire questa città".

Dichiara anche che la questione della legalità sarà il suo cavallo di battaglia e che il suo proposito è quello di partire da questo: "Dobbiamo ricominciare a fare le gare pubbliche e portare trasparenza nella gestione dei soldi pubblici. Sia mafia capitale che l'illegalità sugli appalti hanno prosperato nelle amministrazioni percedenti e il M5S non c'è mai stato, c'erano il Pd e il centrodestra. Che vengano a fare la morale sulla corruzione quando l'hanno fatta loro, fa sorridere se non inorridire".

Certo non possiamo che augurare alla graziosa signora Raggi ogni auspicio per la sua determinazione e per la volontà ed il rispetto verso i temi della legalità, ma vorremmo anche non rivedere figure come tanti ( onesti e predisposti verso la legalità) non riuscire a porre alcun limite a tali questioni ..limitando persino il funzionamento dei servizi principali della città. Questo Paese ha visto già parecchi sindaci che in nome della legalità hanno conquistato la poltrona.. trascurando ogni impegno verso un funzionamento più utile dei servizi a beneficio dei cittadini.

A dispetto di una politica vecchia ed incancrenita persino sulla ricerca di personaggi che hanno già dimostrato i loro limiti..vogliamo..anzi dobbiamo credere che questa non sia la sola strada che vorrà intraprendere la Raggi, (qualora venisse investita della pesante carica)...  e che il suo impegno possa svilupparsi verso una immagine della città di Roma più ordinata e meglio servita nel difficile complesso del suo funzionamento ..tuttavia rimane il nodo delle vere capacità amministrative che lei stessa potrebbe risolvere attraverso la definizione di una squadra più utile e competente. Resta comunque sempre difficile per ogni sindaco di questo nostro Paese.. poter operare senza quelle necessarie risorse che i tempi non concedono più.




18 mar 2016

Renzi- Berlusconi..nell'ombra di un nuovo Nazareno?:..

di vincenzo cacopardo

Anche in politica si vive di congetture: Molti avvenimenti potrebbero non essere causali nascondendo indubbie strategie. Si può provare a ricavare una lettura anche se non del tutto certa e sicura negli atteggiamenti poco chiari dei Partiti che oggi si sforzano di restare in vetrina al fine di affrontare campagne politiche per le amministrative di grande effetto ed importanza. Tuttavia sembra del tutto evidente (al di fuori di improvvisi opportuni ripensamenti)la voluta dispersione dei candidati per Roma ricercata dalla destra di Berlusconi in favore di Renzi...che insieme si propongono l'edificazione di un fantomatico partito della Nazione infinocchiando il popolo che in parte ignora ed in parte finge di non comprendere...La paura del terzo incomodo pentastellato induce ad una ricerca di un inconcepibile ridicolo Partito definito “della Nazione” per attrarre l'attenzione dei cittadini. Un'altra invenzione di una politica vecchia che ancora richiama le tante pecore di questo assurdo paese all'ovile..

Il nuovo piano succeduto al primo Nazareno.. non può cogliere impreparati i più avveduti esperti nella politica dei giochi e delle subdole alleanze della politica nazionale: Un Berlusconi ormai anziano deve proteggersi dalla politica di falsa rottamazione ed ipocrita innovazione guidata da Renzi che potrebbe colpire anche le sue aziende. Per tenersi ancora a galla politicamente si aggrega, ben simulato, con le poche forze rimastagli a quelle del partito dello spavaldo fiorentino: La sua percentuale di voti non può ostacolare quella del PD nelle amministrative di Roma..Milano e Napoli, ma potrebbe permettere (soprattutto nella capitale) di ostacolare una vittoria al ballottaggio della candidata a sindaco del Movimento 5Stelle Raggi....In definitiva la dispersione dei voti sulle diverse candidature non potrà mai permettere una ben che minima vittoria di qualunque forza politica di destra..lasciando in corsa il candidato del PD favorito dal Premier . Con tale promessa di un.. ipotetico quanto immaginario.. partito della Nazione, il cavaliere potrebbe sempre rimanere agganciato alla vetrina politica di questa vecchia politica incomprensibilmente riesumata..

In questo incomprensibile quadro che avanza.. i dati odierni dei consensi ai Partiti sulla politica nazionale mettono in luce, ancora una volta, la defezione di una consistente parte della popolazione: Tiene ancora il partito di del sindaco d'Italia Renzi con circa il 34%, si ferma il Movimento 5 Stelle al 24,5%. Il Carroccio resta comunque inchiodato sul 14% circa e Forza Italia al10,5%. Ma quella che resta intatta è il dato sull'affluenza ferma ancora ad oltre il 58%...e l'evidente blocco che non lascia sperare ribaltamenti o altri significativi segni positivi per nessun Partito.


Pagare per inquinare!!


A Palermo nasce la nuova invenzione dell'inquinamento a pagamento. La geniale manovra di una giunta incapace di mettere in atto azioni più avvedute ed efficaci.
di vincenzo cacopardo

Questo rimane in sintesi il contenuto di un provvedimento talmente illogico quanto di specifico interesse per le casse di una giunta impedita e sprovveduta che non riesce a far forza su idee più valide nella ricerca di soluzioni per un piano traffico ed una viabilità più sensata.
Il tutto si riduce quindi ad una semplice manovra che ha per scopo imporre una nuova gabella ai cittadini già stremati e non un vero piano anti inquinamento..in parole povere: Se vuoi inquinare devi pagare..e basta!!

Oltre alla indecente imposizione, sembra nascere il caos più totale di fronte ad una assenza di comunicazione di come..quando.. e dove.. si deve pagare tale balzello e tanti cittadini si sentono scoraggiati oltre che abbandonati in un 'assoluto silenzioso disservizio. 

Nello stesso tempo la città di Palermo offre una immagine disagevole con servizi pessimi, sporcizia dappertutto, buchi e fossi a quantità ..allagamenti ed un traffico indecente! Ma l'importante adesso.. per la inabile giunta al comando.. sembra essere la premura di incassare al più presto!

Questa storia dell'inquinamento a pagamento offre uno spunto per sottolineare quanto nelle città più povere di un Sud ormai abbandonato... sottomesso a qualsiasi potere amministrativo locale.. si possano più facilmente attuare provvedimenti più iniqui oltre che inefficaci...stremando un cittadino ormai da tempo indifeso e frustrato. 

Si rimane schiavi di disposizioni che sembrano espedienti posti in atto per rimettere in sesto i bilanci malandati della pessima giunta di turno facendo ipocritamente apparire ciò come fosse per l'interesse della salute stessa degli abitanti: Una propaganda ingannevole sulla quale si gioca spesso con estrema determinazione non avendo alcuna capacità di saper ricercare le soluzioni più giuste e funzionali. 

17 mar 2016

UNA NOTA PERSONALE AL NUOVO ARTICOLO DI DOMENICO CACOPARDO



La chiamano narrazione, ma il suo vero nome è mistificazione. Eccone un esempio. L’ultimo.Nella polemica tra maggioranza e minoranza Pd, torna di continuo il richiamo all’Ulivo, come un periodo politico d’oro per la sinistra italiana. A dire il vero, il primo a evocarlo è stato evocarlo è stato Bersani seguito a ruota dallo stesso Renzi.

Nella realtà i governi dell’Ulivo, in senso proprio sono stati due: il Prodi 1 (1996-1998) e il Prodi 2 (2006-2008). Cos’era l’Ulivo? Era la coalizione di excomunisti (DS) ed exdemocristiani (Margherita) cui si associavano tutte le altre sigle che popolavano la galassia della sinistra nazionale. La cifra più significativa di questa formula era la rissosità, visto che ogni questione interna e internazionale provocava una serie interminabile di distinguo e di dissociazioni, sino a quella di Bertinotti, nel 1998, che determinò la caduta del governo, e a quella di Mastella che, colpito per via giudiziaria dall’iniziativa del sostituto procuratore Luigi De Magistris e non sostenuto dal primo ministro, si dimise provocando la dissoluzione della formula politica e nuove elezioni che dettero la vittoria a Berlusconi.

Il 1998, dopo il voto di sfiducia (e dimissioni) di Prodi, vide mettere in scena l’unico governo della seconda Repubblica parente dell’attuale gabinetto Renzi. Anzi l’unico reale precedente alla formula attuale.Infatti, con la regia di Francesco Cossiga, nel 1998, prima ancora della crisi, andò formandosi un nuovo partito, l’Udr (Unione democratica per la repubblica), segretario Clemente Mastella, che fu il raccoglitore di spezzoni vari di Forza Italia e di exdemocristiani col progetto sostanziale di permettere che un consistente numero di parlamentari di destra cambiasse schieramento dislocandosi nel centro-sinistra. L’operazione, non apprezzata da Prodi, ebbe la sua sublimazione con la caduta del politico reggiano.

La nuova coalizione, diretta da D’Alema (che con sforzi sovrumani era riuscito a mettere insieme quella vincitrice nel 1996), aveva una solidità parlamentare ben maggiore dell’Ulivo prodiano, visto che la fiducia al governo non dipendeva dagli umori delle piccole frazioni di sinistra, ma dall’apporto massiccio dell’Udr che presto diventerà Udeur. Con questa maggioranza e con questo governo l’Italia combatterà la sua prima guerra del dopoguerra, attaccando, con la copertura Nato, la Serbia.

Insomma Mastella nel 1998, come Verdini nel 2015 con Renzi, permise a D’Alema una specie di politica dei due forni, in modo da consentire con l’apporto dei transfughi del centro-destra quelle decisione che il centro-sinistra puro e duro non avrebbe mai assunto. Certo, la lotta sorda e sotterranea dei prodiani e della Cgil di Cofferati logorò quel gabinetto, tanto che dopo l’esito negativo delle elezioni regionali, cui era stato conferito il significato politico di conferma del consenso o di affermazione di dissenso per l’azione politica del governo, D’Alema fu costretto a dimettersi. Un confronto, quelle elezioni, la cui necessità derivava dal fatto che la coalizione di governo era nata a legislatura iniziata e non aveva avuto alcuna investitura popolare.

Una conferma elettorale –più presunta che reale- il governo Renzi –accusato (a ragione) d’essere nato a tavolino, senza un confronto elettorale- l’ebbe con le elezioni europee del 2014 e l’aspetta ora dal combinato appuntamento delle elezioni comunali di giugno e del referendum di ottobre.

Il paradosso, comunque, è il comune richiamo all’Ulivo, come un periodo d’oro per l’Italia, quando, invece, si è trattato –nei due casi che abbiamo citato- di una formula fondata sulla permanente rissosità dei partner. Non che i governi di centro-destra siano stati esempio di coesione e di unità d’intenti. Ma mitizzare l’Ulivo raccontandolo come l’età politica dell’oro è una vera e propria falsità: tanto è vero che il processo riformista, al di là delle parole, non è stato mai seriamente avviato sino al marzo del 2014, dopo l’insediamento di Matteo Renzi che, con tutte le difficoltà e le deficienze di un ministero nel quale i dilettanti allo sbaraglio erano in maggioranza, ha per la prima volta messo con i piedi per terra una serie di riforme di cui il Paese aveva una urgente necessità.

Certo, come sempre, in politica vige il detto fratelli-coltelli. Tuttavia, gran parte delle ragioni delle dure polemiche di questi giorni non sono ideali ma molto concrete: la fine del potere, nelle sue varie declinazioni degli eredi del mondo excomunista, che ha perso tutte le condizioni di favore di cui ha goduto sino a qualche anno fa. 

Impossibile che il tempo torni indietro. 

Ps: la posizione di Massimo D’Alema ha ragioni diverse. La contestazione, cioè, con argomenti nient’affatto futili, le epurazioni di Renzi, fondate sull’esigenza di occupare spazi e poteri più che di rinnovare, e l’arroganza con la quale sono state effettuate.

Domenico Cacopardo


Eccellente analisi proposta dal cugino Domenico che mi ispira ad un dialogo poiché, nonostante la possibile comparazione da lui espressa, vi rilevo piccole ma sostanziali differenze da dover sottolineare! 

Avrei qualche dubbio sul fatto che quello del passato a cui fa riferimento Domenico sia un precedente da paragonare alla formula attuale. In realtà vi trovo differenza nella sostanza oltre che nei tempi: Se in una visione apparente potrebbe dirsi identica, la fase storico politica dei venti anni ormai trascorsi.. ci vede in posizioni assai diverse.

l’Udr (Unione democratica per la repubblica), con il segretario Clemente Mastella, che, come afferma Domenico, raccolse spezzoni vari di Forza Italia e di exdemocristiani col progetto sostanziale di permettere che un consistente numero di parlamentari di destra cambiasse schieramento dislocandosi nel centro-sinistra, esprimeva dei valori ben diversi da quelli degli attuali verdiniani usati da Renzi solo per interessi specifici di opportunità politica.

Non bisogna dimenticare che il movimento virtuale UDR, sponsorizzato da Cossiga, era venuto fuori da esigenze diverse ed aveva assunto una posizione di decisa rottura andandosi ad incuneare fra i due poli in un contesto politico che appariva ormai bloccato. In realtà quei mutamenti e quelle trasformazioni si resero quasi naturalmente necessarie per l’effetto di un’azione assai costretta che un bipolarismo troppo anticipato e non attentamente studiato, aveva determinato. 

Quel movimento si era posto come centro moderato alternativo alla maggioranza e questa posizione aveva creato non poche polemiche fra gli addetti ai lavori che vi avevano identificato la inquietante riedizione di un vecchio partito. Ma la sua azione aveva comunque destato l’interesse di tanti cittadini proprio perché vista nell’ottica di una posizione di rottura nei confronti del sistema bipolare e sembrava dovesse costruire un maggior consenso in quanto…non si proponeva.. nell’immediato..ruoli governativi: Sembrava proprio il successo di una politica innovativa che mirava ad assicurare un’azione dinamica di primaria utilità rispetto ad un’ostinata e costretta governabilità.(Al di là di chi ne ha giovato in modo interessato..potremmo quindi non identificarla come vera azione di puro trasformismo...ma forse.. costretta a trasformarsi per dare più vita ad una indispensabile politica di base!)

Molti avevano intuito nel neonato movimento di Cossiga, una posizione politica lungimirante, fluida e più costruttiva, forte del richiamo culturale del momento:una corsa in coerenza col tempo...successivamente dimostratasi..non altrettanto coerente nel tempo. Infatti..non appena entrata a far parte del nuovo governo D’Alema, il grande entusiasmo cessò si esistere: l’ingresso nell’esecutivo e la pretesa di una politica diretta prevalentemente verso l’Europa, non potevano reggere la prova di un Movimento ritenuto ancora virtuale nel Paese.

Ciò che in modo diverso sta avvenendo oggi ..(oltre ad essere la prova provata di un insuccesso di un bipolarismo ormai contrastato da decenni)..pare spinto da futili motivi di interesse..non per contrastare la formula bipolare (come lo fu in passato con l'UDR) attraverso azioni dinamiche proposte con contenuti di una politica di riflessione in favore di una migliore democrazia, ma per puro opportunismo non essendo supportata da alcun progetto...tranne che in favore di una governabilità che pretende persino di cambiare i valori di una Costituzione. Se in quella del passato poteva intravvedersi una azione di trasformismo motivato...in quella di oggi si percepisce di sicuro un'azione opportunista..più che di giustificata trasformazione!

vincenzo cacopardo